Al secondo turno l'azzurro trova Lajovic ATP, Copertina

Berrettini supera Barrios Vera, esordio faticoso ma vincente all’ATP 500 Rio

17/02/2026 23:33 3 commenti
Matteo Berrettini (foto Rio Open)
Matteo Berrettini (foto Rio Open)

Quando vinci c’è sempre qualcosa di positivo, ma la prestazione di Matteo Berrettini all’esordio nell’ATP 500 di Rio è stata modesta sotto il profilo tecnico, con una certa difficoltà nello spingere la palla alle velocità che gli competono, e pure con un servizio che non ha portato quei punti diretti necessari a farlo “lavorare meno” nello scambio. Una versione buona dal punto di vista agonistico e dell’applicazione per il romano, lontana dai giorni migliori per i colpi ma sufficiente a battere Tomas Barrios Vera per 7-6(1) 7-5 al termine di due ore e venticinque minuti di gioco, con in mezzo una pausa di quasi mezz’ora alla fine del primo set per un guasto elettrico sul centrale di Rio che ha mandato k.o. tutti i sistemi, inclusi lo score e la chiamata delle palle. Pure un po’ di di pioggia e un’umidità terribile – vedi i pantaloncini totalmente bagnati dell’azzurro! – che hanno reso il campo pesante e non facile spingere la palla. Infatti sia Matteo che Tomas hanno fatto un certa fatica a chiudere il punto e si sono affidati molto spesso alla smorzata che, in condizioni così lente, può essere una buona scelta. Berrettini avanza a Rio, al secondo turno c’è il lucky loser Dusan Lajovic ad attenderlo.

La sensazione che Berrettini ha lasciato da questo match è di una gran voglia di provarci, applicazione e concentrazione, bravo a cancellare la delusione per diverse chance non sfruttate (solo una palla break trasformata su sei, il match point conclusivo) ma anche di fatica generale nel prendersi il punto nonostante la differenza di qualità tecnica, di soluzioni di gioco e di potenza con Barrios Vera fosse importante. Lo dimostra il tiebreak, davvero ben giocato da Matteo, più dinamico, offensivo e anche capace di far sentire al rivale la sua maggior presenza ed esperienza ad alto livello. Matteo ha giocato piuttosto male in risposta, assai conservativo e raramente teso a prendersi subito un vantaggio, e questo lo ha costretto a correre molto sotto la spinta monocorde ma precisa del cileno che, conoscendo l’azzurro, ha ben pensato di farlo correre a destra e a manca alternando continuamente gli angoli del suo palleggio, una palla da una parte e la seguente dall’altra, inserendo spesso palle corte. Chiara la ricerca di far faticare l’azzurro, e c’è anche riuscito visto che moltissimi scambi sono stati lunghi, a volte sfiancanti. Berrettini si è affidato alla resistenza, fisica e mentale, e molto al back per non dare peso al diritto di Barrios Vera, incappato spesso in errori, ma forse sarebbe stato assai più efficace andare sopra di velocità, prendersi qualche rischio in più al centro con accelerazioni a tutto braccio e così imporre un ritmo che il cileno probabilmente non avrebbe retto o l’avrebbe mandato fuori giri. Invece il match è avanzato perlopiù sui ritmi di Barrios Vera, con qualche strappo di Berrettni alle sue velocità, che gli hanno portato spesso punti ma anche errori.

È possibile che l’azzurro non fosse sicuro per le condizioni, il campo lento, sensazioni non positive, e così il braccio è andata a tutta solo in pochi passaggi. L’esordio in un torneo non è facile e le condizioni in Brasile sono molto diverse da quelle dell’Argentina di pochi giorni fa, e nelle gambe, braccio e testa del romano mancano ancora partite per ritrovare sicurezza, sincronie e la scioltezza per far valere il suo talento. Il momento migliore del match per l’azzurro è stato il tiebreak del primo set, dominato. Forse senza quella lunga pausa arrivata subito dopo, magari sullo slancio avrebbe spiccato il volo e il secondo parziale sarebbe stato meno lungo e faticoso. Ma alla fine Berrettini può trarre buone cose anche da partite come questa, un po’ “sporche”, lente, sofferte, ma che gli consentono di provare colpi e ritrovare fiducia. C’è da lavorare per ritrovare un livello superiore, ma non c’è una scorciatoia che non sia il campo, la partita. Anche se comporta sudare tanto e soffrire un po’.

Marco Mazzoni

 

La cronaca

L’incontro inizia con molti errori ed un paio di accelerazioni “doc” di Berrettini, che in risposta va a prendersi una palla break, ma non la gioca bene, tanto che Barrios Vera muove lo score. Assai più comodo il primo turno di battuta di Matteo, vinto a 15 senza particolari patemi. È enorme il gap di potenza tra i due, tutto a favore dell’azzurro, ma il cileno si muove molto agile sul campo ed è pronto a far correre Matteo mettendo una palla di qua e la successiva dall’altra parte. Fondamentale per Berrettini trovare profondità con la risposta per non lasciare comandare l’avversario, ma in quest’avvio è cauto. Purtroppo Matteo servendo nel quarto game subisce una smorzata perfetta di Barrios Veras e poi commette un doppio fallo che gli costa il 15-40. Se le gioca bene Berrettini, lavora la palla col back, rallenta e poi accelera a tutta col diritto nello spazio aperto, uno schema “classico” da terraiolo potente, ottimamente eseguito. 4 punti di fila e 2 pari. Ogni volta che l’italiano taglia la palla col back di rovescio e trova profondità, il cileno perde la misura, il suo modo di impattare col diritto non è funzionale nel raccogliere bene palle senza peso. Non bene nella ricerca della palla Berrettini quando non comanda, un avvio alquanto incerto (3-2), ma nel sesto game la battuta prende ritmo e quasi non si gioca. Nel settimo game ecco la prima buona smorzata di Matteo, Tomas non la legge, 15-30. Il game va ai vantaggi con Berrettini più attivo nello spingere la palla. Ecco una nuova palla break: Matteo arriva bene sulla smorzata non ottima del rivale e rigioca lungo, preciso. Barrios Vera non trema, trova un buonissimo rovescio inside out dal centro che sorprende l’azzurro. Arriva un altro turno a zero per Berrettini, 4 pari. Si entra nella fase “calda” del set. L’italiano serve sotto 5-4 e inizia a piovere su Rio, su di un campo già bello lento. Il cileno trova una risposta clamorosa che pulisce la riga, 30 pari, e Matteo deve lavorare duro per portare a casa il punto perché ora col servizio non arriva. Un potente diritto vale a Berrettini il 5 pari. Barrios Vera continua a macinare il suo tennis monocorde ma ordinato, mentre Berrettini sul 30 pari è bravo a stanarlo con il solito back di rovescio ne lungo ne corto che mette il rivale in difficoltà. Tomas però non crolla e salva ancora la palla break affidandosi alla sostanza. Non bene in risposta Matteo, non trova aggressività. 6-5. Il game 12 si mette male per il romano con due errori gratuiti di fila, e 15-30. Berrettini trova un rovescio cross vincente improvviso, forse nemmeno ben centrato, ma pizzica la riga laterale. Finalmente arriva una prima palla ingiocabile, a 217 km/h (la più veloce del match) e poi un’altra bordata che gli apre il campo. Tiebreak. La scossa arriva al quarto punto: la prima risposta un po’ più aggressiva e profonda di Matteo provoca l’errore di diritto – per fretta – di Tomas, e il 3 punti a 1. Ecco la giocata del set: lob di contro balzo (pure con piroetta!) e quindi stop volley. Gran dimostrazione di tocco e secondo mini-break, per il 4-1. Poi dentro con la bordata di diritto, si gira 5-1. Il set si chiude per 7 punti a 1 per Berrettini con un errore gratuito di Barrios Vera. Fatica, ma il set portato a casa. Poco spettacolo, qualche rara fiammata di qualità.

L’avvio del secondo set ritarda, è andata via la luce e il sistema di punteggio e controllo delle linee non va. Si riparte finalmente dopo oltre 20 minuti di stop, con Berrettini al servizio. Si è evidentemente freddato l’azzurro che sbaglia troppo e si ritrova sotto 30-40. Barrios Vera attacca, ma non lo fa bene e la volée sul passante non entusiasmante è pure peggio… Buon per Berrettini che ringrazia e vince il game con due errori in risposta del rivale (1-0). Assai più comodo il secondo turno di battuta del romano, con una smorzata di rovescio delicatissima, imprendibile. Tomas continua a provare la palla corta con la sua bizzarra presa col diritto, al cuore del telaio… ma in qualche modo trova sensibilità, come il tocco ottimo sul 30 pari che sorprende l’italiano. 2 giochi pari. Il campo non è rapido la palla corta funziona, la giocano spesso i due, e quelle di Berrettini sono splendide per efficacia. Il servizio invece va su e giù, si trascina un po’ come tutto il match, stenta a decollare. Non accade molto infatti in questa fase, si seguono i turni di servizio con entrambi poco efficaci in risposta. Fino al 3 pari, quando le smorzate fioccano e sul 30 pari Barrios Vera arriva come un lampo sul tocco di Berrettini e la rimette con un tocco tagliato perfetto. Palla break per il cileno. Matteo se la gioca bene: dopo una seconda di servizio assai carica di spin, si sposta a sinistra e tira una bordata col diritto lungo linea difficile, ma vincente. Poi affonda malamente un diritto in rete, poco equilibrio e giocato solo di braccio. Altra PB. Lungo scambio, accorto Berrettini che pensa a spostare l’avversario e provocarne l’errore. 4-3. Finalmente l’azzurro trova un paio di risposte interessanti, e anche rimette bene una smorzata del rivale. Un errore del cileno porta lo score sul 30-40, palla break per Matteo. Lungo scambio, l’italiano taglia col back, cerca di sgonfiare il ritmo di Barrios Vera che però alla fine rompe gli indugi e attacca, col passante di Berrettini largo. Poi il cileno rimette volée bassa contestata dall’italiano, che chiede il tocco al terreno dopo il contatto. C’è la verifica elettronica e una lunga discussione sotto il seggiolone della Tourte, il responso è favorevole a Matteo. È un punto che pesa perché porta una nuova palla break. La lunga pausa non pesa e Barrios Vera attacca, ma troppo conservativo Berrettini nello scambio… 4 pari. Si avanza di nuovo sui turni di battuta, Matteo non riesce a scappare via. C’è una nuova piccola chance sul 6-5, con un diritto lungo del cileno e 15-30. Molto cauto l’azzurro, fino al diritto inside out che finalmente cambia il ritmo e provoca l’errore di Tomas. 15-40, due match point. Finisce subito: risposta profonda, tira corto Barrios Vera e l’azzurro entra col diritto vincente a campo sguarnito. Una vittoria di fatica, troppa per il livello del rivale, ma almeno il successo è arrivato. Next Lajovic. Serve un Berrettini più agile e pronto a prendersi il punto con meno attesa.

 

 

Tomas Barrios Vera CHI vs Matteo Berrettini ITA

ATP Rio de Janeiro
Tomas Barrios Vera
6
5
Matteo Berrettini
7
7
Vincitore: Berrettini


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3 commenti

tinapica 18-02-2026 00:33

Bravo Matte’!
Daje!

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Marco Tullio Cicerone 18-02-2026 00:08

Tanta fatica ma la condizione attuale è questa e dopo l’ennesimo infortunio non c’è da stupirsi e tanto meno da prendere in giro.

Ha bisogno di mettere partite nelle gambe per alzare il livello. Sulle motivazioni di scegliere il sud America ipotizzo che cerchi avversari un po’ meno forti per giocare più partite e forse anche che ritenga di avere bisogno di scambi lunghi per ritrovare meglio i suoi colpi.

Perciò per adesso bene così, almeno un’ altra partita in questo torneo che sarà utile.

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Antonior (Guest) 17-02-2026 23:45

Ho visto pezzi della partita . Sono felice per Berrettini , le vittorie sono sempre un buon modo di proseguire il lavoro e il percorso . Sono contento di vederlo in campo , a spolmonare con quello che ha al momento, con umiltà e voglia su un campo lento e con quell umidità .

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