Si rivede Hyeon Chung: porta il punto decisivo in Davis Cup alla Corea, Argentina eliminata in rimonta
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Quando si torna a parlare di Hyeon Chung c’è sempre un velo di tristezza e rammarico pensando a quello che avrebbe potuto diventare senza i gravi infortuni sofferti, ma ritrovarlo in campo e pure vincente e decisivo è davvero una bella notizia. Non per gli argentini tuttavia: Chung infatti è diventato il grande protagonista della clamorosa rimonta del team coreano nel turno di qualificazione in Davis Cup, con una vittoria su Trungelliti (6-4 6-3 lo score) nel quinto e decisivo incontro della sfida che ha portato il punto del 3-2 per gli asiatici. L’Argentina s’è fatta beffare, visto che dopo il doppio era in vantaggio per 2 punti a 1, ma nella giornata decisiva i successi prima di Kwon su Tirante (6-4 4-6 6-3) e quindi Chung hanno ribaltato il risultato a favore dei padroni di casa, vittoriosi in modo inatteso.
Della travagliata storia di Chung abbiamo parlato più volte: talento vero, dotato di appoggi eccezionali, colpi puliti e una grande abilità nel passare da difesa ad attacco, esplose al grande pubblico vincendo un’edizione assai qualificata delle NextGen Finals di Milano, quindi iniziò a raccogliere grande risultati, in particolare agli Australian Open 2018 dove si rese protagonista di una cavalcata eccezionale che lo portò a battere Medvedev, Zverev e pure Djokovic e si issò in semifinale, costretto al ritiro contro Federer. Altri buoni risultati lo portarono sino al best ranking di n.19 ATP, ma da lì a poco iniziò un vero e proprio calvario con continui infortuni (schiena, ma anche polso e operazioni gli occhi) che l’hanno fatto scomparire dal radar del tennis Pro per molti anni. Di fatto, Chung era ritirato ma in realtà in Corea ha lentamente curato i suoi problemi e, a piccoli passi, ha provato a tornare nel tennis che conta, ripartendo dalla gavetta dei tornei ITF. Oggi 29enne, ha ripreso a giocare con discreta continuità, perlopiù in Asia, e attualmente è n.392 al mondo, ma il suo gioco è quello di un tennista assai più forte e competitivo. Proprio quello che lo rende pericoloso in Davis, dove storicamente i valori del ranking vengono spesso sovvertiti.
¡El punto de la clasificación para Corea! 🇰🇷 ⚡
Ganaron sus dos partidos individuales del día y remontaron un 1-2 👏#CopaDavis pic.twitter.com/VDKg79PFE1
— Copa Davis (@CopaDavis) February 8, 2026
Se in Corea si gioisce per il passaggio del turno e per l’aver ritrovato a buon livello un talento che poteva cambiare la storia del tennis al maschile, in Argentina invece infuriano le polemiche – e per la Davis non è affatto la prima volta… Infatti prima della sfida alla Corea hanno fatto discutere assai le dichiarazioni forti di Federico Coria, una critica aperta ai connazionali che si sono rifiutati di competere per la nazionale. Il capitano albiceleste Javier Frana infatti ha dovuto fare a meno dei primi 7 tennisti per ranking (Cerundolo, Baez, Carabelli, Etcheverry, Comesana, Navone e JM Cerungolo) impegnati in Challenger o in preparazione per il massimo evento in patria, l’ATP 250 di Buenos Aires. Una settimana decisamente difficile per una trasferta così impegnativa, e le tante rinunce hanno finito per aiutare i coreani.
Marco Mazzoni
TAG: Davis Cup, Hyeon Chung

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E l’avrebbero (Pichè e chi con lui) uccisa -ribadendo che questa non è la Coppa Davis ma la coppetta Pichè, fantoccio messo lì al suo posto- per favorire, se non addirittura garantire, la partecipazione dei nomi altisonanti del circuito….
Sì, sì, come no, basta vedere il risultato.
O, ormai all’ottava edizione, ancora si crede che sia una formula “in rodaggio”?
Forse coriandolo ( come lo chiamava affettuosamente Gianni Clerici) non ha capito che questa non frega più a nessuno.
Tranne l’Italia, che la organizza e continuerà a vincerla
Tutto quel riposo che serviva gli ha fruttato come karma faceva ipotizzare una batosta con Djokovic quarantenne in Australia: che fosse un errore strategico l’ho sostenuto immediatamente. Vinci due volte con meno tempo puoi solo peggiorare anche con più tempo perchè non sei un vecchio con tempi biblici di recupero.Come si fa a modificare una routine di duplice successo slam pensando di riposare di più? Sinner a volte esagera in “furbizia” programmatoria e la cosa gli si ritorce contro per eccesso di zelo come quando cercò di migliorare un servizio prima di US Open e ci aveva appena vinto Wimbledon. Insomma chi lo consiglia deve smorzargli l’eccesso di zelo migliorativo. Non sempre cambiando si migliora dato che sei stato già n 1 con le vecchie cose e non 40 ATP e se non migliori..peggiori! Non ho mai sentito Federer dopo alcuni successi slam affilati sostenere di avere l’urgenza immediata di migliorare chissà quanto: semmai auspicava di conservarsi a quel livello!
Mi sembra che sia l’esatto contrario: in questo caso di parla di un paio di giorni d’impegno, in una fase in cui ci sono o pochi tornei che contano. Nel caso di Sinner si chiede l’impegno di una settimana subito dopo aver disputato un torneo fondamentale, e nel periodo in cui ci riposa in attesa della offseason,
ma che paragone fai ? questo era il primo turno preliminare in una fase della stagione dove ci sono tanti tornei. sinner non è andata alla finale in casa e senza che ci fossero tornei perché la stagione era finita. può fare ciò che vuole ma non facciamo paragoni ridicoli.
Grande hyeon lo seguo sempre anche nelle difficilta
Se Darderi un giorno decidesse di giocare con la bandiera argentina, visto che Volandri non se lo fila proprio, dubito rinuncerebbe alla convocazione in nazionale… riconosco di aver sbagliato nel criticare Sinner per le sporadiche rinunce alla nazionale, quando addirittura persino il numero 7 argentino rifiuta la convocazione
Ahimè la Davis ormai è poco più che un disturbo nella preparazione dei top100, figurarsi dei top10. Forse adesso anche quelli del giornale rosa iniziano a capiranno …forse 🙂
Molto felice per IL PROFESSORE – probabilmente non tornerà nel tennis che conta, ma almeno è riuscito a togliersi wuesta piccola grande soddisfazione.
Ma per durare mezza stagione e restare fermo 7 anni, ma di preciso cosa gli è successo?