Elisabetta Cocciaretto regina di Hobart: «Non stavo benissimo, ma ho dato tutto»
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È una notte da ricordare per Elisabetta Cocciaretto, che a Hobart conquista il secondo titolo WTA della carriera e si presenta all’Australian Open con fiducia e consapevolezza nuove. La marchigiana, numero 80 del mondo, ha superato in finale la giovane statunitense Iva Jovic con il punteggio di 6-4 6-4, coronando una settimana straordinaria sui campi in cemento della Tasmania.
Con questo successo, Cocciaretto entra nella storia dell’Hobart International, diventando la seconda italiana a vincere il torneo dopo Rita Grande, che si impose 25 anni fa.
È inoltre la quinta europea a sollevare il trofeo dal 2012 dopo Mona Barthel (2012), Garbiñe Muguruza (2014), Cornet (2016) e Elise Mertens (2018,2019) , poi c’erano stati un successo kazako e tre vittorie consecutive americane.
“Non mi sentivo bene, ma ha funzionato”
Al termine dell’incontro, Elisabetta ha raccontato con grande sincerità le difficoltà affrontate durante la settimana:
«Non mi sono sentita troppo bene oggi, e nemmeno nei giorni scorsi, ma ho dato il massimo e ha funzionato. Questo mi rende felicissima».
Arrivata a Hobart senza particolari aspettative, la 24enne di Fermo ha costruito il titolo giorno dopo giorno: «Quando sono arrivata qui non mi aspettavo affatto di vincere il torneo. Volevo solo giocare più partite possibile e alla fine ne ho disputate sette. Sono davvero orgogliosa di me stessa. Devo ringraziare il mio coach, perché mi spinge ogni giorno».
Una finale di personalità
Alla sua prima sfida contro Jovic, Cocciaretto ha imposto subito un ritmo elevato. Nel primo set ha trovato il break sul 3-2 e, nonostante il controbreak subito nel game successivo, ha mantenuto il controllo del parziale, chiudendo grazie a otto punti vinti negli ultimi dieci.
Nel secondo set lo spartito è stato simile: due break consecutivi hanno portato l’azzurra sul 5-2. Dopo aver mancato una prima occasione al servizio, Cocciaretto ha chiuso senza esitazioni nel game successivo, tenendo la battuta a zero e mettendo le mani sul titolo.
Maturità e consapevolezza
Decisivo l’approccio nei momenti chiave, come spiegato dalla stessa tennista marchigiana: «Ho cercato di essere più aggressiva sulle palle break. Mi sono detta che se non sei aggressiva, non vinci il punto. A volte funziona, a volte no, ma bisogna avere il coraggio di fare la scelta giusta».
Una lucidità figlia dell’esperienza accumulata negli ultimi anni: «Tre anni fa non avevo questo livello di maturità. Ora, dopo aver giocato tante partite di alto livello, riesco a gestire questi momenti molto meglio».
Verso Melbourne con fiducia
Il titolo di Hobart rappresenta il modo migliore per completare la preparazione in vista dell’Australian Open, al via domenica a Melbourne Park. Per Cocciaretto non è solo un trofeo, ma la conferma di una crescita costante fatta di lavoro, resilienza e fiducia ritrovata.
E ora l’azzurra può guardare al primo Slam dell’anno con una certezza in più: la consapevolezza di saper vincere anche quando le condizioni non sono ideali.
Marco Rossi
TAG: Elisabetta Cocciaretto, WTA 250 Hobart, WTA 250 Hobart 2026

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7 commenti
@ Silvio74 (#4546267)
No, Grazie a te! 🙂
Tipa complicata la Cocciaretto, mi piace per questo. Spesso la vedo impegnata in discussioni anche piuttosto accese…con se stessa. Secondo me è un segno si talvolta di insicurezza, ma anche di intelligenza e sincerità. Non posso che essere felice per il suo successo.
Hanno corretto.
La Cocciaretto è la quarta europea dopo Barthel, Muguruza, Cornet e Mertens.
Ma la matematica mi dice che a questo punto sarebbe la quinta e non la quarta.
Lo so, mi manderete al diavolo…
La Davis è americana
Forse intendevano quarta europea? Vediamo, immagino correggeranno
La numero uno d’Italia
Scusate, ma cosa vuol dire che la Cocciaretto è la quarta italiana a sollevare il trofeo dopo Barthel, Muguruza e Davis ?