Swiatek coi piedi per terra: “Vincere uno Slam è estremamente complicato: devono combaciare molti fattori”
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A soli 24 anni Iga Swiatek è già una “veterana”, forte dei suoi 6 titoli Slam, 4 dei quali a Parigi sulla “cara” terra battuta, la superficie sulla quale il suo tennis esplode la massima qualità e consistenza. Per completare il proprio Grande Slam in carriera manca il titolo proprio agli Australian Open, dove non si è mai spinta oltre la semifinale, centrata per due volte (2022, 2025). Per questo la stampa solletica Iga sulla possibilità di completare il palmares dei tornei più prestigiosi proprio all’edizione 2026 del Major di Melbourne, ma la polacca tiene i piedi per terra, consapevole che per arrivare ad alzare il trofeo australiano – come negli altri Slam – è necessario giocare il miglior tennis e può non bastare. Questa la risposta di Swiatek alla domanda, insieme ad altre interessanti considerazioni sul proprio tennis. Iga è convinta di aver ancora un bel margine di miglioramento, ma per arrivare al massimo sarebbe necessario un periodo più lungo di allenamento senza tornei.
“Capisco che i giornalisti pensino molto al tema del Career Grand Slam, e che molte persone me ne parlino fin dalla pre-season. Io però sono concentrata sul lavoro quotidiano, perché tutti i successi che ho ottenuto nella mia carriera sono arrivati pensando partita dopo partita e lavorando duramente per migliorare ogni giorno” commenta Switaek. “Vincere un Grand Slam è estremamente complicato: devono combaciare molti fattori, quindi non lo considero come un obiettivo diretto. Ogni giorno, quando mi sveglio, penso che il mio unico obiettivo sia diventare una tennista migliore, nient’altro”.
Ecco dove sente di poter migliorare: “È complicato definirmi, perché nel tennis le sensazioni cambiano di giorno in giorno. Ci sono partite in cui mi vedo come un vero muro da fondo campo, capace di difendere tutto molto bene, ma poi sbaglio palle facili quando devo essere aggressiva, e viceversa. La cosa più importante è essere pronta ad accettare ciò che arriva e ad adattarsi alle circostanze. Se vuoi arrivare al vertice devi essere molto forte in fase offensiva, ma anche in quella difensiva. Credo di poter crescere molto in termini di varietà di gioco. Utilizzare di più il rovescio in slice, scendere a rete con maggiore frequenza. A volte tendo a rifugiarmi nei miei schemi abituali, anche se il mio allenatore mi spinge a sfruttare maggiormente queste soluzioni. Ho la sensazione che, se avessi più tempo per allenarmi, sarei una giocatrice migliore, perché potrei lavorare molto su aspetti del mio tennis che non rientrano nei miei fondamentali principali. Tra un torneo e l’altro abbiamo pochissimo margine per imparare cose nuove”.
Sincera la risposta della polacca a quanto la sua vita sia cambiata con i successi e l’arrivo di compensi consistenti, tra prize money e sponsor e da qua la nascita della sua fondazione per aiutare i giovani meno fortunati: “Da quando ho iniziato a guadagnare cifre importanti, onestamente mi sono sentita un po’ spiazzata… felice, ovviamente, ma anche confusa, perché non è sempre stato così. Non è che abbiamo sempre avuto i mezzi economici per permettermi di fare chissà cosa. So bene quali difficoltà possano incontrare i giovani atleti. Ho semplicemente voluto mettere a disposizione le mie risorse, sia dal punto di vista finanziario sia grazie all’esperienza del mio team, per aiutarli magari a superare alcuni ostacoli lungo il percorso”.
Mario Cecchi
TAG: Australian Open 2026, Iga Swiatek

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