Carlos Alcaraz parla per la prima volta della rottura con coach Ferrero: “È un capitolo della mia vita che doveva chiudersi adesso”
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“È un capitolo della mia vita che doveva chiudersi adesso. L’abbiamo deciso così”. Queste le frasi più significative di Carlos Alcaraz nel media day precedente agli Australian Open. Per la prima volta il n.1 ATP ha parlato apertamente della clamorosa rottura con coach JC Ferrero, colui che l’ha raccolto bambino a Murcia e portato ad essere il più giovane n.1 della storia e già sei volte campione Slam a soli 22 anni. Un addio traumatico, improvviso, che ha scosso il mondo del tennis in Spagna e non solo. Carlos tuttavia sembra molto sereno e oggi affronta l’argomento con decisione e poche parole.
“Ho costruito il mio team, che è praticamente lo stesso dell’anno scorso” afferma Alcaraz alla stampa di Melbourne. “Questa decisione l’abbiamo presa insieme a Juan Carlos. Ho totale fiducia nello staff che mi circonda in questo momento. Come ho detto, gli allenamenti sono andati benissimo. Mi sento molto bene e sono entusiasta di iniziare questo torneo con il team che ho ora al mio fianco”.
“È stata semplicemente una decisione presa in modo naturale. È un capitolo della mia vita che doveva chiudersi adesso. L’abbiamo deciso così. Devo dire che sono davvero grato per i sette anni trascorsi insieme a Juan Carlos: ho imparato tantissimo. Sicuramente, grazie a lui, sono il giocatore che sono oggi. A livello interno, però, abbiamo ritenuto che fosse il momento giusto. Abbiamo chiuso questo capitolo di comune accordo. Restiamo amici e abbiamo un ottimo rapporto, ma questa è stata la scelta”.
Già due volte campione a US Open, Roland Garros e Wimbledon, nel palmares del nativo di El Palmar manca proprio l’Australian Open. È il grande obiettivo stagionale dello spagnolo: “È il mio obiettivo principale per quest’anno, lo ripeto ancora. È il mio primo torneo stagionale ed è la mia grande meta. Sarà molto interessante vedere a che punto sono arrivato nella preparazione: penso di aver svolto una grande pre-season e di essermi mantenuto in una condizione fisica eccellente. Ho fame, ho voglia di conquistare questo titolo, ho voglia di firmare un grande risultato qui. Mi sto preparando nel miglior modo possibile e non vedo l’ora che il torneo inizi”
Proprio la preparazione invernale, a suo dire svolta alla perfezione, potrebbe essere il suo punto di forza, nonostante l’addio a Ferrero: “Non ci sono stati praticamente cambiamenti. Eravamo molto concentrati sugli aspetti su cui volevamo lavorare e su ciò che intendevamo migliorare in vista di questa stagione. Come ho detto, ho lo stesso team dell’anno scorso, manca solo un membro. Tutto il resto dello staff è rimasto invariato. Di conseguenza, non abbiamo modificato le nostre routine. Abbiamo gestito la preparazione allo stesso modo, focalizzandoci sugli aspetti di miglioramento in prospettiva per il resto dell’anno”. Parole queste che, lette tra le righe, indicano abbastanza chiaramente che il problema che ha portato alla rottura con Ferrero non è stato affatto tecnico, vista l’assenza di cambiamenti nel lavoro, ma di natura personale/contrattuale.
Ultima domanda sul torneo di Melbourne, amatissimo da tutti i giocatori, Alcaraz incluso. “L’Australian Open è uno di quei tornei che cerca costantemente di migliorarsi. Vengo qui ogni anno e noto sempre cambiamenti positivi, pensati per rendere l’esperienza dei giocatori sempre più confortevole. Hanno alcune delle migliori infrastrutture al mondo: campi eccellenti, campi coperti e strutture di recupero di altissimo livello. Qui ti rendono tutto molto facile, mi piace venire ogni anno. È chiaro che il viaggio non è dei migliori, è davvero lungo… ma una volta arrivato ti godi tutto al massimo. Non ho visitato tantissimi posti di Melbourne, ma ce ne sono alcuni che adoro, soprattutto luoghi tranquilli dove posso passeggiare e stare in calma con il mio team. È un ottimo modo per preparare le partite”.
Alcaraz esordirà domenica 18 sulla Rod Laver Arena come secondo match della sessione serale, opposto al giocatore di casa Adam Walton. Un sorteggio a dir poco favorevole per iniziare la sua caccia al settimo Slam.
Marco Mazzoni
TAG: Australian Open 2026, Carlos Alcaraz, Juan Carlos Ferrero

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Molto semplice. Il contratto con Ferrero scadeva e non l’hanno rinnovato, questo spiegherebbe la tempistica che lo stesso Alcaraz ha ammesso (dovevamo farlo ora).
E’ plausibile che non siano andati d’accordo con i soldi e con altri risvolti di carattere non tecnico: percentuale sugli sponsor, academy di tennis ecc.
Secondo me era meglio andarci molto cauti e pensare a “un atterraggio morbido”.
Sono convinto che gran parte del merito dei successi di Charlie vada ascritto a Ferrero: i suoi consigli tattici durante i match più tosti erano fondamentali.
Intanto quando entrano in gioco interessi familiari e non tecnici il rischio di scivolare è alto, io comunque penso che il 2026 sarà l’anno della continuità per Carlos degli insegnamenti ricevuti da Ferrero , proseguirà il lavoro del 2025 grosso modo, ma nello stesso momento credo che sarà in un equilibrio precario , se infatti subirà sconfitte inattese o passaggi a vuoto durante un match perché non riesce ad interpretare la partita, etc…il rischio è che la sua sicurezza mentale venga facilmente scalfita.
Sarà quindi un anno delicatissimo, se nel motore entrano dubbi, se entra un sassolino e Lopez non riuscirà a dargli le risposte giuste al momento giusto, chissà.
Carlos Alcaraz parla per la prima volta della rottura con coach Ferrero: “È un capitolo della mia vita che mia padre ha deciso che doveva chiudersi adesso”
Fixed
Di comune accordo ?!?!
Ahahahahaha
Probabile che non porterà grandi danni, ma si sono presi un enorme rischio in questa fase della carriera a rompere con un grande allenatore.
Io non riesco ad augurarmi male per lui, perché tifo per Jannik ma voglio che vinca contro il miglior alcaraz
Tu piú che altro dovresti ammettere la tua mancanza di rispetto per la grammatica italiana.
Tra le varie dissimulazioni di ca,che ha grossi problemi di eloquio in inglese, aspetto da considerare, una cosa salta bene fuori ed era l’ora. Il cambio necessario dell’ l’allenatore incubatrice a rischio di diventare surrogato paterno. Oramai questa liaison era divenuta un cappio per tutta la famiglia che si sentiva violentata ma anche per quel maneggione slot machine, esibizionaro arraffa soldi col cappellino sold out di loghi pubblicitari della zanzara, che ovviamente avrebbe fatto finta di niente se la sua ingordigia non gli fosse salita cosi tanto nel cervello da compromettere tutto anche contro la sua volontà. Decisione saggia e giusta.
Qualcuno qui l’aveva già scritto (forse JannikUberAlles) ma penso anch’io che la rottura tra Carlos e JCF sia stata causata soltanto da una “lotta di potere” tra Ferrero ed il padre di Alcaraz.
In pratica l’ex-coach voleva “bloccare” il campione nella sua Academy, sia per comodità personale sia per interesse (dare lustro alla struttura) personale.
Dall’altra parte c’era il padre (e manager!) di Carlitos che aveva interesse a dare lustro alla PROPRIA Academy oltre che ad aumentare il suo “controllo” sulle decisioni del figlio.
La conclusione finale è stata scontata!
Lo spagnolo è rimasto con una squadra che lo conosce da molti anni e con un “nuovo” coach che aveva già fatto almeno 1 anno di rodaggio, quindi gli eventuali contraccolpi saranno davvero minimi, io credo.
Alcaraz ha ammesso che non è stato lui ha decidere di separarsi da Ferrero sono stati altri. Le parole in cui si capisce sono le seguenti:
“A livello interno, però, abbiamo ritenuto che fosse il momento giusto”.
Il fatto che poi ripete ossessivamente che non ha cambiato niente nella preparazione, indica che è insicuro. Ha paura che senza Ferrero possa sbagliare qualcosa, quindi va sul sicuro ripetendo esattamente ciò che ha fatto con lui.
Questo significa che Alcaraz non vincerà gli Australian Open? Ma certo che no. Però significa una cosa ben precisa: se durante l’anno Alcaraz affrontasse periodi negativi, la paura di stare sbagliando qualcosa senza Ferrero si farà sentire e non sarà facile da gestire.