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Berrettini si racconta: «Ho odiato il tennis». I sogni di Sinner e l’amicizia con Alcaraz

15/01/2026 23:08 Nessun commento
Jannik Sinner e Carlos Alcaraz nella foto - Foto Getty Images
Jannik Sinner e Carlos Alcaraz nella foto - Foto Getty Images

Tra i protagonisti dell’ultima Coppa Davis vinta dall’Italia, Matteo Berrettini si prepara ad affrontare il 2026 con un obiettivo chiaro: ritrovare quella continuità che gli permetta di tornare stabilmente tra i migliori del mondo. A patto, naturalmente, che il fisico gli conceda finalmente una tregua dopo anni complicati, segnati più dagli infortuni che dai risultati.
Proprio questo percorso tortuoso ha portato il romano a lasciarsi andare a una confessione forte, affidata alle pagine della rivista Undici. Parole che raccontano la fatica mentale di chi vive lo sport ad altissimo livello da una vita:
«Sono arrivato a odiare il tennis. È qualcosa di normale, soprattutto se pensi che ho quasi trent’anni e gioco da quando ne avevo sette, ogni giorno. È stata tutta la mia vita. Fino a una certa età era solo la mia passione, ma poi ho iniziato a sentirmi riconosciuto solo per quello che facevo in campo».
Una riflessione profonda, che arriva alla vigilia di un debutto tutt’altro che semplice agli Australian Open 2026, dove Berrettini se la vedrà subito con Alex de Minaur, uno degli avversari più ostici sul cemento australiano.

I sogni di Sinner: dalla Formula 1 al tennis
Se Berrettini guarda al passato con un misto di amore e fatica, Jannik Sinner racconta invece i sogni dell’infanzia con la serenità di chi ha trovato una strada forse diversa da quella immaginata, ma altrettanto straordinaria. Oggi numero due del mondo, vincitore di Slam e protagonista assoluto del circuito, l’altoatesino ha svelato che da bambino la racchetta non era la sua prima scelta:
«Il mio vero sogno era diventare pilota di Formula 1. Ma la mia famiglia non aveva le possibilità economiche per provarci, così non ci ho nemmeno tentato. Ho scelto lo sci, che ti dà una sensazione simile di velocità e adrenalina. Poi è arrivato il tennis… e sono felicissimo di come sono andate le cose».
Un percorso quasi casuale, che oggi sembra il disegno perfetto di una carriera destinata a lasciare il segno.

L’amicizia con Alcaraz: rivalità in campo, complicità fuori
In campo sono i due dominatori del tennis mondiale, fuori dal campo sembrano amici di lunga data. Carlos Alcaraz e Jannik Sinner continuano a stupire non solo per i loro duelli spettacolari, ma anche per la naturalezza del rapporto che li lega lontano dalle telecamere.
L’ultima dimostrazione arriva da un dettaglio curioso: come si sono salvati l’un l’altro nella rubrica del telefono. Alcaraz non ha dubbi: «Per me è semplicemente Jannik Sinner».
Più ironico, invece, l’italiano: «Io l’ho salvato come “Carlos Alcaraz nuovo”, perché aveva cambiato numero. Proprio alla vecchia maniera».
Un siparietto che racconta meglio di mille parole il clima che li unisce: grande rivalità sul campo, ma anche stima, rispetto e complicità fuori dal rettangolo di gioco.



Marco Rossi


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