Il serbo rientra sul tour in Israele ATP, Copertina

Djokovic rientra a Tel Aviv: “Come mantenersi a lungo? È necessario evolvere”

27/09/2022 15:45 8 commenti
Djokovic in allenamento a Tel Aviv (foto TelAviv Open)
Djokovic in allenamento a Tel Aviv (foto TelAviv Open)

Novak Djokovic dopo la passerella in Laver Cup torna finalmente in un evento ufficiale del tour Pro al nuovo ATP 250 di Tel Aviv. Una scelta che può apparire particolare quella di rientrare in un piccolo torneo in Israele, ma in realtà Novak “aveva bisogno” di giocare, fermo dalla vittoria a Wimbledon a metà luglio, impossibilitato nel viaggiare e giocare negli USA per le proprie granitiche convinzioni no vax.

Il campionissimo serbo è sbarcato a Tel Aviv accompagnato da un enorme entusiasmo del pubblico, e alla stampa ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni, sulla sua scelta di giocare il torneo, sul proprio stato di forma e carriera. Ne riportiamo alcune.

“Ho saltato un paio di grandi tornei quest’anno a causa di alcune circostanze che non mi hanno permesso di viaggiare. Ho pensato alla mia programmazione per il finale di stagione. Non potendo andare in America, ho parlato con la mia squadra per vedere quali tornei potevo aggiungere al mio programma. Mi ero impegnato a giocare la Laver Cup a Londra, quindi volevo collegare tre settimane di fila, pertanto Tel Aviv arrivava al momento ideale. Inoltre, non sono stato qui da molto tempo e la mia ultima volta ero venuto a Tel Aviv fu un’esperienza fantastica, mi sono sentito il benvenuto. Inoltre, negli ultimi anni ho collaborato con professionisti israeliani, tutti questi fattori mi hanno portato a essere qui e sono felicissimo della mia scelta”.

“Non poter giocare due Grandi Slam non è stato facile quest’anno, sotto tutti i punti di vista. Sono i tornei in cui voglio giocare il mio miglior tennis. Non è stato così difficile mantenermi a posto fisicamente durante questi periodi di stop, ma è stato più impegnativo a livello emotivo, a causa delle circostanze che ho affrontato quest’anno. Fisicamente per fortuna il mio fisico ha giovato delle pause, con meno settimane di competizione costante, sono riuscito a mantenere il mio fisico in forma, ma vedremo come mi sento in campo. Lo svantaggio di non giocare per così tante settimane è che non hai la spinta della competizione, non hai le sensazioni della partita. A parte la Laver Cup, la mia ultima partita risale a poco più di tre mesi fa. Voglio davvero giocare qui e provare ad arrivare sino in fondo”.

 

Durante la Laver Cup si è parlato di problemi a un polso. Novak tranquillizza tutti: “Oggi mi sono allenato continuamente per due ore e mi sono trovato bene. Mi sento bene, sono felice che l’infortunio sia alle spalle e spero che rimanga così per tutto il torneo”.

Interessante la risposta alla domanda su come sia riuscito a restare fisicamente e mentalmente così competitivo per tanti anni. La chiave per Djokovic è non restare fermi, cercare qualcosa di nuovo. “Non esiste una chiave o un segreto per restare in forma e competitivo per lungo tempo. È una combinazione di fattori ed elementi che fanno parte del tuo carattere, del tuo ecosistema, di come sei cresciuto, di chi sei, di come ti alleni o del tuo stile di vita. È la somma di tutto questo che crea il successo. Questa formula ha funzionato per me, ho cercato di innovare ed evolvermi costantemente, poiché non credo nella stagnazione: regredisci o progredisci, quindi cerco sempre di essere dalla parte della progressione. Questa è una cosa che ho provato, soprattutto negli ultimi anni, perché i più giovani sono sempre più motivati ​​e affamati di vittorie, come Alcaraz. Cerco sempre di trovare nuovi modi per mantenere il mio gioco al top ed essere in grado di competere e battere questi giocatori giovani e forti”.

Ultime parole per il grande rivale Federer, salutato a Londra: “È stata una carriera epica di cui Roger può essere orgoglioso, ha lasciato un’eredità che sarà eterna, è riuscito ad andare oltre a questo sport ed è uno degli atleti più riconosciuti al mondo. È un momento triste per il tennis, ma penso che se ha immaginato uno scenario per dire addio, non poteva esserci niente di meglio di quel che ha vissuto alla Laver Cup, con i suoi più grandi rivali e tutta la sua famiglia e gli amici. È stato un momento molto emozionante, vedere i suoi figli e la sua famiglia mi ha commosso, mi ha fatto pensare a come potrebbe essere il mio addio. Se c’è qualcosa che vorrei per quell’occasione sarebbe avere i miei più grandi rivali e concorrenti lì, insieme alla mia famiglia. L’addio di Federer è stato ideale, davvero molto speciale”.


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8 commenti

Koko (Guest) 27-09-2022 20:37

Io ho una interpretazione diversa: i big 4 sono stati tennisti eccezionali anche per la media dei campioni plurivincitori di slam (soprattutto i tre più vincenti) e quindi se uno si conserva in forma con un certo agio è normale che possa affossare nuovi giocatori non di quel calibro. Dunque se gli altri Big cominciano ad invecchiare peggio il Big che si conserva anche per struttura fisica e maniacale preparazione e alimentazione ha una rendita di posizione con vittorie che si prolunga anche con nuovi rivali non esattamente straordinari come sono i 24 25 enni attuali. Zverev e Tsistipas non valgono certo i Big 3 alla loro età. Quindi si è conservato Djokovic certo meglio di altri meno predisposti ad essere “highlanders” (ma anche perchè classe 87 leggero e non 86 pesante o 81 ben più vecchio sportivamente) ma soprattutto in un ambiente non troppo ostile e sfidante tale da impedirgli di vincere ancora come un dominatore.

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Annie (Guest) 27-09-2022 20:36

Veramente sono stupita di quanto ho anticipato le sensazioni di Nole nei miei ultimi commenti, il pensare al suo addio partecipando a quello di Roger, vedere il lato evolutivo del tennis per rimanere agganciato ai giovani e competitivo per quanto possibile con loro..e dice bene la redazione, osservazioni interessanti..Nole non è mai scontato, banale, di circostanza..si mette in gioco anche fuori dal campo

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Armonica (Guest) 27-09-2022 19:29

Scritto da Pier

Scritto da Giogio
Largo ai giovani!!!! Gli ultra 35 possono anche appendere le racchette al chiodo… Grazie

… se lo devono meritare. Il reddito di racchetta anche no.

Intendevi il reddito di racchettanza? D’accordo su tutto! Il tennis non è il paese della baloccanza 🙂
Ovviamente finché i 35enni e over battono i ventenni fanno bene a non piantare chiodi nel muro.

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+1: il capitano, Pippolivetennis, pablito, Ken_Rosewall
Pier (Guest) 27-09-2022 19:00

Scritto da Giogio
Largo ai giovani!!!! Gli ultra 35 possono anche appendere le racchette al chiodo… Grazie

… se lo devono meritare. Il reddito di racchetta anche no.

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+1: Pippolivetennis, il capitano, Ken_Rosewall
pablito 27-09-2022 18:37

Scritto da Giogio
Largo ai giovani!!!! Gli ultra 35 possono anche appendere le racchette al chiodo… Grazie

Certo, i 35nni generici si,
ma il Campione dei Campioni, anche no. :mrgreen:

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+1: Pippolivetennis, deuce
RogerFan 27-09-2022 17:41

Quando dirai “basta”, saranno tutti lì, come meriti.

3
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Giogio (Guest) 27-09-2022 16:30

Largo ai giovani!!!! Gli ultra 35 possono anche appendere le racchette al chiodo… Grazie

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Pippolivetennis 27-09-2022 16:16

“Fisicamente per fortuna il mio fisico ha giovato delle pause, […] Lo svantaggio di non giocare per così tante settimane è che non hai la spinta della competizione, non hai li sensazioni della partita….”

Dissi con parole mie la stessa cosa. Cioè che le pause forzate avrebbero potuto portare il campione serbo a ritrovare il 100% della forma dopo 3/4 mesi, proprio a causa di una disabitudine alla partita e alla pressione mentale.
E uno (solo uno) dei superesperti di questo blog mi puntò il dito dicendomi di guardare di più le partite durante i primi tornei dell’anno. Momento in cui Djokovic dopo la pausa delle Finals rendeva di più proprio grazie al riposo. Ergo vince più Australian Open per questo motivo, perché ha il tempo di riposarsi e recuperare. Sicuramente in una stagione normale è così.
In questo ultimo anno in particolare sembrerebbe di no. Ora lo senti dire da lui.
Chi ha orecchie per intendere intenda.

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+1: Paolo Papa, pablito, il capitano, Mauriz70, deuce