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Dalla conferenza stampa: Sinner dopo il trionfo a Madrid: “Non posso paragonarmi a Rafa, Novak o Roger”. Su Roma non dà una conferma definitiva ma dichiara di non avere problemi fisici. Zverev durissimo dopo la finale con Sinner: “Oggi avrei perso contro chiunque”

03/05/2026 21:14 11 commenti
Sinner col trofeo del Mutua Madrid Open 2026 (Getty Images)
Sinner col trofeo del Mutua Madrid Open 2026 (Getty Images)

Jannik Sinner ha chiuso il Mutua Madrid Open 2026 nel modo più netto possibile, dominando Alexander Zverev in finale e conquistando il suo quinto Masters 1000 consecutivo, un risultato mai raggiunto prima nella storia del circuito. Un traguardo enorme, che però non cambia il modo in cui il numero uno del mondo guarda al proprio percorso.
In conferenza stampa, Sinner ha preferito mantenere i piedi per terra, respingendo qualsiasi paragone con leggende come Rafael Nadal, Novak Djokovic e Roger Federer. Per l’azzurro, il punto non è inseguire i record altrui, ma continuare a costruire la propria strada con disciplina, lavoro quotidiano e il sostegno della sua famiglia.
Alla domanda sulla sua presenza a Roma, Sinner non ha dato una conferma definitiva, pur spiegando di non avere problemi fisici.
“Giocare in casa è sempre molto speciale. Allo stesso tempo, adesso voglio godermi questo momento. Non voglio pensare ai piani futuri. Fisicamente sto bene. Non ci sono motivi per non giocare Roma, ovviamente, ma voglio godermi quello che ho fatto. È stato un torneo molto, molto lungo, e un periodo di tennis molto lungo, iniziato da Indian Wells. Sono molto felice, ma ora mi farà bene recuperare, soprattutto mentalmente. C’è sempre molta pressione. Vedremo cosa succederà”.

Sinner ha poi commentato le parole di Zverev, che dopo la finale ha parlato di una grande differenza tra lui e il resto del circuito. L’azzurro, come spesso accade, ha scelto una linea prudente.
“È difficile dirlo. A volte hai giorni buoni, altri meno buoni. Dipende anche da quando affronti qualcuno. Io provo sempre a dare il meglio in ogni torneo. Un giorno possono esserci grandi cambiamenti. Se guardi i primi turni, sono sempre molto duri. Poi provi ad alzare il livello. Oggi la mia prestazione è stata davvero buona: sono stato molto solido, ho servito molto bene. Però non mi paragono agli altri giocatori. Cerco solo di essere la migliore versione di me stesso, nient’altro. Bisogna prendere tutto giorno per giorno, perché ogni giorno può succedere qualcosa di diverso”.

Quando gli è stato chiesto se fosse possibile non perdere più una partita da qui a fine stagione, Sinner ha sorriso e ha chiuso subito il discorso.
“No, non è possibile, no. È completamente inutile parlare di una cosa del genere”.
Il tema centrale della conferenza è stato inevitabilmente il peso storico del suo risultato. Sinner è diventato il primo giocatore a vincere cinque Masters 1000 consecutivi, ma non vuole accostare il proprio nome a quello dei Big Three.
“Sì, significa moltissimo per me. Però non posso paragonarmi a Rafa, Roger o Novak. Quello che hanno fatto loro è stato impressionante. Io non gioco per battere quei record, non gioco per battere record. Gioco per me stesso, per il mio team, perché sanno cosa c’è dietro, e per la mia famiglia, che non ha mai cambiato atteggiamento verso di me dopo tutto il mio successo”.

Sinner ha poi parlato con grande affetto dei suoi genitori e della semplicità del rapporto che continua ad avere con loro.
“Sono genitori semplici e mi sento molto sicuro quando sono con loro. A casa non parliamo mai di tennis, quindi è un grande rapporto. Sono i miei genitori, niente di più. Sono grandi numeri, sì, significano molto per me, ma dietro ci sono tanta disciplina e tantissimo sacrificio. Ci sono routine quotidiane che nessuno vede. Sono la prima persona pronta ogni mattina quando mi sveglio. Mi piace questo viaggio, mi piace mettermi nella miglior posizione possibile per essere la migliore versione di me stesso. Non gioco pensando ai record degli altri. Quello che gli altri hanno fatto in passato, e quello che Novak continua a fare, è incredibile. Non posso paragonarmi a loro”.

Sinner ha spiegato anche quanto sia complicato mantenere questa continuità, ricordando come le condizioni cambino continuamente tra un torneo e l’altro.
“Le cose possono cambiare molto rapidamente in qualsiasi scenario. Ci sono grandi giocatori nel circuito, tutti cercano di batterti ogni giorno. Quasi sempre la pressione è dalla mia parte. Devi gestire anche questo. Non posso prevedere il futuro. Non so cosa succederà, non so come arriverò fisicamente e mentalmente nei grandi appuntamenti. Cerco solo di farmi trovare pronto”.

Per l’azzurro, ogni partita nasconde difficoltà, anche quelle che dall’esterno possono sembrare semplici.

“Ogni partita è dura. Non ce n’è una facile. Anche oggi, se avessi abbassato la concentrazione e lui avesse fatto il controbreak nel secondo set, sarebbe ricominciato tutto. Le condizioni poi sono sempre diverse: Parigi è indoor, a Indian Wells la palla rimbalza molto alta, a Miami è tutto più piatto, a Montecarlo è più lento, qui invece c’è tanta altura e se servi bene hai già molto del match dalla tua parte”.

Sinner ha poi risposto anche sui nuovi giocatori emergenti, sottolineando come il circuito possa cambiare molto in fretta.
“Ci sono grandi giocatori che stanno arrivando, o che sono già arrivati. Non sai mai cosa può succedere. Uno come Jódar, per esempio, nessuno lo aveva visto arrivare sei mesi fa e ora fa parte di questi nomi. Magari tra due mesi succederà con un altro giocatore. Blockx ha fatto semifinale qui e prima del torneo era un po’ sotto traccia. Arrivano sempre giocatori con grande potenziale e devi essere pronto, informato, sapere come giocano. Il mio lavoro è migliorare ogni giorno, perché i risultati sono solo la conseguenza di quanto duramente lavoro. Stiamo lavorando molto, ma dobbiamo continuare, perché se abbassiamo anche solo un po’ il livello, gli altri ti raggiungono”.
All’avviccinarsi della Festa della Mamma, Sinner ha dedicato una riflessione molto intensa alla sua famiglia, ricordando la scelta fatta da ragazzo di lasciare casa per allenarsi in un centro di alto rendimento.
“Mi considero una persona molto fortunata. Quando avevo 13 anni ho preso una decisione: andare via di casa, in un centro di alto rendimento, per allenarmi. Per i genitori è molto difficile, soprattutto per una madre. È difficile accettare una cosa così, perché a loro piacerebbe vedere crescere il proprio figlio”.

Una scelta che lo ha aiutato a diventare il giocatore che è oggi, ma che ha avuto anche un prezzo umano.
“In quel periodo ci sono state cose che non ho fatto, per esempio passare più tempo con i miei genitori. Mi piaceva sempre aggiornarmi quando li vedevo. Mi piacerebbe poter passare più tempo con la mia famiglia, con mio fratello e con i miei amici. Mia madre è un esempio di vita per me. I miei genitori sono una grande ispirazione. Cerco di essere come loro, una buona persona”.
Madrid consegna dunque a Sinner un altro trofeo pesantissimo, ma anche l’immagine di un campione che, pur entrando nella storia, continua a parlare di sacrificio, famiglia e lavoro quotidiano. La sua superiorità in campo è sempre più evidente, ma il suo messaggio resta lo stesso: niente paragoni, niente record da inseguire a tutti i costi, solo la volontà di migliorare ogni giorno.

Alexander Zverev non ha cercato scuse dopo la pesante sconfitta subita contro Jannik Sinner nella finale del Mutua Madrid Open 2026. Il tedesco, battuto in meno di un’ora dal numero uno del mondo, si è presentato in conferenza stampa con grande autocritica, riconoscendo di aver disputato una partita molto al di sotto delle proprie possibilità.

Il giudizio di Zverev è stato netto fin dall’inizio.
“È molto forte, ovviamente, ma credo che oggi avrei perso contro chiunque, a essere sincero. Penso di aver giocato una partita di tennis pessima”.
Il tedesco non ha voluto parlare troppo di tattica o di piano partita, proprio perché, secondo lui, il problema principale non è stato il modo in cui affrontare Sinner, ma il livello espresso in campo.
“A essere onesto, credo che tutti abbiano problemi contro di lui. Ha vinto gli ultimi cinque Masters 1000, quindi non sono l’unico a perdere contro di lui. Semplicemente perdo di più perché arrivo sempre a giocare contro di lui e perdo. Così stanno le cose”.

Poi ha aggiunto: “Oggi non ha molto senso parlare di strategia. È stata una partita terribile da parte mia. Non credo ci sia molta strategia coinvolta”.
Zverev ha parlato anche della fatica accumulata durante il torneo e del peso dei Masters 1000 su due settimane. Il tedesco ha spiegato di essere arrivato alla finale con poche energie, anche a causa degli orari notturni.
“In questo momento sono esausto, a essere sincero. I tornei di due settimane sono difficili. Mentalmente devi restare concentrato più a lungo”.
Il numero 3 del mondo ha poi sottolineato un aspetto legato alla programmazione.
“Qui mi piace giocare le partite serali, ma mi sento un po’ in jet lag perché durante la scorsa settimana credo di non essere andato a dormire prima delle 4 del mattino nemmeno una volta. È difficile”.

Secondo Zverev, se un giocatore viene programmato spesso in notturna, anche la finale dovrebbe tenerne conto.
“Capisco che le partite serali siano più popolari per il pubblico e tutto il resto, ma se succede questo, allora anche la finale dovrebbe essere serale, perché mi sembrerebbe più giusto per entrambi i giocatori. Quando giochi di giorno dopo aver giocato di notte tutta la settimana, è molto difficile”.
Zverev non ha comunque tolto meriti a Sinner, anzi. Ha riconosciuto come l’azzurro sia oggi il giocatore più solido e continuo del circuito.
“Sinceramente, non mi sorprende. È il numero uno del mondo. Non credo sia più di questo, non è che stia migliorando: credo che sia molto stabile. Non ha cali, non ha fasi in cui abbassa il livello. Penso che sia per questo che è il numero uno del mondo. Per me, questo è ancora più spettacolare: riesce a mantenere il livello sempre”.

Il passaggio più forte della conferenza stampa è arrivato quando Zverev ha parlato delle gerarchie attuali nel circuito. Per il tedesco, Sinner è oggi davanti a tutti, anche rispetto al gruppo composto da Carlos Alcaraz, Novak Djokovic e lo stesso Zverev.
“Credo che in questo momento ci sia una grande differenza tra Sinner e tutti gli altri. È abbastanza semplice. E credo che ci sia una grande differenza tra Alcaraz, me, forse Novak e tutti gli altri. Penso che in questo momento ci siano due differenze”.

Poi la spiegazione: “È difficile dire che non ci sia una differenza tra Sinner e tutti gli altri se non ha perso un match nei Masters 1000 da Shanghai. Non perde una partita da quasi nove mesi. Bisogna ammettere che c’è una differenza tra lui e tutti gli altri”.
La finale di Madrid lascia dunque un doppio messaggio. Da una parte, la delusione di Zverev per una prestazione che lui stesso ha definito pessima. Dall’altra, la conferma del dominio di Sinner, ormai riconosciuto anche dai suoi principali rivali come il riferimento assoluto del circuito. Per il tedesco, adesso, sarà fondamentale recuperare energie in vista di Roma e Roland Garros, due appuntamenti nei quali servirà una versione molto diversa per provare a riaprire il confronto con il numero uno del mondo.



Francesco Paolo Villarico


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11 commenti. Lasciane uno!

Di Passaggio 03-05-2026 22:11

Scritto da Pepusch
Uno dei limiti più importanti di Zverev è la mancanza di lucidità. Non ce la fa a dire: ‘Ho perso perché avevo davanti un giocatore più forte. Punto”. No, deve evidenziare che avrebbe perso con chiunque, come a insinuare, neanche troppo velatamente, che il vincitore ha avuto vita facile. Lo fa quasi sempre. Evito di citare altre circostanze, chi segue il tennis se le ricorda bene, a partire dalla prima sconfitta al Foto Italico con Sinner: disse che aveva la febbre. La combinazione tra un ego del genere e i palesi limiti tecnico-tattici e caratteriali è la ragione del suo tennis incompiuto.

Lucidità o intelligenza? Non sa analizzare un match. La mia verità è che è stato piallato nei primi 15 punti del match o giù di lì, a tal punto che poi il primo a non crederci più era lui stesso. Basta che si vada a rivedere cosa ha combinato nel quarto gioco, e che capisca che tutto era conseguenza dei primi 3 giochi, dove pur giocando accettabilmente è stato, ripeto, piallato.

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Maxx (Guest) 03-05-2026 22:04

Scritto da nicola 1984
Splendido il passaggio della conferenza dove Jannik ha parlato dei genitori(in particolare la madre) e di come essi rappresentino,ancora oggi nonostante il successo e la fama,la sua fonte di ispirazione e il suo modello,semplicemente per essere una persona(non uno sportivo) migliore.Puo’piacere o meno,vincerà ancora o meno,ma idealmente mi tolgo il cappello di fronte alla persona
(all’atleta non ne parliamo proprio)per l’educazione,la compostezza,la moralità e la gratitudine che ogni volta dimostra verso chi gli ha permesso di partire per arrivare ai successo che,giustamente,oggi raccoglie.
In un mondo tanto arido e colmo d’invidia,caro Jannik,se potessi vorrei tanto stringerti la mano e ringraziarti perché ci ricordi i veri valori,quelli che non ti abbandonano mai nonostante tutto.

Avrei voluto dire tante cose, ma questo commento racchiude in maniera superba tutto quello che avrei potuto scrivere!

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Intenditore (Guest) 03-05-2026 22:00

Jannik non fare scherzi che ho preso da mesi due biglietti sul Centrale, con la moglie, per ammirarti dal vivo per la prima volta!

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+1: il capitano
nicola 1984 (Guest) 03-05-2026 21:39

Splendido il passaggio della conferenza dove Jannik ha parlato dei genitori(in particolare la madre) e di come essi rappresentino,ancora oggi nonostante il successo e la fama,la sua fonte di ispirazione e il suo modello,semplicemente per essere una persona(non uno sportivo) migliore.Puo’piacere o meno,vincerà ancora o meno,ma idealmente mi tolgo il cappello di fronte alla persona
(all’atleta non ne parliamo proprio)per l’educazione,la compostezza,la moralità e la gratitudine che ogni volta dimostra verso chi gli ha permesso di partire per arrivare ai successo che,giustamente,oggi raccoglie.
In un mondo tanto arido e colmo d’invidia,caro Jannik,se potessi vorrei tanto stringerti la mano e ringraziarti perché ci ricordi i veri valori,quelli che non ti abbandonano mai nonostante tutto.

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+1: il capitano
Pepusch 03-05-2026 21:35

Uno dei limiti più importanti di Zverev è la mancanza di lucidità. Non ce la fa a dire: ‘Ho perso perché avevo davanti un giocatore più forte. Punto”. No, deve evidenziare che avrebbe perso con chiunque, come a insinuare, neanche troppo velatamente, che il vincitore ha avuto vita facile. Lo fa quasi sempre. Evito di citare altre circostanze, chi segue il tennis se le ricorda bene, a partire dalla prima sconfitta al Foto Italico con Sinner: disse che aveva la febbre. La combinazione tra un ego del genere e i palesi limiti tecnico-tattici e caratteriali è la ragione del suo tennis incompiuto.

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+1: king_scipion66
Di Passaggio 03-05-2026 21:34

Non è una stranezza, ma sicuramente una particolarità: Zverev guarda alla continuità di Sinner come ad una caratteristica potentissima. Lui, Sascha, che è un altro mostro di continuità, la continuità è sicuramente il suo punto di forza maggiore. Tennisticamente invece, Sinner, Alcaraz e naturalmente anche l’eterno Nole, hanno una completezza che Sascha forse non potrà più raggiungere.

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Bagel 03-05-2026 21:29

È come dopo Montecarlo che si aspettava “la conferma” per Madrid.
Roma, come Madrid, é obbligatorio e non deve dare nessuna conferma. Infatti a Madrid ha giocato senza fare conferenze stampa.
Domattina ci sono i sorteggi, non credo si ritirerà dopo

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+1: il capitano
antoniov 03-05-2026 21:29

Post annullato per involontaria duplicazione.

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antoniov 03-05-2026 21:29

Zverev dice che oggi avrebbe perso contro chiunque ?
Forse ha già dimenticato ciò che invece ha dichiarato appena un giorno fa oppure ha giocato da infortunato, ma questo non si è visto :mrgreen:

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+1: Inox, Pepusch, il capitano, renzopii
Nike (Guest) 03-05-2026 21:28

Quello che colpisce più delle vittorie ,dei record e dell’essere numero 1 ,è l’infinita umiltà, modestia e saggezza di questo splendido ragazzo.

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+1: il capitano
Paolino (Guest) 03-05-2026 21:25

Sicuramente sarà a Roma. Non c’è un motivo al mondo per non esserci. Lui è fatto così, un po’ strano come comunicatore, ha dei suoi modi di dire che non riesce a cambiare anche quando è evidente che il tennista più forte del mondo e italiano non può saltare il master mille che si gioca nel suo Paese. Dai Jannik ci vediamo a Roma

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