Alcaraz, nessuna novità sulle condizioni ma in Spagna non si scarta uno stop per tutto il 2026
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Le immagini di Carlos Alcaraz al Mutua Madrid Open per assistere al match del fratellino con ancora in bella vista il tutore rigido che protegge il polso infortunato non è affatto passata inosservata e inquieta i milioni di appassionati che lo sostengono in tutto il mondo. L’attenzione è ancor più marcata in Spagna dove la stampa nazionale continua a seguire quasi quotidianamente il decorso del n.2 del mondo, nonostante le informazioni al riguardo siano assai scarse, anzi mere ipotesi visto che una diagnosi ufficiale dell’infortunio subito a Barcellona non è mai stata comunicata dal diretto interessato. Infatti la domanda “Come sta Carlos? Quando rientrerà?” è quella che si pone tutto il mondo del tennis riguardo al giovane giocatore murciano, visto all’interno del suo stesso team regna il massimo riserbo e non viene comunicata l’entità dell’infortunio, come sottolinea il quotidiano Marca. Le indiscrezioni più accreditate parlano di tenosinovite di De Quervain, nome tecnico del problema fisico che potrebbe costringere l’attuale numero 2 del circuito ATP a saltare non solo la stagione su terra battuta ma anche quella successiva su erba, e c’è chi addirittura inizia a parlare di scenari ancor più critici con l’intero 2026 a rischio, e persino un infortunio così grave da obbligarlo a modificare la tecnica di esecuzione su alcuni colpi, con l’ipotesi dell’intervento chirurgico non scartata.
Esagerazioni? Non lo sappiamo, ma i principali media spagnoli cercano di investigare i possibili scenari affidandosi a specialisti di infortuni al polso e al braccio. Tra questi Jose Luis Martinez Romero, specialista in chirurgia ortopedica e traumatologia, che dirige insieme al dottor Pedro Guillén la Cattedra di Traumatologia dello Sport dell’Università Cattolica San Antonio di Murcia (UCAM), interpellato dall’agenzia spagnola EFE.
Il tennista di El Palmar dovrebbe essere affetto da tenosinovite di De Quervain, ossia una severa infiammazione della guaina sinoviale che avvolge un tendine, in questo caso quello del pollice collegato al polso interessato. La patologia provoca dolore, rigidità e limitazione funzionale. È un disturbo piuttosto frequente tra i tennisti, spesso causato da sovraccarico e dalla ripetizione continua dello stesso gesto tecnico. Davanti a dolore, gonfiore e difficoltà nei movimenti articolari, il riposo assoluto — accompagnato da immobilizzazione — rappresenta il primo passo del trattamento, insieme all’applicazione di ghiaccio, all’assunzione di antinfiammatori e a sedute di fisioterapia. Questi sono solo i primi passi, quelli diciamo per far passare l’emergenza e la forte infiammazione. L’intero decorso e recupero dipende da come reagisce il corpo dell’infortunato e anche da quale sia lo stadio in cui si è verificato il problema.
“È un infortunio che in molti casi si risolve con riposo e terapia, quindi di per sé non sarebbe allarmante. Tuttavia esistono molte tipologie di lesione e in questo caso è evidente che mancano informazioni”, afferma lo specialista Martinez Romero. “Se si tratta di una tenosinovite acuta, i tempi di recupero sono stimabili tra quattro e sei settimane. Se invece il problema è pregresso e cronicizzato, allora si può parlare di tre-sei mesi di stop, il che significherebbe dire addio alla stagione in corso”. Nello scenario peggiore potrebbe esserci anche una lesione ossea oppure la rottura del fibrocartilagineo triangolare, afferma Marca, una struttura simile al menisco del ginocchio che collega radio e ulna, garantendo stabilità al polso. In quel caso sarebbe necessario l’intervento chirurgico. Questa sarebbe la ipotesi più grave, che comporterebbe strascichi quasi permanenti: “Al momento stiamo parlando di ipotesi” sottolinea Martinez Romero, “ma se non ci sono lesioni tendinee né degenerative il recupero può essere completo, anche se lungo. Stimare una data di rientro è impossibile senza informazioni accurate Le complicazioni, però, potrebbero esserci e questo potrebbe perfino portare Carlos a dover modificare la tecnica di esecuzione dei colpi, oltre a uno stop lungo”, conclude Martinez Romero.
Mario Cecchi
TAG: Carlos Alcaraz, infortunio

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Azzzzzzzooooooo !!!
Anche nella peggiore delle ipotesi ha il talento per eccellere pur modificando qualcosa nel suo movimento. I fuoriclasse giocano con più intensità e più a lungo degli altri nel corso dell’anno, è anche logico che abbiano ogni tanto problemi fisici evidenti. E’ successo a Federer, a Nadal, allo stesso Nole. Ma non mi pare che la non perfetta integrità ne abbia offuscato la carriera, anzi.
Se la diagnosi è la stessa del 2025 potrebbe essere cronicicizzata , cioè il danno era già stato fatto tempo fa e l’unica cura è o uno stop prolungato o intervento chirurgico con riabilitazione di qualche mese .
In entrambi i casi salterà la stagione su erba e lo rivedremo dopo USO.
Ma che debba modificare la tecnica di esecuzione dei colpi pare lapalissiano , ma non per sopravvivenza sportiva ma sarà indotta dal dolore o fa fenomeni cicatrizzanti.
Comunque non sarebbe una mera modificazione del/dei colpo/i ,ma sarebbe da riprogettare il suo tennis per ovviare alla limitazione funzionale , una specie di Murray.
Ovviamente spero che il problema occorso sia nuovo o al massimo sub cronico.
Lo scrivo da 4 anni del rischio ,ma per gli analfabeti odiatori di questo forum lo facevo perché lo odio.
Che dire, tutte speculazioni, non si sa nulla, pertanto una non notizia. Gli auguriamo che possa rientrare per Wimbledon.