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L’equilibrio di Matteo Donati (di Marco Mazzoni)

13/05/2015 10:17 54 commenti
Matteo Donati classe 1995, n.282 del mondo
Matteo Donati classe 1995, n.282 del mondo

Quando l’altra sera è uscito l’order of play di martedì 12, il primo nome che sono andato a cercare è stato quello di Matteo Donati. Osservare con attenzione il gioco del nostro giovane talento era la mia priorità. Mi aveva colpito non poco la sua esplosione al Challenger di Napoli, ma dall’angusta finestrina dello streaming è difficile apprezzare colpi, tempi di gioco, movenze, attitudini. Con stupore ho scovato Berdych in serale, ultimo match sul centrale, opposto a Matteo. A caldo non ho condiviso la scelta degli organizzatori. Bellissima l’idea di presentare questo nostro giovane al grande pubblico, in prime time, sul campo principale. Però… perché ultimo match? Un ragazzo così poco esperto pagherà la lunghissima attesa di tutta la giornata? Quante volte nella sua testa “avrà giocato” la partita dal risveglio fino a sera? Quante volte avrà sognato ad occhi aperti quella cornice gigantesca, le migliaia di persone che l’avrebbero osservato (e giudicato…) con una fame atavica da campione mancato? E poi, contro Berdych, uno dei giocatori più forti, più tosti, con colpi a volte ingestibili persino per Djokovic & C. Mi aspettavo di trovarlo semmai nella colorata bolgia del Pietrangeli, magari secondo incontro, in modo da “intimorire” il ceko con il pubblico più chiassoso ed esporre di meno la poca esperienza di Donati. Ho parlato di queste sensazioni con un amico in mattinata, che conosce personalmente Matteo e che invece la pensava diversamente, “vedrai che ti sorprenderà…”. Aveva ragione lui, avevano ragione gli organizzatori. Matteo Donati è uscito dal centrale intorno alle 22.30 non solo a testa altissima ma sotto una autentica ovazione del pubblico, piacevolmente impressionato dal tennis del piemontese. Pure di Berdych sotto rete alla stretta di mano non ha lesinato complimenti a Matteo, e conoscendo la parsimonia espressiva di Tomas è una cosa tutt’altro che secondaria.

Donati ha perso 6-2 6-4, ma il punteggio di questa partita non conta assolutamente niente. Era il suo primissimo incontro “da grande”, in un contesto top, contro un avversario top, in prime time nazionale. Quello che invece conta è il suo modo di stare in campo, come ha affrontato la partita, con la serenità che lo contraddistingue e con la testa giusta di chi ha giocato “alla grande”, pensando da grande, senza paure, senza tensioni eccessive, senza buttare via una singola palla per timore o eccessi. Per un ragazzo alle prime esperienze, catapultato in un contesto così alto per il suo vissuto, il rischio era di vivere il match in un estremo o totalmente negativo (paura, remissività, colpi a mezza rete, rabbia distruttiva o scoramento), oppure eccessivamente positivo (pallate continue, magari fuori di metri, eccesso di confidenza, nessuna logica di gioco nel disperato tentativo di strafare per colmare il gap di potenza ed esperienza col rivale). Niente di tutto questo. Matteo Donati mi ha sorpreso e catturato, mi ha lasciato un’impressione notevole per l’equilibrio con cui ha affrontato la partita dal primo all’ultimo 15. E’ sceso in campo sereno, concentrato, prontissimo a giocare fin dai primi punti il suo miglior tennis. Ci ha provato, giocando alla grande, senza trattenere il braccio ma senza strafare (se non in rarissime occasioni).

Forse esagero, preso dall’esaltazione dal momento, ma voglio per una volta sbilanciarmi affermando che da quando seguo il tennis erano anni che al mio “primo incontro” con un giovane azzurro non avvertivo una sensazione così netta di potenziale grande giocatore; forse dai tempi di Omar Camporese. Sarà l’emozione mista a sorpresa, ma è anche l’analisi delle qualità che Matteo porta in campo. Tutto andrà confermato più avanti, in altri contesti e nel tempo, ma Donati pare avere molte di quelle abilità personali, tecniche e fisiche necessarie ad eccellere nel tour Pro dei nostri tempi.

La sua vera differenza è la qualità dei colpi di inizio gioco. Adesso è presto per una analisi puntuale del suo gioco, ci sarà tempo. Ma il suo servizio è assai efficace, veleggia oltre i 200 km/h e pare governare bene ogni angolo (da rinforzare la seconda lavorata), il tutto con una meccanica esecutiva eccellente; la risposta è impressionante! Di rovescio, il suo colpo naturale, ha un tempo di impatto clamoroso, superiore a tanti forti professionisti. Come ha lasciato fermo in risposta Berdych ieri in alcune occasioni mi ha fatto letteralmente sobbalzare dalla sedia. Un gesto corto, felino, con un piccolo passo in avanzamento per dar ancor più forza ma riuscendo a tenere un grande equilibrio. Equilibrio. Questo pare il segreto di Donati, un gioco forte ma equilibrato, senza eccessi, sia nella spinta che nella difesa. Un modo di stare in campo estremamente ordinato e sereno, in totale controllo di se stesso, anche nella fasi più calde. Qualche difetto in più sembra avercelo il dritto, non tanto per l’esecuzione tecnica ma per il modesto contributo delle gambe, soprattutto in recupero. Le gambe sembrano un po’ scariche a volte, e questo non è tollerabile quando verrà messo di fronte ai grandi produttori di tennis in ritmo, che lo costringeranno a lavorare duro sulle diagonali, con tanti scatti – frenate – ripartenze; in queste fasi avere il sostegno delle gambe è indispensabile per reggere, contrattaccare e non andare sotto. A rete pare avere un discreto tocco (come in tutto il suo gioco), e soprattutto ci prova, non ha paura di chiudere o di tentare la giocata.

Avremo tempo per analizzare meglio il gioco di Matteo, e valutare i suoi colpi ed il suo atteggiamento anche in contesti diversi, dove conterà di più la “tigna” che la tecnica, il cuore che la testa, la voglia di vincere che la qualità. Il primo contatto è stato folgorante. La sensazione è quella di un ragazzo che ha qualità davvero importanti e attitudine notevole. Ma attenzione ai naviganti. Tenere i piedi bene a terra ed il salvagente prontissimo, perché il mare del tennis è sempre mosso e la destinazione finale molto, molto, molto lontana. Lasciamo crescere Donati serenamente, senza stress, senza eccessiva morbosità, senza caricarlo di pressioni solo controproducenti. Lui pare aver spalle molto larghe, ma non carichiamolo di aspettative esagerate. Seguiamolo con passione ed un sereno distacco. Godiamo della fortuna di aver trovato in lui un ragazzo potenzialmente molto forte, dotato di un tennis completo, bello e divertente. Lasciamogli il tempo di crescere, di maturare esperienze, di vincere e di perdere. Le vittorie che contano non solo quelle di oggi, ma saranno quelle di domani.

 

Dal Foro Italico, Marco Mazzoni

@marcomazz


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54 commenti. Lasciane uno!

sergio (Guest) 13-05-2015 21:48

io sulla “qualita” della risposta di donati non sono d’accordo con l’autore dell’articolo. nel tennis di oggi paga molto di piu’ rispondere come fa djokovic (un tennis “percentuale”) che pur potendo fare decine di risposte vincenti, preferisce non rischiare e rispondere sempre centrale e profondo. secondo me donati avrebbe potuto fare molto meglio rispondendo in maniera interlocutoria senza rischiare

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cerin (Guest) 13-05-2015 20:56

Io l’avevo già riportato in un altro post dopo aver visto per la prima volta Donati opposto a Caruso. La cosa che impressiona maggiormente non è il suo gioco ma la testa. Sembra veramente di veder giocare non un esperto ma un veterano. La mia sensazione è che inizia la partita addirittura al 60% e se perde due game non si scompone minimamente perchè studia l’avversario e questo lo fanno in pochissimi.

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Adriano (Guest) 13-05-2015 19:24

Il cuore dell’articolo è l’equilibrio di Donati ed è vero . Matteo impara qualcosa tutti i giorni e sono certo che sarà il nuovo Seppi

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Koko (Guest) 13-05-2015 19:13

@ Fabri (#1342630)

Si deve chiedere di più o si ricade nell’essere perdenti! Ad esempio non è che un Kyrgios si accontenta di perdere discretamente bene. Se uno si accontenta per una netta sconfitta non ha abbastanza ambizione anche se incontra Berdych! Avessi detto Nadal in forma potrei anche capire ma Berdych non mi risulta essere il re del rosso e se riesci a spostarlo (con un buon dritto incrociato) è meno ingiocabile.

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Pallettaro Mingherlino (Guest) 13-05-2015 18:35

Scritto da Agatone

Scritto da Pallettaro Mingherlino

Scritto da Agatone
Buon incontro. Mi sembra eccessivo esaltare Donati se si confronta con i pari età nel mondo. Kirgios, Kokkinakis, Zverev e via cantando. Ma anche, per dire, Edmund, della sua stessa età e numero 120 al mondo, che fa challenger e spesso arriva in fondo.
A me piace Donati. Gioca attaccando, cerca il punto, ha buona sensibilità. Però deve costruirsi fisicamente. Non ha un fisico esplosivo naturalmente. E a quel livello il fisico conta molto. Troppo.
Come si costruisce un fisico? Lo si può fare? In quanto tempo? In che modo? Io a queste domande non so troppo rispondere ma intuisco che possa esserci una strada lunga e un po’ tortuosa e una strada più breve e un po’pericolosa (il calciatore Pato docet).
Mi pare che la strada per arrivare ad alto livello sia lunga e quanto sarà alto il livello io non so dirlo.
Però intanto forza Donati!

Attualmente Donati non mi sembra per nulla inferiore ad Edmund, e nemmeno agli atri “giovani forti” del circuito (Kyrgios a parte): le sue prestazioni al Challenger di Napoli (dove ha liquidato autorevolmente un signor giocatore come Cecchinato), alle prequalifiche del Foro Italico (dove ha battuto facile Caruso, che non è certo una pippa), e soprattutto, nel main draw degli Internazionali (dove ha battuto il numero 49 del mondo e ha tenuto testa nientemeno che a Berdych), ci indicano che il suo attuale valore è già adesso attorno al n° 100 del ranking o forse anche qualcosina in più.
Inoltre, particolare non trascurabile, Matteo è tuttora in piena e costante ascesa, a differenza di altri che sono esplosi più precocemente ma si sono poi fermati. Ma soprattutto, Donati “gioca bene”, ha classe, ha facilità di tocco, ha un buon timing, ha un ottimo servizio, ha un buon equilibrio mentale. Tutti fattori, ben inquadrati nell’ottimo articolo di Mazzoni (che condivido pienamente), che sono essenziali per poter intravedere un luminoso futuro ad alto livello pro.
Dove potrà arrivare ? E’ impossibile dirlo, le incognite sono tantissime e saranno richieste molte conferme prima di crearci ingiustificate aspettative. Al proposito, che non si ripeta l’errore fatto con Quinzi (infinitamente più vincente da junior), che forse è stato rovinato anche dalle eccessive aspettative nei suoi confronti. Matteo, viceversa, finora ha avuto la possibilità di lavorare e crescere tranquillamente, senza essere troppo “sotto i riflettori”, e questo sicuramente l’avrà aiutato, anche sotto il profilo mentale.
Peraltro, per Donati sarà ancora necessario un intenso e ben graduato lavoro di potenziamento fisico, che potrebbe essere tuttora molto proficuo in considerazione che il ragazzo non sembra essere già completamente sviluppato. In altre parole, Matteo dimostra qualcosa di meno dei suoi attuali vent’anni (a differenza di un Kyrgios, tanto per fare paragoni), e tutto ciò viene a rafforzare il suo potenziale in proiezione futura.
Forse abbiamo davvero tra le mani un talento che ci potrà regalare quei successi che, in ambito maschile, da moltissimi anni aspettiamo invano !

Bisogna vederlo nell’arco di qualche mese, un torneo è indicativo fino a un certo punto. come diceva Safin: tennis everybody has. Cioè tra i primi duecento al mondo tutti sono capaci di giocare. Bisogna vedere poi se si ha la consistenza di farlo in modo continuativo. Io lo vedo ancora un po’ acerbo, fisicamente soprattutto ma anche un po’ tecnicamente. Cioè molto bravo nei colpi d’attacco ma nello scambio un po’ leggero e non troppo consistente. Sempre rispetto ai primi cento intendo. Poi è chiaro che si parla di un talento tecnico.

Ho infatti ben scritto che “saranno richieste molte conferme prima di crearci ingiustificate aspettative”.
Però la stoffa mi sembra che ci sia, e tanta. Inoltre non vedo tutte queste lacune, per di più trattandosi di un giovane in fase di evoluzione e in piena ascesa

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Agatone 13-05-2015 17:58

Scritto da Pallettaro Mingherlino

Scritto da Agatone
Buon incontro. Mi sembra eccessivo esaltare Donati se si confronta con i pari età nel mondo. Kirgios, Kokkinakis, Zverev e via cantando. Ma anche, per dire, Edmund, della sua stessa età e numero 120 al mondo, che fa challenger e spesso arriva in fondo.
A me piace Donati. Gioca attaccando, cerca il punto, ha buona sensibilità. Però deve costruirsi fisicamente. Non ha un fisico esplosivo naturalmente. E a quel livello il fisico conta molto. Troppo.
Come si costruisce un fisico? Lo si può fare? In quanto tempo? In che modo? Io a queste domande non so troppo rispondere ma intuisco che possa esserci una strada lunga e un po’ tortuosa e una strada più breve e un po’pericolosa (il calciatore Pato docet).
Mi pare che la strada per arrivare ad alto livello sia lunga e quanto sarà alto il livello io non so dirlo.
Però intanto forza Donati!

Attualmente Donati non mi sembra per nulla inferiore ad Edmund, e nemmeno agli atri “giovani forti” del circuito (Kyrgios a parte): le sue prestazioni al Challenger di Napoli (dove ha liquidato autorevolmente un signor giocatore come Cecchinato), alle prequalifiche del Foro Italico (dove ha battuto facile Caruso, che non è certo una pippa), e soprattutto, nel main draw degli Internazionali (dove ha battuto il numero 49 del mondo e ha tenuto testa nientemeno che a Berdych), ci indicano che il suo attuale valore è già adesso attorno al n° 100 del ranking o forse anche qualcosina in più.
Inoltre, particolare non trascurabile, Matteo è tuttora in piena e costante ascesa, a differenza di altri che sono esplosi più precocemente ma si sono poi fermati. Ma soprattutto, Donati “gioca bene”, ha classe, ha facilità di tocco, ha un buon timing, ha un ottimo servizio, ha un buon equilibrio mentale. Tutti fattori, ben inquadrati nell’ottimo articolo di Mazzoni (che condivido pienamente), che sono essenziali per poter intravedere un luminoso futuro ad alto livello pro.
Dove potrà arrivare ? E’ impossibile dirlo, le incognite sono tantissime e saranno richieste molte conferme prima di crearci ingiustificate aspettative. Al proposito, che non si ripeta l’errore fatto con Quinzi (infinitamente più vincente da junior), che forse è stato rovinato anche dalle eccessive aspettative nei suoi confronti. Matteo, viceversa, finora ha avuto la possibilità di lavorare e crescere tranquillamente, senza essere troppo “sotto i riflettori”, e questo sicuramente l’avrà aiutato, anche sotto il profilo mentale.
Peraltro, per Donati sarà ancora necessario un intenso e ben graduato lavoro di potenziamento fisico, che potrebbe essere tuttora molto proficuo in considerazione che il ragazzo non sembra essere già completamente sviluppato. In altre parole, Matteo dimostra qualcosa di meno dei suoi attuali vent’anni (a differenza di un Kyrgios, tanto per fare paragoni), e tutto ciò viene a rafforzare il suo potenziale in proiezione futura.
Forse abbiamo davvero tra le mani un talento che ci potrà regalare quei successi che, in ambito maschile, da moltissimi anni aspettiamo invano !

Bisogna vederlo nell’arco di qualche mese, un torneo è indicativo fino a un certo punto. come diceva Safin: tennis everybody has. Cioè tra i primi duecento al mondo tutti sono capaci di giocare. Bisogna vedere poi se si ha la consistenza di farlo in modo continuativo. Io lo vedo ancora un po’ acerbo, fisicamente soprattutto ma anche un po’ tecnicamente. Cioè molto bravo nei colpi d’attacco ma nello scambio un po’ leggero e non troppo consistente. Sempre rispetto ai primi cento intendo. Poi è chiaro che si parla di un talento tecnico.

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Alessandro6.9 13-05-2015 17:45

La parola equilibrio è la migliore che si potesse trovare per descrivere la crescita di Donati.
Ebbi quella impressione un’anno e mezzo e fa quando ci parlai a Santa Margherita, facendo il punto della situazione di quel periodo.
Come ragazzo mi piacque subito. Aveva una tranquillità e una sicurezza del suo percorso, che a distanza di tempo si può dire fosse una garanzia di crescita.
Mi colpirono di lui alcune qualità: 1) l’attitudine ad imparare; 2) la fiducia totale nel suo coach e nel gruppo che lo seguiva (professionisti serissimi e capaci); 3) l’attenzione a mettere in pratica i consigli di Puci (durante le partite ci voleva un attimo per vedergli fare le cose che gli si chiedeva).
Ragazzo splendido già allora.
Tennisticamente era una molla alla risposta: reattivo con grande colpo d’occhio. Era meno mobile durante lo scambio. Mi disse che stava facendo un lavoro per aumentare la massa muscolare, senza perdere la reattività.
Quelle che erano alcune delle sue caratteristiche oggi sembrano esplose. Velocità di piedi e anticipo sulla risposta sono doti amplificate a livello importante. Quella risposta di rovescio, ricordo di avergliela vista fare in un punto fondamentale a Napoli. in un TB o in una palla break. Monumentale. Immagino quella di ieri fosse simile. Quindi qualcosa di sensazionale
Matteo è un ragazzo che merita la miglior fortuna e grandi palcoscenici. Speriamo continui a crescere per come si è visto da inizio anno

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guidoyouth (Guest) 13-05-2015 17:10

si, ieri ha strappato un po’ il suo colpo più costruito, il dritto, ma è comprensibile: l’altro tirava bordate a cui matteo non era abituato. in generale però, essendo la sua seconda partita atp, ha destato buonissime impressioni.

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Fabri (Guest) 13-05-2015 16:12

Scritto da Koko
Pur rispettendo la potenza e il valore di Berdych ieri a mio avviso abbiamo visto un Donati più affine alla sconfitta contro Munoz della Nava o a quell’Olandese federeriano che a quello che così bene ha fatto in altri incontri. Direi che nonostante gli alti livelli a cui può arrivare ha ancora cadute di livello abbastanza evidenti che ci stanno in una crescita tecnica e soprattutto agonistica naturale. In particolare ieri il dritto non ha funzionato proprio mentre il rovescio è sembrato solido e ormai punto di forza come mai lo era stato in anni precedenti. Ora occorre più continuità a livelli alti e l’ingresso nei 100 potrebbe anche accelerarsi in maniera imprevedibile. La partita di ieri per me fa poco testo (le positività sono annegate nelle negatività e nel livello troppo alto del rivale) ed esprime solo in parte le potenzialità con il normale top 100 di Donati.

Perdonami…..non ho visto il match e in tal senso non posso commentare. Certo chiedere di più a Donati contro uno dei più forti tennisti mondiali è francamente molto difficile….cordialmente

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Fabri (Guest) 13-05-2015 16:09

Bellissima disamina, specie per chi come me non lo ha mai visto giocare, anche perchè ormai a Teramo SUPER-TENNIS non si vede da mesi e mesi 😥
Speriamo bene in questo giovane talento, il nostro Tennis pro ha bisogno al più presto di forti rincalzi, sia donne che uomini, come le giornate “romane” ci stanno purtroppo confermando…..grazie 🙂

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mirko.dllm (Guest) 13-05-2015 16:02

Scritto da Nadaliano

Scritto da Lucabigon
Io piuttosto che sull’equilibrio di Donati farei un articolo sull’equilibrio degli utenti di questo sito…
Gente che pensa che se fai bene in 2-3 tornei già automaticamente vali quel livello. No, una cosa è essere capaci di un picco di rendimento altra cosa è giocare pur un periodo più o meno lungo a quel livello. Zverev l’estate scorsa ha avuto 2-3 settimane di picco ma poi è calato vistosamente: non valeva ancora quel livello, probabilmente adesso si. Se Donati vale i top100 dovrà continuare a dimostrarlo nelle prossime settimane e valere i top100 quando giochi tornei challenger significa arrivare almeno in semifinale se non in finale…

Assolutamente d’accordo.

Anch’io mi accodo,e sono d’accordo.Non ho mai capito tra l’altro, perché diversi utenti di livetennis,vogliono imporre la mentalità che gli italiani sono bravi a prescindere dai loro risultati,soprattutto nel tennis maschile,che è il settore storicamente,dove siamo molto carenti a partire dopo il 1978,o al massimo,dopo il 1980.

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Nadaliano (Guest) 13-05-2015 15:37

Scritto da Lucabigon
Io piuttosto che sull’equilibrio di Donati farei un articolo sull’equilibrio degli utenti di questo sito…
Gente che pensa che se fai bene in 2-3 tornei già automaticamente vali quel livello. No, una cosa è essere capaci di un picco di rendimento altra cosa è giocare pur un periodo più o meno lungo a quel livello. Zverev l’estate scorsa ha avuto 2-3 settimane di picco ma poi è calato vistosamente: non valeva ancora quel livello, probabilmente adesso si. Se Donati vale i top100 dovrà continuare a dimostrarlo nelle prossime settimane e valere i top100 quando giochi tornei challenger significa arrivare almeno in semifinale se non in finale…

Assolutamente d’accordo.

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marco mazzoni (Guest) 13-05-2015 15:31

@ ale8 (#1342500)

Perdonami, se parli con la max parte di chi lavora come trainer nel tennis, si sta cercando di creare giocatori che hanno nella velocità di piedi e negli appoggi uno dei punti di forza, perché si scambia tanto ed il gioco è molto veloce. Come mobilità di base ed appoggi Donati non è affatto male. Ovvio che necessita di muscoli e struttura, ma quella si può inserire gradualmente; è molto più difficile insegnare capacità motorie e come saper correre…
saluti

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Lucabigon 13-05-2015 15:15

Io piuttosto che sull’equilibrio di Donati farei un articolo sull’equilibrio degli utenti di questo sito…

Gente che pensa che se fai bene in 2-3 tornei già automaticamente vali quel livello. No, una cosa è essere capaci di un picco di rendimento altra cosa è giocare pur un periodo più o meno lungo a quel livello. Zverev l’estate scorsa ha avuto 2-3 settimane di picco ma poi è calato vistosamente: non valeva ancora quel livello, probabilmente adesso si. Se Donati vale i top100 dovrà continuare a dimostrarlo nelle prossime settimane e valere i top100 quando giochi tornei challenger significa arrivare almeno in semifinale se non in finale…

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ale8 (Guest) 13-05-2015 15:04

Sono sostanzialmente d’accordo con l’articolo anche se ci sono un pò di esagerazione,sì donati ha fatto vedere qualche bel colpo ma non lo dI pungere già come un futuro campione.ha già 20 anni e il processo di crescita non è così avanzato.d’accordo quando il giornalista parla di abilità tecniche, ma fisiche no(quì paga), è una bestemmia giornalistica.

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dario (Guest) 13-05-2015 15:04

Non so’ perche’, ma stilisticamente e come tipo di personaggio mi ricorda molto Tim Henman

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Koko (Guest) 13-05-2015 14:55

@ Nadaliano (#1342481)

La statistica l’hanno passata in TV in uno streaming in Inglese mi pare.

38
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borg (Guest) 13-05-2015 14:49

grande matteo! 8 aces! timing in risposta, rovescio finalmente solido, umile e concentrato!

37
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Nadaliano (Guest) 13-05-2015 14:45

Scritto da Koko

Scritto da Nadaliano

Scritto da SoloJones

Scritto da Nadaliano
D’accordo sull’ottima attitudine di donati. A livello di gioco ho visto invece un diritto già competitivo, così come la prima di servizio. E’ stato “carente” (in relazione all’avversario) secondo me sul rovescio (avete notato come serviva sbilanciato in modo da poter giocare il colpo successivo di diritto?) e sulla seconda avrà avuto una statistica del 30% dei punti. Anche a livello di spostamenti gli manca un po’ di esplosività.

ma stai scherzando?carente di rovescio?ma che partita hai visto?è il dritto che è carente rispetto all’ottimo rovescio…come giustamente è stato evidenziato nell’articolo!

Questa è stata la mia impressione. Ma il diritto è sempre stato il colpo primario di Donati, quello con cui si conquista i punti, non so perché ieri vi ha dato l’impressione di giocare meglio di rovescio.

Non è una impressione è una statistica relativa agli unforced di dritto esageratamente elevata. Certo è anche vero che la cosa migliore di Berdych è quella di pizzicare le linee laterali a destra dell’avversario sia con il dritto incrociato che con il rovescio ad uscire.

Dove trovo la statistica sugli unforced distinti tra diritto e rovescio?
Ad ogni modo il discorso è che col diritto cercava il punto, andando qualche volta fuori giri…ma il suo gioco si basa principalmente sul diritto

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Koko (Guest) 13-05-2015 14:39

Scritto da Nadaliano

Scritto da SoloJones

Scritto da Nadaliano
D’accordo sull’ottima attitudine di donati. A livello di gioco ho visto invece un diritto già competitivo, così come la prima di servizio. E’ stato “carente” (in relazione all’avversario) secondo me sul rovescio (avete notato come serviva sbilanciato in modo da poter giocare il colpo successivo di diritto?) e sulla seconda avrà avuto una statistica del 30% dei punti. Anche a livello di spostamenti gli manca un po’ di esplosività.

ma stai scherzando?carente di rovescio?ma che partita hai visto?è il dritto che è carente rispetto all’ottimo rovescio…come giustamente è stato evidenziato nell’articolo!

Questa è stata la mia impressione. Ma il diritto è sempre stato il colpo primario di Donati, quello con cui si conquista i punti, non so perché ieri vi ha dato l’impressione di giocare meglio di rovescio.

Non è una impressione è una statistica relativa agli unforced di dritto esageratamente elevata. Certo è anche vero che la cosa migliore di Berdych è quella di pizzicare le linee laterali a destra dell’avversario sia con il dritto incrociato che con il rovescio ad uscire.

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riccardo (Guest) 13-05-2015 14:29

Grandissimo Donati, cerchiamo un campione, un top e magari sarà lui chi lo sa. Le caratteristiche ci sono però servono tantissime cose per diventare un top. Magari ora Quinzi giocherà con un pochino di pressione addosso in meno e riuscirà a giocare meglio? Chi lo sa se alla fine il più forte di tutti sarà Napolitano!!!
Speriamo di trovarli tutti quanto prima alla seconda settimana degli slam!!!!

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Nadaliano (Guest) 13-05-2015 14:17

Scritto da SoloJones

Scritto da Nadaliano
D’accordo sull’ottima attitudine di donati. A livello di gioco ho visto invece un diritto già competitivo, così come la prima di servizio. E’ stato “carente” (in relazione all’avversario) secondo me sul rovescio (avete notato come serviva sbilanciato in modo da poter giocare il colpo successivo di diritto?) e sulla seconda avrà avuto una statistica del 30% dei punti. Anche a livello di spostamenti gli manca un po’ di esplosività.

ma stai scherzando?carente di rovescio?ma che partita hai visto?è il dritto che è carente rispetto all’ottimo rovescio…come giustamente è stato evidenziato nell’articolo!

Questa è stata la mia impressione. Ma il diritto è sempre stato il colpo primario di Donati, quello con cui si conquista i punti, non so perché ieri vi ha dato l’impressione di giocare meglio di rovescio.

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Strac de laurà (Guest) 13-05-2015 13:53

Scritto da BEPPE
Complimenti Matteo,finalmente un giocatore pulito,serio,italiano che non impreca che non sputa per terra,che non mette fasce e bandane abbinate all’orecchino,senza pizzetti e look stravaganti,che non piagnucola ad ogni punto perso,che non si sente arrivato,fuori dal clamore dei media pronti sempre a dipingere prematuramente come campioncini ragazzi che ancora non hanno capito come si sta in campo e se devono parlare italiano spagnolo o dialetto del luogo natio,che non spacca racchette e non alza dita medie al pubblico….mi piace mi piace…mi piace…

Sottoscrivo ogni parola.

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Giro82 13-05-2015 13:48

Condivido il pensiero di Mazzoni “Lasciamogli il tempo di crescere, di maturare esperienze, di vincere e di perdere.” Il problema per lui sarà proprio circondarsi di uno staff di livello adeguato e gestire le attenzioni del mondo esterno.
Troppi pseudo-allenatori e troppa pressione stanno pregiudicando la crescita dei nostri giovani, Giorgi e Quinzi in primis.

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gido 13-05-2015 13:32

Mazzoni riesce sempre ad esprimere quello che, se non si è lui, non si riesce a dire in modo completo. Speriamo ora che negli anni a venire si avverino tutte le sue previsioni che sono anche le speranze mie e di tanti tifosi.

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Pallettaro Mingherlino (Guest) 13-05-2015 13:21

Scritto da Agatone
Buon incontro. Mi sembra eccessivo esaltare Donati se si confronta con i pari età nel mondo. Kirgios, Kokkinakis, Zverev e via cantando. Ma anche, per dire, Edmund, della sua stessa età e numero 120 al mondo, che fa challenger e spesso arriva in fondo.
A me piace Donati. Gioca attaccando, cerca il punto, ha buona sensibilità. Però deve costruirsi fisicamente. Non ha un fisico esplosivo naturalmente. E a quel livello il fisico conta molto. Troppo.
Come si costruisce un fisico? Lo si può fare? In quanto tempo? In che modo? Io a queste domande non so troppo rispondere ma intuisco che possa esserci una strada lunga e un po’ tortuosa e una strada più breve e un po’pericolosa (il calciatore Pato docet).
Mi pare che la strada per arrivare ad alto livello sia lunga e quanto sarà alto il livello io non so dirlo.
Però intanto forza Donati!

Attualmente Donati non mi sembra per nulla inferiore ad Edmund, e nemmeno agli atri “giovani forti” del circuito (Kyrgios a parte): le sue prestazioni al Challenger di Napoli (dove ha liquidato autorevolmente un signor giocatore come Cecchinato), alle prequalifiche del Foro Italico (dove ha battuto facile Caruso, che non è certo una pippa), e soprattutto, nel main draw degli Internazionali (dove ha battuto il numero 49 del mondo e ha tenuto testa nientemeno che a Berdych), ci indicano che il suo attuale valore è già adesso attorno al n° 100 del ranking o forse anche qualcosina in più.
Inoltre, particolare non trascurabile, Matteo è tuttora in piena e costante ascesa, a differenza di altri che sono esplosi più precocemente ma si sono poi fermati. Ma soprattutto, Donati “gioca bene”, ha classe, ha facilità di tocco, ha un buon timing, ha un ottimo servizio, ha un buon equilibrio mentale. Tutti fattori, ben inquadrati nell’ottimo articolo di Mazzoni (che condivido pienamente), che sono essenziali per poter intravedere un luminoso futuro ad alto livello pro.
Dove potrà arrivare ? E’ impossibile dirlo, le incognite sono tantissime e saranno richieste molte conferme prima di crearci ingiustificate aspettative. Al proposito, che non si ripeta l’errore fatto con Quinzi (infinitamente più vincente da junior), che forse è stato rovinato anche dalle eccessive aspettative nei suoi confronti. Matteo, viceversa, finora ha avuto la possibilità di lavorare e crescere tranquillamente, senza essere troppo “sotto i riflettori”, e questo sicuramente l’avrà aiutato, anche sotto il profilo mentale.
Peraltro, per Donati sarà ancora necessario un intenso e ben graduato lavoro di potenziamento fisico, che potrebbe essere tuttora molto proficuo in considerazione che il ragazzo non sembra essere già completamente sviluppato. In altre parole, Matteo dimostra qualcosa di meno dei suoi attuali vent’anni (a differenza di un Kyrgios, tanto per fare paragoni), e tutto ciò viene a rafforzare il suo potenziale in proiezione futura.
Forse abbiamo davvero tra le mani un talento che ci potrà regalare quei successi che, in ambito maschile, da moltissimi anni aspettiamo invano !

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jimbo (Guest) 13-05-2015 13:17

è sempre bello leggerTi. Anche in tv le sensazioni sono quelle che hai espresso, avevo visto Donati in altre occasioni, mai però avevo notato una attitudine a ‘stare in campo’ così interessante.
Speriamo bene …

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Koko (Guest) 13-05-2015 13:09

Scritto da RF87

Scritto da Lucabigon

Scritto da Scrotal
questo giovane mi piace 100 volte più di Quinzi, sia come gioco che come atteggiamento. Molto determinato e concentrato, non si lamenta e pensa solo a giocare. L’opposto di Quinzi in pratica. Ha anche un gioco mediamente divertente che ricorda effettivamente un pò murray e djokovic in versione juniores. Lo vedo molto bene per il futuro. Come dice la Golarsa i centimetri ci sono, ora serve un pò di massa per far viaggiare di più la palla.

E continuiamo con i paragoni inutili…ma seguire e sostenere la gente e basta no, eh?

Perchè funziona così purtroppo,ho scoperto questa cosa.Bisogna puntare su uno e uno solo.Inutile stare li a denunciare ormai questi atteggiamenti che sono normali a quanto pare.E non lo dico solo riguardo gli utenti di questo sito,negli altri tutti gli articoli “E’ lui quello su cui puntare?”,come se una scelta fosse vitale.
Me li vedo li in Australia a offendersi su chi sia meglio tra Kyrgios e Kokkinakis,su chi puntare..
Siamo italiani e la testa questo ci dice.

Infatti bisogna puntare su entrambi! Proprio perchè hanno caratteristiche diverse. Personalmente ho sempre parlato di un gruppo di giovani mediamente più validi del solito che offrono una opportunità al tennis Italiano di un ampio ricambio potenziale anche a livelli più alti dell’attuale. Altresì è assurdo oggi dire che non hanno speranza slam dato che tra 5 anni gli slam se li giocano tra di loro e i big di oggi ci avranno (finalmente?) lasciati. Attualmente siamo minati dalla taglia ridotta e dalla tarda età di esplosione dei nostri tennisti cosa che non ci sarà tra due o tre anni con giovani prestanti e non indietro in classifica a quella età. Grasso che cola.

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SoloJones (Guest) 13-05-2015 13:06

Scritto da Nadaliano
D’accordo sull’ottima attitudine di donati. A livello di gioco ho visto invece un diritto già competitivo, così come la prima di servizio. E’ stato “carente” (in relazione all’avversario) secondo me sul rovescio (avete notato come serviva sbilanciato in modo da poter giocare il colpo successivo di diritto?) e sulla seconda avrà avuto una statistica del 30% dei punti. Anche a livello di spostamenti gli manca un po’ di esplosività.

ma stai scherzando?carente di rovescio?ma che partita hai visto?è il dritto che è carente rispetto all’ottimo rovescio…come giustamente è stato evidenziato nell’articolo!

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Koko (Guest) 13-05-2015 12:59

Pur rispettendo la potenza e il valore di Berdych ieri a mio avviso abbiamo visto un Donati più affine alla sconfitta contro Munoz della Nava o a quell’Olandese federeriano che a quello che così bene ha fatto in altri incontri. Direi che nonostante gli alti livelli a cui può arrivare ha ancora cadute di livello abbastanza evidenti che ci stanno in una crescita tecnica e soprattutto agonistica naturale. In particolare ieri il dritto non ha funzionato proprio mentre il rovescio è sembrato solido e ormai punto di forza come mai lo era stato in anni precedenti. Ora occorre più continuità a livelli alti e l’ingresso nei 100 potrebbe anche accelerarsi in maniera imprevedibile. La partita di ieri per me fa poco testo (le positività sono annegate nelle negatività e nel livello troppo alto del rivale) ed esprime solo in parte le potenzialità con il normale top 100 di Donati.

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Pallettaro Mingherlino (Guest) 13-05-2015 12:50

Scritto da paoloz

Scritto da Nostradamus
A mio pare sa fare molte più cs di quelle che ha mostrato ieri, solo che ieri sera era ovviamente col cappio alla gola ad ogni scambio. Troppo ampio il gap fisico. Ora voglio consistenza da Matteo, voglio che il bello cominci proprio ora macinando punti nei Challengers. Obiettivi x fine anno? Secondo me, potrebbe ritenersi soddisfatto se riuscisse a vincere un Challenger, centrare la top 150 e superare qlc quali in tornei Atp.

se non sbaglio il suo obiettivo è di entrare direttamente nel main draw degli usopen

….e nelle qualificazioni di Wimbledon, dove il suo tipo di gioco e le sue caratteristiche tecniche, sull’erba, potrebbero esaltarsi e regalarci delle piacevoli soprese

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BEPPE (Guest) 13-05-2015 12:29

Complimenti Matteo,finalmente un giocatore pulito,serio,italiano che non impreca che non sputa per terra,che non mette fasce e bandane abbinate all’orecchino,senza pizzetti e look stravaganti,che non piagnucola ad ogni punto perso,che non si sente arrivato,fuori dal clamore dei media pronti sempre a dipingere prematuramente come campioncini ragazzi che ancora non hanno capito come si sta in campo e se devono parlare italiano spagnolo o dialetto del luogo natio,che non spacca racchette e non alza dita medie al pubblico….mi piace mi piace…mi piace…

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RF87 13-05-2015 12:11

Scritto da Lucabigon

Scritto da Scrotal
questo giovane mi piace 100 volte più di Quinzi, sia come gioco che come atteggiamento. Molto determinato e concentrato, non si lamenta e pensa solo a giocare. L’opposto di Quinzi in pratica. Ha anche un gioco mediamente divertente che ricorda effettivamente un pò murray e djokovic in versione juniores. Lo vedo molto bene per il futuro. Come dice la Golarsa i centimetri ci sono, ora serve un pò di massa per far viaggiare di più la palla.

E continuiamo con i paragoni inutili…ma seguire e sostenere la gente e basta no, eh?

Perchè funziona così purtroppo,ho scoperto questa cosa.Bisogna puntare su uno e uno solo.Inutile stare li a denunciare ormai questi atteggiamenti che sono normali a quanto pare.E non lo dico solo riguardo gli utenti di questo sito,negli altri tutti gli articoli “E’ lui quello su cui puntare?”,come se una scelta fosse vitale.
Me li vedo li in Australia a offendersi su chi sia meglio tra Kyrgios e Kokkinakis,su chi puntare..
Siamo italiani e la testa questo ci dice.

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Antony_65 (Guest) 13-05-2015 12:10

Condivido il tuo pensiero, è giusto lasciare questi ragazzi liberi di “crescere” e questo significa avere alti e bassi nel tempo dove si maturano gli errori

Scritto da Luca Milano
Noto una cosa: Donati ha fatto una notevole crescita nel 2013 salendo di 600 posizioni fino a 400 circa.
Poi nel 2014 non ha fatto l’ulteriore salto, raccogliendo critiche deluse per le aspettative create e chiudendo al 400 circa, cioè nessuna crescita.
Quest’anno riparte di slancio mostrando delle potenzialità da top 100 e oltre.
Il tutto per dire che il processo di crescita di un atleta – vale per ogni sport in cui il fisico e la mente sono determinanti – è assolutamente non lineare e spesso le aspettative di noi tifosi non ne tengono conto, desiderando che il campione si affermi senza un cammino di crescita.
Per esempio la Giorgi e Quinzi (ciascuno per il diverso livello a cui sono arrivati, ma con aspettative simili) sono certo che abbiano un problema di crescita mentale, di sicurezza e maturità di testa che ancora non hanno. Non so se mai l’avranno, perchè questo percorso non è detto che sia a lieto fine…
Ma le critiche feroci che si leggono in giro, sempre – ripeto: sempre – non tengono conto della storia e percorso personale.

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king_scipion66 13-05-2015 12:09

Bravo Matteo!!!..un Berdich cosi solido, nel pieno della condizione,sia fisica che mentale in cui si trova adesso, avrebbe strabattuto chiunque ( esclusi forse quei 3 o 4 giocatori che lo precedono in classifica)…per alcuni tratti hai giocato perfino alla pari mettendolo in difficoltà e non è cosa da tutti….da qs match trai la consapevolezza di potertela giocare con tutti se in campo ci metti lo stesso cuore, la stessa grinta e la stessa voglia a prescindere che giochi contro Berdich o contro pincopallino…

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Luca Milano (Guest) 13-05-2015 12:02

Scritto da Lucabigon

Scritto da Scrotal
questo giovane mi piace 100 volte più di Quinzi, sia come gioco che come atteggiamento. Molto determinato e concentrato, non si lamenta e pensa solo a giocare. L’opposto di Quinzi in pratica. Ha anche un gioco mediamente divertente che ricorda effettivamente un pò murray e djokovic in versione juniores. Lo vedo molto bene per il futuro. Come dice la Golarsa i centimetri ci sono, ora serve un pò di massa per far viaggiare di più la palla.

E continuiamo con i paragoni inutili…ma seguire e sostenere la gente e basta no, eh?

provando a girare il commento di Scrotal in positivo – perchè in effetti è inutilmente polemico – diciamo che a Quinzi manca proprio quell’equilibrio mentale di Donati splendidamente descritto da Marco nel suo articolo.
Io qui lo dico: se Quinzi matura di testa, esplode in un battibaleno

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mario (Guest) 13-05-2015 12:01

bravo donati continua cosi’

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Luca Milano (Guest) 13-05-2015 12:00

Scritto da nere

Scritto da Luca Milano
Noto una cosa: Donati ha fatto una notevole crescita nel 2013 salendo di 600 posizioni fino a 400 circa.
Poi nel 2014 non ha fatto l’ulteriore salto, raccogliendo critiche deluse per le aspettative create e chiudendo al 400 circa, cioè nessuna crescita.
Quest’anno riparte di slancio mostrando delle potenzialità da top 100 e oltre.
Il tutto per dire che il processo di crescita di un atleta – vale per ogni sport in cui il fisico e la mente sono determinanti – è assolutamente non lineare e spesso le aspettative di noi tifosi non ne tengono conto, desiderando che il campione si affermi senza un cammino di crescita.
Per esempio la Giorgi e Quinzi (ciascuno per il diverso livello a cui sono arrivati, ma con aspettative simili) sono certo che abbiano un problema di crescita mentale, di sicurezza e maturità di testa che ancora non hanno. Non so se mai l’avranno, perchè questo percorso non è detto che sia a lieto fine…
Ma le critiche feroci che si leggono in giro, sempre – ripeto: sempre – non tengono conto della storia e percorso personale.

riflessione molto sensata, io pure l’anno scorso ero stato uno di quelli che, esaltati dal donati dell’anno precedente, era rimasto deluso e preoccupato dall’apparente involuzione… e invece, giusto andare coi piedi di piombo e valutare con cautela.

si è così, adottiamo il tuo consiglio anche per Quinzi ma anche per Camila, continuamente massacrata per le sue sconfitte tipo ieri…

io sono stra-certo che il suo è un problema di maturazione mentale per gestire con serenità gli incontri – certe sparacchiate tipo ieri nascono da li (anche se lei è e sarà sempre attaccante assatanata)

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nere 13-05-2015 11:50

Scritto da Luca Milano
Noto una cosa: Donati ha fatto una notevole crescita nel 2013 salendo di 600 posizioni fino a 400 circa.
Poi nel 2014 non ha fatto l’ulteriore salto, raccogliendo critiche deluse per le aspettative create e chiudendo al 400 circa, cioè nessuna crescita.
Quest’anno riparte di slancio mostrando delle potenzialità da top 100 e oltre.
Il tutto per dire che il processo di crescita di un atleta – vale per ogni sport in cui il fisico e la mente sono determinanti – è assolutamente non lineare e spesso le aspettative di noi tifosi non ne tengono conto, desiderando che il campione si affermi senza un cammino di crescita.
Per esempio la Giorgi e Quinzi (ciascuno per il diverso livello a cui sono arrivati, ma con aspettative simili) sono certo che abbiano un problema di crescita mentale, di sicurezza e maturità di testa che ancora non hanno. Non so se mai l’avranno, perchè questo percorso non è detto che sia a lieto fine…
Ma le critiche feroci che si leggono in giro, sempre – ripeto: sempre – non tengono conto della storia e percorso personale.

riflessione molto sensata, io pure l’anno scorso ero stato uno di quelli che, esaltati dal donati dell’anno precedente, era rimasto deluso e preoccupato dall’apparente involuzione… e invece, giusto andare coi piedi di piombo e valutare con cautela.

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Lucabigon 13-05-2015 11:48

Scritto da Scrotal
questo giovane mi piace 100 volte più di Quinzi, sia come gioco che come atteggiamento. Molto determinato e concentrato, non si lamenta e pensa solo a giocare. L’opposto di Quinzi in pratica. Ha anche un gioco mediamente divertente che ricorda effettivamente un pò murray e djokovic in versione juniores. Lo vedo molto bene per il futuro. Come dice la Golarsa i centimetri ci sono, ora serve un pò di massa per far viaggiare di più la palla.

E continuiamo con i paragoni inutili…ma seguire e sostenere la gente e basta no, eh?

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Scrotal (Guest) 13-05-2015 11:40

questo giovane mi piace 100 volte più di Quinzi, sia come gioco che come atteggiamento. Molto determinato e concentrato, non si lamenta e pensa solo a giocare. L’opposto di Quinzi in pratica. Ha anche un gioco mediamente divertente che ricorda effettivamente un pò murray e djokovic in versione juniores. Lo vedo molto bene per il futuro. Come dice la Golarsa i centimetri ci sono, ora serve un pò di massa per far viaggiare di più la palla.

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FER – MILANO 13-05-2015 11:33

Contento di vedere una nuova speranza diventare realtà!

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Pasquale (Guest) 13-05-2015 11:26

Se uno è’ forte vince anche alle tre di notte!!!! Il resto il solito blablablabla

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Max 13-05-2015 11:18

Sempre bello da leggere Mazzoni. Competente, appassionato, “giustamente tifoso”.
Peccato che non c’è il bottone per mettere il LIKE!

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Luca Milano (Guest) 13-05-2015 11:09

Noto una cosa: Donati ha fatto una notevole crescita nel 2013 salendo di 600 posizioni fino a 400 circa.
Poi nel 2014 non ha fatto l’ulteriore salto, raccogliendo critiche deluse per le aspettative create e chiudendo al 400 circa, cioè nessuna crescita.
Quest’anno riparte di slancio mostrando delle potenzialità da top 100 e oltre.

Il tutto per dire che il processo di crescita di un atleta – vale per ogni sport in cui il fisico e la mente sono determinanti – è assolutamente non lineare e spesso le aspettative di noi tifosi non ne tengono conto, desiderando che il campione si affermi senza un cammino di crescita.

Per esempio la Giorgi e Quinzi (ciascuno per il diverso livello a cui sono arrivati, ma con aspettative simili) sono certo che abbiano un problema di crescita mentale, di sicurezza e maturità di testa che ancora non hanno. Non so se mai l’avranno, perchè questo percorso non è detto che sia a lieto fine…
Ma le critiche feroci che si leggono in giro, sempre – ripeto: sempre – non tengono conto della storia e percorso personale.

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Nostradamus (Guest) 13-05-2015 11:03

So che è un esercizio di dubbio valore ma x fare un confronto, Chung al primo turno di Miami (se nn erro) xse da Berdych 6-3 6-4. E io sn dell idea che sul rosso le differenze si acuiscano ulteriormente e che x tipologia di gioco, Donati sia più da hard. Ha la sua eccellenza nella fase di inizio scambio, sia al servizio che alla risposta è tanta roba. Io lo vedo molto bene a livello indoor soprattutto. E se dovesse riuscire a trovare i giusti automatismi sull erba, pure li queste sur caratteristiche potrebbero portarlo in alto.

9
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lucatennis 13-05-2015 11:01

per me ce la può fare ad arrivare nei 100 entro fine anno.
ha un buon servizio
buon rovescio
discreto dritto, in difficoltà talvolta quando deve arretrare
a rete sembra buono
ha una buona sensibilità, sinonimo di talento
ha un gioco che penso si adatti a tutte le superficie anzi forse più da veloce che da terra
ha un carattere umile, ha dichiarato in un’intervista che ama leggere libri,
ha le capacità per emergere, su dove possa arrivare bisogna vedere altre partite cmqda top 30 lo è a patto che si rinforzi fisicamente (ma non troppo).
Vedrete che per un po’ non si parlerà più di quinzi ma di donati, napolitano, gaio, baldi
speriamo di avere trovato un campione

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Agatone 13-05-2015 10:58

Buon incontro. Mi sembra eccessivo esaltare Donati se si confronta con i pari età nel mondo. Kirgios, Kokkinakis, Zverev e via cantando. Ma anche, per dire, Edmund, della sua stessa età e numero 120 al mondo, che fa challenger e spesso arriva in fondo.
A me piace Donati. Gioca attaccando, cerca il punto, ha buona sensibilità. Però deve costruirsi fisicamente. Non ha un fisico esplosivo naturalmente. E a quel livello il fisico conta molto. Troppo.
Come si costruisce un fisico? Lo si può fare? In quanto tempo? In che modo? Io a queste domande non so troppo rispondere ma intuisco che possa esserci una strada lunga e un po’ tortuosa e una strada più breve e un po’pericolosa (il calciatore Pato docet).

Mi pare che la strada per arrivare ad alto livello sia lunga e quanto sarà alto il livello io non so dirlo.
Però intanto forza Donati!

7
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paoloz (Guest) 13-05-2015 10:44

Scritto da Nostradamus
A mio pare sa fare molte più cs di quelle che ha mostrato ieri, solo che ieri sera era ovviamente col cappio alla gola ad ogni scambio. Troppo ampio il gap fisico. Ora voglio consistenza da Matteo, voglio che il bello cominci proprio ora macinando punti nei Challengers. Obiettivi x fine anno? Secondo me, potrebbe ritenersi soddisfatto se riuscisse a vincere un Challenger, centrare la top 150 e superare qlc quali in tornei Atp.

se non sbaglio il suo obiettivo è di entrare direttamente nel main draw degli usopen

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paoloz (Guest) 13-05-2015 10:42

la risposta in controbalzo sulla prima a 215 nel primo set (ne ha fatta una simile anche nel secondo ma il servizio di thomas viaggiava di meno), non posso dire di averla vista, la palla viaggiava troppo velocemente, ma diciamo che ho intuito fosse un colpo incredibile.
personalmente, la cosa che mi è piaciuto di piu’è il modo in cui è saluto di livello nel secondo set.
si stava palesemente abituando al gioco iperveloce di berdych
molto da lavorare, in particolare su colpi in grado di sporcare il gioco dell’avversario e deve riuscire ad acquisire qualche colpo in grado di rallentare il gioco senza necessariamente favorire troppo l’avversario (tipo back di rovescio che credo non abbia mai giocato)
ma il bello di matteo è proprio questo: 6 mesi fa sarebbe stato spazzato via da berdych in mezz’ora, ieri ha tenuto bene il campo. lavora bene e cresce costantemente

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magilla 13-05-2015 10:41

ho visto la partita dal vivo….stesse impressioni di Mazzoni anche se non ho le sue competenze…..e anche il pubblico si è divertito molto pur vedendo che non ci sarebbe stato nessun miracolo…..ma la realtà’ di “piccoli campioni crescono” (pennetta docet)

io scriverei un articoletto anche sugli incontri di arnaboldi e fabbiano

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Nadaliano (Guest) 13-05-2015 10:38

D’accordo sull’ottima attitudine di donati. A livello di gioco ho visto invece un diritto già competitivo, così come la prima di servizio. E’ stato “carente” (in relazione all’avversario) secondo me sul rovescio (avete notato come serviva sbilanciato in modo da poter giocare il colpo successivo di diritto?) e sulla seconda avrà avuto una statistica del 30% dei punti. Anche a livello di spostamenti gli manca un po’ di esplosività.

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Nostradamus (Guest) 13-05-2015 10:35

A mio pare sa fare molte più cs di quelle che ha mostrato ieri, solo che ieri sera era ovviamente col cappio alla gola ad ogni scambio. Troppo ampio il gap fisico. Ora voglio consistenza da Matteo, voglio che il bello cominci proprio ora macinando punti nei Challengers. Obiettivi x fine anno? Secondo me, potrebbe ritenersi soddisfatto se riuscisse a vincere un Challenger, centrare la top 150 e superare qlc quali in tornei Atp.

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Mirko91 13-05-2015 10:25

condivido ogni parola 🙂

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