Wimbledon 2026 ATP, Copertina

Cobolli: “È finita la fase della sopravvivenza. Adesso devo esprimere il mio tennis”. Sonego saluta Wimbledon dopo una battaglia con Fritz: “Ho giocato bene, sono orgoglioso di me stesso” (Video)

04/07/2026 22:43 Nessun commento
Flavio Cobolli
Flavio Cobolli

Flavio Cobolli è negli ottavi di finale di Wimbledon. La splendida rimonta contro Karen Khachanov, maturata dopo quasi quattro ore di battaglia, rappresenta un altro passo nella crescita del romano, che in conferenza stampa racconta un giocatore diverso rispetto a dodici mesi fa. Più maturo, più lucido e soprattutto più consapevole. «Questa partita l’anno scorso non l’avrei vinta», dice senza esitazioni. Ma prima rivela anche cosa è realmente successo nel primo set, perso 6-0 in appena ventisette minuti.

«Mi sento benissimo. Essere nella seconda settimana di uno Slam è sempre speciale, soprattutto qui a Wimbledon, dove in questa settimana ho trovato un livello di gioco molto alto. Dopo il bellissimo Roland Garros non mi aspettavo un risultato del genere, anche perché sull’erba avevo giocato e mi ero allenato poco. Invece ora mi sento bene quando gioco e mi sento bene anche quando devo lottare. Oggi l’ho fatto e sono davvero orgoglioso di me stesso. Ho vinto una partita straordinaria contro un grande avversario come Karen».

Il primo set aveva fatto temere il peggio. Cobolli, però, chiarisce subito che non si trattava di un problema muscolare.

«Penso di aver mangiato troppo vicino all’inizio della partita. Non stavo bene. Nel primo set ho perfino cercato di vomitare. Mi hanno dato alcune pastiglie che mi hanno aiutato molto e dopo cinque o sei minuti stavo già meglio. Da quel momento ho trovato il modo di combattere e di ritrovare il mio livello. Alla fine anche fisicamente mi sentivo molto bene».

Il sostegno del pubblico è stato ancora una volta determinante.

«Sembrava di giocare una partita di Coppa Davis. Ho sentito tantissimi italiani e tanti romani che continuavano a gridare “Forza Roma”. Mi hanno spinto oltre il mio limite. A volte nemmeno io so quale sia il mio limite, ma con un pubblico così è più facile trovare energie e soluzioni. Sui campi esterni è anche più semplice avere questo tipo di sostegno rispetto al Centre Court o al Campo n.1».

Le tre maratone disputate in questa prima settimana non sembrano preoccupare Cobolli.

«Oggi ho detto al mio team che sono l’Arnaldi di Wimbledon», scherza. «Da una parte può essere un vantaggio perché giochi tanto e trovi ritmo, dall’altra potrebbe anche diventare un problema andando avanti nel torneo. Però in questo momento mi sento fresco. È la cosa più importante. Se sto così posso giocare anche altre cinque ore. Abbiamo lavorato tantissimo prima di questo torneo, già ad Halle e anche prima del Roland Garros. Il mio corpo è pronto».

Ripensando alla partita, Cobolli vede soprattutto la propria crescita mentale.

«L’anno scorso credo di aver giocato meno tempo e questo mi aveva aiutato nel finale contro Cilic. Quest’anno invece ho disputato tre ottime partite contro giocatori importanti e soprattutto quelle di ieri e di oggi mi hanno dato tanta fiducia e tanta consapevolezza. Io in primis mi sento molto cambiato. In campo sono più lucido e faccio delle scelte che sicuramente prima non avrei fatto. Questa partita l’anno scorso non l’avrei vinta, ne sono sicuro».

Un momento decisivo è stato il primo game del quarto set, quando, sotto due set a uno, è riuscito a rimontare da 0-40.

«Quel game mi ha dato tantissima energia e credo che l’abbia tolta a lui, che arrivava dal tie-break vinto ed era completamente nel flow della partita. Io ho cercato di resistere, come avevo detto nei primi giorni del torneo. Forse in quel game sono stato anche fortunato, ma con l’aiuto del mio team oggi ho vinto una grande partita. Mi sono stati vicini nei momenti difficili e mi hanno fatto capire che non stavo giocando male. Anche se la partita fosse finita diversamente, sarei stato comunque soddisfatto della mia prestazione».

Nel finale è arrivata persino una sensazione particolare.

«A un certo punto mi sentivo quasi invincibile. Anche fisicamente mi muovevo molto bene e credo che questa cosa abbia dato parecchio fastidio a Khachanov».

Fuori dal campo, invece, Cobolli continua a seguire una routine molto semplice.

«Qui è facile mantenerla perché abitiamo vicinissimi al circolo. Ceniamo quasi sempre a casa con gli amici. Viene Edoardo, vengono persone con cui sto bene. Giochiamo a indovinare le canzoni, guardiamo le partite del Mondiale per Club e l’unica costante è che ogni sera mi finiscono una vaschetta di gelato. I gusti sono sempre gli stessi».

La sensazione è che adesso il torneo entri davvero in una nuova fase.

«La fase della sopravvivenza è finita. Da oggi devo semplicemente esprimere quello che so fare. Mi sento benissimo dal punto di vista tennistico. Fisicamente lo vedremo domani, ma anche sotto questo aspetto sono tranquillo. Non voglio dire che inizi il vero torneo perché non sarebbe giusto nei confronti degli avversari già affrontati, però per me adesso arriva il momento in cui ho bisogno di altre risposte».

Tra i progressi più evidenti c’è anche il servizio, un fondamentale sul quale Cobolli e il suo staff stanno lavorando da mesi.

«Sì, ne sono sicuro. Ci lavoriamo tutti i giorni e i risultati si vedono. Oggi ho avuto la sensazione che Khachanov facesse fatica a leggere il mio servizio. Credo che questa sia la mia qualità migliore. La percentuale di prime non è ancora altissima, ma ho una buona seconda che mi aiuta molto. Il fatto che gli avversari non riescano a capire dove andrà la battuta è un’arma importante».

Dopo tre vittorie convincenti e una rimonta che certifica anche la sua crescita mentale, Cobolli arriva così alla seconda settimana di Wimbledon con una convinzione nuova. La fase della sopravvivenza è alle spalle. Adesso, come dice lui stesso, è arrivato il momento di mostrare tutto il suo tennis.

Lorenzo Sonego esce da Wimbledon, ma lo fa dopo una prova di grande dignità contro Taylor Fritz. Lo statunitense si è imposto con il punteggio di 4-6 6-3 6-4 7-6, al termine di una partita combattuta, nella quale l’azzurro era riuscito a partire nel migliore dei modi conquistando il primo set.

Per Sonego resta il rammarico per il risultato, ma anche la consapevolezza di aver disputato un match di buon livello contro un avversario particolarmente difficile da affrontare sull’erba, soprattutto al servizio.

In conferenza stampa, il torinese ha analizzato con grande serenità la sconfitta, sottolineando prima di tutto il piacere di essere tornato a competere su un palcoscenico speciale come quello di Wimbledon.

“È sempre un piacere giocare a Wimbledon. È stato un piacere affrontare Taylor”, ha dichiarato Sonego.

L’azzurro ha poi spiegato di aver avuto buone sensazioni in campo, nonostante le difficoltà nel trovare continuità in risposta e nel mettere pressione al servizio di Fritz.

“Ho giocato bene. Oggi è stata dura competere, dura riuscire a strappargli il servizio. Però ho giocato una buona partita e ho avuto buone sensazioni”, ha aggiunto.

Nonostante l’eliminazione, Sonego lascia Londra con un giudizio positivo sulla sua prestazione. La partita si è decisa su pochi momenti, dopo un avvio favorevole all’italiano e una reazione progressiva di Fritz, capace poi di chiudere al tie-break del quarto set.

“Sono molto orgoglioso di me stesso”, ha concluso Sonego.

Una sconfitta amara, ma non priva di segnali incoraggianti: Sonego ha lottato, ha tenuto testa a un giocatore di altissimo livello e ha confermato ancora una volta la sua capacità di esaltarsi sull’erba. Wimbledon finisce qui, ma le sensazioni espresse dall’azzurro raccontano di una prestazione positiva e di un percorso da cui ripartire con fiducia.



Dal nostro inviato a Wimbledon, Enrico Milani


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