Paolini, tanti alti e bassi contro Golubic ma batte la svizzera e centra il terzo turno a Wimbledon
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Una partita da mal di testa, con vincenti in serie e poi crolli ed errori, senza una vera logica se non quella della tensione e della difficoltà nel tenere alto e costante il livello, il tutto per la scarsa fiducia di un momento non facile, ma la grinta di Jasmine Paolini e maggior potenza prevale contro il tennis brillante ma non consistente di Viktorija Golubic nel secondo turno di Wimbledon. La toscana, ex finalista nel torneo, vince per 7-6(0) 6-4 in un’ora e quarta minuti altalenanti, ricchi di continui capovolgimenti di fronte, momenti di buon tennis e cali repentini, conquistando un successo importante che le vale il terzo turno dove trova la greca Maria Sakkari. Paolini quando è riuscita a spingere con la sua potenza, contenendo gli errori, è andata sopra alla svizzera e non di poco, ma in troppe fasi del match ha sofferto cali improvvisi e momenti di tensione che ha gestito con negatività e smarrendo quel tennis consistente che la svizzera non riusciva a contenere con il suo braccio rapido, creativo ma spesso instabile. Col diritto Paolini si è presa molti punti e ha costruito i suoi attacchi, ma anche ha commesso troppi errori, tanto che alla fine è stato il rovescio il colpo migliore, quello più affidabile e sicuro, soprattutto in diagonale, soluzione che le ha permesso di guadagnare campo e buttarsi spesso a rete, dove raramente il passante in corsa di Golubic è stato efficace.
Jasmine è stata brava a reagire alle difficoltà ed alzare il livello nel tiebreak del primo set, dove è stata perfetta, offensiva e davvero superiore all’avversaria, portando a casa un parziale a dir poco rocambolesco. Nel secondo set l’italiana è partita fortissimo e pareva in controllo, ma un nuovo calo l’ha fatta passare dal possibile 3-0 a sotto 3-2. Per fortuna ha di nuovo alzato il ritmo, tanto che la sua spinta e aggressività l’hanno portata al nuovo sorpasso e vittoria. Paolini sembra sul punto di ritrovare i colpi migliori, c’è la sensazione che si possa sbloccare e tornare a brillare, ma c’è ancora confusione tattica e una scarsa fiducia sottostante che la porta a sbagliare una serie di colpi dopo un primo errore. Ma c’è una sola medicina a tutto questo: continuare a spingere e giocare. La vittoria è sempre la miglior medicina per ritrovare continuità di gioco e sicurezza, e questo successo potrebbe essere molto importante e portarla in questa direzione.
L’incontro scatta con Paolini fallosa e poco rapida, subisce un break immediato sul 30-40 e Golubic si porta sul 2-0. Arriva subito la reazione dell’azzurra: turno di battuta perfetto e via a spingere in risposta, si prende il contro break con un bel forcing, mettendo alle corde l’elvetica (2-2). L’incontro entra in una fase caotica: il servizio diventa quasi uno svantaggio tanto che si succedono altri 4 break consecutivi, con alti e bassi di entrambe le giocatrici e Paolini incapace di tenere alto il livello con continuità. Se la gioca di petto l’italiana, andando a cercare il punto, ma commette troppi errori, con la sensazione che quando la tiene in campo e gioca libera da tensione è più forte della rivale, ma la tensione le costa errori e momenti di calo. In risposta sul 5-4 Paolini vola a doppio set point sul 15-40, ma on riesce a chiudere, per il 5 pari. Dopo tanta bagarre, si sbarca al tiebreak e Paolini parte benissimo: un punto al servizio e quindi “mangia” il campo in progressione, entrando forte col diritto in avanzamento e poi un rovescio potente. 3-0 con due mini break. Una Jasmine “doc”: serve bene e attacca in contro tempo di volo, scelta ottimale che le vale il 5 punti a 0. Golubic è travolta, sbaglia ancora e crolla sotto 6-0. La svizzera non ci crede più, sparacchia via un diritto di due metri e Paolini si prende il set per 7 punti 0. Un finale sorprendente vista la bagarre di tutto il parziale, ma meritato per l’azzurra, brava a salire in spinta e di livello nel momento clou.
Paolini cavalca il momento positivo spingendo la palla con vigore e senza errori all’avvio del secondo set, mentre Golubic sembra aver accusato il colpo, poco dinamica e convinta. Con due errori netti la svizzera concede un break in apertura, Paolini può fare corsa di testa (1-0) ma torna un momento di down, errori e 30-40. Con coraggio Jasmine cancella la palla break scendendo a rete in contro tempo, forte di un rovescio lungo linea più costante rispetto al diritto, oggi falloso. 2-0 Paolini, allungo consolidato e continua a martellare contro una Golubic ora dimessa, corta nello scambio e in balia. L’italiana arriva a chance del doppio break ma Viktorija trova una bella rincorsa difensiva e si salva (2-1). Da possibile 3-0, Jasmine è vittima dell’ennesimo calo: commette un errore dietro l’altro e la condanna è un nuovo break, quindi la svizzera si porta avanti sul 3-2, tornata in vita quando sembra pronta per la doccia. Paolini si scuote dal momento negativo (pure un doppio fallo) buttandosi a rete e trovando un paio di volée ottime, con l’urlo a pieni polmoni quando lo score segna 3 pari. La scossa elettrica torna a far frullare il suo diritto, e quando la palla è impattata a tutta Golubic non regge. Con l’ennesima impennata di qualità Paolini strappa un nuovo break a zero, imponendo la sua potenza (4-3), quindi soffre ma riesce a portarsi sul 5-3, arginando i continui alti e bassi. La toscana serve per il match sul 5-4. Golubic attacca ma la qualità non c’è, mentre il rovescio lungo linea di Paolini disegna il campo. Con un diritto poderoso in attacco l’italiana arriva a match point ma Golubic ha più coraggio e lo annulla. Chiude al secondo, con una risposta fuori di metri della svizzera. A fatica, ma si avanza, con un cielo che sembra volgere verso il sereno.
J. Paolini
vs V. Golubic 
TAG: Jasmine Paolini, Marco Mazzoni, Viktorija Golubic, Wimbledon 2026

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Ho visto poco della sua partita, però è stata davvero più propositiva negli scambi che ho osservato. Continuo a trovarla troppo emotiva, comunque, segno di non molta tranquillità interiore.