La vendita del 250 di Buenos Aires è approvata: acquisto diretto dell’ATP, passagio a 500 su cemento nel 2029
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Arrivano importanti notizie dall’Argentina in merito alla riorganizzazione del calendario ATP dal 2028, quando l’ingresso del nuovo Masters 1000 in Arabia Saudita provocherà un effetto domino con vari spostamenti di tornei, alcune cancellazioni e cambi di superficie. Secondo quanto riporta La Nacion con il collega Sebastián Torok (media assai accreditato in America Latina), l’ATP di Buenos Aires cambierà proprietà: cesserà di appartenere alla società Tennium (proprietaria di maggioranza dal 2017) e la licenza passerà nelle mani della stessa ATP. “La vendita è già approvata e manca solo la firma, un passaggio slittato per questioni fiscali legate al calendario nell’emisfero nord e che dovrebbe risolversi nelle prossime settimane” si legge nell’articolo che rivela l’importante indiscrezione. “L’ATP acquisterà l’Argentina Open e stipulerà inoltre un contratto con Tennium affinché la società continui a gestirlo per cinque anni. La transazione sarà effettuata con i fondi che l’ATP riceve da SURJ, la divisione sportiva del fondo sovrano di investimento dell’Arabia Saudita”.
Inizialmente sarà un solo passaggio di proprietà: il torneo rimarrà al Buenos Aires Lawn Tennis Club, forte di un contratto valido fino al 2033, e almeno nell’immediato non subirebbe cambiamenti né di superficie né di categoria. La trasformazione sarebbe rimandata al 2029, quando l’ATP valorizzerebbe il torneo elevandolo da 250 a 500 e soprattutto trasformandolo in un evento su campi in duro all’aperto. “Ciò andrebbe di pari passo con le aspirazioni dell’ATP 500 di Rio de Janeiro, che da tempo desidera passare al cemento per poter attrarre giocatori di più alto ranking”.
La acquisizione della licenza del torneo argentino rientra nel piano strutturale dell’ATP già annunciato dal presidente Andrea Gaudenzi per avere piena autonomia decisionale e rivedere in modo sostanziale l’annata tennistica al maschile, con l’eliminazione di vari tornei 250, la promozione alla categoria 500 di alcuni (tra cui Buenos Aires) e altri spostamenti in modo da accorciare la stagione per garantire maggiore riposo ai giocatori a fine anno. Obiettivi raggiungibili soltanto con una importante riorganizzazione, focalizzata in particolare in due momenti dell’anno, il mese di febbraio e l’autunno, i periodi che saranno maggiormente interessati da cambiamenti di date e cancellazioni. Il tutto per continuare la creazione di un tour ATP focalizzato sugli eventi Premium: i 4 Slam (fuori dal controllo dell’ATP), i 10 Masters 1000 (dal 2028) e le ATP Finals. In questa ristrutturazione, i due tornei messicani potrebbero uscire dal calendario: il 500 di Acapulco e il 250 di Los Cabos, entrambi su cemento. Anche alcuni eventi indoor in Europa sono a rischio, sia quelli successivi all’Australian Open che alcuni attualmente collocati a fine anno. È stato rivelato che l’ATP ha provato ad acquistare i diritti del torneo di Basilea, ma gli svizzeri hanno rispedito al mittente la proposta, ma siamo sempre a livello di indiscrezioni (seppur di media affidabili). L’annuncio del calendario 2028 dovrebbe essere ufficializzato nel prossimo mese di agosto.
Tornando all’Argentina Open, un passaggio alla categoria 500 su campi in cemento comporterebbe ingenti investimenti per realizzare i nuovi campi dove attualmente si trovano quelli in terra rossa e, inoltre, per migliorare le condizioni strutturali sia del campo centrale che di tutte le aree dedicate alla hospitality e via dicendo. Temi discussi pochi giorni fa in un meeting. “Durante l’ultimo Roland Garros, i dirigenti di Tennium si sono riuniti a Parigi” continua La Nacion. “L’azienda si è appena privata del torneo di Bruxelles (al coperto, su cemento), cedendolo alla FITP e il torneo cambierà data, città e superficie (quasi certamente erba, probabilmente a Milano), ma, come avverrà con Buenos Aires, Tennium continuerà a gestirlo, anche se in questo caso solo per due stagioni”.
C’è preoccupazione in America Latina per questa riorganizzazione: da un lato il passaggio di Buenos Aires a categoria 500 potrebbe rappresentare una opportunità, ma dall’altra è certa la volontà dell’ATP di puntare fortissimo sulla promozione del nuovo M1000 in Arabia e potenziare di conseguenza gli altri eventi di Doha (già passato a 500 da due anni) e Dubai. Attualmente nello stesso periodo ci sono tornei negli Stati Uniti, tappe di avvicinamento ai due Masters 1000 di Indian Wells e Miami, e in Europa, con il torneo di Rotterdam che quasi ogni anno presenta un campo di partecipazione non dissimile da un mille ed è forte di una tradizione enorme (oltre al gradimento dei giocatori). Area del Golfo ricchissima (ma diventata problematica a livello geopolitico per i recenti sviluppi….), la tradizione dei tornei in Europa (dove vive la maggior parte dei giocatori di alto livello), la forza dei tornei USA con la vicinanza al Sunshine Double. L’America Latina ha impressionato Andrea Gaudenzi lo scorso febbraio, per “cultura tennistica”, amore del pubblico e grandissima atmosfera…. ma in tour sempre più guidato da enormi interessi economici, quanto i tre tornei rimasti in Argentina, Brasile Cile potranno reggere? Lo sbarco saudita nel tennis, forte di risorse sterminate, sta ridisegnando la mappa e i cambiamenti stanno cominciando ad arrivare.
Marco Mazzoni
TAG: ATP 250 Buenos Aires, Calendario ATP, Fondi di investimento sauditi, Marco Mazzoni

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Il problema potrebbe non essere così di facile soluzione, perchè attualmnete in Sudamerica c’è un calendario challenger che “vive nell’ombra” degli eventi ATP, che, non dimentichiamolo, erano 4 fino a pochi anni fa, per cui, a questo punto, dovrebbero essere riconvertiti sul cemento anche i challengers, senza contare che, se anche Rio andasse sul cemento, rimarrebbe solo il piccolo torneo di Santiago, destinato ad essere cancellato (non sarebbe una grave perdita, peraltro) oppure anch’esso passare al cemento. Quindi avremmo un lungo swing sulla terra di due mesi e mezzo fra Aprile e Giugno, un’altro di due settimane a Luglio. A questo punto potrebbe non essere peregrina l’idea di un piccolo swing fra settembre ed ottobre, non più di 3/4 tornei in due settimane, in Sudamerica, a contorno dei tornei challenger che si svolgono colà in quel periodo. Potrebbe essere in Argentina, Cile ed Uruguay.
Lo scrivo da parecchio, Gaudenzi sta distruggendo tutto. L’altro giorno guardavo le finali di vecchie glorie come Srichaphan. I 250 erano frequentati da signori giocatori come Moya, Blake, Rios, Ferrero. Adesso si è creato un doppio tour dentro all’ATP: i top fanno solo 1000 e un paio di 500, e i 250 sono i nuovi Challenger, questi ultimi promossi con i 175 e si fondono coi 250.
Poi come dice JannikUberAlles non c’è una pianificazione per gestire al meglio i cambi di superficie. Si andrà sempre più verso un calendario 80% cemento.
Purtroppo il cemento è diventato “dominante” e per difendere la terra e l’erba si dovrebbe ottimizzare il calendario cercando di coagulare i tornei in base alla tipologia di superficie.
Lo swing del Sudamerica è diventato poco appetibile (per i top-player) per svariati motivi (dal calendario, tra AO e swing-1000-USA, ai premi, alla logistica fino agli sponsor, che hanno un mercato di riferimento “piccolo” in zona) e di conseguenza l’interesse delle TV e dei media diventa sempre più scarso.
Se i migliori giocatori non vanno in Sudamerica, neanche i soldi dei diritti TV e degli sponsor ci arrivano…
…quindi i tornei o cambiano superficie, passando al cemento, o chiudono 🙁
A questo punto si sta eliminando la terra rossa a favore di un cemento anonimo! Per me è sbagliato e non aumenta l’ attrattiva tecnica del tennis e le sorprese.
Per accorciare il calendario bisogna tornare ai 1000 a 1 sola settimana, magari iniziando la domenica.
Sarebbe meglio per tutti, tranne per gli organizzatori dei 5 1000 che hanno ottenuto l’upgrade firmando contratti trentennali.
L’ATP con questa sciagurata riforma ha definitivamente compromesso il calendario.