Indian Wells 2026, Sinner si prende la prima finale: “Significa tantissimo”. E guarda già alla sfida per il titolo (video della partita)
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Jannik Sinner conquista la sua prima finale a Indian Wells e, dopo il netto successo contro Alexander Zverev per 6-2 6-4, si presenta in conferenza stampa con soddisfazione, lucidità e lo sguardo già rivolto all’ultimo atto del torneo.
Per l’azzurro, arrivare in finale nel deserto californiano rappresenta un passaggio molto importante, sia per il peso del torneo sia per il percorso compiuto negli ultimi anni su questo campo.
“Significa tantissimo per me. È la terza volta che gioco una semifinale qui, quindi sono molto felice di essere per la prima volta in finale. Adesso vediamo cosa succederà domani.”
“Carlos o Daniil, in ogni caso sarà durissima”
In conferenza, Sinner ha parlato anche del possibile avversario in finale, senza fare distinzioni troppo nette tra Carlos Alcaraz e Daniil Medvedev, i due giocatori ancora in corsa dall’altra parte del tabellone.
Se dovesse esserci Alcaraz, il tema sarebbe inevitabilmente quello di una rivalità sempre più centrale nel tennis mondiale: “Se sarà Carlos, ci conosciamo molto bene. Ho perso contro di lui le due semifinali che ho giocato qui. È sempre una sfida molto, molto dura ma interessante.”
Secondo Sinner, la cosa più preziosa di questi confronti è il tipo di indicazioni che lasciano, a prescindere dal risultato: “Ho la sensazione che, in ogni caso, sia che tu vinca sia che tu perda, esci dal match sapendo su cosa devi lavorare.”
Ma anche Medvedev rappresenterebbe un test altrettanto significativo: “Se invece sarà Daniil, è uno scenario molto simile, perché in passato è stato un giocatore che mi ha fatto migliorare tanto. Ho dovuto cambiare anche il mio stile di gioco.”
Il messaggio è chiaro: per Sinner non esiste una finale semplice.
“In ogni caso, chiunque sarà il mio avversario in finale, sarà una partita molto, molto dura.”
“Questa finale mi dà fiducia anche per Miami”
Oltre al valore immediato del risultato, Sinner ha sottolineato anche quanto questa finale possa contare in ottica del resto della stagione sul duro.
“È la prima volta che gioco la finale qui, e per me significa molto. Mi dà buona fiducia anche per Miami e per cercare di chiudere nel miglior modo possibile questa parte della stagione sul cemento.”
Poi, come sempre, uno sguardo anche al calendario che verrà: “Dopo inizierà qualcosa di nuovo con la stagione sulla terra battuta.”
Ma per ora il focus resta soltanto sul presente: “Sono molto concentrato su domani, e vedremo come andrà.”
La rivalità con Alcaraz: “Ogni volta bisogna prepararla in modo diverso”
Uno dei passaggi più interessanti della conferenza è arrivato quando a Sinner è stato chiesto come siano cambiate, nel tempo, le sfide con Alcaraz. L’azzurro ha spiegato che, con il passare degli anni, è cresciuta soprattutto la componente tattica.
“Un ottimo esempio è quella incredibile partita che abbiamo giocato agli US Open. Vai in campo e giochi. Poi però arrivi a un punto in cui devi preparare la partita tatticamente in modo diverso, ma allo stesso tempo devi anche essere pronto a vedere come cambierà lui.”
Sinner sa bene che ogni nuova sfida contro lo spagnolo porta qualcosa di diverso: “L’ultima volta ha perso contro di me, quindi cambierà anche lui. Questo è l’aspetto interessante, ed è esattamente per questo che dopo la partita hai un grande feedback.”
Ha poi aggiunto che anche il contesto incide moltissimo: “Ma è una superficie diversa. L’ultima volta abbiamo giocato indoor, qui invece siamo outdoor. La palla rimbalza molto. Lui ha un kick di servizio molto, molto buono. Può giocare da molto lontano con tantissimo spin.”
“Questo è un campo unico”
Sinner ha anche spiegato cosa renda Indian Wells così particolare rispetto al resto del circuito. Secondo lui, la superficie del torneo californiano crea condizioni davvero speciali, difficili da ritrovare altrove.
“Credo che questo sia un campo piuttosto unico. Non lo vediamo così spesso in altri tornei.”
Parlando delle difficoltà specifiche del torneo, l’azzurro ha individuato soprattutto due situazioni diverse a seconda dello stato delle palline: “Sto cercando di servire un po’ meglio, e finora ha funzionato molto bene. Qui ci sono due scenari: con le palle nuove è piuttosto veloce, mentre con quelle usate è un po’ più lento. E non rimbalzano più così tanto.”
Secondo Sinner, uno degli aspetti centrali per giocare bene a Indian Wells è la posizione in campo: “A un certo punto diventa molto un gioco di posizione, di dove cerchi di stare in campo, e penso che questa sia un po’ la chiave principale su questa superficie.”
Su Medvedev: “È tornato a un livello altissimo”
Infine, Sinner ha parlato anche del momento che sta vivendo Daniil Medvedev, riconoscendo il ritorno del russo a standard molto elevati.
“È tornato a un livello molto, molto alto. Sento che ha un servizio molto importante. Risponde molto bene. Molto, molto profondo.”
Poi ha allargato il discorso anche all’evoluzione generale del tennis di vertice: “Tutti stanno cercando di essere un po’ più aggressivi. Anche Sascha oggi ci ha provato. Non ha giocato il suo miglior tennis, secondo me, ma tutti stanno cercando di spingere.”
Su Medvedev, il giudizio è netto: “Penso che Daniil abbia ritrovato un buon equilibrio in campo, vincendo a Dubai e arrivando qui a fare ancora grandi risultati.”
Un Sinner sempre più maturo
Dalle parole del numero 2 del mondo emerge un Sinner molto consapevole: felice per il traguardo raggiunto, ma già immerso nella preparazione mentale della finale. Nessuna esaltazione fuori misura, nessuna preferenza sull’avversario, soltanto la convinzione di essere arrivato in un punto importante del torneo e della stagione.
La prima finale a Indian Wells, per lui, non è solo un risultato. È un altro segnale di crescita, di continuità e di presenza costante nei grandi appuntamenti. Ora resta un ultimo passo. E Sinner sembra pronto a giocarselo fino in fondo.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Jannik Sinner, Masters 1000 Indian Wells, Masters 1000 Indian Wells 2026

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Ora voglio andare fuori argomento o out topic come dicono quelli che sanno le lingue. A parte il calcio,negli altri sport, cosiddetti minori e già mi viene da ridere, ci facciamo valere. Nel tennis avendo Sinner di cosa parliamo. Ora ci si mette pure il baseball. Nello sci, pallavolo e anche nel rugby(peccato oggi contro il Galles) ci facciamo valere.tornando al calcio ormai le nostre squadre non contano nulla. La nazionale poi…C’è gente che spera che l’Iran non partecipi ai mondiali (hanno altro a cui pensare)perché si liberi un posto. Povera Italia. Con tutti questi stranieri…se penso ai giocatori che avevamo, mi viene da piangere
Tieni ragione. Mi metto le ceneri sulla capa e mi scuso
https://www.livetennis.it/post/459635/indian-wells-2026-cobolli-e-bencic-campioni-nel-doppio-misto-battuti-dabrowski-e-glasspool-in-finale/
https://www.livetennis.it/post/459649/indian-wells-2026-cobolli-e-bencic-si-raccontano-dopo-il-trionfo-nel-misto-ce-stata-subito-chimica/
Magari dare un’occhiata alla Home Page, ben due articoli…
Due paroline su Cobolli ,si potrebbero anche spendere. Va bene che ha vinto il torneo tra mogli e mariti, ma l’ha vinto
Se guardiamo agli ultimi incontri col russo Sinner non dovrebbe avere grane, ma il grossissimo problema è che Medvedev sembra tornato quello che si era preso tutti gli incontri con Jannik dal 2020 al 2023.
Credo che Sinner possa spuntarla, ma non penso che sia facile e non mi sorprenderebbe una vittoria di Danil.
Non mi sorprenderebbe, ma mi girerebbero tanto…