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Da Melbourne: Djokovic torna nel suo regno: “Sono ancora qui per competere.” l’addio alla PTPA: “Il mio nome veniva usato troppo”

17/01/2026 09:07 8 commenti
Novak Djokovic classe 1987, n.4 del mondo
Novak Djokovic classe 1987, n.4 del mondo

Il tennis maschile ha ormai cambiato volto, ma il nome di Novak Djokovic continua a incutere lo stesso rispetto di sempre. Soprattutto a Melbourne, dove il serbo ha costruito gran parte della sua leggenda. L’Australian Open resta il suo territorio naturale, il luogo in cui più volte lo abbiamo visto sollevare il trofeo. E anche nel 2026, a 38 anni, nessuno può davvero escluderlo dalla corsa al titolo.
Nel Media Day del primo Slam della stagione, Djokovic si è mostrato sereno, lucido e consapevole del momento che sta vivendo. Non ossessionato dal sogno del 25° Slam, ma ancora profondamente motivato dal desiderio di competere ai massimi livelli.

Un ritorno speciale a Melbourne
«È bellissimo essere di nuovo qui. È la mia ventunesima partecipazione a questo torneo, qualcosa di incredibile», ha raccontato. «La prima volta che mi qualificai per un Grande Slam fu nel 2005: giocai in notturna sulla Rod Laver Arena contro Marat Safin, che poi vinse il titolo. Da allora è stato un viaggio lunghissimo, ma anche molto vincente».
Melbourne rimane il torneo simbolo della sua carriera: «È stato lo Slam più di successo per me. Ho sempre amato giocare in Australia, non a caso lo chiamano l’Happy Slam. Cerco di non dare nulla per scontato e di sfruttare ogni opportunità che ho davanti».

Una preparazione lunga e prudente
Djokovic ha spiegato di aver concluso la stagione 2025 già a inizio novembre, scegliendo poi di prendersi tempo per recuperare:
«Avevo bisogno di ricostruire il mio corpo. Negli ultimi due anni questa è stata la parte più impegnativa, sia nel recupero che nella prevenzione».
Un piccolo problema fisico gli ha impedito di partecipare al torneo di Adelaide, ma a Melbourne le sensazioni sono positive:
«Ogni giorno c’è sempre qualcosa da gestire, ma nel complesso mi sento bene e pronto a competere».

Uscire dalla PTPA
Nel corso dell’incontro con i media, Novak Djokovic ha affrontato anche un tema delicato come la sua decisione di uscire dalla PTPA, l’associazione dei giocatori da lui stesso co-fondata nel 2020.
Il serbo ha spiegato con grande sincerità i motivi della scelta: «È stata una decisione difficile per me lasciare la PTPA, ma ho dovuto farlo perché sentivo che il mio nome veniva usato, anzi abusato, praticamente in ogni singolo articolo o canale di comunicazione».
Djokovic ha chiarito di non aver mai voluto che l’organizzazione fosse identificata con la sua figura:
«Avevo la sensazione che, quando la gente pensava alla PTPA, la considerasse come la mia organizzazione. Questo però era sbagliato fin dall’inizio. Doveva essere un’associazione di tutti, di tutti i giocatori, uomini e donne, senza alcuna distinzione».
A pesare sulla decisione anche la direzione intrapresa dall’organizzazione: «Non mi piaceva il modo in cui la PTPA veniva guidata e la direzione che stava prendendo».
Nonostante l’uscita formale, il 24 volte campione Slam ha voluto chiarire di non essersi mai schierato contro il progetto: «Questo significa che non la supporto? No. Auguro davvero il meglio alla PTPA».

Il peso della carriera e la libertà dalle aspettative
Il serbo ha parlato apertamente anche del tema che lo accompagna da tempo: il possibile 25° titolo Slam.
«Ora cerco di concentrarmi su ciò che ho già fatto, non su quello che potrei fare. Ventiquattro Slam non sono pochi. Devo apprezzare la carriera incredibile che ho avuto».
Una consapevolezza che gli ha permesso di alleggerire la pressione:
«Questo mi libera da aspettative inutili. Non vivo con l’idea del “ora o mai più”. So che quando sto bene fisicamente posso battere chiunque. Se non avessi questa convinzione, non sarei qui».
Djokovic riconosce però la realtà del presente: «Sinner e Alcaraz stanno giocando a un livello diverso da tutti gli altri. È un dato di fatto. Ma questo non significa che gli altri non possano avere una possibilità».

“Sto ancora vivendo il mio sogno”
Guardando alla sua carriera, Djokovic non ha spazio per rimpianti:
«Sono probabilmente l’ultima persona che dovrebbe lamentarsi. Ho battuto quasi ogni record. Sarò per sempre grato al tennis per avermi permesso di vivere il mio sogno… e, a essere onesto, lo sto ancora vivendo».
La passione resta intatta: «C’è l’amore per il gioco, l’energia che senti entrando in campo, l’adrenalina. È quasi una dipendenza. Molti atleti possono capirlo».
Sul tema del ritiro, il serbo rimanda ogni discorso: «Sono ancora il numero 4 del mondo, continuo a competere al massimo livello. Non vedo il motivo di parlarne ora. Quando arriverà il momento, lo condividerò con tutti».

Cosa serve per battere Sinner e Alcaraz
Djokovic è stato molto chiaro su ciò che gli manca per colmare il divario con i due dominatori attuali:
«Mi serve un po’ più di partite nelle gambe per affrontarli nelle fasi finali degli Slam. Nel 2025 li ho messi alla prova e credo di aver fatto bene».
La priorità resta una sola: «Ora devo proteggere il mio corpo. Ogni partita va affrontata come una finale, ma senza sprecare energie inutili. Mi piacerebbe avere l’occasione di lottare contro uno di loro, o magari contro entrambi. Vedremo cosa succederà».

A Melbourne, nel suo regno, Novak Djokovic è ancora lì. Con meno certezze rispetto al passato, forse, ma con la stessa fame competitiva che ha segnato un’epoca. E finché sarà in campo, nessuno potrà permettersi di escluderlo davvero.



Francesco Paolo Villarico


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8 commenti

Marco60 (Guest) 17-01-2026 11:40

@ Raul Ramirez (#4546155)

…aspettando il quarto di finale Muso-Nole….

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Andy.Fi (Guest) 17-01-2026 11:36

Grande Djoko. Per adesso i numeri dicono che sei tu il Goat. Per quanto riguarda la Ptpa, mi ricordi un po Schettino. Buon AO

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no Sinner no Party (Guest) 17-01-2026 11:16

Scritto da il capitano
Mi sa che il grande Nole chiuderà la carriera con 24 slam come la Margaret Smith Court, con la differenza che lei ha vinto un totale di 64 slam comprensivi del doppio. Altro che “il GOAT”, bisogna parlare di “la GOAT”.

Djokovic potrebbe anche arrivare alla SF e sarebbe il suo massimo traguardo possibile, non facile oggi per la sua condizione fisica (oscura al mondo, come sempre).

Chissà se deciderà di riciclarsi nel DOPPIO, dove potrebbe vincere titoli forse anche nei prossimi 10 anni!

Una SCELTA difficile, se non dolorosa, per un SOLISTA (o individualista) come lui.

In bocca alla VOLPE!

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JannikUberAlles 17-01-2026 11:09

Un campionissimo con una competitività infinita ed una valanga di contraddizioni.

Però mai banale e ci “costringerà” ancora una volta a seguirlo con il fiato sospeso… finché ci sarà!

NOLE resta un MONUMENTO.

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+1: il capitano
Silver (Guest) 17-01-2026 10:53

Nole merita rispetto:parola di Rogeriano a vita!

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il capitano 17-01-2026 10:41

Mi sa che il grande Nole chiuderà la carriera con 24 slam come la Margaret Smith Court, con la differenza che lei ha vinto un totale di 64 slam comprensivi del doppio. Altro che “il GOAT”, bisogna parlare di “la GOAT”. 😉

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+1: Raul Ramirez, piper, JannikUberAlles, filouche8
Raul Ramirez 17-01-2026 10:07

Il fisico lo sta abbandonando comprensibilmente. Tennis ne ha poco. Quest’anno rischia una stesa pesante con uno dei primi due al mondo che lo porterebbe a percorrere il Viale del Tramonto in maniera alquanto malinconica.

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+1: il capitano
Michibe71 17-01-2026 09:27

È già stato scritto che non vale un’unghia di raffffffa e rogggggiaer? Che è un falsone e che al top? perderebbe da Jordan Smith?

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-1: il capitano, Scolaretto