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Ljubicic frena l’euforia su Zverev: “Sinner e Alcaraz restano più forti”

12/06/2026 10:57 8 commenti
Ivan Ljubicic nella foto
Ivan Ljubicic nella foto

Il primo titolo Slam di Alexander Zverev al Roland Garros non ha cambiato le gerarchie del circuito secondo Ivan Ljubicic. L’ex numero 3 del mondo, già allenatore di Roger Federer, ha riconosciuto il peso del successo del tedesco a Parigi, ma ha invitato a non trasformare una vittoria storica in un cambio automatico dei rapporti di forza.

Zverev ha finalmente cancellato l’etichetta di grande giocatore senza Slam, conquistando a Parigi il titolo più importante della sua carriera. Un trionfo atteso, sofferto e liberatorio, arrivato dopo anni di finali perse, pressioni e interrogativi sulla sua capacità di chiudere davvero il cerchio nei tornei più importanti.

Ljubicic, però, ha scelto una lettura molto lucida: “Non credo che cambierà molto. Quello che è cambiato per Sascha è il risultato, non il suo modo di giocare”. Una frase che ridimensiona l’euforia e separa il valore emotivo del titolo dall’analisi tecnica del giocatore.

Secondo il croato, Zverev ha certamente ottenuto una vittoria importantissima, ma non ha mostrato una trasformazione radicale nel proprio tennis. “È una vittoria importante, senza dubbio, ma non rappresenta una trasformazione tecnica né tattica”, ha spiegato Ljubicic.

Il punto centrale del suo ragionamento riguarda il confronto con i due riferimenti attuali del circuito: Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Per Ljubicic, il titolo di Zverev al Roland Garros non basta per metterlo sullo stesso piano dei due: “Ha vinto una partita che doveva vincere, ma Sinner e Alcaraz restano più forti”.

Una valutazione netta, ma non necessariamente punitiva nei confronti del tedesco. Zverev oggi è un campione Slam, ha una carriera ricchissima e una continuità ad alto livello che pochi possono vantare. Tuttavia, nella lettura di Ljubicic, il suo profilo resta diverso da quello di Sinner e Alcaraz, soprattutto per il modo in cui incide sulle partite.

“Sarà sempre il primo del secondo gruppo”, ha aggiunto l’ex tennista croato, descrivendo Zverev come un giocatore ancora collocato appena dietro i due grandi dominatori del presente. Un’espressione forte, ma che fotografa bene la sensazione di una parte degli osservatori: Sascha è stabilmente nell’élite, ma non sempre dà l’impressione di governare il destino dei match come fanno i migliori.

Ljubicic ha insistito proprio su questo aspetto: Zverev tende spesso ad aspettare. Il suo tennis può essere straordinariamente solido, potente al servizio, fortissimo con il rovescio, ma non sempre aggressivo fino in fondo nei momenti in cui servirebbe prendersi la partita.

“È il giocatore che in campo preferisce aspettare. L’esito delle partite non sempre dipende da lui”, ha detto Ljubicic. È probabilmente questa la chiave più interessante della sua analisi: non una critica al valore assoluto di Zverev, ma al suo modo di interpretare certe fasi decisive.

Il Roland Garros, in questo senso, ha rappresentato una liberazione enorme, ma non cancella automaticamente tutte le domande. Zverev ha vinto, ha resistito alla pressione e ha finalmente trasformato un’occasione in un titolo Slam. Ma per essere considerato davvero alla pari di Sinner e Alcaraz dovrà dimostrare continuità anche nei prossimi grandi appuntamenti.

La differenza tra vincere uno Slam e diventare il riferimento del circuito è sottile ma decisiva. Il primo risultato cambia una carriera; il secondo cambia una gerarchia. Ljubicic sembra voler dire esattamente questo: Parigi ha modificato la storia personale di Zverev, non ancora l’ordine generale del tennis mondiale.

Il tedesco ha però ora un vantaggio che prima non aveva: non deve più inseguire il primo Slam. Questo può liberarlo mentalmente, renderlo più sereno nelle finali e permettergli di giocare con meno peso sulle spalle. Ma dovrà trasformare quella libertà in un tennis più coraggioso, soprattutto contro i giocatori che oggi gli stanno davanti.

Sinner e Alcaraz, nella percezione di Ljubicic, restano un gradino sopra perché impongono di più il proprio gioco. Non aspettano soltanto l’errore dell’avversario, ma costruiscono, accelerano, cambiano ritmo e spesso decidono loro quando una partita deve girare.

Zverev ha le armi per avvicinarsi: servizio, rovescio, fisico, esperienza e ora anche la legittimazione di un titolo Slam. Ma la sfida più grande sarà dimostrare che il Roland Garros non è stato soltanto il compimento di un percorso, bensì l’inizio di una fase nuova.

Il titolo di Parigi gli ha tolto un peso, ma non gli ha consegnato automaticamente il trono. Per salire davvero accanto a Sinner e Alcaraz dovrà vincere ancora, farlo contro di loro e soprattutto dare la sensazione di essere lui a comandare le partite nei momenti che contano.

Ljubicic non nega la grandezza del trionfo di Zverev. Semplicemente, ricorda che nel tennis le gerarchie non cambiano per una sola vittoria, anche se quella vittoria vale uno Slam. Zverev è finalmente campione di un Major, ma la battaglia per diventare il numero uno tecnico e mentale del circuito resta ancora aperta.


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8 commenti

Giampi 12-06-2026 12:14

Scritto da Sudtyrol
Tutto bene Ivan. Dove si firma?

Perché credi che sia cambiato qualcosa? Rischi di perdere con Cobolli che, per carità bravissimo, ha battuto solo un giocatore (Aliassime) con il quale teoricamente partiva alla pari almeno secondo i bookmark. Secondo me invece era favorito perché Aliassime ha un record su terra inferiore a Cobolli (55% vs 63%). Insomma se Cobolli, tabellone alla mano, non avesse raggiunto la finale sarebbe stata una mezza delusione. Per battere Zverev bastava il Djokovic del 2025 o, a meno di crolli psicologici visto che come Zverev non è uno forte di testa, un Musetti normale…

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Sudtyrol (Guest) 12-06-2026 11:57

Tutto bene Ivan. Dove si firma?

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italo (Guest) 12-06-2026 11:44

la fortuna di Zverev è nell’essere capitato in un epoca con pochi campioni.
e nell’aver approfittato di uno slam senza i primi 2

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cataflic (Guest) 12-06-2026 11:38

Ci sono tre possibilità:
– Zverev dopo una lunga rincorsa, viene appagato dalla vittoria Slam, cala di motivazione e scivola lentamente indietro in classifica
– Zverev ha trovato la conferma che gli serviva per esprimere un tennis che non ha mai saputo reggere prima e va a contendere di prepotenza il trono ai 2
– Zverev rimane un eterno secondo, sempre 1 cm indietro, che ha colto l’unica occasione che non poteva lasciarsi scappare

Io credo sia più probabile una delle prime due…dovesse accorgersi che lui è piantato lì, gli scenderebbe la catena, perchè saprebbe che il massimo lo ha già raggiunto.
Ultima possibilità…Jodar(e/o Fonseca) si consolida nel gruppo di testa, per qualche ragione ha un tennis che Zverev riesce a digerire meglio e gli toglie di mezzo ogni tanto uno degli altri due e allora c’è posto per tutti.

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Ozzastru (Guest) 12-06-2026 11:35

Al max può prendere temporaneamente il secondo posto sempre che Carlos non rientri…

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Dr Ivo (Guest) 12-06-2026 11:32

Per Zverev questo RG avrà importanza tra molti anni, quando nessuno ricorderà più le circostanze in cui lo ha vinto ma verrà comunque citato e ricordato da tutti come un ex vincitore slam.
Oggi che tutti sanno come sono andate le cose nessuno lo dà per favorito a Wimbledon o a NY. Ma non a caso Sascha neppure ne parla, mentre dice che vorrebbe essere numero 1 (e gli basterebbe anche una sola settimana, tanto per aggiungere un’etichetta alla sua futura memoria)

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Alex77 (Guest) 12-06-2026 11:16

Ma lo sa anche lui stesso, ieri ha rilasciato delle dichiarazioni molto chiare su Sinner, strano che la redazione non le abbia riportate.. siamo ancora sulla “scia rossiniana”? Scherzo eh

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+1: Inox
pablito 12-06-2026 11:09

Ljubo:

Quello che tutti hanno percepito e già sanno… 😉

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