La naturalezza e le forme dell’intelligenza: Jannik Sinner come un’esperienza scientifica
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Vedere giocare Jannik è ormai sia un piacere che un’abitudine per tutti. In me il piacere si unisce a una soddisfazione personale per il tempo dedicato a questo sport e a quel mondo culturale e scientifico che mi ha permesso di intravedere le sue dinamiche di crescita e di sviluppo in ambito tennistico e sportivo. Comprendere lo sviluppo di un giocatore e vedere le sue abilità che crescono e si ramificano in forme complesse di gioco partendo da un principio semplice è qualcosa che da soddisfazione. Una soddisfazione che supera ogni forma metafisica di comprensione. Jannik Sinner non è un’esperienza religiosa, è il simbolo di come la cultura e determinati principi scientifici ci permettano di capire il mondo che ci circonda e forniscano le chiavi di interpretazione di come accadono le cose, come avvengono certi fenomeni. Perché sono fenomeni. Sinner è un fenomeno. La scienza spiega perché questo è accaduto a Sinner e non ad altri. Non starò qui a scrivere come certi colpi siano fuori dalle leggi fisiche, perché ne sono assolutamente compresi, ne fanno parte e la loro comprensione è nettamente più bella della loro ammirazione estatica.
Sinner in questo inizio di stagione, dall’Australian Open, ha avuto qualche periodo di calo in cui il suo tennis non è stato all’altezza di quello espresso in passato ma la stagione è lunga e gli avversari molto ostici. Non è facile, forse addirittura impossibile, mantenere la stessa costanza di rendimento per l’intero anno. A Indian Wells lo abbiamo rivisto tonico, reattivo, determinato e lo stesso sta facendo nelle prime partite a Miami, al contrario di Alcaraz che è inciampato in due sconfitte sulla carta inaspettate, ma la stagione è lunga, gli avversari ostici, ed è difficile mantenersi costanti sul limite alto il rendimento, vale anche per lo spagnolo.
Jannik sta anche mostrando un rinnovato gioco di volo e ottime capacità di tocco nelle volée e nelle palle corte, le quali sono il segno di un continuo apprendimento tecnico dell’italiano, che sembra seguire, con determinazione, un percorso di crescita e apprendimento che possiede qualcosa di bello in sé. Ormai non è più un potentissimo e solido giocatore di fondo, sta diventando un giocatore a tutto campo, inoltre il suo servizio è cresciuto con costanza nel tempo: maggiore percentuale di prime, più punti dal servizio.
È un fatto mentale che Sinner riesca a raggiungere certi livelli assoluti di rendimento ed altri no? Non pochi ritengono di sì, ma nello sport, così come nel tennis, la parola mente è, a volte, abusata e usata con leggerezza, anche dagli stessi atleti. La spiegazione infatti rischia di rimanere astratta e di non fornire indicazioni concrete sul come alcuni riescono ed altri no, nonostante l’impegno profuso negli allenamenti sia lo stesso. Gli atleti dentro di loro lo sanno.
L’intelligenza, umana e non solo, è estremamente connessa con gli strumenti a disposizione. Le abilità pertanto si acquisiscono e si migliorano proprio in relazione agli strumenti utilizzati, e il corpo umano non è che uno strumento utilizzabile dalla mente.
>”Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”.
La frase, attribuita ad A. Einstein, fa al caso nostro, infatti ogni parte del nostro corpo (le mani, le braccia, le gambe, i polmoni, le stesse funzioni metaboliche, il vo2max, la soglia aerobica e anaerobica) sono strumenti che ci permettono di svolgere determinati compiti. Se gli strumenti hanno del potenziale in più in relazione a determinate funzioni questa semplice realtà può permettere di acquisire maggiori abilità, con il tempo e l’allenamento. Uno scricciolo e un’aquila hanno entrambi le ali, sono entrambi uccelli, impareranno entrambi a volare, ma il primo svilupperà capacità di voli brevi tra rami fitti e cespugli, l’aquila si librerà in alto in voli lunghi, planate e picchiate velocissime. Svilupperanno due intelligenze di volo diverse in relazione ai propri strumenti, come se l’intelligenza stessa fosse parte integrante delle forme a disposizione.
Silent assassin 🔥@janniksin blisters a casual 102 mph forehand 😲#MiamiOpen pic.twitter.com/ZPDls7oPst
— Tennis TV (@TennisTV) March 24, 2026
È’ un problema mentale? Certamente sì, ma è anche strettamente connesso alle proprie caratteristiche fisiche, in modo inscindibile. La situazione non è diversa nel mondo dello sport dove ogni disciplina è strettamente collegata a determinate caratteristiche personali, ma quelle richieste da un disciplina sono diverse da quelle richieste da un’altra, proprio come nel caso dello scricciolo e dell’aquila. Le prestazioni di un fondista saranno maggiormente influenzate dalle potenzialità del suo vo2max, quelle di un velocista dalla sua esplosività muscolare. Un nuotatore potrebbe essere avvantaggiato dalla sua leggerezza a parità di volume. Abilità diverse vanno di pari passo con caratteristiche e strumenti diversi che sono maggiormente adatti allo scopo.
Non si tratta solo di un vantaggio immediato (una naturalezza e una facilità innata con cui si svolgono certe attività, come si eseguono determinati colpi nel tennis per esempio) ma anche dell’apertura alla possibilità di crescita atletica e tecnica, nonché all’acquisizione di abilità strategiche nella gestione della competizione e nella distribuzione delle proprie forze.
Questo è anche il motivo principale per cui ritengo Jannik Sinner un giocatore più naturale di Carlos Alcaraz: lo spagnolo, per giocare il suo splendido tennis, ha bisogno di una esplosività fisica e tecnica maggiore dell’italiano e questo lo espone a periodi di calo in cui può essere messo in difficoltà da giocatori in buona forma, come accaduto con Medvedev a Indian Wells e con Korda a Miami.
Al contrario Sinner possiede delle caratteristiche che gli permettono una maggiore facilità esecutiva la quale gli consente di tenere un livello alto di ritmo, velocità e rotazione dei propri colpi con più semplicità: un po’ meno sforzo e dedizione tecnica. Questo apre la strada a una gestione diversa delle partite, dei tornei e dei carichi di lavoro.
Certe caratteristiche a volte semplici, se non semplicissime, non hanno solo implicazioni dirette nella crescita di uno sportivo ma hanno anche la capacità di influire su aspetti mentali puri: rendono più sicuri in campo, meno nervosi, più tranquilli perché rendono gli atleti più consapevoli delle proprie possibilità. C’è anche un riflesso su aspetti sociali e umani perché disinnescano le emozioni negative, smussano l’invidia, sgretolano l’acredine e lasciano un sana ammirazione sportiva anche tra atleti.
La comprensione profonda lascia solo emozioni positive: l’ammirazione della la bellezza e della diversità delle forme. Jannik è Jannik. Solo lui può giocare così, ma non a causa di incomprensibili astrattismi, bensì per mezzo degli strumenti che utilizza e i primi strumenti di uno sportivo sono quelli del proprio corpo. Perché Jannik è Jannik? Perché nessuno può imitarlo? Sono le sue specificità a renderlo un fuoriclasse.
Fabrizio Brascugli
TAG: analisi tecnica, Fabrizio Brascugli, Jannik Sinner

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E a chi importa che a te non piaccia?
Non lo guardare se non ti piace!
Semplice no?
O per caso te lo ha consigliato il medico per curare la sfiga, dato che Lui è più “fortunato” di Gastone?
Cerca di seguire ancora il tennis in 2026 e dopo chi sa ?
Intanto questo record non si era mai visto,
JANNIK SINNER
30 sets consecutivi MASTERS 1000
Zizou Bergs, Francisco Cerundolo, Ben Shelton, Alexander Zverev ,Felix Auger-Aliassime ,Dalibor Svrcina, Denis Shapovalov, Joao Fonseca, Learner Tien, Zverev ,Daniil Medvedev,Damir Dhumzur,Corentin Moutet,Alex Michelsen,Frances Tiafoe
JANNIK SINNER
Una altra striscia per la curiosità :
28 vittorie consecutive contro giocatori degli Stati Uniti
Inizio VIENNA OTTOBRE 2023
Vivi proprio in un’altra dimensione.
La prima frase ce la si può aspettare da una pagina fan non da un sito giornalistico specializzato.
A me Sinner non è mai piaciuto come tennista, come gioco, e per quello che ha mostrato finora, anche come persona.
Questo sbrodolamento perpetuo non fa che diminuire il suo gradimento negli spettatori che già è molto basso rispetto ai risultati che ottiene.
Scusa Capitano.
Ma e’ la PPASTA o la BBASTA che fa la differenza?
Mi piacerebbe essere più d’accordo col Sig. Fabrizio Brascugli e tutto il suo commento introduttivo che non con te, ma per onestà intellettuale debbo dire che il mio pensiero è più coincidente con quello da te espresso !
Nelle volée, nei lob, nelle palle corte … Alcaraz è chiaramente superiore a Sinner e lo è pure per rapidità negli spostamenti sull’area di gioco e per tenuta fisica alla distanza.
Il Nostro è invece superiore allo spagnolo e anche decisamente, nel fondamentale col quale si inizia a giocare, ossia la battuta (per me se Jannik attualmente non è il primo al Mondo è sicuramente da podio) ed è anche superiore nella risposta alla avversa battuta. Ha inoltre un tennis più affidabile e costante di quello di Carlitos, ma certamente meno estroso.
Bisogna vedere con le ultime metamorfosi di Jannik cosa succederà in futuro, ma ritengo che possano battersi vicendevolmente su qualunque terreno di gioco.
Anche secondo me il tennis di Jannik ha molti punti in comune con quello di Novak Djokovic e non la stessa cosa può dirsi per Carlitos.
Ritengo poi corrette anche diverse osservazioni qui postate da Annie.
Naturalmente, quello che precede è il mio soggettivo pensiero che non necessariamente deve coincidere con quello di altri appassionati di tennis.
Vero, tra schiacciate e schiaffi al volo è una garanzia.
Quando devi fare uno smash può capitare soprattutto in arretramento perdere la posizione del giocatore, invece è grave su un colpo vincente con il dritto, rovescio e la volèe non guardare la posizione dell’avversario
questa è una cacchiata perché con lo smash ha una percentuale altissima di realizzazione.
è sulle volee e sulla palle corte che deve lavorare (su questa ultimo noto un leggero calo)
Sono abbastanza d’accordo, ma la logica conseguenza di quello che ha scritto è che se Alcaraz riesce a far coincidere i suoi picchi di forma con le finali dei tornei Slam … Smetto di seguire il tennis.
Quoto tutto, aggiungo nel tennis molti considerano un talentuoso colui che sa eseguire sul campo tutto il repertorio dei colpi, in parte è vero, ma in certi casi diventa un bumerang, troppe soluzioni spesso mandano in confusione chi finalizza. Molti dimenticano che nel tennis i colpi importanti sono tre, servizio, dritto e rovescio, se uno è perfetto e potente non gli serve altro, poi chiaramente se aggiunge nel repertorio la volèe, chiude il quadro, il resto dei colpi è quasi meglio non farlo, spesso diventano un vantaggio per l’avversario
Mah, io separerei quello che in Jannik è frutto di allenamento finalizzato a perfezionare gli aspetti tecnico/tattici del suo gioco da quello che gli appartiene naturalmente, per suo temperamento: la sua attenta, continua ricerca di migliorarsi in ogni parte del campo, dettata dal suo carattere perfezionista, è comunque frutto di una preparazione che lo mette poi in condizione di affrontare la partita con alcune certezze che diventano in campo maggiore sicurezza nei propri mezzi già collaudati…e non credo che tutto questo derivi tanto da facilità nell’approccio quanto da un piano già studiato e concordato, che spiega i continui sguardi di intesa con l’angolo quando il piano “messo a terra” da’ i suoi frutti: questo non accade ad Alcaraz che, proprio per il suo approccio più istintivo, per il suo compiacimento esibizionista, per la sua innata facilità a sfoderare soluzioni immediate e variate, si affida unicamente alla sua manualità, alla sua idea del momento di risolvere
le problematiche che di volta in volta gli si presentano, da cui indicativa la solidità del rapporto che lega Sinner al suo Staff tecnico e le tensioni che invece si sono verificate in quello del più “indipendente” Alcaraz…tornando a Jannik, analizzata la componente del gioco, dicevo che invece il suo non dare mai troppa confidenza, la capacità di non svelare le emozioni e rimanere freddo nei momenti topici non credo sia frutto di un particolare allenamento ma piuttosto di un aspetto congenito della sua sfera emotiva, di una sua tendenza a frenare le sue manifestazioni di entusiasmo o di delusione verso l’esterno, cosa che sicuramente lo può aiutare nell’incutere sempre una certa “soggezione” nell’avversario, oltre naturalmente ai suoi risultati e alla posizione nel ranking che ne trasmettono chiaramente la solidità vincente
È vero,ce lo stavamo dimenticando!!!Non si fa !!?
Dimenticavo.. abbiamo trovato il più grande scienziato del mondo..jannik sinner la scienza applicata al tennis.
Capisco l, esaltazione di jannik sinner. Grande fuoriclasse che ha raggiunto livelli di gioco che lo rendono quasi imbattibile..La sua superiorità sugli avversari soprattutto mentale è imbarazzante.. ma mi sembra che si stia esagerando citando le sue prestazioni come un esperienza scientifica.. tra poco lo faremo santo.. oppure pronto a prendere il posto di Mattarella come il miglior presidente della nostra Repubblica possibile.
Ragazzi saltare Montecarlo senza pensare alla classifica è l’unica soluzione come prevenzione fisica per un passaggio più rodato al cambio di superficie, occorre fare delle scelte e dei sacrifici, questa io la vedo come la soluzione migliore, rinunciare a Montecarlo e giocare Monaco di Baviera (chiedendo WC), Madrid, Roma e infine RG
@ francesco9696 (#4581096)
Stavolta non posso che essere d’accordo
@ Lorenzo (#4581119)
Quando ci farai il favore di non scrivere più qui, Grazie.
@ Basta del Capitano (#4581095)
Nessuno ti obbliga a guardare la pasta ne seguire Sinner
Tante volte in tutta la carriera. Dice sempre che non capisce come mai ha perso, che pensa di aver giocato bene ma che solo non ha sfruttato le occasioni. Anche contro Lehecka l’anno scorso, contro Machac a Shanghai 2024, ma tante altre volte. Si vede che non lo segui.
“Homo Rosicantus”chi era costui?
Ripenso spesso alla prima volta che lo vidi giocare contro Quinzi nei quarti di Bergamo ed ogni volta che lo vedo adesso non posso che pensare a quanto lavoro ed impegno ci abbia messo per trasformare le sue qualità innate in superpoteri (parola grossa forse ma ci sta!).
Sono d’accordo che si sta esagerando con Jannik (detto da un suo simpatizzante), ma accostarlo a Musetti…
Siamo seri dai.
Sei distratto dalla trollite. Jannik e´gia´il SANTO del tennis Italiano .Jannik e´ Il DIO del tennis italiano. Vai a prenderti 2 dosi di Maalox.
Dai…si era già visto in rocky 2….Iván drago ….
DJOKOVIC è fuori categoria! GOAT
E poi nell’articolo si parlava dei top-2… 😉
“ ritengo Jannik Sinner un giocatore più naturale di Carlos Alcaraz”
Mi sono fermato lì, voltando pagina.
Articolo non bellissimo, se mi è consentito. Verboso, con svolazzi pretestuosi, poco incisivo, che vira volentieri in puri complimenti al giocatore. Non che si debba non farglieli, se li merita tutti, ma così si scade anche nell’ovvio. Comunque si apprezza l’impegno sincero. Si può migliorare imparando a tagliare ciò che non serve.
L’ Omelia per la Santificazione e il riconoscimento dei miracoli a che ora è prevista?
Comunque ne mette più dentro lui di Nole.
Non so se qualcuno se ne accorto, quando Sinner deve fare uno Smash, è talmente preoccupato nel non sbagliare che non guarda dove si trova il suo avversario e spesso sbaglia direzione.
il terzo gioca ancora, anche se vecchietto 🙂
Bell’articolo che condivido.
In pratica Sinner ha un livello medio talmente alto che se sta bene non può mai perdere, se non da un ottimo Alcaraz ( o dal miglior Djokovic come in australia).
La sua intelligenza, applicazione e capacità di non far percepire emozioni negative è impressionante, una sorta di IA applicata al tennis che non trova eguali in nessun altro sport.
@ JannikUberAlles (#4581102)
Qualche errore di dattilografia… Sorry,,, i FENOMENI restano solo 2 😉
Caro Sig. Brascugli,
non mi trovo d’accordo (ma ci sarebbe da fare una profonda riflessione sul significato di “naturale”) in merito alla sua espressione: “Jannik Sinner un giocatore più naturale di Carlos Alcaraz”.
Se vogliamo parlare di TALENTO tecnico, ecco che CARLOS ha una MANO come pochi al mondo e forse pure pochi nella storia e Sinner stesso ha più volte dichiarato di “invidiare” quella dote di Carlitos, un giocatore capace di fare (bene) “tutto”, ogni tipo di colpo è di rotazione, tanto da poter sembrare un “figlio” di Roger.
Il grande TALENTO di JANNIK sta piuttosto nella strategia e nella tattica, nella profondità dei colpi (decisamente più limitati come varietà rispetto al suo rivale spagnolo) e nella solidità di gioco, in sostanza lui sembra un “figlio” di Nole; come il GOAT serbo dovrà continuare a lavorare (duramente!) negli anni per aggiungere colpi nel suo repertorio e potenza nelle sue palle.
Ormai di “naturale” non è rimasto NULLA in nessuno dei due…
…perché tutti i loro movimenti iniziali sono stati modificati (2-3 volte, minimo) se non perfino stravolti (come il servizio di entrambi) dai loro team, che sono diventati una specie di laboratorio di ricerca per l’ottimizzazione biomeccanica.
Questa continua TRASFORMAZIONE viene sostenuta dall’abnegazione ed ambizione di questi 3 FENOMENI che stanno elevando la performance si livelli incredibili, tali da sembrare irraggiungibili per tutti gli altri.
La vera DIFFERENZA (almeno secondo me) tra i 2 sta nel rendimento medio di periodo: Alcaraz, durante la stagione, raggiunge 5-6-7 picchi di forma che lo rendono “ingiocabile”, mentre Sinner riesce a mantenere un livello medio-alto di forma per quasi tutta la stagione, ma è così forte che gli basta quel 80% per battere (quasi sempre) tutti i giocatori inferiori al top-3/4/5.
In attesa di un terzo INCOMODO, che dovrà dimostrare di poter arrivare in fondo (minimo SF) in tutto i tornei più importanti…
…buon tennis a tutti! 😉
Povero Forster Wallace. ..rip
tante volte ? Gli è sfuggita la vittoria solo 6 volte negli ultimi mesi … ok, per lui è tante volte, ma per altri 6 sconfitte capitano in un mese e due settimane !
Lo scrivevo proprio ieri e ne sono sempre più convinto. Quando Jim Courier, dopo la finale del Roland Garros, ha definito Sinner un “serial killer” o un “malavitoso” del tennis, ha centrato in pieno il punto. Ma attenzione: queste parole vanno pesate. Non si parla di tennis, si parla di testa.
Jannik possiede una furbizia e una freddezza fuori dal comune. Guardate come gestisce tutto, anche extra-campo: dai contratti alla programmazione, ogni mossa ha una precisione chirurgica. Zero distrazioni, zero fronzoli. Sa esattamente cosa vuole e come ottenerlo, senza farsi condizionare da pressioni esterne o critiche sterili.
Il confronto con gli altri è impietoso:, perchè mentre molti si perdono in chiacchiere o in una sovraesposizione mediatica che logora (penso a Berrettini), o mentre altri sbagliano completamente la programmazione dei tornei (come Cobolli), oppure mi viene in mente l’altro fenomeno, che per quanto sia un ragazzo serio, non riesce a trattenere le emozioni.
Sinner punta l’obiettivo con una cattiveria agonistica che fa quasi paura.
Questa è l’unica mentalità possibile per dominare il circuito nei prossimi anni. Chi lo critica per la sua riservatezza o per il modo quasi aziendale di gestire la carriera non ha capito che tipo di fuoriclasse abbiamo davanti.
Ma basta con questa pubblicità della pasta ogni cambio di campo. E non se ne può più.
Comunque … Sinner fenomeno mi sta anche bene. Ci sta.
Però S.S.S. Sinner Santo Subito anche no, grazie.
Basta con Sinner Santo Subito.
Basta con la pasta !
Musetti che non si vede mai in una pubblicità nemmeno per sbaglio, ed è il n.5 del mondo anche se gioca una partita sola in un mese e la perde, viene invece tartassato di critiche, che sembra che è ancora fuori dai primi 100 ne non riesce mai ad entrarci !
Mah !
L’unica affermazione interessante nell’articolo è nella parte finale, dove secondo l’autore i colpi di sinner sono più naturali e chiedono meno sforzo di quelli di Alcaraz. La differenza è che Alcaraz gioca sempre in spinta massima, e per fare questo ha sempre bisogno che le gambe girino a 1000. Sinner ha imparato a gestire le velocità, sta lentamente diventando un giocatore più simile a Medvedev, in grado di cambiare i ritmi nello stesso scambio e durante la partita, ma con un arsenale molto migliore di quello del russo, quindi ancora più devastante. Se in una determinata partita Alcaraz non sente bene la palla o emotivamente non è sereno, va sbattere contro un muro. Sinner è molto più cerebrale e cerca sempre una soluzione anche quando le cose non funzionano come vorrebbe. Le capacità di analisi di Sinner delle situazioni che trova in partita sono incredibili: sembra quasi che guardi la partita in Tv e non sia in campo col cuore a 150 battiti. Secondo me è una dote innata, unica. Infatti alla fine della partita è sempre lucidissimo, mentre tante volte abbiamo sentito dire ad Alcaraz che non si capacitava di come gli fosse sfuggita la vittoria.
Sig. Brascugli complimenti.
Bellissima analisi, da leggere, rileggere e condividere. Perché tutti noi possiamo imparare cose nuove e riuscire ad apprezzare meglio il nostro idolo.
Mi perdoni, non ho mai sentito il suo nome, non so di cosa si occupa, ma ciò che chiederei alla redazione e di farle scrivere più spesso degli articoli come questo.
Nuovamente bravo.
Secondo me la peculiarità di Sinner sta nella ricerca innata della tecnica associata al gesto naturale e impositivo del suo essere innatamente portato alla constatazione del suo ego.