Dal Foro Italico ATP, Copertina

Sinner: “La perfezione non esiste. Ho ancora dubbi prima di ogni partita” (Video partita)

10/05/2026 00:51 2 commenti
Jannik Sinner nella foto - Foto FITP
Jannik Sinner nella foto - Foto FITP

Un esordio convincente, praticamente mai in discussione, ma Jannik Sinner non si accontenta. Il numero uno del mondo ha superato Sebastian Ofner con un netto 6-3 6-4, ritrovando sette anni dopo l’austriaco battuto nella finale del Challenger di Ortisei, ultimo torneo di quel livello disputato prima del definitivo salto nel circuito ATP.

In conferenza stampa l’altoatesino si mostra soddisfatto della prestazione, pur continuando a ragionare da perfezionista sui dettagli da migliorare.

Alla prima domanda sul debutto romano e sul rapporto con gli altri italiani in allenamento, dopo le parole di Flavio Cobolli che aveva raccontato l’intensità delle sedute con lui, Sinner spiega:

“Oggi credo che la partita non fosse scontata. Ci avevamo giocato un po’ di anni fa, ma ovviamente io sono un altro giocatore e lo stesso vale per lui. Per me era quasi un giocatore nuovo e dovevo adattarmi un attimino. Però sono contento. Le prime partite sono sempre difficili e quindi sono soddisfatto di oggi. Per quanto riguarda gli allenamenti, credo che le partite si vincano soprattutto per il lavoro che fai prima. Bisogna alzare l’intensità in allenamento. È sempre un gran piacere allenarmi con Flavio e con tutti gli altri italiani. Forse c’è anche un po’ di competizione, perché proviamo tutti a spingerci al massimo e questo è sempre positivo”.

Inevitabile poi guardarsi indietro, tornando a quel 2019 in cui vinse il Challenger di Ortisei, entrò nei primi 100 del mondo e conquistò anche le Next Gen ATP Finals.

“Non pensavo mai che il risultato sarebbe stato questo. Sarebbe impossibile dirlo. Ho fatto tanta strada. Però sono sempre stato realistico e lo sono ancora. Sei anni fa era la prima volta che entravo nei primi 100, lo stesso anno in cui ho vinto le Next Gen e ho fatto anche il debutto qui a Roma sul Centrale battendo Johnson. In quel momento tutto quello che arrivava era qualcosa di molto positivo. Però vedevo anche le cose in un altro modo, perché quando sei giovane hai tantissimi dubbi. Oggi invece, dopo quello che ho fatto e quello che continuo a fare, voglio solo vedere qual è il mio massimo potenziale. E non parlo di vittorie o di tornei. Voglio semplicemente arrivare alla fine e poter dire di aver dato tutto quello che avevo. Poi il resto si vedrà”.

Sinner ha poi parlato anche del rapporto con Roma e con il pubblico italiano, sempre più caloroso nei suoi confronti.

“È difficile dire tanto della città, perché faccio veramente solo hotel-campo-campo-hotel. In Italia ormai tante cose sono cambiate. La gente sa che c’è il torneo, sa dove possono esserci i tennisti e quindi preferisco stare tranquillo in hotel. Però continua a colpirmi tantissimo l’affetto che ricevo, sia in allenamento sia in partita. Ed è bellissimo vedere tanti bambini e tanti ragazzi. L’ho sempre detto: sono loro il nostro futuro. È bello vedere che hanno già questa passione per il tennis. Ormai siamo un gruppo italiano molto grande e questo aiuta tanto”.

Alla domanda su quale aspetto del suo tennis ritenga ancora migliorabile, il numero uno del mondo ribadisce che il lavoro sui dettagli non finisce mai.

“La perfezione non esiste, almeno per me. Onestamente stiamo cercando di migliorare piccole cose su tutti i colpi. Sono dettagli, ma ad alto livello fanno tantissima differenza. Sul servizio stiamo provando a trovare ancora più stabilità. Sulla terra battuta è un po’ più difficile, perché il servizio deve essere più elaborato. Sicuramente è il colpo su cui sto cercando di lavorare di più anche in allenamento. Però il tennis è un po’ come un puzzle: tutte le cose devono essere attaccate bene per creare qualcosa di bello. Quindi ci sono tanti aspetti da migliorare”.

Molto interessante anche la risposta finale sul tema dei dubbi e della pressione, che Sinner racconta con grande naturalezza.

“Io prima di ogni partita ho dei dubbi. È la cosa più normale del mondo. Se non senti il dubbio o la pressione vuol dire che non ci tieni. Oggi sono sicuramente più consapevole rispetto a tanti anni fa, però entro ancora in campo con piccoli dubbi. Tipo: cosa succede se succede questo o quell’altro? Però devi imparare a gestirli. Credo che il dubbio sia legato anche alla pressione. Però, ripeto, è normale. Non esiste solo il giocare bene o male, ci sono tante cose insieme che ogni giocatore vive. Anche quando sei in campo hai dubbi: se sia giusto fare una scelta oppure un’altra. Però bisogna essere consapevoli e accettarlo”.



Dal nostro inviato a Roma, Enrico Milani


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2 commenti

Taxi Driver 10-05-2026 01:14

Il David di Michelangelo è ritenuto universalmemte perfetto xò

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Tony_NYC (Guest) 10-05-2026 01:10

Mensik fuori, tabellone abbordabile per Jannik. Sarebbe bellissimo vedere una semifinale contro Cobolli e una finale contro Musetti (che però ha già una partita durissima domani).

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