Djokovic, prossima fermata Parigi o… Londra?
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Era difficile ipotizzare che Novak Djokovic potesse essere già competitivo a Roma dopo quasi due mesi di assenza, ma la versione del serbo ammirata ieri sul Centrare del Foro Italico ha destato più di un interrogativo sulle sue prossime settimane. Continuerà ad allenarsi e spingere per crescere di condizione fisica e provare a dire la sua a Roland Garros, oppure rifletterà su quanto si è ritrovato indietro sul piano atletico e, prudenzialmente, farà un “all-in” su Wimbledon, prendendosi diverse settimane migliorare la forma? È una risposta che ovviamente non sappiamo, e forse non conosce nemmeno lui. Seguiamo “Nole” da 20 anni, ricchi di successi, partite incredibili e rinascite. Quante volte è stato dato sportivamente per spacciato, e altrettante ha smentito tutti riprendendosi e andando a vincere titoli che parevano impossibili. Se nel mondo della racchetta c’è un Mr. Impossible questo è proprio il “Djoker”… ma stavolta la situazione potrebbe essere diversa, e forse anche lui è costretto ad accettarla.
Contro Prizmic il 24 volte campione Slam è partito molto bene. Col servizio ha pulito le righe e con grande anticipo e acume tattico ha portato “a scuola” il giovane croato, dando una dimostrazione di superiorità totale. Dino è stato surclassato su tutta la linea, incapace di invertire la rotta affidandosi al vigore dei suoi venti anni. Purtroppo per Novak, la tenuta a quel livello è durata una mezz’ora, poi è crollato. Forse anche un malessere di stomaco (a tratti sembrava che dovesse rimettere…), ma l’energia è scivolata via e nel terzo set solo a tratti è riuscito a riprendersi. “Arrivo sempre con un passo di ritardo sulla palla” la sua diagnosi a fine match, e con la sua consueta lucidità ha detto la cosa giusta. Un super campione come lui non ha bisogno di molto tennis in campo per ritrovare i migliori colpi, ma le gambe invece necessitano un lavoro certosino e difficilissimo: spingere per essere preparato alla lotta, ma senza esagerare per non spremersi troppo. Un equilibrio che è riuscito a trovare a Melbourne, dove fino al primo set della finale contro Alcaraz ha performato in modo clamoroso per un 38enne. Tra pochi giorni Djokovic spegnerà 39 candeline, e il suo tennis completo e vincente necessita di una brillantezza fisica, velocità e tenuta che oggi paiono lontanissime.
Prima del torneo aveva affermato di non aver potuto lavorare bene, con degli acciacchi da assorbire. Lo si è visto in campo contro Prizmic, con una tenuta troppo breve per essere competitivo in un Masters 1000. Figuriamoci uno Slam: il Novak di ieri probabilmente farebbe una fatica tremenda anche in un primo turno se l’avversario fosse un classico “cagnaccio” da terra, un lottatore pronto a rimettere ogni palla e spostare la partita sulla lotta. È uno scenario assai probabile, e questo forse potrebbe spingere Djokovic a saltare l’appuntamento del Bois de Boulogne e passare direttamente ai prati dove, forte della sua esperienza e forza tecnica, potrebbe dire ancora la sua a patto di poter lavorare bene e aumentare in modo esponenziale la tenuta. Da un lato, giocare troppo poco non ti permette di entrare in forma; dall’altro, Novak ha probabilmente più bisogno di lavorare che competere, visto che la competizione scorre nelle sue vene come in pochi altri. Nonostante i quasi 39 anni questo “ragazzo terribile” di perdere proprio non vuol saperne, e nemmeno di mollare. C’è quello Slam n.25 da vincere, prima di fare altro. Lui ci crede fortemente, e noi possiamo solo accompagnarlo in questo viaggio, anche se pare quasi fantascienza.
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Ma Magilla l’ha sparata grossa sulla tinta berlusconiana. Mica tutti diventano canuti a 40 anni… Suvvia, si tinge?
E poi ci troveremo come le star…
A bere del whisky al Wimby bar…
Finalmente una vita spericolata!!!
Ahahahah 😀
Novak è Novak, onore a lui. È chiaramente ancora competitivo, soprattutto contro il resto del gruppo
@ magilla (#4610498)
Ho sempre prestato attenzione al look di Novak, semplicemente perché sono interessato a tutto ciò che lo riguarda, e avevo notato due punti nel suo capo in cui comparivano riflessi grigiastri. Quanto alla tinta su barba e capelli, giuro che non ne ero a conoscenza. Quanto alla barba (doppio, se non triplo taglio) se è tinta significa che si è rivolto al GOAT delle acconciature, perché non è assolutamente semplice fare certi lavori.
Non ho riscontri su queste notizie, ma se lo dici tu li avrai tu
Vero, ma Novak ha giocato una partita irripetibile e Jannik non era a posto (lo staff lo ha sussurrato con educazione per non sminuire Novak).
La cosa paradossale e’ che Nole, giocando e vincendo qualche partita ogni morte di papa da più di un anno, sia ancora al quarto posto del ranking e non distante da Sasha. Certo che Zverev e tutti gli altri dovrebbero farsi delle domande, avranno pure le risposte ma sono…sbagliate! 🙂
Comunque Novak non mi incanta, è andato a Roma solo per testarsi e capire se è in grado di giocare a Parigi. Senza Carlitos ci sono molte più chance…anche se è indubbio che sta pensando a Londra (magari sempre con Carlitos out) per il suo 25esimo slam.
3 mesi fa ci ha battuto sinner in 5 set.. io aspetterei un po’ a darlo per spacciato..
…fatemi capire, il canto del cigno è stato in occasione della semifinale AO con Sinner? No comment…se l’infortunio di Carlitos è un modo per pareggiare i diversi episodi “sfortunati” non ci sto. Preferisco vedere Sinner vincere (va bene anche perdere) ma con Alcaraz in buona salute.
Prossima fermata,capolinea
premesso che a me lo sportivo djoko mi è sempre piaciuto molto….da un po l’uomo mi mette un po tristezza…..un uomo che non fa i conti con l’eta’ mi perplime ….anche quei capelli e barba tinti con un effetto berlusconi sono un po’ lo specchio del suo stato d’animo attuale.mi ricorda quei quarantenni che frequentano le discoteche vestiti da ventenni.io spero che prenda una decisione di ritiro quanto prima anche perche queste apparizioni ad un torneo ogni tanto un po tipo la madonna non servono a nessuno e tantomeno a lui
Coraggio grande Nole, raggiungi gli altri due, l’arrotino e il palancaro svizzero, al circolo bocciofilo “La storia del tennis”, fra patatine e spritz-aperol le giornate passano.
Coraggio grande Nole, raggiungi gli altri due, l’arrotino e il palancaro svizzero, al circolo bocciofilo “La storia del tennis”, fra patatine e spritz-aperol le giornate passano.
Forse Belgrado, se esiste ancora il 250.
È una persona intelligente, ieri ha capito che non può più competere farà Londra e annunciera’ il ritiro a fine anno.
io direi prossima fermata appendere la racchetta al chiodo