Djokovic dopo il KO con Prizmic: “Questa è la nuova realtà con cui devo convivere”. Zverev avanza a Roma, ma non sta bene: “Mi sono un po’ ammalato. Prize money? Il 15% non è giusto per noi giocatori”. Pegula: “Bello vedere uomini e donne uniti. Il boicottaggio? Spero non si arrivi lì”. Parlano anche Osaka e Keys
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Djokovic dopo il KO con Prizmic: “Questa è la nuova realtà con cui devo convivere”
Amareggiato ma lucido Novak Djokovic dopo la sconfitta all’esordio agli Internazionali d’Italia contro il croato Dino Prizmic. Il 24 volte vincitore Slam esce per la prima volta in carriera al primo turno del torneo che lo ha visto trionfare sei volte. A corto di partite il serbo, apparso in difficoltà fisica soprattutto dal secondo set in avanti, ha evitato di entrare nei dettagli dei problemi accusati durante il match, ma le sue parole in conferenza stampa lasciano intuire come la situazione fisica continui a rappresentare un ostacolo importante in questa fase della carriera.
Alla domanda su cosa stesse provando in campo e sull’eventuale presenza di problemi alla spalla o allo stomaco, Djokovic ha preferito non approfondire.
“Preferirei non parlare di questo. Voglio invece congratularmi con il vincitore di oggi”, ha dichiarato “Sono venuto qui per giocare almeno una partita in più, purtroppo è andata così. Però va bene, almeno ho lottato fino alla fine. E voglio ringraziare il pubblico. Ancora una volta è stato incredibile. Il supporto e l’amore che ricevo qui sono qualcosa che non do mai per scontato”.
Djokovic ha poi ammesso come la preparazione verso Roma sia stata tutt’altro che ideale, confermando indirettamente le difficoltà fisiche che lo accompagnano ormai da tempo.
“Onestamente non è stata una preparazione ideale”, ha spiegato il numero quattro del mondo. “Non ricordo l’ultima volta, negli ultimi anni, in cui sono arrivato a un torneo senza qualche problema fisico o di salute. C’è sempre qualcosa. Questa ormai è la nuova realtà con cui devo convivere”.
Parole che fotografano bene il momento vissuto dal ventiquattro volte campione Slam, sempre più costretto a gestire il proprio corpo e i limiti imposti dall’età.
“È frustrante, ovviamente”, ha aggiunto Djokovic. “Ma allo stesso tempo è una mia scelta continuare a competere in queste condizioni. È quello che è”.
Inevitabile infine uno sguardo al Roland Garros, ormai alle porte. Alla domanda sulle sue condizioni in vista di Parigi e sulla possibilità di disputare un altro torneo prima dello Slam francese, Djokovic è rimasto prudente.
“Spero di arrivarci in buona forma. Vedremo cosa succederà”.
Più netta invece la risposta sull’eventualità di tornare a giocare un torneo come Ginevra prima del Roland Garros.
“No. Quest’anno no. Andrò direttamente lì”.
Alexander Zverev supera il derby tedesco contro Daniel Altmaier e approda al turno successivo degli Internazionali d’Italia 2026. Il numero 3 del mondo si è imposto con il punteggio di 7-5 6-3, in una partita non semplice soprattutto sul piano fisico, come ha spiegato lo stesso tedesco in mixed zone dopo il successo.
Zverev arrivava da settimane intense e dal passaggio da Madrid a Roma, due tornei con condizioni molto diverse. Una transizione che, per un giocatore della sua esperienza, non rappresenta più una novità.
“La transizione è andata bene. Ci sono abituato, lo faccio da dieci anni. Va bene così”, ha raccontato Zverev. “Penso però che il mio corpo, dopo le ultime due settimane in cui ho giocato tanto tennis, si sia un po’ rilassato e mi sono ammalato. È stato difficile gestirlo oggi e nelle ultime notti. Spero che vada meglio”.
Curioso anche il chiarimento sugli occhiali indossati in zona interviste. “Non sono occhiali da sole”, ha spiegato sorridendo. “Sono occhiali per rilassare gli occhi, per la luce blu. Di solito è meglio indossarli. Posso toglierli se volete”.
Zverev si è poi soffermato su un tema tecnico interessante: la differenza tra giocare sui campi secondari e sui grandi stadi, soprattutto sulla terra battuta. Per il tedesco lo spazio a disposizione incide molto, in particolare in risposta.
“Penso che sulla terra aiuti molto giocare sui campi più grandi, soprattutto per me. Io rispondo da molto lontano. Sul cemento conta meno, perché sto più vicino alla riga e in generale tutti stanno più vicini. Sui campi di allenamento a volte faccio fatica anche solo a giocare punti, perché non ho abbastanza spazio per rispondere. Non riesco a immaginare di giocarci una partita”.
Roma e Madrid, da questo punto di vista, sono tornei particolari: “Qui a Roma, e anche in un posto come Madrid, il campo centrale dà una sensazione molto diversa. Puoi arretrare quanto vuoi, mentre sugli altri campi non puoi farlo. La posizione in risposta è la cosa che cambia di più”.
Vincitore due volte a Madrid e due volte a Roma, Zverev ha risposto con una battuta quando gli è stato chiesto quale torneo preferisca: “Zero volte al Roland Garros, per ora”, ha detto sorridendo. “Mi piacciono entrambi, sicuramente”.
Il tema più delicato della mixed zone è stato però quello legato alla richiesta dei giocatori di una maggiore quota dei ricavi degli Slam. Zverev ha firmato la lettera dei giocatori e ha spiegato la sua posizione, pur precisando che il boicottaggio non è stato ancora discusso.
“Non lo so, non abbiamo parlato di boicottaggio. È una questione generale. Se guardi la divisione dei ricavi negli altri sport, in molti casi è molto vicina al 50 e 50. Noi siamo al 15% per uomini e donne. Questo è frustrante per noi giocatori”.
Il tedesco ha voluto chiarire che non si tratta di una battaglia solo per i migliori del circuito.
“Non riguarda i top player. Jannik guadagna bene, Carlos guadagna bene, io guadagno bene. Il punto è che oggi probabilmente 150 giocatori riescono a vivere di tennis nel maschile, e forse anche meno nel femminile. Se avessimo una quota più giusta, più vicina agli altri sport, molti più giocatori potrebbero vivere di tennis”.
Secondo Zverev, il problema riguarda il futuro del movimento e la sostenibilità economica per chi non è stabilmente al vertice.
“Questo è il nostro obiettivo principale: far crescere il tennis, renderlo più redditizio per molti più giocatori, non soltanto per i primi cento. Penso che il 15% non sia giusto per noi giocatori. La finale dello scorso anno, per esempio, è durata sei ore; la mia con Carlos cinque ore e mezza. Partite di quel tipo valgono più del 15%”.
Il successo contro Altmaier consente intanto a Zverev di proseguire il suo percorso romano, anche se la condizione fisica resta da monitorare. Il tedesco non appare ancora al massimo, ma ha esperienza, qualità e familiarità con il Foro Italico per provare a crescere partita dopo partita.
Pegula: “Bello vedere uomini e donne uniti. Il boicottaggio? Spero non si arrivi lì”
Jessica Pegula ha debuttato bene a Roma superando Zeynep Sonmez per 6-4 6-0. L’americana si è detta soddisfatta soprattutto della gestione emotiva del primo match: “Non giocavo da Madrid, avevo avuto tanti giorni di allenamento e un po’ di tensione c’era. Ho giocato in modo solido, niente di straordinario, ma sono contenta di aver gestito bene l’esordio”.
Pegula ha poi parlato della cena tra giocatori americani, organizzata dalla USTA, e del video con il gelato che ha coinvolto diversi tennisti statunitensi: “È stato divertente, tanti sono venuti con noi dopo cena. Volevamo fare un assaggio di gelati e alla fine è uscito un bel momento di gruppo”.
Molto più serio il tema dei rapporti tra giocatori e Slam. Pegula ha confermato il proprio coinvolgimento nell’iniziativa per chiedere una quota più alta dei ricavi, maggiore attenzione al welfare, pensioni e condizioni migliori per i giocatori. “È stato importante vedere Jannik e Aryna parlare apertamente. Spero non si debba arrivare al boicottaggio, sarebbe una misura estrema, ma qualcosa deve essere fatto”.
Secondo Pegula, la grande novità è l’unità tra uomini e donne: “Non era mai successo così. I top 10 maschili e femminili sono insieme su questo tema. Il tennis è molto frammentato, è difficile muovere qualcosa, ma questo è un passo enorme”.
Osaka: “Ho avuto un calo nel secondo set. Il Met Gala? Bellissimo, ma il vestito era pesantissimo”
Naomi Osaka ha superato Eva Lys in tre set, 6-4 4-6 6-3, in un match complicato. La giapponese ha ammesso di non sapere esattamente quale sia stata la chiave della vittoria: “Nel primo set ho giocato molto bene, poi nel secondo ho avuto un grosso calo. Nel terzo ho cercato solo di essere più intensa. Lei ha risposto molto bene e mi ha messo pressione”.
Osaka ha parlato anche del Met Gala, a cui ha partecipato prima di arrivare a Roma: “È stato intenso. La prima volta ero molto stressata, stavolta meno. Il mio vestito era pesantissimo, sembrava di avere addosso un giubbotto da 20 libbre. Continuavo a ricordarmi di stare dritta, perché noi tennisti tendiamo a stare un po’ curvi”.
Sul piano tecnico, Osaka ha spiegato che quando affronta una giocatrice mai incontrata lascia gran parte dello scouting al proprio coach: “Prima della partita ne parliamo molto. Io mi sento abbastanza fiduciosa nel mio tennis, sto cercando di costruire”.
Curiosa anche la risposta sull’uso dell’intelligenza artificiale per studiare le avversarie: “Per me sembra un po’ strano, non uso ChatGPT. E poi cosa succede se sbaglia?”.
Keys: “A Madrid ho vomitato venti volte. Qui era importante reagire”
Madison Keys ha battuto Peyton Stearns in rimonta, 4-6 6-4 6-2, e ha raccontato quanto fosse importante per lei ritrovare sensazioni positive dopo il malessere accusato a Madrid.
“Madrid è stata durissima. Tornare a giocare una partita vera e vincerla era molto importante. Mi sono passati anche pensieri negativi: mi sono ammalata a Madrid, ora perdo subito anche qui? Invece sono riuscita a riorganizzarmi”.
La statunitense ha raccontato senza giri di parole quanto sia stata pesante l’esperienza: “Ho vomitato tipo venti volte in quindici ore. È stato terribile. I primi due giorni sono stati miserabili, poi il problema è stato tornare ad allenarsi e a mangiare normalmente”.
Con ironia, Keys ha aggiunto di aver cercato di recuperare anche grazie al gelato romano: “Sto mangiando tanto gelato per riprendermi. Ho sentito dire che fa bene: grassi, calcio, latticini, tutti macro importanti”.
Anche Keys si è soffermata sul tema della possibile protesta dei giocatori nei confronti degli Slam: “Sono rimasta un po’ sorpresa da quanto se ne sia parlato, ma è bello vedere i top player esporsi. È importante che i giocatori abbiano una voce e un posto al tavolo. È la volta in cui ho visto più unità tra i giocatori”.
Infine, parole molto affettuose per Kathy Rinaldi, che lascerà il proprio ruolo nel tennis statunitense: “Kathy è il tennis femminile americano. La conosco da quasi vent’anni, è sempre stata una grande sostenitrice. Mi dispiace vederla lasciare, ma spero resti comunque coinvolta”.
Dal Foro Italico il nostro inviato, Enrico Milani
TAG: Alexander Zverev, Jessica Pegula, Madison Keys, Masters 1000 Roma, Masters 1000 Roma 2026, Naomi Osaka, WTA 1000 Roma, WTA 1000 Roma 2026

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Lui ama l’Italia il foro italico e gli Italiani, come non perde mai occasione di ricordare, e noi amiamo il più grande campione vincente di tutti i tempi presenti passati e probabilmente futuri. Spiace vederlo giocare in quelle condizioni ma credo che al Roland ed a Wimbledon rivedremo il vero Nole. Lo spettacolo ne ha bisogno.
Eppure sono convinto che tra Parigi e Wimbledon in qualche modo il 25mo arriverà…
Segnatevelo.
Ho visto un Djokovic davvero ridotto male e credo che abbia bisogno di curarsi, specialmente la spalla…
…dal 2° set in poi non è più stato in grado di servire, non sarebbe stato sufficiente neanche per il torneo femminile 🙁