Paolini: “I tre match-point? Dovevo essere più lucida e più fredda”
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Sorride Jasmine Paolini in conferenza stampa, ma è un sorriso tirato, che non riesce a nascondere la delusione. La campionessa uscente lascia il Foro Italico dopo la sconfitta contro Elise Mertens, maturata in tre set dopo 2 ore e 41 minuti di battaglia. Restano soprattutto i rimpianti per quei tre match-point mancati nel secondo set, in una partita sfuggita più per errori dell’azzurra che per particolari meriti della belga.
Alla domanda su quanto abbiano pesato mentalmente le occasioni mancate e se il ranking sia oggi un pensiero presente, Paolini prova ad analizzare il momento con lucidità.
“Il ranking è banale dirlo, ma è sempre una conseguenza del livello. Come ho detto anche prima in inglese, io sto cercando di focalizzarmi e mettere qualità ogni volta che scendo in campo e ogni volta che mi alleno fisicamente, perché so che quello mi permetterà di avere un livello alto e di prendere le chance che mi si presentano. Oggi è stata una partita dura. Stavo giocando bene, non ho sfruttato le mie occasioni probabilmente. Devo essere un po’ più lucida, un po’ più fredda forse in quei momenti. Anche non aver fatto tantissime partite quest’anno di questo livello forse non mi ha aiutato. Però credo di sentirmi meglio rispetto a due o tre mesi fa e questo è importante. L’obiettivo è salire di livello, stare lì e piano piano andarsi a prendere anche le chance che si presentano”.
Inevitabile poi tornare su alcuni punti chiave del match, soprattutto quel set-point nel tie-break del secondo set chiuso con un errore evitabile sotto rete.
“Ora non lo so. A volte faccio cose che non faccio mai. Credo di non aver mai fatto in vita mia una contro-smorzata o pochissime volte. Però su quella palla mi è venuto in mente di farla ed è andata male. Allo stesso tempo io sono così. A volte può essere la mia forza. Due punti prima avevo fatto una smorzata andando indietro ed era andata bene anche quella. Non sono cose che abitualmente faccio. Più che quei punti lì, recrimino probabilmente su come ho giocato i match-point. Soprattutto il terzo, dove potevo fare di più. Oppure il doppio fallo sul 2-2 del tie-break. Sono quei punti lì che posso giocare meglio. Poi ci sono anche punti difficili, dove avevo giocato bene e lei ha fatto un numero, una smorzata. Però sì, secondo me devo essere più lucida nei momenti prima”.
Nonostante la sconfitta e l’uscita dalla top-10 ormai quasi certa, Paolini non vuole però abbandonarsi al pessimismo. Alla domanda se questo sia il momento più difficile della sua nuova dimensione da top player e se il problema sia mentale, fisico o tecnico, Jasmine risponde con sincerità.
“Io lo spero, nel senso che la partita di oggi, al di là del risultato che ovviamente mi dispiace tantissimo, mi ha lasciato anche momenti in cui mi sono sentita bene in campo. Ero competitiva, positiva ed è questo che ricerco. Ovviamente da qui bisogna cercare di essere un po’ più solidi e più freddi nei momenti importanti, come dicevo prima. Però bisogna ripartire da qui e da questo livello di tennis. Poi dobbiamo limare qualcosa, sicuramente. Sinceramente quando gioco a questo livello mi piace. Lo ricerco, perché credo che tiri fuori anche la parte più divertente di me. Mi viene fuori più energia e quindi mi piace tanto giocare a questo livello. Devo stare attenta a non cadere nel negativo, questo sicuramente. Cercare di restare positiva. So che se faccio le cose bene il livello c’è. Ci saranno partite che andranno male e altre che andranno meglio, però il livello c’è. L’importante è riuscire a mantenerlo”.
Dal nostro inviato al Foro Italico, Enrico Milani
TAG: Jasmine Paolini, WTA 1000 Roma, WTA 1000 Roma 2026

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Cerco di non essere frainteso: Jasmine ha fatto tre o quattro stagione di over performance, portando il suo tennis a un livello quasi oltre le sue potenzialità con una summa di lavoro, concentrazione e continuità che le fanno onore.
Non è semplice rimanere lì, quest’anno sta calando e paga pegno.
Ha 30 anni, non so se riuscirà a invertire la rotta per in’altra rinascita o si è già giocata il suo “prime”.
Tanto di cappello in ogni caso.
Buon tennis a tutti
A me sembra che le manchi la luce negli occhi che aveva prima. Sembra in balia degli eventi
Io sinceramente tutta questa positività in campo non l’ho vista… poi certo non è semplice vincere quando sei favorito, ma il match obiettivamente lo aveva vinto e mai mi sarei aspettato una simile debacle.. non l’ho mai vista sorridere durante il match, è questo quel che più mi preoccupa
Io qualche domanda sul fatto che Danilo Pizzorno sia durato un paio di mesi me le farei…qualcosa non funziona nel modo giusto, Jas ha perso il focus e la direzione. Oggi era nettamente superiore alla Mertens ma ha perso.
Io qualche domanda sul fatto che Danilo Pizzorno sia durato un paio di mesi me le farei…qualcosa non funziona nel modo giusto, Jas ha perso il focus e la direzione. Oggi era nettamente superiore alla Mertens ma ha perso.
….magari sono io che mi sbaglio ed è certo che è la Paolini che va in campo…ma è tutto normale che il tuo coach ti chiami zia in mondovisione mentre ti sta dando consigli (lasciamo perdere i consigli che non mi hanno convinto affatto, Jas manco la stava ascoltando probabilmente)? Mentre sei in difficoltà ed emotivamente depressa?
Ma si è poi capito da chi si fa ufficialmente allenare ora?
O è autodidatta?
Il femminile ha solo Paolini da vertice, poi si tornerà a remare tra il 30esimo/40esimo posto
Penso che dopo oggi è evidente che dovrai pensare a prendere un coach , non farti allenare da una tua amica , certamente di livello come Sara Errari ma che da i risultati ti sta portando nel baratro della classifica…con l uscita di oggi vista la vittoria del anno scorso sedersi di parecchio in classifica e visto l atteggiamento e il gioco espresso in confronto a quello fatto con furlan non vedo come tu possa fare bene a Parigi e ripetere Wibledon…vedo fragilità, poche idee, e un tennis con passi indietro tecnici molto evidenti