Musetti: “Non ero al 100%, ma questa vittoria mi dà tanta consapevolezza”
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Una vittoria sofferta, nervosa, quasi una battaglia contro se stesso oltre che contro Francisco Cerundolo. Lorenzo Musetti ha conquistato gli ottavi di finale degli Internazionali BNL d’Italia superando l’argentino 7-6(7) 6-4, interrompendo una serie di due sconfitte consecutive contro il numero 27 del mondo. A pesare durante il match non solo la qualità dell’avversario, ma anche una condizione fisica tutt’altro che perfetta. La coscia sinistra fasciata, i dubbi fino all’ultimo sulla possibilità di scendere in campo e quei crampi arrivati nel finale, che il carrarino collega soprattutto alla tensione emotiva accumulata durante la partita.
Alla fine però Musetti si è lasciato andare, spiegando anche l’emozione vissuta davanti al pubblico romano.
“Finire il match davanti al pubblico di casa, davanti ai miei tifosi e per me stesso significa tantissimo. Qui c’è un’atmosfera speciale, ci sono tifosi molto appassionati che sono felici di vedermi ottenere qualcosa di importante. Durante tutta la partita ho trattenuto le emozioni e probabilmente quel finale è stato una sorta di liberazione per tutto quello che mi ero tenuto dentro durante il match”.
Nel corso della conferenza stampa Musetti ha parlato anche del suo rovescio a una mano, ormai una rarità nel tennis moderno.
“Ho iniziato a giocare il rovescio a una mano da quando avevo quattro anni e non l’ho mai cambiato. Credo che il vantaggio, soprattutto sulla terra battuta, sia la varietà che puoi utilizzare, specialmente con il back e con il tocco che sviluppi crescendo dai tornei junior fino al professionismo. Però ci sono molte più difficoltà rispetto ai vantaggi, soprattutto nel tennis moderno. Giocare il rovescio a una mano oggi non è facile, specialmente con le velocità e l’intensità del tennis attuale. Probabilmente sono uno degli ultimi nel tour, soprattutto a questo livello di classifica, quindi non è semplice adattarsi al tennis moderno con questo colpo”.
Interessante anche il passaggio sul problema crescente degli scommettitori presenti sugli spalti durante le partite.
“Succede tante volte, non solo in Italia ma in tutto il mondo. Purtroppo questo problema esiste ancora. In alcuni match si capisce chiaramente che ci sono persone sugli spalti che hanno scommesso e tifano per un giocatore oppure contro un altro. A volte disturbano anche il gioco. L’unica cosa che possiamo fare è cercare di ignorarli. Però credo che l’ATP dovrebbe fare qualcosa in più, magari aumentando i controlli e la sicurezza sugli spalti, perché noi in campo possiamo fare poco”.
Dal punto di vista personale, Musetti considera questa vittoria molto importante soprattutto per la fiducia.
“Mi dà tanta gioia e tanta consapevolezza dei miei mezzi. Nonostante oggi non fossi al 100% fisicamente, sono riuscito a vincere in due set contro un avversario molto difficile. Questo mi deve far capire che posso dire la mia. Spero che questa partita sia un punto di partenza per il prossimo turno, anche se troverò un altro avversario molto forte su questa superficie. Sarà un’altra sfida da affrontare”.
Inevitabile poi tornare sulle condizioni fisiche, tema centrale della giornata del carrarino.
“Non sentendomi al meglio, probabilmente in un altro torneo non sarei sceso in campo e non avrei preso certi rischi. Da qualche giorno sto faticando a sentirmi al 100% e sinceramente non so nemmeno bene cosa sia. Sto vivendo un po’ alla giornata. Oggi però non era il dolore che avevo sentito nei giorni scorsi. La fasciatura era più una questione legata alla tensione, allo stress emotivo accumulato durante il match. È stato quello a portarmi poi ai crampi nel finale. Fortunatamente sono riuscito a chiudere la partita prima che la situazione peggiorasse”.
Musetti ha poi commentato anche il momento del circuito ATP, dominato da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
“È sicuramente così. Jannik ha dimostrato con i fatti e con il ranking di essere nettamente il migliore al mondo in questo momento. Vincere cinque Masters 1000 consecutivi è qualcosa di incredibile. Anche Carlos ha iniziato l’anno nel migliore dei modi vincendo l’unico Slam che gli mancava, prima dell’infortunio. Onestamente credo che in questo momento anche il miglior Zverev, che considero forse il giocatore più vicino a loro, sia comunque due o tre passi dietro. Noi altri possiamo solo cercare di avvicinarci il più possibile, ma bisogna essere realistici e condivido quello che diceva Sasha”.
Infine Lorenzo è tornato a chiarire il tema dei problemi fisici e della componente emotiva.
“Credo che alcune dinamiche debbano restare all’interno del team. Non ho nascosto nulla: ho semplicemente detto che non sono ancora al 100%. Ho avuto qualche fastidio nei giorni prima dell’inizio del torneo e quindi ho dovuto rallentare un po’, sia negli allenamenti sia nelle partite. Giocare fasciato è stata una scelta preventiva. Oggi però il fastidio che ho sentito era diverso ed era molto probabilmente legato alla tensione e all’emotività. Infatti si trattava soprattutto di un principio di crampi”.
Dal nostro inviato al Foro Italico, Enrico Milani
TAG: Lorenzo Musetti, Masters 1000 Roma, Masters 1000 Roma 2026

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Il giornalista non era uno qualsiasi, era Scanagatta. La domanda era lecita, anche perché non è che si fosse capito così bene il problema. Lecita anche la risposta
Alcuni mesi fa lessi l’intervista sul corriere della sera di una importante psicologa motivazionale, non ricordo il nome, ha lavorato con Jacobs ed altri ottimi atleti. E alla domanda « con chi ti piacerebbe lavorare? » ha citato proprio Musetti, riscontrando in certi infortuni arrivati nei momenti più importanti della carriera, un fattore psicologico che potrebbe essere superato. Io
li metterei in contatto.
ben detto, Cerundolo su terra è una rogna pazzesca per chiunque soprattutto per lui che sembra avere un gioco fatto apposta per disinnescare l’estro del Mus.
Ruud è un’altro dello stesso stampo forse con un piglio più offensivo ma con un pochino meno mano per le variazioni.
Se sta bene può battere anche il prossimo!
La cosa divertente è l’ incontro tra un Facilmente Quitter e uno sprecone alla Cerundolo. Quindi uno si scoraggia e si prepara la pista di atterraggio e l’ altro ha paura di vincere e comincia a sbagliare tutto. Un ciapa no magari divertente ma parla di tennisti da rivedere nel loro mental precario!
Se c’è un giocatore che amo guardare alla tele è proprio lui. Chi pensa però che una volta ” rafforzata” la mente possa ambire alla posizione numero 3 del ranking, proprio mi scuso ma non ha capacità critica e obiettività nel valutare la costanza atletica.
..Musetti ha un impostazione di gioco chiara e definita:
È un difensivista , anche per il suo rovescio ad una mano, che raramente riesce a contrattaccare, cosa difficilissima da fare se ti metti 5-6 metri oltre la linea di fondo campo.
Come giustamente ha sottolineato qualcuno dovrebbe giocare d’anticipo, ma ormai credo che sia troppo tardi per cambiare questa impostazione , e non ha il rovescio di Federer.
Le sue partite sono e saranno sempre delle rincorse estenuanti, con rischio infortunio molto alto.
È arrivato con pieno merito nei primi 10 del mondo, ma non credo possa ambire a stare stabilmente nei primi 5.
Musetti tennista enigmatico! Quali crampi sembrava proprio avere dolore alla coscia fasciata un alcuni spostamenti. Poi a fine match riavvolge la fascia e parla di problemini! In Australia era serafico e all’ improvviso si ritira per un infortunio gravissimo che nessuno aveva notato prodursi. Fatto sta’ che gli può succedere tutto e il contrario di tutto e spesso è stato quitter. In pratica è molto legato ad una psicologia tendente ad un vittimismo giustificativo.
A volte si ha inconsciamente paura delle emozioni che si potrebbero provare raggiungendo i livelli piu’ alti nelle cose che facciamo che rischiamo di autosabotarci, sempre inconsapevolmente, per paura di non saperle gestire poi quelle emozioni. Lui è l’unico che puo competere con i primi 2, se ne faccia una serena ragione e giochi libero dai pensieri negativi
@ Sinnerdoc (#4612013)
Eh, se nel fattore “fortuna” si può far rientrare la prestazione oscena dell’avversario (senza la quale sarebbe andato a casa, pare evidente), allora sì, la frase calza a pennello.
Per me, a scanso di equivoci, non si può far rientrare una giornata orribile, come quella di Cerundolone ieri, nel fattore “fortuna” perché se l’Argentino ieri combinò quella serie infinita di cappellate è anche grazie alla pressione psicologica indottagli da Musetti, dal fatto di sapere di avere di fronte uno che in ogni momento poteva estrarre dal cilindro un colpo da mago e trafiggerlo.
Ma questo, senza le “solidissime” (ovviamente trattasi di un ossimoro) basi di insicurezza dell’Argentino, già mille volte sfoggiate nella di lui carriera, non avrebbe portato Musetti alla vittoria, in due o tre partite che fossero.
Non vorrei che il nostro Artista della racchetta diventi un po’ troppo scenografico durante e alla fine della partita, come Berrettini.
Non ingigantiamo problemi fisici per giustificare poi, una eventuale sconfitta.
Se ha avuto solo un problema di crampi, per la prossima partita non ci dovrebbero essere problemi
A me l’appunto di voler sminuire Musetti proprio non si può fare.
Sono apertamente al suo fianco dalla notte dei tempi: a costo di apparire stucchevole ripeto che andai apposta a vederlo giocare al Bonfiglio e da allora non l’ho più abbandonato, nel bene e nel male.
Nel male come quando, ancora stucchevolmente mi ripeto, perse in malo modo -ci si ricorda?- a Båstad da Laachsonen.
Lei allora già lo seguiva con altrettanta passione? Spero di sì.
Nel bene come venerdì scorso quando (già con la fasciatura da molte parti invocata a giustificazione della brutta prestazione di ieri) giocò divinamente contro PesciPerricard e molti commenti sostenevano che il Francese avesse giocato da schifo così che, solo per quello, Musetti poté sfoggiare una prestazione tanto sontuosa. Lì io scrissi chiaramente il contrario, ma neanche mi sognai di accusare chi riduceva la gran vittoria di Lorenzo ad un omaggio francese di voler a tutti i costi sminuire le prestazioni del Carrarino, perché ogni pensiero, se non volgare ed offensivo, è lecito e va rispettato.
In sintesi mi pare che tutta la discrepanza tra la Sua e la mia opinione sul Nostro funambolico Campione sia che per Lei tifando un giocatore non lo si debba né possa criticare quando gioca male (il che nell’arco della carriera di Musetti è purtroppo capitato molte volte, l’ultima ieri).
Che Le devo dire?
Che, se e quando Musetti vincerà qualcosa di veramente importante, come non capita più da Amburgo 2022 (spesso senza infortuni o dolori vari), sul carro dì trionfo giustamente i posti migliori, lì accanto al SenzapietàDiMichelangelo ed a guidare il percorso di acclamazione, spetteranno a Voi che ciecamente mai avete vacillato nella fede in Muso.
Ma ci salirò anch’io perché, se non altro per anzianità di militanza, un posto nelle retrovie me lo merito.
Forza Lorenzo!
https://www.youtube.com/watch?v=bF5dwXbcc40
Qua c’è l’intervista completa, notare il fastidio di Lorenzo quando, dopo che ha già spiegato, un giornalista gli ha chiesto se il fastidio fosse dovuto dovuto allo stress. Ha risposto secco di aver spiegato che il fastidio è da qualche giorno che lo accompagna, mentre oggi lo stress stava procurandogli un principio di crampi.
Poi il titolo del video è esilarante, traduzione italiana di Shock con scioccato 🙂 A volte si scrive in modo sciocco.
Inoltre nell’intervista la parola shock non viene proprio fuori 😀
Ah, se tutte le volte che abbiamo visto dei crampi su un campo da tennis avessimo dovuto fare post su post sui risvolti psicologici molti di noi non avrebbero avuto tempo per fare altro…
…e, per puro culo, ha vinto in due set…
Quindi Cerundolo non era al meglio perchè lo dice Tinapica, ma il fatto che Musetti giocasse semi infortunato è un dettaglio marginale. Quando si tratta di sminuire Musetti vi superate. Complimenti ! Continuate a regalarci queste perle
Cerundolone è indubbiamente un giocatore forte, specialmente su questa superficie.
Altrettanto indubbiamente è un giocatore mentalmente fragile e ieri la sua fragilità si vide benissimo nei numerosi disastri combinati.
Quindi non è il caso di trovare per forza pretesti per criticare chi si limita a fotografare una situazione evidente: al suo meglio sarebbe stato molto pericoloso, per come giocò ieri fu una manna dal cielo averlo incontrato, che altrimenti mai e poi mai l’esito sarebbe stato favorevole al Muso.
Pericolo pubblico?
Mi sembra che la differenza nel ranking sia ancora sensibile…
Si’, confermo, Cerundolo ha perso la partita mostrando una paurosa lacuna mentale.
Musetti aveva un problema fisico che può spiegare in parte il continuo arrocco in difesa (ma questa è una costante del suo gioco) ma, pur ammirandone la grande classe, non mi sento certo di affermare che il match sia girato solo per merito suo.
Partita zeppa di errori, piuttosto brutta, con entrambi i giocatori fallosi e, soprattutto nei riguardi dell’argentino, giocata con evidente paura nei colpi decisivi.
Sono però fiducioso che, superato un momento difficile e in buona salute, Lorenzo possa far suo il confronto con Ruud
Vista in differita. A me non è spiaciuto per nulla, con Ruud si può fare…
Ieri Cerundolo era il pericolo pubblico nr.1, oggi uno scarsone…siamo alle solite…
Il ranking non mente, mica è un’opinione…e il bronzo vinto a Parigi neanche gli ha dato punti…
scenderà in campo!
bon se eran crampi allora ok 😉
Ma io non sto capendo, scenderà in campo la prossima secondo voi?
Cerundolo ha perso una partita per incapacità di gestire i momenti cruciali, rivelando la sua inesistente forza mentale.
Musetti ha sfruttato al meglio le evidenti lacune mentali dell’avversario giocando una partita difensiva alzando al cielo palle riprese in situazioni di campo quasi impossibili.
Alcuni bei colpi di entrambi i giocatori non cancellano tuttavia la marea di errori che ha caratterizzato l’intero match da ambo le parti (46 errori non forzati da parte dell’argentino sono l’espressione della sua eccessiva emotività che gli è costata la vittoria).
Lorenzo aveva un problema fisico ma ha saputo reagire anche in virtù, lo ripeto, di un avversario incapace di fare suoi i momenti decisivi.
Vedo comunque favorito il nostro tennista contro Ruud,se sarà in buone condizioni fisiche.
È tutto nella sua testa.Ma uno non cambia con lo schiocco delle dita. Può allievare queste tensioni, ma non potrà mai diventare un altra persona. Può cambiare tutti gli allenatori che vuole, tutti i mental coach che vuole, la base della sua personalità e mentalità sarà sempre quella
Se l’ha detto lui stesso, urge mental coach
Lo dico da tempo..l’unico problema di Lorenzo è la testa…non ha nessun problema tecnico..e ‘ la sua insicurezza che lo porta a giocare lontano dalla riga e in modo spesso conservativo….se riuscira’ a liberarsi dei suoi problemi psicologici avremo due giocatori tra i primi 3 del mondo…altrimenti gallegera’ tra la top ten e ne uscirà frequentemente…perché anche se la testa fragile il braccio è immenso.
Musetti anche in allenamento ha due partner: uno è il suo alter! Figuriamoci in una partita. Prima deve battere se stesso, poi battere l’avversario. Un bel botto di doppio stress!!!
Più che a lui la consapevolezza la da ai tifosi.
Ovvero che non è all’altezza del ranking.
Non è una critica, anzi, avercene dei giocatori come lui, ma serve onestà intellettuale.
Bravo comunque a portarla a casa considerato tutte le “vicissitudini” fisiche e mentali
Questa parte dice tutto
“Da qualche giorno sto faticando a sentirmi al 100% e sinceramente non so nemmeno bene cosa sia. Sto vivendo un po’ alla giornata. Oggi però non era il dolore che avevo sentito nei giorni scorsi. La fasciatura era più una questione legata alla tensione, allo stress emotivo accumulato durante il match.”
Questo ragazzo sono anni che lotta contro i suoi demoni interiori autolesionistici e le sue enormi fragilità …la poca fiducia in sé stesso,vedere tutto come un martirio,la negatività che si porta dietro e che inficiano anche sul suo gioco passivp,timoroso e sui teloni che da anni è anni vediamo quando non si sente al 100 percento
Nel tennis la forza mentale e’ tutto
Lorenzo per il bene della tua carriera e’ ora di prendere di petto la situazione e farti seguire da uno psicologo sportivo in maniera continuiva