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Indian Wells 2026, Medvedev guarda avanti dopo la finale persa: “Contro Sinner e Alcaraz serve il miglior tennis possibile. Sinner da Pechino in poi ha cambiato qualcosa al servizio”

16/03/2026 07:45 2 commenti
Daniil Medvedev nella foto - Foto Getty Images
Daniil Medvedev nella foto - Foto Getty Images

Daniil Medvedev lascia Indian Wells 2026 con l’amarezza per la finale persa contro Jannik Sinner, ma anche con la consapevolezza di aver ritrovato un livello molto alto. In conferenza stampa, il russo ha fatto un bilancio lucido delle ultime due settimane in California, parlando della sua crescita, della sfida ai nuovi dominatori del circuito e del ritorno in top 10.

“Grande torneo, grande livello”
La prima valutazione di Medvedev sul suo cammino a Indian Wells è stata positiva, pur senza nascondere la delusione per non essere riuscito a completare l’opera in finale.
“Grande torneo, grande livello, anche oggi. Ovviamente sono un po’ deluso per non aver gestito meglio un paio di momenti in cui avrei potuto fare qualcosa di più. Jannik è un giocatore straordinario, quindi è durissimo giocarci contro.”
Il russo ha comunque chiuso il bilancio con una nota chiara: “In generale sono contento per la settimana e non vedo l’ora di giocare altro tennis di questo livello.”

“Il mio obiettivo non è fissarmi su di loro, ma migliorare me stesso”
Alla domanda se questo torneo gli abbia restituito fiducia nella possibilità di affrontare e battere giocatori come Sinner e Alcaraz, Medvedev ha risposto in modo molto razionale. Per lui il punto non è concentrarsi ossessivamente sui due, ma continuare a crescere e a vincere partite per meritarsi di sfidarli nei momenti chiave.
“L’anno scorso non ho giocato contro nessuno dei due perché stavo giocando male e perdevo prima di affrontarli.”
Poi ha aggiunto: “Sono felice che in questo torneo abbia giocato abbastanza bene da battere prima tutti gli altri e poi anche Carlos, e quindi affrontare Jannik.”
Il russo ha spiegato qual è la sua vera priorità: “Questo sarà il mio obiettivo: non concentrarmi troppo su di loro, ma concentrarmi sul migliorare me stesso, migliorare il mio gioco e cercare di battere tutti gli altri.”
Da lì, inevitabilmente, gli incroci con Sinner e Alcaraz arrivano quasi da soli: “Quando hai Carlos e Jannik nello stesso torneo, e probabilmente succederà anche a Miami, c’è una grande possibilità di incontrarne uno in semifinale e, se giochi in modo incredibile, magari l’altro in finale.”

“Non sono solo io a poterli sfidare, ma farlo con continuità è difficilissimo”
Medvedev non ha voluto attribuirsi un ruolo esclusivo di “anti-Sinner” o “anti-Alcaraz”, chiarendo che in una singola partita molti giocatori possono avere il livello per metterli in difficoltà.
“È difficile dirlo, perché ho perso tante partite contro di loro, e oggi ho perso di nuovo contro Jannik.”
Però ha anche ribadito di sapere di poter esprimere ancora un grande tennis: “So di poter essere un buon giocatore di tennis e cercherò di fare del mio meglio contro chiunque sia dall’altra parte della rete, che sia Carlos, Jannik o qualcun altro.”
Secondo il russo, il vero problema non è tanto batterli una volta, ma riuscire a farlo con continuità: “Su una singola partita, tanti possono sfidarli. Avete visto Jakub battere Jannik a Doha, avete visto me battere Carlos qui. Quindi non è giusto dire che solo io, o solo Novak, o solo Sascha possiamo farlo.”
La differenza, semmai, sta nella costanza: “Quando arrivi alla fine della stagione, di solito loro hanno tipo 60 vittorie e 5 o 6 sconfitte, di cui magari quattro arrivano tra di loro. Quindi non è una sfida facile. Devi solo cercare di fare del tuo meglio.”

“Con loro è come con i Big Three: ti costringono a tirare fuori il massimo”
In conferenza, Medvedev ha anche fatto un parallelo tra l’affrontare oggi Sinner e Alcaraz e l’aver affrontato in passato i grandi campioni della generazione precedente, da Nadal a Djokovic.
Per lui la sensazione di fondo resta la stessa: sono sfide diverse tatticamente, ma tutte accomunate da un livello di difficoltà estremo.
“Sono tutte sfide molto difficili. Jannik è diverso da Carlos, Carlos è diverso dagli altri, Rafa era completamente diverso perché mancino e con quello spin pazzesco.”
Il russo ha poi aggiunto: “Sono tutti durissimi da affrontare. È per questo che hanno tutti così tanti Slam. Jannik e Carlos per ora un po’ meno, ma se non succede nulla di straordinario, ne avranno tanti.”
Secondo Medvedev, il tratto comune dei grandissimi è proprio questo: “Sono una sfida durissima perché ti obbligano a tirare fuori il meglio di te.”

Su Sinner: “Da Pechino in poi ha cambiato qualcosa al servizio”
Uno dei passaggi più interessanti della conferenza riguarda il servizio di Jannik Sinner, che in finale non ha concesso nemmeno una palla break. Medvedev ha riconosciuto apertamente quanto oggi il servizio dell’azzurro sia diventato una delle chiavi principali del suo successo.
“Ha servito in modo fenomenale. Penso che, di fatto, dal primo match in cui mi ha battuto a Pechino, lui e il suo team abbiano cambiato qualcosa nel servizio.”
E il giudizio è stato molto netto: “Sta servendo in modo fenomenale. È super difficile da leggere, è super difficile da rispondere, anche quando riesci a leggerlo. E non solo per me, ma per tanti giocatori.”
Secondo Medvedev, questa evoluzione pesa tantissimo: “Questa è una parte importante del suo successo. Oggi era davvero durissimo stare in risposta contro di lui.”

Una finale amara, ma con segnali importanti
Parlando delle sensazioni lasciate dalla sconfitta in finale, Medvedev ha descritto un mix di soddisfazione e rimpianto.
“È una sensazione dolceamara, perché battere Carlos ieri è sembrato quasi come vincere il torneo, soprattutto per me, visto che avevo perso tanto contro di lui.”
Ma ha subito rimesso le cose nella giusta prospettiva: “Però questa non è la realtà. C’era ancora una finale da giocare.”
Il russo ha riconosciuto di aver avuto qualche chance: “Ho avuto una piccola opportunità nel primo set e una un po’ più grande nel tie-break del secondo. Ma allo stesso tempo sono rimasto agganciato al set senza grandi margini.”
La sintesi è questa: “Fa bene quello che ho fatto questa settimana. Però ovviamente avrei voluto spingerlo ancora di più. Ma è dura.”

Il ritorno in top 10: “Una bella sensazione, ma niente di speciale”
Infine, Medvedev ha parlato anche del ritorno tra i primi dieci del ranking ATP, spiegando però di viverlo con un certo distacco.
“È una bella sensazione, ma ho sempre detto che quando gioco bene torno in top 10. E ho giocato bene.”
Secondo il russo, tutto dipende dal livello che riuscirà a mantenere nei prossimi mesi: “Se riesco a continuare a questo livello, sarò in top 10, magari anche top 5. Se invece lo perdo, il ranking può cambiare.”
E alla domanda se questo ritorno abbia per lui un significato speciale, ha risposto in modo molto diretto: “No. Però è comunque una bella sensazione.”

Un Medvedev di nuovo credibile ai massimi livelli
La conferenza stampa del russo racconta bene il momento che sta vivendo: non ancora completamente soddisfatto, perché una finale persa resta una finale persa, ma di nuovo convinto di poter stare stabilmente in fondo ai grandi tornei.
Indian Wells 2026 gli lascia una sconfitta, sì, ma anche qualcosa di molto importante: la conferma di poter tornare a battere i migliori, di poter sfidare fino in fondo Sinner e Alcaraz e di poter rientrare davvero nel gruppo dei grandi protagonisti del circuito.



Marco Rossi


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2 commenti

Betafasan 16-03-2026 08:57

Sinner ha vinto grazie al servizio ieri.
Purtroppo non lo vedo cosi prestante nei colpi a fondo campo , dovrebbe cercare di chiudere prima a rete ma si vede che non è sicuro. Troppa difesa nel gioco.

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Dr Ivo (Guest) 16-03-2026 08:24

Stasera tabellone di Miami… Sarà dura per chi si troverà Danilone nel proprio quadrante visto che non è tra le prime otto teste di serie

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