Ferrero e Alcaraz fanno discutere. Ljubicic: “Oggi è mentalmente più facile vincere sette Slam”. Le ultime notizie dal circuito
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Le ultime ore nel mondo del tennis hanno offerto diversi spunti tra voci social, rientri attesi, dichiarazioni controverse e forfait dell’ultimo momento.
Uno dei temi più chiacchierati riguarda Carlos Alcaraz e il suo allenatore Juan Carlos Ferrero. Dopo settimane di apparente serenità, alimentate da messaggi pubblici e congratulazioni della Ferrero Tennis Academy, un dettaglio emerso sui social ha riacceso le discussioni. Secondo quanto notato da alcuni utenti, Ferrero avrebbe smesso di seguire su Instagram sia Alcaraz sia alcuni membri del suo staff. Un episodio che, di per sé, non ha conferme né conseguenze concrete, ma che sui social ha generato numerose speculazioni.
Nel frattempo, Jack Draper si prepara al rientro in campo dopo un lungo stop. Il britannico non disputa un match ufficiale dallo scorso US Open, quando si ritirò prima del secondo turno. Il ritorno è previsto in Coppa Davis, dopo cinque mesi lontano dalle competizioni. Draper si è detto fiducioso: «Sto lavorando duramente e mi sento un giocatore migliore rispetto a sei mesi fa. Ora ho bisogno di partite, perché il tennis è uno sport di fiducia. Spero di tornare più forte».
A far discutere sono state anche alcune parole di Ivan Ljubicic. L’ex numero 3 del mondo ha sostenuto che, dal punto di vista mentale, oggi potrebbe essere più facile vincere sette titoli dello Slam rispetto a trent’anni fa. Secondo il croato, i traguardi raggiunti da Novak Djokovic, Roger Federer e Rafael Nadal hanno alzato l’asticella degli obiettivi: «Oggi il riferimento non è più 14 Slam come con Sampras, ma 24 o più. Mentalmente, sette titoli non sembrano più un traguardo così straordinario se l’obiettivo è arrivare a 25».
Dal circuito femminile, invece, arriva una risposta curiosa di Emma Raducanu, impegnata al WTA 250 di Cluj-Napoca. Alla domanda su una possibile collaborazione con l’ex numero uno del mondo Simona Halep, la britannica ha risposto con una battuta: «Credo che abbia cose migliori da fare che allenare nel circuito». Raducanu ha poi sottolineato di voler restare concentrata sul lavoro svolto in settimana insieme al suo attuale team.
Infine, brutte notizie per Gael Monfils. Il francese, che sta vivendo l’ultima stagione della carriera, non potrà partecipare all’ATP 250 di Buenos Aires. Dopo le sconfitte di inizio stagione ad Auckland e all’Australian Open, Monfils aveva puntato sul torneo argentino per ritrovare ritmo, ma un virus intestinale lo ha costretto al forfait. Lo stesso giocatore ha annunciato l’assenza con un video sui social, scusandosi con organizzatori e tifosi e sperando di poter tornare presto in campo in condizioni migliori.
Marco Rossi
TAG: Carlos Alcaraz, Ivan Ljubicic, Juan Carlos Ferrero

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È molto probabile che Alcaraz voglia riscrivere il concetto stesso di GOAT senza inseguire la longevità a tutti i costi: giocare fino a 40 anni non è sinonimo di grandezza assoluta. La vera eredità non passa solo dal conteggio degli Slam, un numero che di per sé significa poco se isolato dal contesto, ma dalla capacità di realizzare imprese che cambiano la storia. In quest’ottica, realizzare due volte il Grande Slam avrebbe un peso specifico enorme, perché gli permetterebbe di spodestare Rod Laver nell’unico record che nessun tennista moderno è mai andato davvero vicino a replicare. E non si venga a dire che Djokovic c’è andato vicino: nella partita chiave ha subito una autentica lezione di tennis da Medvedev, una sconfitta talmente netta da bastare, da sola, a negare per sempre l’idea che Djokovic possa essere il GOAT