Paolini apre l’Australian Open: sorriso e fiducia sulla Rod Laver Arena. Emozione Maestrelli: «Un sogno che diventa realtà» (Video)
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Alla vigilia dell’Australian Open 2026, l’atmosfera è carica di entusiasmo per Jasmine Paolini, pronta ad aprire il programma di domenica sul palcoscenico più prestigioso, la Rod Laver Arena, contro la qualificata bielorussa Aliaksandra Sasnovich. Per la numero uno d’Italia sarà la settima partecipazione al tabellone principale dell’“Happy Slam”, e il sorriso con cui si presenta al media day racconta meglio di qualsiasi parola il suo stato d’animo.
«È bellissimo essere tornata a Melbourne. Amo questo torneo e mi piace tantissimo stare in Australia», ha spiegato l’azzurra. «Siamo arrivati dopo la United Cup e ci stiamo godendo la città, cercando allo stesso tempo di prepararci nel modo migliore. Speriamo davvero che sia un grande torneo».
Tra compleanni, squadra e fiducia ritrovata
Il buonumore non manca neppure quando si parla del suo 30° compleanno, festeggiato lo scorso 4 gennaio:
«Certo che ho fatto qualcosa di divertente… abbiamo perso contro la Svizzera!», scherza Paolini. «Ma al di là del risultato, è stato bellissimo condividere quei giorni con la squadra. Mi piace molto stare con loro, abbiamo giocato tante partite. Avrei voluto vincere per festeggiare meglio, ma fuori dal campo è stata davvero una grande esperienza».
I match disputati a Perth le sono serviti anche per valutare il livello della preparazione, in particolare la sfida con Belinda Bencic:
«Belinda ha giocato benissimo. Non è facile tornare in campo dopo tanto tempo e lei ha fatto un torneo incredibile. È stato impressionante vedere il livello che ha raggiunto nell’ultimo anno, soprattutto dopo essere diventata mamma».
Il test con Rybakina e la fiducia in crescita
Un altro momento importante in avvicinamento allo Slam è stato l’incontro-esibizione contro Elena Rybakina, inserito nell’Australian Open Opening Week:
«È stata un’ottima occasione per tornare a giocare prima dello Slam, e per farlo proprio sulla Rod Laver Arena. Condividere il campo con Elena è speciale: è una delle migliori giocatrici al mondo e negli ultimi mesi ha espresso un tennis straordinario. È un test vero, che ti dice a che punto sei. Ho perso, ma ho giocato meglio rispetto ad altre occasioni e questo mi ha dato fiducia».
Con la stagione appena iniziata e subito uno Slam alle porte, Paolini non nasconde che avrebbe preferito arrivare con più partite sulle gambe:
«Ho scelto di giocare la United Cup anche per questo: non è andata come speravamo, ma almeno ho disputato due match. Personalmente mi sento meglio quando ho già giocato un po’, ma va bene così, è una situazione che vale per tutti».
L’esperienza del “One Point Slam”
Tra le curiosità di questa vigilia c’è anche il ricordo del One Point Slam, l’evento-esibizione che ha fatto tanto parlare:
«È stato qualcosa di fantastico. Un’idea davvero brillante, soprattutto per il fatto che a vincere sia stato un amatore: per una prima edizione è stato incredibile. Se me l’avessero detto prima, non ci avrei creduto. Giocare un solo punto mette un po’ di tremarella: non sai cosa farà l’altro, basta un attimo e perdi tutto. Dal vivo è stato uno degli eventi più belli che abbia mai visto».
La gioia di Maestrelli: “Un sogno che si realizza”
L’entusiasmo che accompagna l’avvio dello Slam non riguarda solo Paolini. A vivere giorni indimenticabili è anche Francesco Maestrelli, che ha conquistato per la prima volta in carriera l’accesso al main draw di uno Slam, alla decima occasione utile.
«È come un sogno che diventa realtà», ha raccontato a SuperTennis. «Ho sempre sognato di giocare questi tornei e ora mi ritrovo qui. Devo ancora rendermene conto, ma sono davvero felice e penso di meritarmelo».
Dopo il match point che gli ha regalato la qualificazione, in rimonta contro Dusan Lajovic, l’emozione è stata travolgente:
«Per un attimo avevo la testa vuota, non sapevo cosa fare. Poi ho visto il mio team che si abbracciava e saltava: mi ha riempito il cuore di felicità e orgoglio. Mi sono scambiato qualche bacio con la mia fidanzata e vedere la gioia negli occhi delle persone che sono qui con me vale tantissimo».
Una vittoria che Maestrelli ha voluto dedicare a chi gli è sempre stato accanto:
«La mia fidanzata, i miei genitori, i nonni, tutta la famiglia e tutte le persone che lavorano con me. Anche chi non è qui oggi, perché ci alterniamo, fa un lavoro incredibile e mi vuole bene».
Marco Rossi
TAG: Australian Open, Australian Open 2026, Francesco Maestrelli, Jasmine Paolini

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