Secondo la leggenda australiana, le condizioni potrebbero aiutare lo spagnolo Altro, Copertina

Corretja è fiducioso su Alcaraz: “Non ha bisogno di dimostrare nulla a nessuno”. E per Rod Laver è il favorito “se farà caldo”

14/01/2026 10:58 Nessun commento
Carlos Alcaraz in allenamento a Melbourne
Carlos Alcaraz in allenamento a Melbourne

A pochi giorni dall’avvio degli Australian Open, in Spagna – e non solo – gira un interrogativo: Carlos Alcaraz potrebbe sentirsi stimolato ad alzare ulteriormente il livello del suo gioco nel tentativo di dimostrare di poter rendere al massimo anche senza coach Ferrero nel suo angolo? Certamente per il 22enne di Murcia affrontare la prima stagione senza la sua guida storica, colui che l’ha raccolto bambino e portato sul trono del tennis maschile, solleva qualche dubbio, ma molti credono che sarà un passaggio naturale e che Carlos non subirà grandi contraccolpi da questa separazione. Tra questi Alex Corretja, ex n.2 del mondo e da anni stimato commentatore in occasioni dei grandi tornei. Il vincitore delle ATP Finals 1998 non crede che la clamorosa rottura col suo allenatore possa dargli una motivazione extra, per il semplice motivo che Carlos non ha niente da dimostrare a nessuno.

“Non è quel tipo di ragazzo. Carlos non sente il bisogno di dimostrare che può farcela senza Juanki“, ha dichiarato Corretja a Tennis365. “È il numero uno del mondo, quindi è normale che parta per vincere il torneo. Semmai vuole confermare a se stesso di essere pronto a fare bene, che Ferrero sia seduto nel suo box o meno, che ci siano lì per lui Carlos Moya, Corretja, Andy Murray o chiunque altro. Vuole dire: sono abbastanza maturo, ho 22 anni, ho già vinto Slam e voglio continuare a migliorare. Carlos deve farlo solo per se stesso, non ha bisogno di dimostrare nulla a nessun altro. Per me, questa è la cosa più importante per Carlitos”.

Corretja è convinto che il regno di Alcaraz ai vertici del tennis maschile, condiviso con Jannik Sinner, non verrà compromesso dalla separazione dal suo storico allenatore. Samuel Lopez garantirà una certa continuità all’interno del team, passando dal ruolo di assistente a quello di capo allenatore. “Non credo, e spero, che la separazione finirà per influenzarlo, ma dovremo vedere cosa succederà quando giocherà senza Juan Carlos nel box” continua Corretja, “il fatto è che in passato ha già lavorato con Lopez: avevano già questa collaborazione l’anno scorso e ho la sensazione che sia pronto per questo passo. È molto carico per la nuova stagione e per l’opportunità di giocare bene a Melbourne, dove non ha mai vinto. Ovviamente c’è questo grande interrogativo su come si sentirà, ma da quello che ho sentito si sta allenando duramente per migliorare alcuni aspetti del suo gioco ed è felice di iniziare una nuova annata. Penso che abbia chiuso piuttosto bene l’ultima stagione. In passato arrivava a fine anno stanco e un po’ svuotato, ma il fatto di essere arrivato in finale alle ATP Finals è stato molto positivo”.

“Poi c’è stata questa situazione con Juanki, improvvisa, ma lui è pronto. È arrivato a Melbourne con una settimana di anticipo per adattarsi alle condizioni, quindi credo che sarà pronto. Qualunque cosa succeda a Melbourne, non sarò certo io a dire: avete visto, si è separato da Ferrero e ora le cose non vanno bene. Non sono il tipo di persona che emette questo genere di giudizi”.

“Penso che Alcaraz debba solo giocare la sue partite e concentrarsi sugli avversari. La differenza è che prima la gente non prestava molta attenzione a cosa sarebbe potuto succedere se non avesse giocato bene. Se le cose non andranno bene ora, tutti si metteranno a confrontare i risultati passati di Carlos, e non credo sia giusto. Penso che questo potrebbe accadere, ma lui non deve tenerne conto e concentrarsi sulla sua cerchia, stare nella sua bolla, e dimenticare tutto il resto” conclude Corretja.

Tra l’altro Alcaraz ha ricevuto una investitura assai prestigiosa: per Rod Laver è proprio Carlos il favorito degli Australian Open 2026: “Jannik e Carlos sono indubbiamente i due favoriti per il torneo, ma se le condizioni fossero calde, lo spagnolo avrà un vantaggio sull’italiano. Oltretutto Carlos non ha mai vinto qua quindi le sue motivazioni saranno al massimo”.

Marco Mazzoni


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