Woodforde pessimista su Djokovic, e avverte: “In caso di brutto risultato a Melbourne, non mi sorprenderei se decidesse di dire basta”
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Un eventuale pessimo risultato agli Australian Open può spingere Novak Djokovic addirittura al ritiro? È uno scenario estremo e alquanto azzardato, ma secondo l’ex campione Slam (in doppio) Mark Woodforde se questo si verificasse la conseguenza potrebbe essere dirompente, con un annuncio clamoroso o comunque avvicinare terribilmente il serbo alla decisione di appendere la fatidica racchetta al chiodo. Djokovic si è finalmente rivisto in campo a Melbourne dopo diverse settimane “off” spese tra Grecia (dove ha stabilito la propria residenza dopo i problemi col presidente del suo paese) e vacanze al mare in famiglia, lontano dal tennis e tornei. Ha quindi deciso di saltare l’ATP 250 di Adelaide, cambiando idea rispetto all’annuncio della propria presenza per testare la sua forma in competizione. “Non mi sento pronto”, e addio torneo in preparazione agli Australian Open. Con un grande sostegno del pubblico visto che è recordman di vittorie nel primo Slam dell’anno, Novak oggi si è allenato nell’impianto di Melbourne Park, saggiando le condizioni di palle e campi.
Novak Djokovic trains in front of a PACKED Rod Laver Arena ahead of the 2026 Australian Open 🎾
The 10-time champion chases Grand Slam title No. 25 in Melbourne🏆👀#AusOpen pic.twitter.com/FpY8qGYjo3
— TNT Sports (@tntsports) January 13, 2026
Djokovic si avvia verso un’altra nuova stagione con diversi punti interrogativi sul suo futuro: da un lato la caccia al 25° titolo del Grande Slam in singolare (e 11° all’Australian Open), dall’altro l’età che avanza inesorabile e due avversari formidabili contro i quali nelle ultime tre semifinali Slam 2025 (Roland Garros, Wimbledon e US Open) non ha vinto nemmeno un set, apparso assai deficitario come intensità di gioco e tenuta rispetto a Sinner e Alcaraz.
Sebbene il serbo abbia dichiarato di voler provare a prolungare la carriera fino ai Giochi Olimpici del 2028 (Los Angeles), l’obiettivo appare estremamente ambizioso per un giocatore che ha ammesso di sentire un discreto calo di motivazione, avendo imboccato la fase finale del suo percorso agonistico. Memore delle sue ultime dure sconfitte contro Carlos e Jannik, Woodforde ha espresso un punto di vista assai duro sullo stato mentale con cui Djokovic potrebbe affrontare il 22° Australian Open della sua incredibile carriera.
“Se non dovesse ottenere un buon risultato agli Australian Open, personalmente non mi sorprenderei se decidesse di dire basta”, ha dichiarato Woodforde al media Tennis365. “È semplicemente una mia opinione, il mio modo di vedere le cose. La mediocrità non è una parola che si possa associare a Novak Djokovic. Lui compete solo per il massimo, non per vivacchiare. Penso che l’anno scorso abbia potuto giustificare certi risultati con gli infortuni e con il recupero dalla stagione precedente. Credo però che il processo di invecchiamento, purtroppo, stia raggiungendo Novak. Con l’età tutto accelera. Per questo l’Australian Open sarà un passaggio chiave per lui e determinerà se e quanto vedremo ancora di Novak Djokovic nel 2026“.
Un’affermazione perentoria e probabilmente eccessiva, ma se Djokovic dovesse uscire molto presto dagli Australian Open, magari con una prestazione davvero insoddisfacente, chissà che qualcosa in lui non possa scattare. Ricordiamo che Novak compirà 39 anni il prossimo 22 maggio.
Marco Mazzoni
TAG: Australian Open 2026, Marco Mazzoni, Mark Woodforde, Novak Djokovic

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se non sbaglio nell’ultima partita giocata, Djokovic ha alzato un trofeo.
non è che il serbo viene da una serie di brutte sconfitte per cui è lecito pensare all’abbandono.
certo, non sono le vittorie a cui è abituato ma pensare addirittura al ritiro dovuto ad una plausibile sconfitta all’AO, mi sembra proprio una boutade.
Ma non penso proprio possa ritirarsi, ha detto che vuol provare ad arrivare alle olimpiadi
Sembrano i parenti dell’anziano zio ricco che sperano lasci loro qualcosa.
Magari basta chiedere e qualcosa gli regala:una maglietta,un calzino…
Nole ha tantissime volte giocato tornei al 40% solo perchè funzionali ad una risalita di forma utile poi due mesi dopo a conquistare quello che gli interessava.
Dipende a cosa punta quest’anno.
Io credo sia più probabile un tentativo di rimanere ad un certo livello utile per lo meno a vincere con tutti tranne i primi della classe e attendere un passo falso o un infortunio di uno dei due suoi attualmente più forti avversari.
Mettiamo che Jannik esca con Shelton dopo un match rocambolesco, tra vesciche e caldo, Alcaraz sia stremato da una semifinale di 5h e 5 set e Nole potrebbe anche farcela..in barba a tutti i detrattori fautori del prepensionamento.
Io non ho ancora visto un giocatore più pericoloso di Nole nelle fasi finali di un torneo Slam.
Non credo che si ritiri dopo AUS in caso di brutto risultato.
Probabile che valuti il ritiro a fine anno, specialmente se non riesce a ripetere la stagione 2025 con le semifinali Slam.
Anzi, penso proprio che possa uscire prima di incontrare Sinner o Alcaraz. L’età si fa sentire e 3 su 5 è dura per lui ormai.
Non vedo come sia possibile. Se Nole ha deciso di giocare questa stagione, e mi pare che lo abbia fatto, non è tipo che molla per una brutta sconfitta. Nole è un programmatore del suo tempo, un perfezionista, e raramente ha preso decisioni istintive.