Il rapporto tra giocatore e coach, nell'analisi di Elis Calegari ATP, Copertina, Generica

Supercoach: sì o no? Forse…

26/04/2023 10:28 52 commenti
Darren Cahill con Jannik Sinner e Simone Vagnozzi
Darren Cahill con Jannik Sinner e Simone Vagnozzi

Supercoach sì. Supercoach no. Supercoach forse. La polemicuzza s’era innescata da qualche tempo e Lorenzo Musetti, subito dopo aver battuto Nole Djokovic a Montecarlo, l’ha chiusa riaprendola, andando a scrivere all’onor di telecamera “Supercoach?”, con quel punto interrogativo che diceva più d’ogni dire, che malcelava il mondo di settimane passate tra il rosicamento di vittorie che non venivano più e quello attizzato da chi cominciava a supporre, a consigliare che, per porre rimedio al periodo buio, sarebbe stato meglio affiancare al buon Tartarini, l’allenatore di una vita e da una vita di “Muso”, almeno un consulente per trovare una via d’uscita, migliorativa che concedesse nuova linfa al nostro.
Prima del torneo giocato nel Principato, di consigli – più o meno sommessi – tesi a un innesto o a un cambiamento, ne sono giunti a iosa, esattamente com’era capitato più o meno un anno fa a Sonego, quando aveva principiato a ruzzolare giù dalla 21° posizione del ranking ATP sulla quale s’era faticosamente issato.

Giusto, sbagliato inserirsi nel delicato rapporto che si instaura tra giocatore e allenatore per dispensare consigli? Ah, saperlo. Il rapporto che si sviluppa tra maestro e allievo, tra coach e protetto è qualcosa di estremamente delicato, frutto di un’alchimia unica e irripetibile, che dev’essere maneggiato con cura e, come un matrimonio, un’unione, prevede un lavoro quotidiano e pesante affinché il patto sancito continui a essere profittevole per ambo le parti, senza soluzione di continuità. Nel lungo periodo devono essere messe in conto alternanze, picchi di alti e bassi, con sapiente gestione dei momenti di esaltazione e frustrazione. Insomma, un vasto programma.
Oltre a ciò che vulgata dice, c’è una vasta letteratura a confortare le difficoltà che un coach incontra nel suo percorso. Come ebbe a dire il grande Nils Liedholm “Fare l’allenatore è il più bel mestiere del mondo, peccato poi che ci siano le partite.”
Ma “el Coco”Alfio Basile ci aggiunse una chicca in più, che svela una grandissima verità: “Io dispongo sempre bene le mie squadre in campo. Il problema è che quando inizia la partita i giocatori si muovono”. Difficile dargli torto.

Lasciando le facezie per addentrarci più specificatamente nell’ambito tennistico, ma alla fin fine rifarsi a un supercoach per risolvere improvvisi periodi di carestia in termini di risultati, o periodi di stanca nel rapporto, funziona o non funziona? A volte sì, a volte no. Dipende.
Dipende da cosa? Pescando ancora dal calcio, Arrigo Sacchi ha sempre sostenuto che a un allenatore occorrano necessariamente quattro doti: occhio, pazienza, memoria e …fortuna. Ne era convinto anche Gene Gnocchi tanto da scriverci un libro “Il culo di Sacchi”, per trovare una chiave esegetica al raggiungimento della finale dei Campionati del Mondo che la nostra Nazionale colse nel 1994 negli States, una squadra che, a detta di Gnocchi e del suo alter ego Ermes Rubagotti, era totalmente fuori condizione e raggiunse il risultato anche grazie alle doti taumaturgiche della parte anatomica succitata.
Del resto, giusto per prenderne uno che volava basso, Napoleone, obbligato a scegliere, preferiva generali fortunati a quelli solo bravi.
Nel tennis il ricorso al supercoach non è mica cosa solo di questi tempi. Per dire, all’inizio degli Anni ’60, la nostra squadra di Davis, nel tentativo di riuscire a portare a casa la Coppa, venne affidata al “professore” Jaroslav Drobny, tre volte vincitore a Roma, due a Parigi e una volta a Wimbledon, e che riuscì a portarci al Challenge Round in due occasioni. E come non ricordare le schiere di giocatori che raggiungevano nel sud della Spagna i campi di Lew Hoad, nella speranza che “il più forte di tutti” concedesse il miracolo di regalare ad altri qualcosa del suo inarrivabile talento. Ion Tiriac? Prima con Nastase, poi con Vilas, poi con Becker inaugurò una nuova stagione per i coach.

Stagione che è giunta a una sorta di culmine quando gente come Ivan Lendl, Boris Becker stesso, Stefan Edberg, John McEnroe, Andre Agassi ha deciso, smessi i panni del campione in servizio effettivo, di provare a rimettersi in gioco dispensando aiuti e consigli. Il più continuo di tutti è stato sicuramente Ivan Lendl che per ben tre volte – lasciatisi e ripresisi – ha dato una mano, e che mano, a Andy Murray, provando poi anche a far definitivamente crescere Sascha Zverev.
Anche Boris Becker, prima di essere sopraffatto dalle ben note beghe giudiziarie, molto s’è dato da fare, tanto che Nole Djokovic gli ha riconosciuto il ruolo che “Boom Boom” ha avuto nel portarlo a rivincere a Wimbledon, e fargli affermare: “Lui conosce molto bene i movimenti da fare sull’erba e le tattiche migliori da adottare. Ovviamente abbiamo due stili di gioco diversi, il mio è basato sulla pressione da fondo campo, lui invece è stato un giocatore serve ‘n volley. Insieme cerchiamo di prepararmi psicologicamente per affrontare i momenti critici delle partite. Devo dire che Boris mi ha aiutato molto a dare il meglio di me in quei frangenti. Mi ha detto delle cose fondamentali, la più importante penso sia stata quella di credere di più in me stesso e nel mio tipo di tennis. Mi ha dato sicurezza, mi ha convinto che avevo le qualità per tornare a vincere a Wimbledon. All’inizio ci è voluto un po’ di tempo per capirci e trovare la giusta alchimia, abbiamo due personalità molto diverse. Passiamo davvero tanto tempo insieme dentro e fuori il campo, parlando delle emozioni che si provano durante i match, discutendo del mio gioco e della mia mentalità. Boris mi ha aiutato perché ha già provato tutte le mie sensazioni, essendo stato numero uno del mondo e sei volte vincitore di Slam.” Quanto Becker ha dato a Djokovic è indiscutibile, soprattutto tenendo conto di quanto siano state invece infelici altre sue esperienze, come quella con Todd Martin, quando cercava un miglioramento netto nel suo servizio e… dovette tornare da Mariàn Vajda. Anche le fugaci esperienze con Agassi e Stepanek non hanno lasciato grande segno, mentre di tutt’altra pasta s’è rivelato il connubio con Goran Ivanisevic, forse uno dei migliori esempi di cooperazione tra un serbo e un croato.

Di Roger Federer ricordiamo, a un punto nodale della sua carriera, i pianti e le delusioni dettati dall’impotenza di riuscire a venir fuori vincente dalle trame sulla diagonale del rovescio che Nadal e Nole gli imponevano. Se Stefan Edberg era già riuscito nell’intento di sviluppargli una maggior propensione a venirsi a prendere il punto a rete, chi ha saputo regalargli ultime stagioni di lusso è stato Ivan Ljubicic. Quando s’era saputo che Ljubo sarebbe diventato coach di Roger, la domanda che ci facemmo era una e una sola: ma che diavolo ci va a fare, che senso ha dedicarsi a un giocatore sul viale del tramonto? Invece Ljubicic ha trasformato gli ultimi anni di Federer in modo encomiabile. Come? Semplice: infondendogli fiducia e chiedendogli di fare semplicemente…Roger Federer. C’è stato un momento in cui ci chiedevamo perché Ljubo imponesse a Federer di rispondere di rovescio così lontano dalla riga di fondo, ma era un escamotage per portarlo a ritrovare fiducia in un colpo che sembrava perso. Da lì in avanti, nel breve volgere di qualche mese, Federer prese…a fare davvero Federer, provando a giocare sempre più d’anticipo, coi piedi sulla riga di fondo e braccio in decontrazione. Come d’incanto, prese a comandare lui anche sulla diagonale di rovescio, giocando quasi sempre “coperto”, col back tornato a essere esercitato solo come estrema soluzione difensiva o espediente tattico. Gli riuscì persino di stanare Rafa Nadal dalla sua “comfort zone”. Quello che per altri comuni mortali era semplicemente proibitivo, d’incanto divenne consueto. Anche sulla risposta al servizio Roger ritrovò fiducia dalla parte del rovescio, così come per certe scelte offensive. Il controbalzo divenne arma letale, ma il vero capolavoro di Ljubicic è stato quello di convincere Federer che era possibile un’altra via e che il viale del tramonto poteva essere ancora lontano.

Tra i supercoach non si deve dimenticare Riccardo Piatti che, chiunque abbia preso, è sempre riuscito a migliorare: Cristiano Caratti nei quarti in Australia, Renzo Furlan nei quarti a Roland Garros e per dieci anni tra i primi 50 al mondo, Gasquet riportato tra i top ten, Raonic in finale a Wimbledon. Sinner? Non sempre la vita va come vorresti ed è un peccato sia rimasta un’incompiuta.
Adesso accanto a Sinner oltre che Vagnozzi c’è Darren Cahill, uno che sa come si fa.
Ha portato Hewitt a essere numero 1 al mondo, ha fatto un lavoro grandioso con Simona Halep e del bene a Andy Murray, anche se forse la sua cosa più grande l’ha fatta riportando Andre Agassi a essere di nuovo Number One, pareggiando ciò che fece un altro grande allenatore ora un po’ scomparso dai radar, Brad Gilbert.

Darren Cahill, per ora, ha migliorato Sinner in parecchi particolari: il servizio è decisamente più incisivo e, grazie a un lancio più orientato a sinistra, è in grado di sviluppare angoli più velenosi e uno spin maggiormente accentuato; sul diritto Jannik adesso è molto più prossimo alla palla, e i risultati si vedono. Forse la programmazione va un po’ rivista: perché andare a Barcellona dopo le fatiche americane e di Montecarlo e ritrovarsi poi esausto?
Al momento non ha certo bisogno di consulenze Juan Carlos Ferrero visto come procede Alcaraz, e il loro binomio sembra destinato a durare quanto quello tra zio Tony e Rafa Nadal. Ogni tanto ti chiedi di che cosa avrebbe bisogno Stefanos Tsitsipas… Forse d’un po’ di silenzio, visto quanto lo martella dal box papà Apostolos. Alle ultime Finals di Torino, Tsitsi faceva persin pena massacrato com’era da padre e madre, con Mark Philippoussis lì in un angolo a chiedersi perché mai l’avessero chiamato se poi era destinato al silenzio, visto che tanto erano i due genitori ad arrogarsi l’assoluto diritto di parola.

Ma per tornare al punto di partenza, sarebbe servito a Musetti o a Sonego nei tempi predetti un supercoach? Premesso che i giocatori (anche se hanno il loro esclusivo clan di riferimento), non sono isole, ormai la condivisione di certi problemi è cosa accertata e attuata. Per dire, la federazione italiana ha individuato da tempo in Umberto Rianna il consulente di supporto ai nostri vari team, e poi di quando in quando, come Musetti con Mouratoglou, o Sonego ad allenarsi qualche volta nell’accademia di Nadal, fa sì che un parere diverso e illuminante ci scappi comunque.
L’invito per noi appassionati è quello di non affrettare i giudizi. Le carriere dei giocatori sono lunghe e tortuose e abbisognano di punti fermi.
Berrettini non può fare a meno di Santopadre, proprio ora che le cose sembrano rotolare e avere esiti tremendi.
Tartarini è imprescindibile per Musetti perché gli infonde la fiducia necessaria per portare sui courts un gioco tanto bello quanto difficile da esportare sempre e comunque.
Sonego potrebbe mai fare a meno di Gipo Arbino? Sono cresciuti insieme, hanno combattuto mille battaglie, sconfessando puntualmente chi li riteneva non adeguati, non all’altezza. Il loro è davvero un rapporto padre/figlio e più incontrano asperità e durezze e più ci credono. Il loro segreto sta nell’essere felici ogni giorno di quello che stanno vivendo: lo erano quando Lori giocava l’Open alla Padus di Carignano, figurati adesso giocarsela a Roma, Parigi, Wimbledon e compagnia briscola!
Gipo da tempo ha fatto suo il verbo del grande Julio Velasco: “Uno non è un grande allenatore quando fa muovere un giocatore secondo le proprie intenzioni, ma quando insegna ai giocatori a muoversi per conto loro. L’ideale assoluto, che come tale non è mai raggiungibile, viene nel momento in cui l’allenatore non ha più nulla da dire, perché i giocatori sanno già tutto quello che c’è da sapere. Tutti devono conoscere, oltre alla tecnica, come si gioca.” Semplice no?

Del resto, quando ci viene chiesto chi sia il più grande allenatore del mondo, se guardi i risultati, non puoi che dire “Richard Williams”: trovane un altro che abbia saputo guidare al n° 1 le due giocatrici che ha allenato, portandole a vincere ben 121 tornei di singolare, 30 titoli individuali nelle tappe del Grande Slam, mettendo insieme, di soli prize money qualcosa come 137 milioni di dollari!
Bravo? Fortunato? Sicuramente discutibile, ma intanto…
Il problema è irrisolvibile. Serve un supercoach? Sì. No. Forse. Tutto dipende dai risultati. E così torniamo alla frase di Liedholm: “Fare l’allenatore è il più bel mestiere del mondo, peccato poi che ci siano le partite.”

Elis Calegari


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Alex77 (Guest) 27-04-2023 19:17

Scritto da Oh, Reilly?

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Scritto da zedarioz
@ LupoCasanova (#3524113)
Mi permetto di dissentire su Berrettini.
Almeno un tentativo di trovare un coach da affiancare a Santopadre lo poteva fare. La miseria del suo rovescio a due mani, mai migliorato, è una zavorra tecnica che secondo me lo ha limitato parecchio. Costringerlo a spostarsi sempre sul dritto facendogli fare parecchi metri in più senza avere la fisicità idonea per coprire poi lo spazio lasciato vuoto, lo ha anche costretto a sforzi fisici che forse con un rovescio più performante si sarebbe potuto risparmiare.
Magari nessun supercoach sarebbe stato in grado di sistemargli il maledetto rovescio, ma almeno un tentativo… Visto dove è arrivato solo con servizio e dritto…

Berrettini ha il rovescio che ha NON per motivi tecnici, ma per motivi atletici essendosi infortunato al polso destro a 17 anni. E da quel momento ha allenato e allenato il suo slice. Nessun supercoach può dargli il polso che aveva prima.
Nel frattempo ha un record su erba (dove lo slice è molto più efficace) da far preoccupare in prospettiva il record di Nadal al RG, con la differenza che Nadal è Nadal in un solo torneo, Berrettini invece è Berrettini su tutti i campi in erba, finora. Ripeto tutti.
Però capisco che se uno è forte da fondo-campo è uno scarsone perché non sa giocare a rete, se ha un ottimo slice è scarsone perché non sa giocare un ottimo topspin, se ha un’ottima risposta è uno scarsone perché non ha il servizio. C’è sempre un difetto rispetto all’atleta assoluto e ideale (che esiste solo nella testa dei tifosi) per cui un tennista è uno scarsone. Magari iniziare a guardare un atleta complessivamente e non per settori di gioco aiuterebbe a valutarlo più obiettivamente. Anche perché Djokovic non brilla a rete, Nadal ci va tirato per la giacca, e sta sui teloni per rispondere ai servizi, e Federer ha costruito il suo rovescio in comodi 10 anni, ed era soprattutto slice.

Questa mi mancava, paragonare il rendimento di Nadal su terra con quello su erba di Berrettini, addirittura in prospettiva superiore, questa le batte tutte..

Sono i numeri a dirlo. E quelli non tifano per nessuno.
E per ora i numeri dicono che Berrettini su tutti i tornei su erba è più forte di Nadal su tutti i tornei su terra. Per ora. I confronti a fine carriera si fanno evidentemente… a fine carriera.
Il punto del commento, perché vedo che non l’hai compreso nemmeno di striscio e lo dico a beneficio di qualcun altro che ragiona come te (“hai paragonato Nadal a Berrettini”) è CHE Berrettini con il rovescio slice che ha “scarso , scarsissimo che deve migliorare, perché non si cerca un supercoach??” finora è stato un fenomeno su erba, dovunque abbia giocato. Sempre guardando i numeri e alla data di oggi. Poi ognuno da disinformato può scrivere nelle repliche le migliori fesserie che gli vengono in mente. Ma i numeri sono questi.
ps: al troll rosso non devo replicare nulla. Quelle rare volte che prova a parlare tecnicamente di tennis (“i terraioli non esistono, perché i tennisti vincono anche fuori dalla terra”) ha fatto ridere tutti.

Mah, i numeri dicono Nadal 13 Roland Garros, Berrettini 0 Wimbledon, Nadal una sfilza di Montecarlo, Barcellona e Roma, Berrettini 2 Queens e qualche altro torneo minore su erba, ora ti richiedo, mai sei serio?? Hai detto che Nadal vince solo su un torneo su terra, c….a madornale perché ha vinto su, praticamente tutti i tornei più importanti su terra, compreso Madrid.. posa il fiasco, sei accecato dal tifo

I confronti fra due tennisti con 10 anni di differenza non puoi farli né sui titoli, né sul numero di vittorie assolute, perché sarebbe scorretto e insensato fare di questi paragoni. Questo mi fa pensare che non hai la più pallida idea di cosa sia la statistica e come la si usi. Ed inizio ad avere dei seri dubbi sulla tua comprensione d’italiano laddove non hai capito la mia frase “finora è stato un fenomeno su erba, dovunque abbia giocato”, che non menziona palmares o numero di tornei, ma appunto la totalità d’incontri ( su erba per Matteo).
L’unico confronto possibile fra i due è quindi evidentemente sulle percentuali di vittorie di incontri, che è la sola statistica “buona” ( se sai che vuol dire “buona” in senso statistico e ne dubito fortemente), e la sola possibile visto che parliamo di Berrettini e Nadal, non di Djokovic e Nadal che sono praticamente coetanei.
Aggiungo infine che un confronto fra vittorie assolute su terra e su erba fra chiunque sia tennista attivo è un errore molto grave perché i due circuiti sono notevolmente differenti per numero di tornei. Anche chi è un neofita ed ha una grossolana conoscenza del tennis si accorgerebbe che confrontare il 33% dei tornei stagionali ( su terra ) con il 14% di tornei stagionali (su erba ) è un errore marchiano, ed una figura delle peggiori che può essere solo superata dal mettersi a confrontare i tornei su erba con quelli su cemento (il 50% del totale stagionale).
ps: in quattro commenti che lo stalker rosso mi ha rivolto non ho visto toccare l’argomento tennis, o scrivere “nel tennis” nemmeno lontanamente. Ognuno tragga le proprie conclusione su costui.

Poche balle, la tua infinita boria non ti fa ammettere quando scrivi solenni cazzate del tipo “Nadal fa il Nadal solo su un torneo, Berrettini su ogni torneo su erba”.. inoltre sei tu che hai parlato di numeri per primo sostenendo che, in prospettiva il record di Berrettini su erba potrebbe far impallidire quello di Nadal su terra ( per la cronaca, 91.35% di vittorie di quest’ultimo su terra, Berrettini all’84.6% su erba).. ora, a meno che tu non abbia la sfera di cristallo e sappia già prevedere com’è andrà, ci andrei piano con simili accostamenti.. questo non toglie che la percentuale di vittorie dell’italiano su erba è ottima, punto, sul resto sono “vaneggiamenti” di chi si fa pippe mentali su cosa potrebbe essere e “bagoli vari”

Se tu sei un commentatore approssimativo, che gira i film nella propria testa anziché leggere e capire cosa scrivono gli altri, e rispondi a frasi e obiezioni che nessuno ha mai scritto sono problemi tuoi. Chiaramente non dovresti rivolgerti a chi fa analisi approfondite, perché è evidente che non le capisci vorrei poter scrivere “tennisticamente”, ma al netto di tutte le “pippe mentali, fiaschi, vaneggiamenti..” e tutto il campionario completo di linguaggio di bassa lega del mondo calcistico, a cui ti invito di tornare immantinente, uno che ignora che ho scritto ben 5 volte “per ora” quando parlavo dei numeri di Berrettini su erba, ha dei problemi molto più grandi di non capire il tennis..
In ogni caso, sapevo già dall’inizio di questa discussione che con utenti del genere i loro pochi e scarsi argomenti sono sorretti solo da insulti piuttosto che logica, fatti e coerenza; accade sempre così quando si risponde a utenti che non sanno nemmeno come si scrive tennis se non lo leggono prima. Figurarsi se pretendo che siano informati sull’argomento di cui parlano, per cui non mi sorprendo nel leggere i loro susseguirsi di frasi imbarazzanti e sconnesse tipiche di chi non è capace di fare un ragionamento, figurarsi seguire quelli altrui o ancora peggio dover rispondere ad essi..

Ah ah, farnetichi rifugiandoti sul fatto che non ti ho capito, ma non rispondi all’obiezione che ti ho fatto “Nadal è Nadal solo su un torneo” che poi è il succo da dove tutto è partito ed è, fantozzianamente “una cagata pazzesca” e detta da un espertone borioso come te è assai sorprendente.. continua a cianciare che non vieni capito ed a offendere, quando non si hanno altre vie per rispondere, di solito ci si rifugia in questa dialettica spicciola.. meno boria e meno cieco tifo che ti fa sostenere tesi ardite ( eufemismo) forse ti sarebbe utile, ma dubito assai che coglierai l’occasione per diventare un po’ più umile

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+1: Pippolivetennis, Detuqueridapresencia
Oh, Reilly? (Guest) 27-04-2023 15:25

Scritto da Alex77

Scritto da Oh, Reilly?

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Scritto da Oh, Reilly?

Scritto da zedarioz
@ LupoCasanova (#3524113)
Mi permetto di dissentire su Berrettini.
Almeno un tentativo di trovare un coach da affiancare a Santopadre lo poteva fare. La miseria del suo rovescio a due mani, mai migliorato, è una zavorra tecnica che secondo me lo ha limitato parecchio. Costringerlo a spostarsi sempre sul dritto facendogli fare parecchi metri in più senza avere la fisicità idonea per coprire poi lo spazio lasciato vuoto, lo ha anche costretto a sforzi fisici che forse con un rovescio più performante si sarebbe potuto risparmiare.
Magari nessun supercoach sarebbe stato in grado di sistemargli il maledetto rovescio, ma almeno un tentativo… Visto dove è arrivato solo con servizio e dritto…

Berrettini ha il rovescio che ha NON per motivi tecnici, ma per motivi atletici essendosi infortunato al polso destro a 17 anni. E da quel momento ha allenato e allenato il suo slice. Nessun supercoach può dargli il polso che aveva prima.
Nel frattempo ha un record su erba (dove lo slice è molto più efficace) da far preoccupare in prospettiva il record di Nadal al RG, con la differenza che Nadal è Nadal in un solo torneo, Berrettini invece è Berrettini su tutti i campi in erba, finora. Ripeto tutti.
Però capisco che se uno è forte da fondo-campo è uno scarsone perché non sa giocare a rete, se ha un ottimo slice è scarsone perché non sa giocare un ottimo topspin, se ha un’ottima risposta è uno scarsone perché non ha il servizio. C’è sempre un difetto rispetto all’atleta assoluto e ideale (che esiste solo nella testa dei tifosi) per cui un tennista è uno scarsone. Magari iniziare a guardare un atleta complessivamente e non per settori di gioco aiuterebbe a valutarlo più obiettivamente. Anche perché Djokovic non brilla a rete, Nadal ci va tirato per la giacca, e sta sui teloni per rispondere ai servizi, e Federer ha costruito il suo rovescio in comodi 10 anni, ed era soprattutto slice.

Questa mi mancava, paragonare il rendimento di Nadal su terra con quello su erba di Berrettini, addirittura in prospettiva superiore, questa le batte tutte..

Sono i numeri a dirlo. E quelli non tifano per nessuno.
E per ora i numeri dicono che Berrettini su tutti i tornei su erba è più forte di Nadal su tutti i tornei su terra. Per ora. I confronti a fine carriera si fanno evidentemente… a fine carriera.
Il punto del commento, perché vedo che non l’hai compreso nemmeno di striscio e lo dico a beneficio di qualcun altro che ragiona come te (“hai paragonato Nadal a Berrettini”) è CHE Berrettini con il rovescio slice che ha “scarso , scarsissimo che deve migliorare, perché non si cerca un supercoach??” finora è stato un fenomeno su erba, dovunque abbia giocato. Sempre guardando i numeri e alla data di oggi. Poi ognuno da disinformato può scrivere nelle repliche le migliori fesserie che gli vengono in mente. Ma i numeri sono questi.
ps: al troll rosso non devo replicare nulla. Quelle rare volte che prova a parlare tecnicamente di tennis (“i terraioli non esistono, perché i tennisti vincono anche fuori dalla terra”) ha fatto ridere tutti.

Mah, i numeri dicono Nadal 13 Roland Garros, Berrettini 0 Wimbledon, Nadal una sfilza di Montecarlo, Barcellona e Roma, Berrettini 2 Queens e qualche altro torneo minore su erba, ora ti richiedo, mai sei serio?? Hai detto che Nadal vince solo su un torneo su terra, c….a madornale perché ha vinto su, praticamente tutti i tornei più importanti su terra, compreso Madrid.. posa il fiasco, sei accecato dal tifo

I confronti fra due tennisti con 10 anni di differenza non puoi farli né sui titoli, né sul numero di vittorie assolute, perché sarebbe scorretto e insensato fare di questi paragoni. Questo mi fa pensare che non hai la più pallida idea di cosa sia la statistica e come la si usi. Ed inizio ad avere dei seri dubbi sulla tua comprensione d’italiano laddove non hai capito la mia frase “finora è stato un fenomeno su erba, dovunque abbia giocato”, che non menziona palmares o numero di tornei, ma appunto la totalità d’incontri ( su erba per Matteo).
L’unico confronto possibile fra i due è quindi evidentemente sulle percentuali di vittorie di incontri, che è la sola statistica “buona” ( se sai che vuol dire “buona” in senso statistico e ne dubito fortemente), e la sola possibile visto che parliamo di Berrettini e Nadal, non di Djokovic e Nadal che sono praticamente coetanei.
Aggiungo infine che un confronto fra vittorie assolute su terra e su erba fra chiunque sia tennista attivo è un errore molto grave perché i due circuiti sono notevolmente differenti per numero di tornei. Anche chi è un neofita ed ha una grossolana conoscenza del tennis si accorgerebbe che confrontare il 33% dei tornei stagionali ( su terra ) con il 14% di tornei stagionali (su erba ) è un errore marchiano, ed una figura delle peggiori che può essere solo superata dal mettersi a confrontare i tornei su erba con quelli su cemento (il 50% del totale stagionale).
ps: in quattro commenti che lo stalker rosso mi ha rivolto non ho visto toccare l’argomento tennis, o scrivere “nel tennis” nemmeno lontanamente. Ognuno tragga le proprie conclusione su costui.

Poche balle, la tua infinita boria non ti fa ammettere quando scrivi solenni cazzate del tipo “Nadal fa il Nadal solo su un torneo, Berrettini su ogni torneo su erba”.. inoltre sei tu che hai parlato di numeri per primo sostenendo che, in prospettiva il record di Berrettini su erba potrebbe far impallidire quello di Nadal su terra ( per la cronaca, 91.35% di vittorie di quest’ultimo su terra, Berrettini all’84.6% su erba).. ora, a meno che tu non abbia la sfera di cristallo e sappia già prevedere com’è andrà, ci andrei piano con simili accostamenti.. questo non toglie che la percentuale di vittorie dell’italiano su erba è ottima, punto, sul resto sono “vaneggiamenti” di chi si fa pippe mentali su cosa potrebbe essere e “bagoli vari”

Se tu sei un commentatore approssimativo, che gira i film nella propria testa anziché leggere e capire cosa scrivono gli altri, e rispondi a frasi e obiezioni che nessuno ha mai scritto sono problemi tuoi. Chiaramente non dovresti rivolgerti a chi fa analisi approfondite, perché è evidente che non le capisci vorrei poter scrivere “tennisticamente”, ma al netto di tutte le “pippe mentali, fiaschi, vaneggiamenti..” e tutto il campionario completo di linguaggio di bassa lega del mondo calcistico, a cui ti invito di tornare immantinente, uno che ignora che ho scritto ben 5 volte “per ora” quando parlavo dei numeri di Berrettini su erba, ha dei problemi molto più grandi di non capire il tennis..

In ogni caso, sapevo già dall’inizio di questa discussione che con utenti del genere i loro pochi e scarsi argomenti sono sorretti solo da insulti piuttosto che logica, fatti e coerenza; accade sempre così quando si risponde a utenti che non sanno nemmeno come si scrive tennis se non lo leggono prima. Figurarsi se pretendo che siano informati sull’argomento di cui parlano, per cui non mi sorprendo nel leggere i loro susseguirsi di frasi imbarazzanti e sconnesse tipiche di chi non è capace di fare un ragionamento, figurarsi seguire quelli altrui o ancora peggio dover rispondere ad essi..

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-1: Detuqueridapresencia
Alex77 (Guest) 27-04-2023 13:41

Scritto da Oh, Reilly?

Scritto da Alex77

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Scritto da zedarioz
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Mi permetto di dissentire su Berrettini.
Almeno un tentativo di trovare un coach da affiancare a Santopadre lo poteva fare. La miseria del suo rovescio a due mani, mai migliorato, è una zavorra tecnica che secondo me lo ha limitato parecchio. Costringerlo a spostarsi sempre sul dritto facendogli fare parecchi metri in più senza avere la fisicità idonea per coprire poi lo spazio lasciato vuoto, lo ha anche costretto a sforzi fisici che forse con un rovescio più performante si sarebbe potuto risparmiare.
Magari nessun supercoach sarebbe stato in grado di sistemargli il maledetto rovescio, ma almeno un tentativo… Visto dove è arrivato solo con servizio e dritto…

Berrettini ha il rovescio che ha NON per motivi tecnici, ma per motivi atletici essendosi infortunato al polso destro a 17 anni. E da quel momento ha allenato e allenato il suo slice. Nessun supercoach può dargli il polso che aveva prima.
Nel frattempo ha un record su erba (dove lo slice è molto più efficace) da far preoccupare in prospettiva il record di Nadal al RG, con la differenza che Nadal è Nadal in un solo torneo, Berrettini invece è Berrettini su tutti i campi in erba, finora. Ripeto tutti.
Però capisco che se uno è forte da fondo-campo è uno scarsone perché non sa giocare a rete, se ha un ottimo slice è scarsone perché non sa giocare un ottimo topspin, se ha un’ottima risposta è uno scarsone perché non ha il servizio. C’è sempre un difetto rispetto all’atleta assoluto e ideale (che esiste solo nella testa dei tifosi) per cui un tennista è uno scarsone. Magari iniziare a guardare un atleta complessivamente e non per settori di gioco aiuterebbe a valutarlo più obiettivamente. Anche perché Djokovic non brilla a rete, Nadal ci va tirato per la giacca, e sta sui teloni per rispondere ai servizi, e Federer ha costruito il suo rovescio in comodi 10 anni, ed era soprattutto slice.

Questa mi mancava, paragonare il rendimento di Nadal su terra con quello su erba di Berrettini, addirittura in prospettiva superiore, questa le batte tutte..

Sono i numeri a dirlo. E quelli non tifano per nessuno.
E per ora i numeri dicono che Berrettini su tutti i tornei su erba è più forte di Nadal su tutti i tornei su terra. Per ora. I confronti a fine carriera si fanno evidentemente… a fine carriera.
Il punto del commento, perché vedo che non l’hai compreso nemmeno di striscio e lo dico a beneficio di qualcun altro che ragiona come te (“hai paragonato Nadal a Berrettini”) è CHE Berrettini con il rovescio slice che ha “scarso , scarsissimo che deve migliorare, perché non si cerca un supercoach??” finora è stato un fenomeno su erba, dovunque abbia giocato. Sempre guardando i numeri e alla data di oggi. Poi ognuno da disinformato può scrivere nelle repliche le migliori fesserie che gli vengono in mente. Ma i numeri sono questi.
ps: al troll rosso non devo replicare nulla. Quelle rare volte che prova a parlare tecnicamente di tennis (“i terraioli non esistono, perché i tennisti vincono anche fuori dalla terra”) ha fatto ridere tutti.

Mah, i numeri dicono Nadal 13 Roland Garros, Berrettini 0 Wimbledon, Nadal una sfilza di Montecarlo, Barcellona e Roma, Berrettini 2 Queens e qualche altro torneo minore su erba, ora ti richiedo, mai sei serio?? Hai detto che Nadal vince solo su un torneo su terra, c….a madornale perché ha vinto su, praticamente tutti i tornei più importanti su terra, compreso Madrid.. posa il fiasco, sei accecato dal tifo

I confronti fra due tennisti con 10 anni di differenza non puoi farli né sui titoli, né sul numero di vittorie assolute, perché sarebbe scorretto e insensato fare di questi paragoni. Questo mi fa pensare che non hai la più pallida idea di cosa sia la statistica e come la si usi. Ed inizio ad avere dei seri dubbi sulla tua comprensione d’italiano laddove non hai capito la mia frase “finora è stato un fenomeno su erba, dovunque abbia giocato”, che non menziona palmares o numero di tornei, ma appunto la totalità d’incontri ( su erba per Matteo).
L’unico confronto possibile fra i due è quindi evidentemente sulle percentuali di vittorie di incontri, che è la sola statistica “buona” ( se sai che vuol dire “buona” in senso statistico e ne dubito fortemente), e la sola possibile visto che parliamo di Berrettini e Nadal, non di Djokovic e Nadal che sono praticamente coetanei.
Aggiungo infine che un confronto fra vittorie assolute su terra e su erba fra chiunque sia tennista attivo è un errore molto grave perché i due circuiti sono notevolmente differenti per numero di tornei. Anche chi è un neofita ed ha una grossolana conoscenza del tennis si accorgerebbe che confrontare il 33% dei tornei stagionali ( su terra ) con il 14% di tornei stagionali (su erba ) è un errore marchiano, ed una figura delle peggiori che può essere solo superata dal mettersi a confrontare i tornei su erba con quelli su cemento (il 50% del totale stagionale).
ps: in quattro commenti che lo stalker rosso mi ha rivolto non ho visto toccare l’argomento tennis, o scrivere “nel tennis” nemmeno lontanamente. Ognuno tragga le proprie conclusione su costui.

Poche balle, la tua infinita boria non ti fa ammettere quando scrivi solenni cazzate del tipo “Nadal fa il Nadal solo su un torneo, Berrettini su ogni torneo su erba”.. inoltre sei tu che hai parlato di numeri per primo sostenendo che, in prospettiva il record di Berrettini su erba potrebbe far impallidire quello di Nadal su terra ( per la cronaca, 91.35% di vittorie di quest’ultimo su terra, Berrettini all’84.6% su erba).. ora, a meno che tu non abbia la sfera di cristallo e sappia già prevedere com’è andrà, ci andrei piano con simili accostamenti.. questo non toglie che la percentuale di vittorie dell’italiano su erba è ottima, punto, sul resto sono “vaneggiamenti” di chi si fa pippe mentali su cosa potrebbe essere e “bagoli vari”

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Oh, Reilly? (Guest) 26-04-2023 23:22

Scritto da Alex77

Scritto da Oh, Reilly?

Scritto da Alex77

Scritto da Oh, Reilly?

Scritto da zedarioz
@ LupoCasanova (#3524113)
Mi permetto di dissentire su Berrettini.
Almeno un tentativo di trovare un coach da affiancare a Santopadre lo poteva fare. La miseria del suo rovescio a due mani, mai migliorato, è una zavorra tecnica che secondo me lo ha limitato parecchio. Costringerlo a spostarsi sempre sul dritto facendogli fare parecchi metri in più senza avere la fisicità idonea per coprire poi lo spazio lasciato vuoto, lo ha anche costretto a sforzi fisici che forse con un rovescio più performante si sarebbe potuto risparmiare.
Magari nessun supercoach sarebbe stato in grado di sistemargli il maledetto rovescio, ma almeno un tentativo… Visto dove è arrivato solo con servizio e dritto…

Berrettini ha il rovescio che ha NON per motivi tecnici, ma per motivi atletici essendosi infortunato al polso destro a 17 anni. E da quel momento ha allenato e allenato il suo slice. Nessun supercoach può dargli il polso che aveva prima.
Nel frattempo ha un record su erba (dove lo slice è molto più efficace) da far preoccupare in prospettiva il record di Nadal al RG, con la differenza che Nadal è Nadal in un solo torneo, Berrettini invece è Berrettini su tutti i campi in erba, finora. Ripeto tutti.
Però capisco che se uno è forte da fondo-campo è uno scarsone perché non sa giocare a rete, se ha un ottimo slice è scarsone perché non sa giocare un ottimo topspin, se ha un’ottima risposta è uno scarsone perché non ha il servizio. C’è sempre un difetto rispetto all’atleta assoluto e ideale (che esiste solo nella testa dei tifosi) per cui un tennista è uno scarsone. Magari iniziare a guardare un atleta complessivamente e non per settori di gioco aiuterebbe a valutarlo più obiettivamente. Anche perché Djokovic non brilla a rete, Nadal ci va tirato per la giacca, e sta sui teloni per rispondere ai servizi, e Federer ha costruito il suo rovescio in comodi 10 anni, ed era soprattutto slice.

Questa mi mancava, paragonare il rendimento di Nadal su terra con quello su erba di Berrettini, addirittura in prospettiva superiore, questa le batte tutte..

Sono i numeri a dirlo. E quelli non tifano per nessuno.
E per ora i numeri dicono che Berrettini su tutti i tornei su erba è più forte di Nadal su tutti i tornei su terra. Per ora. I confronti a fine carriera si fanno evidentemente… a fine carriera.
Il punto del commento, perché vedo che non l’hai compreso nemmeno di striscio e lo dico a beneficio di qualcun altro che ragiona come te (“hai paragonato Nadal a Berrettini”) è CHE Berrettini con il rovescio slice che ha “scarso , scarsissimo che deve migliorare, perché non si cerca un supercoach??” finora è stato un fenomeno su erba, dovunque abbia giocato. Sempre guardando i numeri e alla data di oggi. Poi ognuno da disinformato può scrivere nelle repliche le migliori fesserie che gli vengono in mente. Ma i numeri sono questi.
ps: al troll rosso non devo replicare nulla. Quelle rare volte che prova a parlare tecnicamente di tennis (“i terraioli non esistono, perché i tennisti vincono anche fuori dalla terra”) ha fatto ridere tutti.

Mah, i numeri dicono Nadal 13 Roland Garros, Berrettini 0 Wimbledon, Nadal una sfilza di Montecarlo, Barcellona e Roma, Berrettini 2 Queens e qualche altro torneo minore su erba, ora ti richiedo, mai sei serio?? Hai detto che Nadal vince solo su un torneo su terra, c….a madornale perché ha vinto su, praticamente tutti i tornei più importanti su terra, compreso Madrid.. posa il fiasco, sei accecato dal tifo

I confronti fra due tennisti con 10 anni di differenza non puoi farli né sui titoli, né sul numero di vittorie assolute, perché sarebbe scorretto e insensato fare di questi paragoni. Questo mi fa pensare che non hai la più pallida idea di cosa sia la statistica e come la si usi. Ed inizio ad avere dei seri dubbi sulla tua comprensione d’italiano laddove non hai capito la mia frase “finora è stato un fenomeno su erba, dovunque abbia giocato”, che non menziona palmares o numero di tornei, ma appunto la totalità d’incontri ( su erba per Matteo).

L’unico confronto possibile fra i due è quindi evidentemente sulle percentuali di vittorie di incontri, che è la sola statistica “buona” ( se sai che vuol dire “buona” in senso statistico e ne dubito fortemente), e la sola possibile visto che parliamo di Berrettini e Nadal, non di Djokovic e Nadal che sono praticamente coetanei.
Aggiungo infine che un confronto fra vittorie assolute su terra e su erba fra chiunque sia tennista attivo è un errore molto grave perché i due circuiti sono notevolmente differenti per numero di tornei. Anche chi è un neofita ed ha una grossolana conoscenza del tennis si accorgerebbe che confrontare il 33% dei tornei stagionali ( su terra ) con il 14% di tornei stagionali (su erba ) è un errore marchiano, ed una figura delle peggiori che può essere solo superata dal mettersi a confrontare i tornei su erba con quelli su cemento (il 50% del totale stagionale).

ps: in quattro commenti che lo stalker rosso mi ha rivolto non ho visto toccare l’argomento tennis, o scrivere “nel tennis” nemmeno lontanamente. Ognuno tragga le proprie conclusione su costui.

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-1: Detuqueridapresencia
Detuqueridapresencia 26-04-2023 23:11

Scritto da Alex77

Scritto da Oh, Reilly?

Scritto da Alex77

Scritto da Oh, Reilly?

Scritto da zedarioz
@ LupoCasanova (#3524113)
Mi permetto di dissentire su Berrettini.
Almeno un tentativo di trovare un coach da affiancare a Santopadre lo poteva fare. La miseria del suo rovescio a due mani, mai migliorato, è una zavorra tecnica che secondo me lo ha limitato parecchio. Costringerlo a spostarsi sempre sul dritto facendogli fare parecchi metri in più senza avere la fisicità idonea per coprire poi lo spazio lasciato vuoto, lo ha anche costretto a sforzi fisici che forse con un rovescio più performante si sarebbe potuto risparmiare.
Magari nessun supercoach sarebbe stato in grado di sistemargli il maledetto rovescio, ma almeno un tentativo… Visto dove è arrivato solo con servizio e dritto…

Berrettini ha il rovescio che ha NON per motivi tecnici, ma per motivi atletici essendosi infortunato al polso destro a 17 anni. E da quel momento ha allenato e allenato il suo slice. Nessun supercoach può dargli il polso che aveva prima.
Nel frattempo ha un record su erba (dove lo slice è molto più efficace) da far preoccupare in prospettiva il record di Nadal al RG, con la differenza che Nadal è Nadal in un solo torneo, Berrettini invece è Berrettini su tutti i campi in erba, finora. Ripeto tutti.
Però capisco che se uno è forte da fondo-campo è uno scarsone perché non sa giocare a rete, se ha un ottimo slice è scarsone perché non sa giocare un ottimo topspin, se ha un’ottima risposta è uno scarsone perché non ha il servizio. C’è sempre un difetto rispetto all’atleta assoluto e ideale (che esiste solo nella testa dei tifosi) per cui un tennista è uno scarsone. Magari iniziare a guardare un atleta complessivamente e non per settori di gioco aiuterebbe a valutarlo più obiettivamente. Anche perché Djokovic non brilla a rete, Nadal ci va tirato per la giacca, e sta sui teloni per rispondere ai servizi, e Federer ha costruito il suo rovescio in comodi 10 anni, ed era soprattutto slice.

Questa mi mancava, paragonare il rendimento di Nadal su terra con quello su erba di Berrettini, addirittura in prospettiva superiore, questa le batte tutte..

Sono i numeri a dirlo. E quelli non tifano per nessuno.
E per ora i numeri dicono che Berrettini su tutti i tornei su erba è più forte di Nadal su tutti i tornei su terra. Per ora. I confronti a fine carriera si fanno evidentemente… a fine carriera.
Il punto del commento, perché vedo che non l’hai compreso nemmeno di striscio e lo dico a beneficio di qualcun altro che ragiona come te (“hai paragonato Nadal a Berrettini”) è CHE Berrettini con il rovescio slice che ha “scarso , scarsissimo che deve migliorare, perché non si cerca un supercoach??” finora è stato un fenomeno su erba, dovunque abbia giocato. Sempre guardando i numeri e alla data di oggi. Poi ognuno da disinformato può scrivere nelle repliche le migliori fesserie che gli vengono in mente. Ma i numeri sono questi.
ps: al troll rosso non devo replicare nulla. Quelle rare volte che prova a parlare tecnicamente di tennis (“i terraioli non esistono, perché i tennisti vincono anche fuori dalla terra”) ha fatto ridere tutti.

Mah, i numeri dicono Nadal 13 Roland Garros, Berrettini 0 Wimbledon, Nadal una sfilza di Montecarlo, Barcellona e Roma, Berrettini 2 Queens e qualche altro torneo minore su erba, ora ti richiedo, mai sei serio?? Hai detto che Nadal vince solo su un torneo su terra, c….a madornale perché ha vinto su, praticamente tutti i tornei più importanti su terra, compreso Madrid.. posa il fiasco, sei accecato dal tifo

Il cassazionista de noantri ohreilly non è accecato dal tifo. È accecato dalla superbia solipsistica, dal riflesso della sua immagine allo specchio, dal robusto piedistallo su cui ha collocato la sua cattedra.

Peccato che dietro le roboanti arringhe ci sia una solenne pochezza di idee che cerca di nascondere smaltando lo stagno con una pellicola simil dorata, ma in realtà polverosa e scadente

48
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Alex77 (Guest) 26-04-2023 23:05

Scritto da Oh, Reilly?

Scritto da Alex77

Scritto da Oh, Reilly?

Scritto da zedarioz
@ LupoCasanova (#3524113)
Mi permetto di dissentire su Berrettini.
Almeno un tentativo di trovare un coach da affiancare a Santopadre lo poteva fare. La miseria del suo rovescio a due mani, mai migliorato, è una zavorra tecnica che secondo me lo ha limitato parecchio. Costringerlo a spostarsi sempre sul dritto facendogli fare parecchi metri in più senza avere la fisicità idonea per coprire poi lo spazio lasciato vuoto, lo ha anche costretto a sforzi fisici che forse con un rovescio più performante si sarebbe potuto risparmiare.
Magari nessun supercoach sarebbe stato in grado di sistemargli il maledetto rovescio, ma almeno un tentativo… Visto dove è arrivato solo con servizio e dritto…

Berrettini ha il rovescio che ha NON per motivi tecnici, ma per motivi atletici essendosi infortunato al polso destro a 17 anni. E da quel momento ha allenato e allenato il suo slice. Nessun supercoach può dargli il polso che aveva prima.
Nel frattempo ha un record su erba (dove lo slice è molto più efficace) da far preoccupare in prospettiva il record di Nadal al RG, con la differenza che Nadal è Nadal in un solo torneo, Berrettini invece è Berrettini su tutti i campi in erba, finora. Ripeto tutti.
Però capisco che se uno è forte da fondo-campo è uno scarsone perché non sa giocare a rete, se ha un ottimo slice è scarsone perché non sa giocare un ottimo topspin, se ha un’ottima risposta è uno scarsone perché non ha il servizio. C’è sempre un difetto rispetto all’atleta assoluto e ideale (che esiste solo nella testa dei tifosi) per cui un tennista è uno scarsone. Magari iniziare a guardare un atleta complessivamente e non per settori di gioco aiuterebbe a valutarlo più obiettivamente. Anche perché Djokovic non brilla a rete, Nadal ci va tirato per la giacca, e sta sui teloni per rispondere ai servizi, e Federer ha costruito il suo rovescio in comodi 10 anni, ed era soprattutto slice.

Questa mi mancava, paragonare il rendimento di Nadal su terra con quello su erba di Berrettini, addirittura in prospettiva superiore, questa le batte tutte..

Sono i numeri a dirlo. E quelli non tifano per nessuno.
E per ora i numeri dicono che Berrettini su tutti i tornei su erba è più forte di Nadal su tutti i tornei su terra. Per ora. I confronti a fine carriera si fanno evidentemente… a fine carriera.
Il punto del commento, perché vedo che non l’hai compreso nemmeno di striscio e lo dico a beneficio di qualcun altro che ragiona come te (“hai paragonato Nadal a Berrettini”) è CHE Berrettini con il rovescio slice che ha “scarso , scarsissimo che deve migliorare, perché non si cerca un supercoach??” finora è stato un fenomeno su erba, dovunque abbia giocato. Sempre guardando i numeri e alla data di oggi. Poi ognuno da disinformato può scrivere nelle repliche le migliori fesserie che gli vengono in mente. Ma i numeri sono questi.
ps: al troll rosso non devo replicare nulla. Quelle rare volte che prova a parlare tecnicamente di tennis (“i terraioli non esistono, perché i tennisti vincono anche fuori dalla terra”) ha fatto ridere tutti.

Mah, i numeri dicono Nadal 13 Roland Garros, Berrettini 0 Wimbledon, Nadal una sfilza di Montecarlo, Barcellona e Roma, Berrettini 2 Queens e qualche altro torneo minore su erba, ora ti richiedo, mai sei serio?? Hai detto che Nadal vince solo su un torneo su terra, c….a madornale perché ha vinto su, praticamente tutti i tornei più importanti su terra, compreso Madrid.. posa il fiasco, sei accecato dal tifo

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Detuqueridapresencia 26-04-2023 23:03

@ Oh, Reilly? (#3525376)

Meglio fare ridere che fare pena.

E comunque sua signoria non ha assolutamente compreso quello che ho scritto. Oppure lo ha compreso e fa lo strawman (molto male però, nemmeno lo strawman le riesce bene).

Vada pure in corte di Cassazione, vostro (dis)onore

46
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Oh, Reilly? (Guest) 26-04-2023 22:36

Scritto da Alex77

Scritto da Oh, Reilly?

Scritto da zedarioz
@ LupoCasanova (#3524113)
Mi permetto di dissentire su Berrettini.
Almeno un tentativo di trovare un coach da affiancare a Santopadre lo poteva fare. La miseria del suo rovescio a due mani, mai migliorato, è una zavorra tecnica che secondo me lo ha limitato parecchio. Costringerlo a spostarsi sempre sul dritto facendogli fare parecchi metri in più senza avere la fisicità idonea per coprire poi lo spazio lasciato vuoto, lo ha anche costretto a sforzi fisici che forse con un rovescio più performante si sarebbe potuto risparmiare.
Magari nessun supercoach sarebbe stato in grado di sistemargli il maledetto rovescio, ma almeno un tentativo… Visto dove è arrivato solo con servizio e dritto…

Berrettini ha il rovescio che ha NON per motivi tecnici, ma per motivi atletici essendosi infortunato al polso destro a 17 anni. E da quel momento ha allenato e allenato il suo slice. Nessun supercoach può dargli il polso che aveva prima.
Nel frattempo ha un record su erba (dove lo slice è molto più efficace) da far preoccupare in prospettiva il record di Nadal al RG, con la differenza che Nadal è Nadal in un solo torneo, Berrettini invece è Berrettini su tutti i campi in erba, finora. Ripeto tutti.
Però capisco che se uno è forte da fondo-campo è uno scarsone perché non sa giocare a rete, se ha un ottimo slice è scarsone perché non sa giocare un ottimo topspin, se ha un’ottima risposta è uno scarsone perché non ha il servizio. C’è sempre un difetto rispetto all’atleta assoluto e ideale (che esiste solo nella testa dei tifosi) per cui un tennista è uno scarsone. Magari iniziare a guardare un atleta complessivamente e non per settori di gioco aiuterebbe a valutarlo più obiettivamente. Anche perché Djokovic non brilla a rete, Nadal ci va tirato per la giacca, e sta sui teloni per rispondere ai servizi, e Federer ha costruito il suo rovescio in comodi 10 anni, ed era soprattutto slice.

Questa mi mancava, paragonare il rendimento di Nadal su terra con quello su erba di Berrettini, addirittura in prospettiva superiore, questa le batte tutte..

Sono i numeri a dirlo. E quelli non tifano per nessuno.
E per ora i numeri dicono che Berrettini su tutti i tornei su erba è più forte di Nadal su tutti i tornei su terra. Per ora. I confronti a fine carriera si fanno evidentemente… a fine carriera.

Il punto del commento, perché vedo che non l’hai compreso nemmeno di striscio e lo dico a beneficio di qualcun altro che ragiona come te (“hai paragonato Nadal a Berrettini”) è CHE Berrettini con il rovescio slice che ha “scarso , scarsissimo che deve migliorare, perché non si cerca un supercoach??” finora è stato un fenomeno su erba, dovunque abbia giocato. Sempre guardando i numeri e alla data di oggi. Poi ognuno da disinformato può scrivere nelle repliche le migliori fesserie che gli vengono in mente. Ma i numeri sono questi.

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-1: Detuqueridapresencia
Detuqueridapresencia 26-04-2023 22:18

Scritto da Alex77

Scritto da Oh, Reilly?

Scritto da zedarioz
@ LupoCasanova (#3524113)
Mi permetto di dissentire su Berrettini.
Almeno un tentativo di trovare un coach da affiancare a Santopadre lo poteva fare. La miseria del suo rovescio a due mani, mai migliorato, è una zavorra tecnica che secondo me lo ha limitato parecchio. Costringerlo a spostarsi sempre sul dritto facendogli fare parecchi metri in più senza avere la fisicità idonea per coprire poi lo spazio lasciato vuoto, lo ha anche costretto a sforzi fisici che forse con un rovescio più performante si sarebbe potuto risparmiare.
Magari nessun supercoach sarebbe stato in grado di sistemargli il maledetto rovescio, ma almeno un tentativo… Visto dove è arrivato solo con servizio e dritto…

Berrettini ha il rovescio che ha NON per motivi tecnici, ma per motivi atletici essendosi infortunato al polso destro a 17 anni. E da quel momento ha allenato e allenato il suo slice. Nessun supercoach può dargli il polso che aveva prima.
Nel frattempo ha un record su erba (dove lo slice è molto più efficace) da far preoccupare in prospettiva il record di Nadal al RG, con la differenza che Nadal è Nadal in un solo torneo, Berrettini invece è Berrettini su tutti i campi in erba, finora. Ripeto tutti.
Però capisco che se uno è forte da fondo-campo è uno scarsone perché non sa giocare a rete, se ha un ottimo slice è scarsone perché non sa giocare un ottimo topspin, se ha un’ottima risposta è uno scarsone perché non ha il servizio. C’è sempre un difetto rispetto all’atleta assoluto e ideale (che esiste solo nella testa dei tifosi) per cui un tennista è uno scarsone. Magari iniziare a guardare un atleta complessivamente e non per settori di gioco aiuterebbe a valutarlo più obiettivamente. Anche perché Djokovic non brilla a rete, Nadal ci va tirato per la giacca, e sta sui teloni per rispondere ai servizi, e Federer ha costruito il suo rovescio in comodi 10 anni, ed era soprattutto slice.

Questa mi mancava, paragonare il rendimento di Nadal su terra con quello su erba di Berrettini, addirittura in prospettiva superiore, questa le batte tutte..

ma tu vuoi scherzare? 😆 😆 😆 il garum fatto con le ar(r)inghe del cassazionista del forum è un condimento profumatissimo

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Alex77 (Guest) 26-04-2023 21:50

Scritto da Oh, Reilly?

Scritto da zedarioz
@ LupoCasanova (#3524113)
Mi permetto di dissentire su Berrettini.
Almeno un tentativo di trovare un coach da affiancare a Santopadre lo poteva fare. La miseria del suo rovescio a due mani, mai migliorato, è una zavorra tecnica che secondo me lo ha limitato parecchio. Costringerlo a spostarsi sempre sul dritto facendogli fare parecchi metri in più senza avere la fisicità idonea per coprire poi lo spazio lasciato vuoto, lo ha anche costretto a sforzi fisici che forse con un rovescio più performante si sarebbe potuto risparmiare.
Magari nessun supercoach sarebbe stato in grado di sistemargli il maledetto rovescio, ma almeno un tentativo… Visto dove è arrivato solo con servizio e dritto…

Berrettini ha il rovescio che ha NON per motivi tecnici, ma per motivi atletici essendosi infortunato al polso destro a 17 anni. E da quel momento ha allenato e allenato il suo slice. Nessun supercoach può dargli il polso che aveva prima.
Nel frattempo ha un record su erba (dove lo slice è molto più efficace) da far preoccupare in prospettiva il record di Nadal al RG, con la differenza che Nadal è Nadal in un solo torneo, Berrettini invece è Berrettini su tutti i campi in erba, finora. Ripeto tutti.
Però capisco che se uno è forte da fondo-campo è uno scarsone perché non sa giocare a rete, se ha un ottimo slice è scarsone perché non sa giocare un ottimo topspin, se ha un’ottima risposta è uno scarsone perché non ha il servizio. C’è sempre un difetto rispetto all’atleta assoluto e ideale (che esiste solo nella testa dei tifosi) per cui un tennista è uno scarsone. Magari iniziare a guardare un atleta complessivamente e non per settori di gioco aiuterebbe a valutarlo più obiettivamente. Anche perché Djokovic non brilla a rete, Nadal ci va tirato per la giacca, e sta sui teloni per rispondere ai servizi, e Federer ha costruito il suo rovescio in comodi 10 anni, ed era soprattutto slice.

Questa mi mancava, paragonare il rendimento di Nadal su terra con quello su erba di Berrettini, addirittura in prospettiva superiore, questa le batte tutte..

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Pippolivetennis 26-04-2023 19:48

Scritto da Pier no guest

Scritto da Pippolivetennis
Ottimo articolo come sempre. Sempre piacevole leggere gli articoli del signor Calegari.
Argomento troppo complesso, tant’è che non c’è e non ci potrà mai essere una risposta precisa a tale domanda.
A mio avviso sia in momenti di crisi che non, una consulenza esterna, da parte di persona o coach di affermata esperienza non può che aiutare.
Un proverbio cinese che sentii tempo fa recitava così:
Se due bambini si incontrano e si scambiano il panino entrambi vanno via con un panino a testa. Se due bambini si incontrano e si scambiano le idee entrambi vanno via con due idee a testa.
La cosa più importante in questi casi sono gli obiettivi che i professionisti di pongono (tennista e allenatore) e l’umiltà che gli stessi devono avere per riconoscere a volte i propri limiti, a volte capire che bisogna trovare nuovi stimoli, smistare le carte, trovare nuove soluzioni a problemi conosciuti e spesso irrisolti.
Se uno solo dei due non accetta, si rompe un equilibrio.
Per questo mi chiedo: Musetti che obiettivi ha? Pensa di aver bisogno di un supercoach? E Tartarini cosa ne pensa?
Può darsi che non ne senta il bisogno perchè pensa che Tartarini sia sufficiente a fargli raggiungere alti obiettivi; oppure gli sta bene stare dove sta con la speranza di vincere solo qualche torneo importante ogni tanto; oppure ha paura di affrontare un cambiamento radicale che potrebbe destabilizzare lui e il suo staff; oppure chissà….
Sul cambio di allenatore di Sinner ci rimasi male per due motivi.
Il primo perché stimo e rispetto il lavoro di Piatti, perché grazie al suo intuito e alla sua bravura ci ritroviamo un grande tennista da tifare che ci sta dando grandi soddisfazioni con prospettive sul breve e medio periodo da sogno. E poi, perché il sogno dello stesso Piatti di vincere almeno uno Slam da coach forse è svanito per sempre.
Il secondo motivo è perché ritenevo allora necessario, per la maturazione di Sinner, che rimanesse con il suo allenatore storico per almeno 2/3 anni ancora. Poi avrebbe potuto cambiare.
Digerii la cosa dopo qualche mese e ritenni comunque che per questo cambio ci fosse voluta una sana dose di incoscienza e coraggio. Forse proprio il coraggio di un campione. Dopo un anno e qualche mese di attesa probabilmente si può già affermare che non ha sbagliato.
A mio avviso Musetti ha bisogno di una consulenza, e ho sempre pensato che una persona adatta per equilibrio, empatia, capacità forse di entrare in punta di piedi per non destabilizzare uno staff molto affiatato fosse Ljubicic… Il suo, come quello di tanti tennisti rimane sempre un problema spinoso da risolvere.
Per quanto riguarda Sacchi, può darsi che abbia tanti difetti, ma non gli rende merito citare solamente la sua esperienza in Nazionale.
Come per il discorso GOAT non esiste il miglior allenatore di tutti i tempi. Ma sicuramente calcisticamente parlando io nella mia vita ho avuto modo di ammirare due squadre rivoluzionarie nel modo di giocare: Il MILAN di Sacchi e il BARCELLONA di Guardiola.
Sacchi era un rivoluzionario, uno dei migliori di tutti i tempi, uno che ha fatto ammirare il suo bel gioco in tutto il mondo.
Bravura, intuito, coraggio e forse una sana dose di c… fortuna. Ma di lui si parlerà sempre. Lo dico da tifoso in un’altra grande squadra che inviava vedere quel calcio spettacolare che annichiliva gli avversari. Mi fermo qui, potrei stare ore a parlare di quel Milan.

Commento corretto. Il paradosso è che tra gli utenti ci sarà chi,accostando a Ljubo Federer, lo criticherà per avergli fatto prendere un bagel a Wimbledon così come c’è chi rimprovera a Sacchi (che simpatico non mi stava) d’aver perso ai rigori un mondiale col Brasile.
Ad alcuni stanno talmente sulle scatole certi campioni che è come rimproverare Mennea di aver perso il primato nei 200m.

Concordo pienamente le tue considerazioni.

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Pippolivetennis 26-04-2023 18:49

Scritto da sandro columbaro
Il super coach serve? Sicuramente sì, ma bisogna fare alcune precisazioni. Intanto capire cosa s’intende per super allenatore perché la definizione potrebbe essere fuorviante. Si deve intendere un ex giocatore del circuito che abbia vissuto per anni certe esperienze, stati d’animo e sia quindi di aiuto, di supporto al giocatore.
Rispetto al testo sicuramente interessante bisogna secondo me fare alcune precisazioni.
Il super coach si deve inserire e quindi non sostituire e dovrebbe essere assunto non quando il giocatore è in crisi. Ovviamente bisogna trovare quello giusto, quello intelligente trovargli un ruolo specifico, che si adattabile e intelligente e che non si sovrapponga.
Deve essere preso non quando il giocatore non vince più, come è scritto sul pezzo ma quando il giocatore è in forma e fa risultati. Non deve quindi arrivare come ultima spiaggia e trovare un ambiente depresso. In fondo Sinner ha scelto Vagnozzi cioè un modesto giocatore quando le cose andavano bene (quarti in Australia e Finals a Torino ) e poi ha aggiunto un pezzo da 90 come allenatore più che come giocatore come Cahil.
Arbino come Tartarini non devono essere sostituiti. Sonego e Musetti ne risentirebbero tantissimo ma bisogna ricordare che loro non sono nati allenatori, del circuito mondiale fino ad alcuni anni fa non sapevano niente, ma sono maestri di tennis che hanno fatto e possono continuare a fare benissimo il loro compito.
Però ci vuole qualcuno che certe esperienze le abbia vissute, che sappia cos’è l’erba di Wimbledon se vogliono giocare bene anche in quel torneo e così via.
Musetti spesso dice che vuole diventare n°1 del mondo. E’ ovvio che Tartarini non basta, e per provarci ci vuole un coach di provata esperienza. ovviamente non è detto che ci riesca perché non è l’unico che abbia queste ambizioni.
Ad esempio Sonego negli ultimi due anni è migliorato ma i risultati bisogna sempre vederli in relazione. Quanto sono migliorati gli altri? Molti, sicuramente molto di più.
Arnaldi e Nardi possono diventare forti, ma è chiaro che anche loro hanno bisogno di qualcuno che abbia giocato a tennis a livello professionistico, senza nulla togliere a chi li ha fatti diventare bravi.
Bisogna trovare un giusto equilibrio, bisogna sforzarsi, crederci e non avere paura di andare oltre ma se vogliono diventare veramente forti e non avere un giorno ripensamenti hanno il dovere di provarci. Non hanno bisogno di Agassi e Becker, ma con un buon giocatore investirebbero sul loro futuro e finirebbero per avere utili maggiori perché maggiori sarebbero i risultati. Lorenzi, se volesse, non servirebbe?. Ovviamente sì- Ho fatto uin nome di una persona già impegnata ma è chiaro che se ne potrebbero fare molti altri, non necessariamente italiani.
.
Si potrebbero dire tante altre cose ma senza voler annoiare troppo mi limito a questo.
Ciao e grazie.

Bravo, ottimo commento.

41
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Pippolivetennis 26-04-2023 17:40

Scritto da Cooper

Scritto da zedarioz
@ Paolo Papa (#3524353)
Il supercoach lo possono volere quelli che ambiscono al top della classifica. Cecchinato che è un mestierante che ha già fatto la sua carriera, non ha bisogno del super coach. Evidentemente il riferimento è a Musetti. E Musetti, come chiunque abbia quelle prospettive e quella classifica non avrà mai problemi nel permettersi un super coach e uno staff di livello al seguito tutto l’anno.
Che poi quella del supercoach è una forzatura giornalistica. Chi stabilisce chi è un supercoach o un coach normale? dipende dalla carriera passata?
Gilles Cervara è un supercoach?
Al massimo parlerei di un consulente di grande esperienza che possa indirizzare il lavoro tecnico e psicologico per completare un giocatore e spingerlo ad esprimere tutto il suo potenziale.
Ma è una scelta individuale, ci si deve credere e ci vuole la voglia di mettersi in gioco. Musetti per adesso non ne sente il bisogno. Sinner lo ha sentito e ha preso un grosso rischio che però sta pagando alla grande.

Un supercoach può costare anche due milioni l’anno. Con un grosso sponsor che si espone e mette in campo una strategia di investimento a lungo termine si potrebbe anche fare. A Sinner, già giocatore emergente, è capitata questa opportunità in corsa, dopo il cambio allenatore. Strategia definita o fortuna , non so.

Leggevo da qualche parte che molti coach guadagnano a percentuale sui premi vinti dai tennisti. Mi sa che anche Cahill guadagna una percentuale (che non conosco) sui premi vinti da Sinner.

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Pier no guest 26-04-2023 17:31

Scritto da Pippolivetennis
Ottimo articolo come sempre. Sempre piacevole leggere gli articoli del signor Calegari.
Argomento troppo complesso, tant’è che non c’è e non ci potrà mai essere una risposta precisa a tale domanda.
A mio avviso sia in momenti di crisi che non, una consulenza esterna, da parte di persona o coach di affermata esperienza non può che aiutare.
Un proverbio cinese che sentii tempo fa recitava così:
Se due bambini si incontrano e si scambiano il panino entrambi vanno via con un panino a testa. Se due bambini si incontrano e si scambiano le idee entrambi vanno via con due idee a testa.
La cosa più importante in questi casi sono gli obiettivi che i professionisti di pongono (tennista e allenatore) e l’umiltà che gli stessi devono avere per riconoscere a volte i propri limiti, a volte capire che bisogna trovare nuovi stimoli, smistare le carte, trovare nuove soluzioni a problemi conosciuti e spesso irrisolti.
Se uno solo dei due non accetta, si rompe un equilibrio.
Per questo mi chiedo: Musetti che obiettivi ha? Pensa di aver bisogno di un supercoach? E Tartarini cosa ne pensa?
Può darsi che non ne senta il bisogno perchè pensa che Tartarini sia sufficiente a fargli raggiungere alti obiettivi; oppure gli sta bene stare dove sta con la speranza di vincere solo qualche torneo importante ogni tanto; oppure ha paura di affrontare un cambiamento radicale che potrebbe destabilizzare lui e il suo staff; oppure chissà….
Sul cambio di allenatore di Sinner ci rimasi male per due motivi.
Il primo perché stimo e rispetto il lavoro di Piatti, perché grazie al suo intuito e alla sua bravura ci ritroviamo un grande tennista da tifare che ci sta dando grandi soddisfazioni con prospettive sul breve e medio periodo da sogno. E poi, perché il sogno dello stesso Piatti di vincere almeno uno Slam da coach forse è svanito per sempre.
Il secondo motivo è perché ritenevo allora necessario, per la maturazione di Sinner, che rimanesse con il suo allenatore storico per almeno 2/3 anni ancora. Poi avrebbe potuto cambiare.
Digerii la cosa dopo qualche mese e ritenni comunque che per questo cambio ci fosse voluta una sana dose di incoscienza e coraggio. Forse proprio il coraggio di un campione. Dopo un anno e qualche mese di attesa probabilmente si può già affermare che non ha sbagliato.
A mio avviso Musetti ha bisogno di una consulenza, e ho sempre pensato che una persona adatta per equilibrio, empatia, capacità forse di entrare in punta di piedi per non destabilizzare uno staff molto affiatato fosse Ljubicic… Il suo, come quello di tanti tennisti rimane sempre un problema spinoso da risolvere.
Per quanto riguarda Sacchi, può darsi che abbia tanti difetti, ma non gli rende merito citare solamente la sua esperienza in Nazionale.
Come per il discorso GOAT non esiste il miglior allenatore di tutti i tempi. Ma sicuramente calcisticamente parlando io nella mia vita ho avuto modo di ammirare due squadre rivoluzionarie nel modo di giocare: Il MILAN di Sacchi e il BARCELLONA di Guardiola.
Sacchi era un rivoluzionario, uno dei migliori di tutti i tempi, uno che ha fatto ammirare il suo bel gioco in tutto il mondo.
Bravura, intuito, coraggio e forse una sana dose di c… fortuna. Ma di lui si parlerà sempre. Lo dico da tifoso in un’altra grande squadra che inviava vedere quel calcio spettacolare che annichiliva gli avversari. Mi fermo qui, potrei stare ore a parlare di quel Milan.

Commento corretto. Il paradosso è che tra gli utenti ci sarà chi,accostando a Ljubo Federer, lo criticherà per avergli fatto prendere un bagel a Wimbledon così come c’è chi rimprovera a Sacchi (che simpatico non mi stava) d’aver perso ai rigori un mondiale col Brasile.
Ad alcuni stanno talmente sulle scatole certi campioni che è come rimproverare Mennea di aver perso il primato nei 200m.

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+1: Detuqueridapresencia
Cooper (Guest) 26-04-2023 17:22

Scritto da zedarioz
@ Paolo Papa (#3524353)
Il supercoach lo possono volere quelli che ambiscono al top della classifica. Cecchinato che è un mestierante che ha già fatto la sua carriera, non ha bisogno del super coach. Evidentemente il riferimento è a Musetti. E Musetti, come chiunque abbia quelle prospettive e quella classifica non avrà mai problemi nel permettersi un super coach e uno staff di livello al seguito tutto l’anno.
Che poi quella del supercoach è una forzatura giornalistica. Chi stabilisce chi è un supercoach o un coach normale? dipende dalla carriera passata?
Gilles Cervara è un supercoach?
Al massimo parlerei di un consulente di grande esperienza che possa indirizzare il lavoro tecnico e psicologico per completare un giocatore e spingerlo ad esprimere tutto il suo potenziale.
Ma è una scelta individuale, ci si deve credere e ci vuole la voglia di mettersi in gioco. Musetti per adesso non ne sente il bisogno. Sinner lo ha sentito e ha preso un grosso rischio che però sta pagando alla grande.

Un supercoach può costare anche due milioni l’anno. Con un grosso sponsor che si espone e mette in campo una strategia di investimento a lungo termine si potrebbe anche fare. A Sinner, già giocatore emergente, è capitata questa opportunità in corsa, dopo il cambio allenatore. Strategia definita o fortuna , non so.

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Pippolivetennis 26-04-2023 17:07

Ottimo articolo come sempre. Sempre piacevole leggere gli articoli del signor Calegari.
Argomento troppo complesso, tant’è che non c’è e non ci potrà mai essere una risposta precisa a tale domanda.
A mio avviso sia in momenti di crisi che non, una consulenza esterna, da parte di persona o coach di affermata esperienza non può che aiutare.
Un proverbio cinese che sentii tempo fa recitava così:
Se due bambini si incontrano e si scambiano il panino entrambi vanno via con un panino a testa. Se due bambini si incontrano e si scambiano le idee entrambi vanno via con due idee a testa.
La cosa più importante in questi casi sono gli obiettivi che i professionisti di pongono (tennista e allenatore) e l’umiltà che gli stessi devono avere per riconoscere a volte i propri limiti, a volte capire che bisogna trovare nuovi stimoli, smistare le carte, trovare nuove soluzioni a problemi conosciuti e spesso irrisolti.
Se uno solo dei due non accetta, si rompe un equilibrio.
Per questo mi chiedo: Musetti che obiettivi ha? Pensa di aver bisogno di un supercoach? E Tartarini cosa ne pensa?
Può darsi che non ne senta il bisogno perchè pensa che Tartarini sia sufficiente a fargli raggiungere alti obiettivi; oppure gli sta bene stare dove sta con la speranza di vincere solo qualche torneo importante ogni tanto; oppure ha paura di affrontare un cambiamento radicale che potrebbe destabilizzare lui e il suo staff; oppure chissà….
Sul cambio di allenatore di Sinner ci rimasi male per due motivi.
Il primo perché stimo e rispetto il lavoro di Piatti, perché grazie al suo intuito e alla sua bravura ci ritroviamo un grande tennista da tifare che ci sta dando grandi soddisfazioni con prospettive sul breve e medio periodo da sogno. E poi, perché il sogno dello stesso Piatti di vincere almeno uno Slam da coach forse è svanito per sempre.
Il secondo motivo è perché ritenevo allora necessario, per la maturazione di Sinner, che rimanesse con il suo allenatore storico per almeno 2/3 anni ancora. Poi avrebbe potuto cambiare.
Digerii la cosa dopo qualche mese e ritenni comunque che per questo cambio ci fosse voluta una sana dose di incoscienza e coraggio. Forse proprio il coraggio di un campione. Dopo un anno e qualche mese di attesa probabilmente si può già affermare che non ha sbagliato.
A mio avviso Musetti ha bisogno di una consulenza, e ho sempre pensato che una persona adatta per equilibrio, empatia, capacità forse di entrare in punta di piedi per non destabilizzare uno staff molto affiatato fosse Ljubicic… Il suo, come quello di tanti tennisti rimane sempre un problema spinoso da risolvere.
Per quanto riguarda Sacchi, può darsi che abbia tanti difetti, ma non gli rende merito citare solamente la sua esperienza in Nazionale.
Come per il discorso GOAT non esiste il miglior allenatore di tutti i tempi. Ma sicuramente calcisticamente parlando io nella mia vita ho avuto modo di ammirare due squadre rivoluzionarie nel modo di giocare: Il MILAN di Sacchi e il BARCELLONA di Guardiola.
Sacchi era un rivoluzionario, uno dei migliori di tutti i tempi, uno che ha fatto ammirare il suo bel gioco in tutto il mondo.
Bravura, intuito, coraggio e forse una sana dose di c… fortuna. Ma di lui si parlerà sempre. Lo dico da tifoso in un’altra grande squadra che inviava vedere quel calcio spettacolare che annichiliva gli avversari. Mi fermo qui, potrei stare ore a parlare di quel Milan.

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+1: il capitano, Detuqueridapresencia
zedarioz 26-04-2023 16:02

Scritto da LupoCasanova

Scritto da zedarioz
@ LupoCasanova (#3524113)
Mi permetto di dissentire su Berrettini.
Almeno un tentativo di trovare un coach da affiancare a Santopadre lo poteva fare. La miseria del suo rovescio a due mani, mai migliorato, è una zavorra tecnica che secondo me lo ha limitato parecchio. Costringerlo a spostarsi sempre sul dritto facendogli fare parecchi metri in più senza avere la fisicità idonea per coprire poi lo spazio lasciato vuoto, lo ha anche costretto a sforzi fisici che forse con un rovescio più performante si sarebbe potuto risparmiare.
Magari nessun supercoach sarebbe stato in grado di sistemargli il maledetto rovescio, ma almeno un tentativo… Visto dove è arrivato solo con servizio e dritto…

Caro Sig. Zedarioz, grazie per la risposta gentile e sicuramente sensata. Il fatto è che io penso che Berrettini e Santopadre fossero molto consapevoli delle difficoltà di Berrettini dal lato sinistro (a cui hanno in parte ovviato introducendo un ottimo back). Poi io dei miglioramenti nel rovescio a due mani negli anni li ho visti, ma è ovvio che non sarà mai all’altezza del dritto. Però, ecco, essendo una questione così marchiana non so se servisse davvero un supercoach, in fondo bastavamo io e lei per dire “il tuo lato sinistro è molto ballerino”.
Musetti a me pare una questione più complessa. Nel senso che ha molte evoluzioni possibili, molte scelte da prendere, molte strade potenziali da seguire, molti aspetti su cui decidere di lavorare, trascurandone, giocoforza (almeno inizialmente) altri. La mia impressione è che le scelte compiute sin qui non siano state le più fruttuose possibili. Poi, appunto, è un’impressione da fuori, io lo amo molto e lo supporterò con tutto il cuore. Ma la strada intrapresa nell’ultimo anno anno e mezzo non mi convince a pieno.

Ok, la questione è marchiana e lo sanno anche loro che il rovescio è da migliorare. Ma evidentemente il lavoro fatto non ha dato grandi benefici, per questo l’idea di provare qualcosa di nuovo secondo me era plausibile. La mia idea è che Berrettini abbia avuto paura di provare per non minare certezze in uno stile di gioco che gli ha dato grandi soddisfazioni. Ormai ha 27 anni e penso che andrà avanti con Santopadre, sperando che riesca almeno a trovare la salute necessaria per giocare.
Musetti secondo me deve ancora digerire l’ingresso nel grande tennis. E’ evidente che non ha la maturità e l’equilibrio innato di Sinner, quindi per prendere una decisione così importante ha bisogno ancora di stabilizzarsi e prendere coscienza di tutto quello che può servirgli per progredire ulteriormente. Ha molto tempo davanti.

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Oh, Reilly? (Guest) 26-04-2023 15:58

Scritto da zedarioz
@ LupoCasanova (#3524113)
Mi permetto di dissentire su Berrettini.
Almeno un tentativo di trovare un coach da affiancare a Santopadre lo poteva fare. La miseria del suo rovescio a due mani, mai migliorato, è una zavorra tecnica che secondo me lo ha limitato parecchio. Costringerlo a spostarsi sempre sul dritto facendogli fare parecchi metri in più senza avere la fisicità idonea per coprire poi lo spazio lasciato vuoto, lo ha anche costretto a sforzi fisici che forse con un rovescio più performante si sarebbe potuto risparmiare.
Magari nessun supercoach sarebbe stato in grado di sistemargli il maledetto rovescio, ma almeno un tentativo… Visto dove è arrivato solo con servizio e dritto…

Berrettini ha il rovescio che ha NON per motivi tecnici, ma per motivi atletici essendosi infortunato al polso destro a 17 anni. E da quel momento ha allenato e allenato il suo slice. Nessun supercoach può dargli il polso che aveva prima.
Nel frattempo ha un record su erba (dove lo slice è molto più efficace) da far preoccupare in prospettiva il record di Nadal al RG, con la differenza che Nadal è Nadal in un solo torneo, Berrettini invece è Berrettini su tutti i campi in erba, finora. Ripeto tutti.

Però capisco che se uno è forte da fondo-campo è uno scarsone perché non sa giocare a rete, se ha un ottimo slice è scarsone perché non sa giocare un ottimo topspin, se ha un’ottima risposta è uno scarsone perché non ha il servizio. C’è sempre un difetto rispetto all’atleta assoluto e ideale (che esiste solo nella testa dei tifosi) per cui un tennista è uno scarsone. Magari iniziare a guardare un atleta complessivamente e non per settori di gioco aiuterebbe a valutarlo più obiettivamente. Anche perché Djokovic non brilla a rete, Nadal ci va tirato per la giacca, e sta sui teloni per rispondere ai servizi, e Federer ha costruito il suo rovescio in comodi 10 anni, ed era soprattutto slice.

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+1: GIOTAD
Oh, Reilly? (Guest) 26-04-2023 15:30

Scritto da Detuqueridapresencia

Scritto da Oh, Reilly?
Nove pagine e “polemicuzza” alla prima riga mi hanno fatto desistere dal leggere tutto l’articolo.
Buona lettura agli altri.

Un po’ lo stesso che accade quando si comincia a leggere i suoi sproloqui

Chiaramente non sai di quello che parli. Come sempre.

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-1: Detuqueridapresencia
LupoCasanova (Guest) 26-04-2023 15:14

Scritto da zedarioz
@ LupoCasanova (#3524113)
Mi permetto di dissentire su Berrettini.
Almeno un tentativo di trovare un coach da affiancare a Santopadre lo poteva fare. La miseria del suo rovescio a due mani, mai migliorato, è una zavorra tecnica che secondo me lo ha limitato parecchio. Costringerlo a spostarsi sempre sul dritto facendogli fare parecchi metri in più senza avere la fisicità idonea per coprire poi lo spazio lasciato vuoto, lo ha anche costretto a sforzi fisici che forse con un rovescio più performante si sarebbe potuto risparmiare.
Magari nessun supercoach sarebbe stato in grado di sistemargli il maledetto rovescio, ma almeno un tentativo… Visto dove è arrivato solo con servizio e dritto…

Caro Sig. Zedarioz, grazie per la risposta gentile e sicuramente sensata. Il fatto è che io penso che Berrettini e Santopadre fossero molto consapevoli delle difficoltà di Berrettini dal lato sinistro (a cui hanno in parte ovviato introducendo un ottimo back). Poi io dei miglioramenti nel rovescio a due mani negli anni li ho visti, ma è ovvio che non sarà mai all’altezza del dritto. Però, ecco, essendo una questione così marchiana non so se servisse davvero un supercoach, in fondo bastavamo io e lei per dire “il tuo lato sinistro è molto ballerino”.

Musetti a me pare una questione più complessa. Nel senso che ha molte evoluzioni possibili, molte scelte da prendere, molte strade potenziali da seguire, molti aspetti su cui decidere di lavorare, trascurandone, giocoforza (almeno inizialmente) altri. La mia impressione è che le scelte compiute sin qui non siano state le più fruttuose possibili. Poi, appunto, è un’impressione da fuori, io lo amo molto e lo supporterò con tutto il cuore. Ma la strada intrapresa nell’ultimo anno anno e mezzo non mi convince a pieno.

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+1: Detuqueridapresencia
Pier no guest 26-04-2023 13:59

Scritto da Koko

Scritto da Pier no guest

Scritto da enzolabarbera1938@libero.it
@ Luca Martin (#3524060)
Arrigo Sacchi il più grande allenatore di sempre? Allora non l’hai conosciuto. E’ stato uno dei più grandi megalomani dello sport. Figurati che una volta dichiarò: Se i giocatori seguono il mio schema, non abbiamo bisogno del portiere. Ricordo i mondiale in Brasile. La squadra ad un certo punto abbandonò del tutto le teorie sbilenche del Sacchi, si getto all’attacco forsennatamente vinse ed arrivò ai rigori contro la squadra di casa. Purtroppo Baggio e Baresi sbagliarono e vinse il Brasile. Sacchi provò in Spagna, ma lo cacciarono quasi subito. Come lui Manfredi, Zeman, Orrigo altri esaltati dello sport. Spariti anche loro. Io c’ero enzo

Se eri in Brasile nel 1994 a guardare i padroni di casa contro l’Italia forse eri da solo visto che si giocò a Pasadena, in USA.

Vedetevi questo video che commemora Pasadena 1994!
https://www.youtube.com/watch?v=39CyUAnKUso

I Nanowar sono davvero spassosi ma la voce di Eric Adams… Ehh, tanta roba.

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Detuqueridapresencia 26-04-2023 13:55

Scritto da Oh, Reilly?
Nove pagine e “polemicuzza” alla prima riga mi hanno fatto desistere dal leggere tutto l’articolo.
Buona lettura agli altri.

Un po’ lo stesso che accade quando si comincia a leggere i suoi sproloqui

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+1: Pippolivetennis, il capitano, Emma_Woodhouse
Detuqueridapresencia 26-04-2023 13:54

Scritto da enzolabarbera1938@libero.it
@ Luca Martin (#3524060)
Arrigo Sacchi il più grande allenatore di sempre? Allora non l’hai conosciuto. E’ stato uno dei più grandi megalomani dello sport. Figurati che una volta dichiarò: Se i giocatori seguono il mio schema, non abbiamo bisogno del portiere. Ricordo i mondiale in Brasile. La squadra ad un certo punto abbandonò del tutto le teorie sbilenche del Sacchi, si getto all’attacco forsennatamente vinse ed arrivò ai rigori contro la squadra di casa. Purtroppo Baggio e Baresi sbagliarono e vinse il Brasile. Sacchi provò in Spagna, ma lo cacciarono quasi subito. Come lui Manfredi, Zeman, Orrigo altri esaltati dello sport. Spariti anche loro. Io c’ero enzo

Ne capisci anche di calcio allora ………. oh, si scherza Enzo anche se fai di tutto per dimostrare il contrario, sono certo che ne capisci di calcio, tennis, fisiatria, ecc. 😎

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+1: il capitano
Koko (Guest) 26-04-2023 13:44

Il fatto di escludere il supercoach in assoluto è da scolaretto che rimane fedele al professore che lo ha forgiato alle superiori: esiste anche una università del tennis per fare salti di qualità di sfumature da migliorare mica solo il liceo! Musetti è tecnicamente più rifinito di Sinner ma anche lui potrebbe impararare qualcosa che gli manca da un coach internazionalmente famoso!

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Oh, Reilly? (Guest) 26-04-2023 13:29

Nove pagine e “polemicuzza” alla prima riga mi hanno fatto desistere dal leggere tutto l’articolo.
Buona lettura agli altri.

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-1: Detuqueridapresencia
sandro columbaro (Guest) 26-04-2023 13:13

Il super coach serve? Sicuramente sì, ma bisogna fare alcune precisazioni. Intanto capire cosa s’intende per super allenatore perché la definizione potrebbe essere fuorviante. Si deve intendere un ex giocatore del circuito che abbia vissuto per anni certe esperienze, stati d’animo e sia quindi di aiuto, di supporto al giocatore.

Rispetto al testo sicuramente interessante bisogna secondo me fare alcune precisazioni.

Il super coach si deve inserire e quindi non sostituire e dovrebbe essere assunto non quando il giocatore è in crisi. Ovviamente bisogna trovare quello giusto, quello intelligente trovargli un ruolo specifico, che si adattabile e intelligente e che non si sovrapponga.

Deve essere preso non quando il giocatore non vince più, come è scritto sul pezzo ma quando il giocatore è in forma e fa risultati. Non deve quindi arrivare come ultima spiaggia e trovare un ambiente depresso. In fondo Sinner ha scelto Vagnozzi cioè un modesto giocatore quando le cose andavano bene (quarti in Australia e Finals a Torino ) e poi ha aggiunto un pezzo da 90 come allenatore più che come giocatore come Cahil.

Arbino come Tartarini non devono essere sostituiti. Sonego e Musetti ne risentirebbero tantissimo ma bisogna ricordare che loro non sono nati allenatori, del circuito mondiale fino ad alcuni anni fa non sapevano niente, ma sono maestri di tennis che hanno fatto e possono continuare a fare benissimo il loro compito.

Però ci vuole qualcuno che certe esperienze le abbia vissute, che sappia cos’è l’erba di Wimbledon se vogliono giocare bene anche in quel torneo e così via.

Musetti spesso dice che vuole diventare n°1 del mondo. E’ ovvio che Tartarini non basta, e per provarci ci vuole un coach di provata esperienza. ovviamente non è detto che ci riesca perché non è l’unico che abbia queste ambizioni.

Ad esempio Sonego negli ultimi due anni è migliorato ma i risultati bisogna sempre vederli in relazione. Quanto sono migliorati gli altri? Molti, sicuramente molto di più.

Arnaldi e Nardi possono diventare forti, ma è chiaro che anche loro hanno bisogno di qualcuno che abbia giocato a tennis a livello professionistico, senza nulla togliere a chi li ha fatti diventare bravi.

Bisogna trovare un giusto equilibrio, bisogna sforzarsi, crederci e non avere paura di andare oltre ma se vogliono diventare veramente forti e non avere un giorno ripensamenti hanno il dovere di provarci. Non hanno bisogno di Agassi e Becker, ma con un buon giocatore investirebbero sul loro futuro e finirebbero per avere utili maggiori perché maggiori sarebbero i risultati. Lorenzi, se volesse, non servirebbe?. Ovviamente sì- Ho fatto uin nome di una persona già impegnata ma è chiaro che se ne potrebbero fare molti altri, non necessariamente italiani.
.

Si potrebbero dire tante altre cose ma senza voler annoiare troppo mi limito a questo.
Ciao e grazie.

27
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+1: Pippolivetennis
Koko (Guest) 26-04-2023 13:11

Scritto da Pier no guest

Scritto da enzolabarbera1938@libero.it
@ Luca Martin (#3524060)
Arrigo Sacchi il più grande allenatore di sempre? Allora non l’hai conosciuto. E’ stato uno dei più grandi megalomani dello sport. Figurati che una volta dichiarò: Se i giocatori seguono il mio schema, non abbiamo bisogno del portiere. Ricordo i mondiale in Brasile. La squadra ad un certo punto abbandonò del tutto le teorie sbilenche del Sacchi, si getto all’attacco forsennatamente vinse ed arrivò ai rigori contro la squadra di casa. Purtroppo Baggio e Baresi sbagliarono e vinse il Brasile. Sacchi provò in Spagna, ma lo cacciarono quasi subito. Come lui Manfredi, Zeman, Orrigo altri esaltati dello sport. Spariti anche loro. Io c’ero enzo

Se eri in Brasile nel 1994 a guardare i padroni di casa contro l’Italia forse eri da solo visto che si giocò a Pasadena, in USA.

Vedetevi questo video che commemora Pasadena 1994!

https://www.youtube.com/watch?v=39CyUAnKUso

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zedarioz 26-04-2023 13:00

@ LupoCasanova (#3524113)

Mi permetto di dissentire su Berrettini.
Almeno un tentativo di trovare un coach da affiancare a Santopadre lo poteva fare. La miseria del suo rovescio a due mani, mai migliorato, è una zavorra tecnica che secondo me lo ha limitato parecchio. Costringerlo a spostarsi sempre sul dritto facendogli fare parecchi metri in più senza avere la fisicità idonea per coprire poi lo spazio lasciato vuoto, lo ha anche costretto a sforzi fisici che forse con un rovescio più performante si sarebbe potuto risparmiare.
Magari nessun supercoach sarebbe stato in grado di sistemargli il maledetto rovescio, ma almeno un tentativo… Visto dove è arrivato solo con servizio e dritto…

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zedarioz 26-04-2023 12:51

@ Paolo Papa (#3524353)

Il supercoach lo possono volere quelli che ambiscono al top della classifica. Cecchinato che è un mestierante che ha già fatto la sua carriera, non ha bisogno del super coach. Evidentemente il riferimento è a Musetti. E Musetti, come chiunque abbia quelle prospettive e quella classifica non avrà mai problemi nel permettersi un super coach e uno staff di livello al seguito tutto l’anno.
Che poi quella del supercoach è una forzatura giornalistica. Chi stabilisce chi è un supercoach o un coach normale? dipende dalla carriera passata?
Gilles Cervara è un supercoach?
Al massimo parlerei di un consulente di grande esperienza che possa indirizzare il lavoro tecnico e psicologico per completare un giocatore e spingerlo ad esprimere tutto il suo potenziale.
Ma è una scelta individuale, ci si deve credere e ci vuole la voglia di mettersi in gioco. Musetti per adesso non ne sente il bisogno. Sinner lo ha sentito e ha preso un grosso rischio che però sta pagando alla grande.

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Peter (Guest) 26-04-2023 12:42

Bellissimo articolo: complimenti Elis Calegari.

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max91 (Guest) 26-04-2023 12:34

@ Paolo Papa (#3524353)

Considera che si tratta di un investimento e loro le opportunità le hanno. Alla fine se col supercoach i risultati migliorano, migliorano anche i guadagni e il supercoach lo puoi pagare, ma se non rischi non migliori. Ovvio che ti dai una scadenza. Se dopo un anno (un anno per dire, anche meno) col supercoach non migliori allora pace e non ti avvali più del suo aiuto. Secondo me la parte economica è l’ultimo dei problemi se vuoi veramente il salto di qualità (come lo ha voluto Sinner)

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Paolo Papa 26-04-2023 12:30

Scritto da Alex77

Scritto da Paolo Papa
Bell’articolo.
avrei aggiunto solo qualche riga sull’aspetto economico che mi sembra rilevante.
i supercoach non mi risultano essere a buon mercato.
Sinner se l’è potuto permettere dopo l’accordo dei 150 milioni con Nike (in 10 anni).
gli altri nostri italiani non mi pare abbiano entrate paragonabili a sinner (forse solo berrettini va fortissimo con le pubblicità ultimamente) per cui, mi sembra, non sia proprio una scelta da fare a cuor (tasca) leggero

Mah, ho i miei dubbi che la “discriminante” sia solo l’aspetto economico anche perché tutti quelli citati hanno entrate da top 10/40, non certo piccole, conta di più il carattere per me

ma, infatti, non ho parlato dell’aspetto economicio come “unica” scriminante.

di certo, non mi sembra nemmeno un aspetto marginale tanto da essere ignorato

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Alex77 (Guest) 26-04-2023 12:06

Scritto da Paolo Papa
Bell’articolo.
avrei aggiunto solo qualche riga sull’aspetto economico che mi sembra rilevante.
i supercoach non mi risultano essere a buon mercato.
Sinner se l’è potuto permettere dopo l’accordo dei 150 milioni con Nike (in 10 anni).
gli altri nostri italiani non mi pare abbiano entrate paragonabili a sinner (forse solo berrettini va fortissimo con le pubblicità ultimamente) per cui, mi sembra, non sia proprio una scelta da fare a cuor (tasca) leggero

Mah, ho i miei dubbi che la “discriminante” sia solo l’aspetto economico anche perché tutti quelli citati hanno entrate da top 10/40, non certo piccole, conta di più il carattere per me

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Alex77 (Guest) 26-04-2023 12:02

Scritto da max91
@ Alex77 (#3524097)
Sono d’accordo con te. Sembra quasi si offendano di fronte a questa eventualità. Il supercoach serve a dare qualcosa in più, non a togliere. Non devono abbandonare gli allenatori di un tempo, ma avvalersi di una visione diversa (non ingombrante). Poi molti fanno un periodo di prova, se dopo qualche mese non va si abbandona il supercoach, tanto se non stai performando al meglio, cos’hai da perdere?

Vero

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HichamArazi (Guest) 26-04-2023 12:00

Articolo ben scritto e molto interessante. Peccato che la domanda iniziale resti senza risposta:)
Comunque per ciò che concerne Musetti, credo che prima debba trovare un gioco efficace con l’ allenatore attuale, cercando di evitare i continui e lunghi cali di rendimento che ha. Una volta maturato questo aspetto, si potrbbe pensare ai dettagli, ora però, non credo che il supercoach possa servire, farebbe solo confusione.

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enzolabarbera1938@libero.it (Guest) 26-04-2023 11:57

@ fisherman (#3524158)

Va bene, sbaglio date e luoghi, però la sostanza resta quella. Ma se voi continuate a guardare il dito invece della Luna che posso farci. Per non sbagliare posso consultare Wiky, ma mi annoia, preferisco il concetto alle date. Sacchi è quello che ho descritto enzo

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Paolo Papa 26-04-2023 11:39

Bell’articolo.

avrei aggiunto solo qualche riga sull’aspetto economico che mi sembra rilevante.
i supercoach non mi risultano essere a buon mercato.

Sinner se l’è potuto permettere dopo l’accordo dei 150 milioni con Nike (in 10 anni).

gli altri nostri italiani non mi pare abbiano entrate paragonabili a sinner (forse solo berrettini va fortissimo con le pubblicità ultimamente) per cui, mi sembra, non sia proprio una scelta da fare a cuor (tasca) leggero

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+1: il capitano, Emma_Woodhouse
Luca Martin 26-04-2023 11:11

Nel 2019 il quotidiano francese France Football lo ha inserito al terzo posto della classifica dei 50 migliori tecnici di tutte le epoche.

Klopp: ‘L’ispirazione di tutto ciò che faccio sono Sacchi e il suo Milan’

Enzo, non dico altro.
Tieniti il tuo giudizio, io mi tengo il mio:
‘uno dei più grandi allenatori di sempre

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sangalletto (Guest) 26-04-2023 10:56

Io sono sicuro gli allenatori si allenano per essere più performanti nella loro attività. A dirla con Mazzoni, non sono
isole. Giocoforza andranno da qualche supercoach o a qualche p pllse lsupescuola. Il problema al limite è la specializzazione su qualcosa di specifico

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+1: marco.mazzoni
Giampi 26-04-2023 10:43

Scritto da Alex77
Mah, articolo interessante, però mi vengono in mente delle precisazioni, su Jannik ottimo lavoro di Piatti, ma il lavoro di Cahill e Vagnozzi è sotto gli occhi di tutti per cui non mi rammaricherei per la fine del rapporto con il suo ex “vate”, diciamo così.. sugli altri italiani, rimango della mia idea, già espressa, per altro.. fanno una fatica “bestiale” a staccarsi dal loro coach/padre storico, tutti ( Berrettini, Musetti, Sonego) e solo a suggerire, magari, un affiancamento viene considerato da tanti quasi un’onta o una cosa offensiva per il loro team.. boh, magari, anzi, sicuramente ci sono anche altri tennisti legati al loro tecnico in maniera così viscerale, ma non vorrei che, alla lunga, diventasse un limite questa relazione così stretta e imprescindibile per entrambi

Va bene che il tennis è uno sport individuale, ma in tanti sport di squadra, pensate alla pallacanestro lo staff è composto da diverse figure, tipo lo specialista della difesa, degli schemi di attacco, il match analist, i viceallenatori e via dicendo..non vedo il problema di avvalersi di varie figure tecniche..il problema sono le gerarchie, le relazioni, e di conseguenza i problemi di gestione..Jannik sembra aver armonizzato bene tutto ciò…

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Pier no guest 26-04-2023 10:19

Musetti credo abbia scritto quella parola esasperato dalle continue critiche ricevute, a lui come a Tartarini, che è molto più che un coach. C’è un rapporto umano che può legare le due figure, non sempre solo tecnico come Lendl con Roche o McEnroe con lo storico Palafox.Lo stesso Borg mandò nel dimenticatoio Bergelin nonostante sembrasse ai più un secondo padre (e forse lo era, forse vi fu un “omicidio” dello stesso a chiudere una carriera complicata,di successo ma soffocante).
Un supercoach può essere ingombrante, può affinare o definire i limiti di chi c’è stato finora e se vinci ok ma se va male… Facendo un paragone col calcio è un po’ come per Riva o Totti, che hanno rifiutato carriere altrove perché i legami esistenti erano troppo forti,avrebbero potuto avere di più ma non sarebbe stato altrettanto appagante.
Credo poi che ognuno abbia i suoi tempi, chi cerca subito nuova linfa (Sinner) e chi crede nel progetto e vuole capire dove si andrà a parare.
Rispettabili entrambi, tanto la controprova… Non ci sarà mai.

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fisherman (Guest) 26-04-2023 10:14

Scritto da Alex77

Scritto da enzolabarbera1938@libero.it
@ Luca Martin (#3524060)
Arrigo Sacchi il più grande allenatore di sempre? Allora non l’hai conosciuto. E’ stato uno dei più grandi megalomani dello sport. Figurati che una volta dichiarò: Se i giocatori seguono il mio schema, non abbiamo bisogno del portiere. Ricordo i mondiale in Brasile. La squadra ad un certo punto abbandonò del tutto le teorie sbilenche del Sacchi, si getto all’attacco forsennatamente vinse ed arrivò ai rigori contro la squadra di casa. Purtroppo Baggio e Baresi sbagliarono e vinse il Brasile. Sacchi provò in Spagna, ma lo cacciarono quasi subito. Come lui Manfredi, Zeman, Orrigo altri esaltati dello sport. Spariti anche loro. Io c’ero enzo

Enzo, posa il fiasco, in Brasile Sacchi non c’era, era contro il Brasile ad Usa 94 e fu una partita orrenda, passata, sostanzialmente, a difendersi dai “carioca”, altro che tutti all’attacco, anzi, ci salvó un palo clamoroso dopo papera di Pagliuca.. mah, la tua memoria fa cilecca

Enzo c’ era ma non si ricorda nulla.. fa un pastrocchio tra luoghi, contesti e nomi di allenatori: la Finale fu a Pasadena contro il Brasile,l’ allenatore si chiamava Orrico..non Orrigo.

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+1: Marco M.
Pier no guest 26-04-2023 10:02

Scritto da enzolabarbera1938@libero.it
@ Luca Martin (#3524060)
Arrigo Sacchi il più grande allenatore di sempre? Allora non l’hai conosciuto. E’ stato uno dei più grandi megalomani dello sport. Figurati che una volta dichiarò: Se i giocatori seguono il mio schema, non abbiamo bisogno del portiere. Ricordo i mondiale in Brasile. La squadra ad un certo punto abbandonò del tutto le teorie sbilenche del Sacchi, si getto all’attacco forsennatamente vinse ed arrivò ai rigori contro la squadra di casa. Purtroppo Baggio e Baresi sbagliarono e vinse il Brasile. Sacchi provò in Spagna, ma lo cacciarono quasi subito. Come lui Manfredi, Zeman, Orrigo altri esaltati dello sport. Spariti anche loro. Io c’ero enzo

Se eri in Brasile nel 1994 a guardare i padroni di casa contro l’Italia forse eri da solo visto che si giocò a Pasadena, in USA.

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+1: Marco M.
Alex77 (Guest) 26-04-2023 10:01

Scritto da enzolabarbera1938@libero.it
@ Luca Martin (#3524060)
Arrigo Sacchi il più grande allenatore di sempre? Allora non l’hai conosciuto. E’ stato uno dei più grandi megalomani dello sport. Figurati che una volta dichiarò: Se i giocatori seguono il mio schema, non abbiamo bisogno del portiere. Ricordo i mondiale in Brasile. La squadra ad un certo punto abbandonò del tutto le teorie sbilenche del Sacchi, si getto all’attacco forsennatamente vinse ed arrivò ai rigori contro la squadra di casa. Purtroppo Baggio e Baresi sbagliarono e vinse il Brasile. Sacchi provò in Spagna, ma lo cacciarono quasi subito. Come lui Manfredi, Zeman, Orrigo altri esaltati dello sport. Spariti anche loro. Io c’ero enzo

Enzo, posa il fiasco, in Brasile Sacchi non c’era, era contro il Brasile ad Usa 94 e fu una partita orrenda, passata, sostanzialmente, a difendersi dai “carioca”, altro che tutti all’attacco, anzi, ci salvó un palo clamoroso dopo papera di Pagliuca.. mah, la tua memoria fa cilecca

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+1: Marco M.
enzolabarbera1938@libero.it (Guest) 26-04-2023 09:54

@ LupoCasanova (#3524113)

Il caso Musetti è semplice, gli quel pizzico di forza in più per emergere ad alto livello. Un ragazzo di 20 anni che gioca da 15, credo che conosca tutto del tennis! Cosa può suggerirgli un supercoach? enzo

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enzolabarbera1938@libero.it (Guest) 26-04-2023 09:52

@ Luca Martin (#3524060)

Arrigo Sacchi il più grande allenatore di sempre? Allora non l’hai conosciuto. E’ stato uno dei più grandi megalomani dello sport. Figurati che una volta dichiarò: Se i giocatori seguono il mio schema, non abbiamo bisogno del portiere. Ricordo i mondiale in Brasile. La squadra ad un certo punto abbandonò del tutto le teorie sbilenche del Sacchi, si getto all’attacco forsennatamente vinse ed arrivò ai rigori contro la squadra di casa. Purtroppo Baggio e Baresi sbagliarono e vinse il Brasile. Sacchi provò in Spagna, ma lo cacciarono quasi subito. Come lui Manfredi, Zeman, Orrigo altri esaltati dello sport. Spariti anche loro. Io c’ero enzo

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+1: Detuqueridapresencia
-1: j
max91 (Guest) 26-04-2023 09:44

@ Alex77 (#3524097)

Sono d’accordo con te. Sembra quasi si offendano di fronte a questa eventualità. Il supercoach serve a dare qualcosa in più, non a togliere. Non devono abbandonare gli allenatori di un tempo, ma avvalersi di una visione diversa (non ingombrante). Poi molti fanno un periodo di prova, se dopo qualche mese non va si abbandona il supercoach, tanto se non stai performando al meglio, cos’hai da perdere?

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LupoCasanova (Guest) 26-04-2023 09:43

Articolo davvero interessante, grazie.

Io distinguerei i casi. Santopadre e Arbino hanno fatto un lavoro straordinario con Berrettini e Sonego, e non vedrei davvero motivi di affiancare loro un supercoach, anche perché si tratta di giocatori formati, i cui pregi e difetti sono grossomodo stabilizzati, con un modo chiaro di giocare. Entrambi hanno molto “overperformato” rispetto alle attese (stando a questo forum per Berrettini si poteva parlare massimo di top 37 e Sonego invece, come gli attuali under 22 italiani, avrebbe fatto meglio a restare nei challenger, senza poter mai entrare nella sospirata top 100).

Musetti invece è un caso diverso. C’è qualcosa nel suo gioco che pare non evolvere in una direzione auspicabile e auspicata. Vero è che è molto giovane, che esistono fasi di assestamento, ecc. Ma vederlo (anzi, spesso non vederlo perché le telecamere non riescono a inquadrarlo) a otto metri dalla linea di fondo, che se non ci fossero i teloni diventerebbero anche quindici metri, spostarsi compulsivamente dal lato del diritto, aver drasticamente diminuito le variazioni, ecco, questi e altri dettagli inducono a dubitare della direzione che lui e il suo team tecnico stanno seguendo. Poi, certo, parliamo tutti dal divano.

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+1: Il peccatore, artadian
Thiago (Guest) 26-04-2023 09:35

Bell’articolo, si legge benissimo, però credo che giri un po’ su se stesso senza arrivare a quello che, a mio vedere, è il punto focale. Il supercoach serve? Si, assolutamente, quando il tennista con il suo staff attuale non riesce a compiere un passo in avanti, quando il suo gioco è per così dire fermo da tempo. In quel caso senza indugio serve un soggetto da fuori che entra in squadra e cambia qualcosa per dare un valore aggiunto. Guardate Djokovic: prima con Boris e poi con Goran come ha sistemato il servizio e i tempi di gioco su erba! Esempio perfetto di supercoach che ha pagato.

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Alex77 (Guest) 26-04-2023 09:26

Mah, articolo interessante, però mi vengono in mente delle precisazioni, su Jannik ottimo lavoro di Piatti, ma il lavoro di Cahill e Vagnozzi è sotto gli occhi di tutti per cui non mi rammaricherei per la fine del rapporto con il suo ex “vate”, diciamo così.. sugli altri italiani, rimango della mia idea, già espressa, per altro.. fanno una fatica “bestiale” a staccarsi dal loro coach/padre storico, tutti ( Berrettini, Musetti, Sonego) e solo a suggerire, magari, un affiancamento viene considerato da tanti quasi un’onta o una cosa offensiva per il loro team.. boh, magari, anzi, sicuramente ci sono anche altri tennisti legati al loro tecnico in maniera così viscerale, ma non vorrei che, alla lunga, diventasse un limite questa relazione così stretta e imprescindibile per entrambi

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Luca Martin 26-04-2023 08:51

Articolo interessantissimo!

Non avrei citato quel clown di Gene Gnocchi.
Quel diffamare, prendere in giro, uno dei più grandi allenatori di sempre, faccio fatica a digerirlo.
Però a noi esseri umani piace il crudele cinismo iconoclasta e in quanto italiani anche il brandirci colpi in mezzo alle gambe.

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+1: il capitano
cataflic (Guest) 26-04-2023 08:24

Io credo che quando si trova l’alchimia non vadano ipotizzati cambiamenti radicali se il giocatore ha un momento di stanca.
Considerando che a quel livello sono tutti capaci, spesso è anche una questione umana, di convivenza con una persona con cui si sta bene e che si relaziona come vogliamo e/o che capiamo che sa trascinarci a dare il meglio.
Il supercoach penso che spesso sia un di più, ma se anche in 5 anni fosse fondamentale solo per vincere una finale slam 76 al quinto ihvece che perderla con lo stesso punteggio, è un vantaggio competitivo cui si fa fatica a rinunciare.
A volte basta anche solo la convinzione di aver fatto il meglio possibile, per realizzare il meglio possibile.

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