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Open Court: infortuni, troppo tennis su campi duri? Nì… troppi scambi! (di Marco Mazzoni)

31/01/2018 09:09 37 commenti
Rafael Nadal classe 1986, n.1 del mondo
Rafael Nadal classe 1986, n.1 del mondo

Ci sono troppi infortuni, non c’è un motivo che capita spesso qui, semplicemente è successo. Chi governa il circuito dovrebbe pensare un po’ a cosa sta accadendo. Dovrebbero pensare alla salute dei giocatori non con la prospettiva di adesso ma guardando al futuro. Non so cosa ci succederà in futuro se continueremo a giocare su queste superfici così dure”. Parole e musica del n.1 del mondo Rafa Nadal, pronunciate poco dopo il ritiro a Melbourne vs. Cilic, con ancora l’adrenalina a mille e tanta rabbia in corpo. Non è raro che qualche giocatore (quasi sempre quando è vittima di un infortunio…) si scagli contro “il sistema”, il calendario, la gestione dell’annata tennistica, il giocare troppo ed in particolare sul cemento. Stavolta a tuonare è proprio “il migliore”, uno dei più forti giocatori di tutti i tempi, quindi le sue parole non sono passate affatto inosservate. Un J’Accuse preciso, diretto, per attirare l’attenzione del mondo della racchetta sul problema infortuni, mai così sentito come nell’ultimo anno, assolutamente terribile da questo punto di vista perché ha di fatto decapitato il vertice della classifica. Un appello che merita di essere analizzato e commentato a freddo.

Il tema tirato in ballo è enorme. Coinvolge il nostro sport alle radici, nella sua essenza e per come si è evoluto. Il problema non riguarda il solo calendario, le superfici e la gestione degli impegni dei giocatori, no. È ben più profondo e complesso. Riguarda il business dell’intero sistema, giocatori inclusi visto che ne sono parte fondamentale e non solo “vittime”, come a volte un po’ maldestramente vogliono presentare la questione, per di più ad orologeria… Per cercare di affrontare e risolvere la situazione servirebbe cambiare non dico tutto ma molto. Giocare di meno, giocare “meglio”. Riorganizzare l’intera stagione tennistica uscendo da logiche commerciali e politico/sportive. Bisognerebbe analizzare il gioco e capire che direzione ha preso. Bisognerebbe tornare all’essenza della disciplina, nata come attività di destrezza di diventata tutt’altro. Impossibile condensare una roba del genere in un unico articolo. Servirebbe uno speciale su più puntate (magari lo faremo!), inserendo anche pareri qualificati degli addetti ai lavori di oggi e di ieri, che spesso, sotto sotto, qualcosa si lasciano sfuggire e forniscono indicazioni interessanti, anche se spesso irrealizzabili a breve perché significherebbe minare “il giocattolo”. Quel sistema che produce molti dollari, e che quindi nessuno in realtà ha davvero voglia di cambiare…

In questo approfondimento vorrei puntare l’attenzione sul campo da gioco, sulle questioni più prettamente sportive e tecniche. Ma è giusto fare una premessa. In generale, è vero che si gioca troppo, ma nei ruggenti ’70s di giocava ancora di più… E soprattutto niente obbliga i tennisti a giocare così tanto. Incluse ricche esibizioni. Ci sono le regole imposte dal sistema della classifica ATP, ok. Ma …l’ATP non sono i giocatori? Quindi… Basterebbe un serio confronto per cambiare almeno in parte come funziona il ranking, ammorbidendo gli obblighi. Se si volesse, si potrebbe fare. Dimostrino il contrario… e qua si entrerebbe nel primo ginepraio. Oggi passiamo oltre.

Si gioca troppo sui campi in cemento? Sì, Nadal e soci hanno ragione. Questa è una mia piccola “battaglia personale”, che da modesto Don Chisciotte combatto da anni e continuerò a sostenere. Da quando il tennis è diventato troppo omologato, è una disgrazia che oltre metà dei tornei si giochi su cemento duro e lentissimo. Disgrazia se vista dal lato “spettatore”, perché ci si ritrova troppo spesso uno spettacolo monocorde, fotocopia sbiadita di match già visti. Anche molti giocatori iniziano a muoversi, ritenendolo una piccola sventura per la loro salute (vedi Nadal). Molti Pro ne sono convinti, come diversi direttori di torneo, tanto che più o meno tutti hanno benedetto il piccolo ritorno dell’erba in estate. Allora, perché non spingere anche per un tour con più terra battuta, superficie splendida e che può regalare enorme spettacolo; e pure tappeti indoor più morbidi del “vil-cemento”? Si potrebbe fare, unendo giocatori e direttori dei tornei. La vecchia formula “uniformando le condizioni i giocatori si abituano e si infortunano di meno” non vale più, perché si è premiato troppo il cemento duro e lento, ed i risultati (spettacolo spesso modesto, tanti infortuni) stanno a dimostrarlo. Tuttavia questa non è opinione totalmente condivisa. Altri ribattono che in realtà il cemento non è la causa principale degli infortuni, portando anche test medici al riguardo. Il dibattito è aperto. Sarebbe interessante se chi di dovere diffondesse questi studi portandoli fuori dalle stanze dei bottoni, in modo che anche l’appassionato (che alimenta il business con grande passione, spendendoci bei dollari ogni anno) ne fosse al corrente. Arriviamo però a quello che personalmente considero IL punto della questione.

Nadal e tanti altri si lamentano perché si gioca troppo sul cemento. Right. Hanno in ragione. Ma pensiamo a cosa è diventato oggi il tennis. Uno sport bellissimo, ma terribilmente duro per il fisico dei giocatori, perché è esasperato sul piano atletico. Si tira fortissimo grazie ad attrezzi (racchette + corde) super tecnologici, e si scambia tanto a velocità notevoli. Folli. Si scambia troppo. Questo credo sia il nocciolo della questione. Ci si infortuna troppo negli ultimi tempi perché si è esasperato un tipo di tennis estremo, che non è sostenibile alla lunga. La faccenda è esplosa dai primi anni 2000, direi con la generazione dei Federer-Roddick-Safin-Ferrero e via dicendo, andando poi a toccare l’apice (o punto di non ritorno?) con quella appena successiva di Nadal-Djokovic-Murray. Se avete voglia di smanettare qualche vetusta VHS, o il più comodo YouTube, potete cercare dei match precedenti a quel periodo, diciamo pre-2000. Come si giocava? Molto bene, molto vario. Sicuramente si scambiava assai, ma con minor intensità e continuità. Il servizio era più dominante (palle e superfici più veloci), si scambiava molto di meno, si attaccava anche la rete (essì, che nostalgia di quella varietà…). C’erano fondocampisti formidabili, ma non tiravano alla intensità folle di oggi, gli scambi erano meno tirati, si sbagliavano più colpi. Il tennis della generazione Nadal Djokovic Murray ha portato il gioco all’estremo da questo punto di vista, ha alzato terribilmente l’asticella della competizione atletica, abbinando qualità tecniche straordinarie (Nadal gioca benissimo a tennis, checché ne dicano i suoi detrattori) ad intensità degli scambi quasi disumani. Una quantità di gioco impressionante. Loro sono il vertice della piramide; gli altri, da quelli appena sotto e via via a scendere, si sono dovuti adeguare per restare in scia e provarci.

Eccetto pochi casi di tennisti dotati di meno prepotenza fisica e con qualità tecnica/velocità di braccio particolari (es: Dolgopolov, Goffin per dirne due) il tennis si è omologato su questi standard. Giocare questo tipo di tennis per tante settimane all’anno su superfici dure è letale. Condividendo questo punto di vista, il problema quindi non sta solamente nel giocare sul duro, ma sul produrre questo tipo di tennis, ancor più sul duro, che esaspera attriti e rotazioni.

Quindi: eccellente la decisione di tornare ad un numero maggiore di eventi su erba, e si potrebbe spingere anche la cara e morbida terra battuta; splendido sarebbe ritornare a qualche evento indoor su tappeti “morbidi”; ma se si tornasse ad un tennis meno sbilanciato sul piano atletico? Un tennis più rapido, o con una velocità tale da non consentire così tanti scambi? Un tennis che torni a premiare la tecnica, chi attacca la rete, i tagli, chi si prende un rischio? Un tennis in cui “offendere” sia più economico dell’essere consistenti e scambiare rischiando poco. Forse così si potrebbe realmente intervenire sullo stile di gioco, ridurre l’intensità e la quantità di questi scambi durissimi, e quindi intervenire nell’arco di una stagione e di una carriera anche nella questione infortuni.

Quali accorgimenti adottare? Si potrebbe anche agire sui materiali, se ci fosse una reale unità di intenti… ma se si iniziasse a rendere più varietà con palle stile anni ’90 e con campi più rapidi, sarebbero premiati giocatori più tecnici, che cercano il punto, attaccano la rete; questo ridurrebbe di molto il numero degli scambi. Velocizzare palle e superfici o comunque eliminare questa odiosa omologazione aiuterebbe di sicuro lo spettacolo, ma credo anche sul lato infortuni. Far tornare il tennis uno sport basato sulla qualità tecnica, sulla destrezza, più vario e meno sbilanciato sul piano atletico. Questa la ricetta. Si potrebbe provare, e vedere nel medio periodo l’impatto sugli infortuni, o almeno su certi tipi di infortuni (anche, schiena, ginocchia, dove c’è più carico). Non vale la pena fare un tentativo, o almeno pensarci seriamente?

Marco Mazzoni

@marcomazz

 


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37 commenti. Lasciane uno!

pibla 01-02-2018 10:11

L’errore è stato, in primo luogo, quello di rallentare troppo le superfici dure, l’Australia ha già opportunamente fatto un passo indietro (a favore di minor durata delle partite e maggior spettacolo), ora dovrebbe toccare a tornei come Indian Wells o Miami e così via, che però si guarderanno bene dal farlo, il punto ovviamente è trovare la giusta misura della velocizzazione.

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Marco (Guest) 31-01-2018 23:02

Scritto da alexalex

Scritto da Alberto Bonimba
@ alexalex (#2024233)
Il fatto è che gioca talmente perfetto che gli altri hanno dovuto alzare troppo il loro livello per cercare di stargli a ruota ma, alla fine lo hanno pagato a caro prezzo. Negli ultimi anni Federer e’ migliorato anche grazie all’apporto prima di Edberg ma sopratutto di Ivan. Ora non soffre piu’ Nadal ad esempio, gioca il rovescio piu’ velocemente, piu’ piatto e meno alto. Ha rinunciato al rovescio difensivo tagliato anticipando l’impatto con la pallina da una posione piu’ centrale. Esempio prima Federer faticava all’altezza e rotazione del servizio di Nadal e dei suoi colpi di scambio, ora sembra invece che il suo rovescio sia diventato un’arma. Comunque come gia’ detto in passato Federer non ha inventato niente, a me personalmente hanno insegnato lo stesso tennis ma, è un conto saper come giocare e un altro vincere le partite e poi come lo fa lui in modo perfetto.

Ho già lottato con te in passato sull’argomento e non insisto. Federer non ha inventato niente ma ha vinto almeno 4 slam più di tutti gli altri e a 36 anni, dopo 15 da pro, è ancora protagonista assoluto. Ergo: non può essere preso come riferimento, ma va considerato una eccezione eccezionale.

Non ha inventato niente? La tecnica del servizio in primis, tanto per dirne una ..

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Alessandro6.9 31-01-2018 22:29

Che poi si torni ad un tennis meno sbilanciato sul piano atletico, la vedo difficile. Tutti i tennisti hanno da tempo adottato strategie di gioco basate sulla percentuale, per cui tenere la palla in campo di più è pressoché conseguenza naturale dell’evoluzione di questo tennis.
Impossibile cioè tornare indietro.
E non tornerei indietro neanche sull’omologazione delle palline, che invece ha consentito di avere un tennis meno falloso.
I tornei su tappeto renderebbero le partite molto meno spettacolari e tantissimi punti si chiuderebbere nei primi 2 colpi. Non certamente un grande incentivo alla valorizzazione dello scambio e della costruzione del punto.

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Alessandro6.9 31-01-2018 21:28

In fin dei conti tutte le osservazioni sarebbero dimostrabili.
Si dovrebbe riflettere semmai quanto logori una partita di 3h su terra battuta rispetto ad una di 1h,30 sul cemento.
Probabile che alla fine lo stress alle articolazioni su partite tanto lunghe sia avvicinabile a quelle corte giocate su superfici più dure. Quindi sposterei il discorso sulla durata delle partite.
Allora forse il sistema per accorciarle resterebbe quello sperimentale della formula del master delle nuove generazioni.
Portare tutte le partite al 3 su 5 su miniset a 4 giochi (si pensi ad esempio che in un caso di partita che da 4-1 a 5-5 nel tennis odierno nella formula next gen sarebbe 4-1 1-4 con 2 set giocati e grande riduzione dei tempi di durata).
Oppure diminuire la durata del set a 5 games, se proprio si ritiene che a 4 il gioco venga molto snaturato.
Per gli slam vedrei invece la formula odierna proprio per far giocare il tennis della tradizione su 5 set lunghi.

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Nadaliano 31-01-2018 20:30

essì, Rafa dovrebbe prendere esempio da Federer e ridurre il numero di tornei disputati…giocare meno ma sempre al top della forma, credo sia anche più “dignitoso” per un campione

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alexalex 31-01-2018 20:14

Scritto da Alberto Bonimba
@ alexalex (#2024233)
Il fatto è che gioca talmente perfetto che gli altri hanno dovuto alzare troppo il loro livello per cercare di stargli a ruota ma, alla fine lo hanno pagato a caro prezzo. Negli ultimi anni Federer e’ migliorato anche grazie all’apporto prima di Edberg ma sopratutto di Ivan. Ora non soffre piu’ Nadal ad esempio, gioca il rovescio piu’ velocemente, piu’ piatto e meno alto. Ha rinunciato al rovescio difensivo tagliato anticipando l’impatto con la pallina da una posione piu’ centrale. Esempio prima Federer faticava all’altezza e rotazione del servizio di Nadal e dei suoi colpi di scambio, ora sembra invece che il suo rovescio sia diventato un’arma. Comunque come gia’ detto in passato Federer non ha inventato niente, a me personalmente hanno insegnato lo stesso tennis ma, è un conto saper come giocare e un altro vincere le partite e poi come lo fa lui in modo perfetto.

Ho già lottato con te in passato sull’argomento e non insisto. Federer non ha inventato niente ma ha vinto almeno 4 slam più di tutti gli altri e a 36 anni, dopo 15 da pro, è ancora protagonista assoluto. Ergo: non può essere preso come riferimento, ma va considerato una eccezione eccezionale.

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Alberto Bonimba 31-01-2018 20:14

@ Alberto Bonimba (#2024325)

Volevo dire che ora preferisce al rovescio difensivo tagliato anticipando l’impatto con la pallina da una posione piu’ interna che centrale.

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kas (Guest) 31-01-2018 18:42

Scritto da alexalex
Nell’altro commento sui tipi di superfici volevo dire “velocizzazione”, non “valorizzazione”.
Per quanto riguarda il pensiero di Nadal, mi trovo in disaccordo. Il maiorchino dovrebbe sapere che dovrebbe evitare come la peste una programmazione fitta, specialmente sul cemento. Posso capire la partecipazione agli slam e ai 1000, ma sarebbe ideale per lui evitare tornei minori su superficie nemica come Brisbane, Acapulco, Pechino, Basilea, oltre alle esibizioni varie.

Vero. Alla soglia dei 32 anni, anche se fosse in perfetta salute, dovrebbe “di default” considerare le limitazioni che citi. E aggiungo anche che almeno un torneo su terra pre-RG lo dovrebbe saltare. Se vuole fare a tutti i costi il 1000 e il 500 in Spagna, che dia forfait a Montecarlo o Roma. Il problema non è solo la superficie, ma anche l’accumulo di microtraumi e affaticamento muscolare.

La lesione muscolare che ha avuto è un avviso importante: spero che lo tenga in serissima considerazione, in modo da poter giocare al meglio il Roland Garros. Altro che Acapulco e difendere il n.1, Rafa, difendi la salute!!

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ibson 31-01-2018 18:32

Scritto da Gigetto
Concordo con l’articolo,meglio la terra battuta,li sopra o sei capace a giocare o vai a casa

Che baggianata

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Gigetto (Guest) 31-01-2018 18:06

Concordo con l’articolo,meglio la terra battuta,li sopra o sei capace a giocare o vai a casa

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Alberto Bonimba 31-01-2018 17:09

@ alexalex (#2024233)

Il fatto è che gioca talmente perfetto che gli altri hanno dovuto alzare troppo il loro livello per cercare di stargli a ruota ma, alla fine lo hanno pagato a caro prezzo. Negli ultimi anni Federer e’ migliorato anche grazie all’apporto prima di Edberg ma sopratutto di Ivan. Ora non soffre piu’ Nadal ad esempio, gioca il rovescio piu’ velocemente, piu’ piatto e meno alto. Ha rinunciato al rovescio difensivo tagliato anticipando l’impatto con la pallina da una posione piu’ centrale. Esempio prima Federer faticava all’altezza e rotazione del servizio di Nadal e dei suoi colpi di scambio, ora sembra invece che il suo rovescio sia diventato un’arma. Comunque come gia’ detto in passato Federer non ha inventato niente, a me personalmente hanno insegnato lo stesso tennis ma, è un conto saper come giocare e un altro vincere le partite e poi come lo fa lui in modo perfetto.

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donato (Guest) 31-01-2018 16:58

il furbo mazzoni con il pretesto della lunga serie di infortuni a catena ,che guarda caso colpisce in particolare una precisa tipologia di giocatori in realtà pone una questione direi fondamentale
ovvero quale futuro per il tennis?
domanda che ,a mio avviso,ne sottintende un altra
dopo il ritiro dello svizzero avremo altri giocatori di esprimere un gioco altrettanto spettacolare o assisteremo a battaglie spesso monotone da fondo?
velocizzare superfici e materiali è giusto
ma tale trasformazione andrebbe accompagnata dalla modifica degli indirizzi pedagocici attuali i cui effetti sarebbero evidenti nel lungo periodo
quanto alla maggiore fantasia invocata ,in una società in cui prevale l’omologazione la soluzione non è semplice
ma rimane la speranza che il grande fenomeno,sfuggendo alle leggi della razionalità, possa sempre apparire all’orizzonte

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alexalex 31-01-2018 15:24

Scritto da Alberto Bonimba
Quando gioca Federer gli scambi diminuiscono drasticamente, quindi ? Bisognerebbe cambiare il modo di giocare piuttosto ?

Come gioca Federer gioca solo lui. Quindi non può essere preso in considerazione.

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gisva 31-01-2018 14:54

Il Nadal dello scorso US Open sapeva come giocare sul duro senza sfiancarsi.
Però per farlo deve richiedere al suo servizio un impegno che non riesce a mantenere per lunghi periodi.

In ogni caso ogni tennista top sa che in un anno i tornei nei quali deve trarre il massimo sono 5-10 e fa bene a prepararsi di conseguenza.
Negli altri va per riempire il portafoglio e passare qualche turno.

Io però condivido la filosofia che per essere al top bisogna fare bene nei 15 eventi top (Slam + Master1000 + Master). Chi vuole dedicarsi ad altri eventi lo faccia a proprio rischio e pericolo…

Il calendario è lo stesso per tutti, basta sapersi gestire.
Alcuni accorgimenti potrebbero essere presi:
– Aumentare i tornei sulle superfici morbide
– Differenziare (fra mescole e palline penso si possa) le varie superfici attualmente note come “Hard”.
– Accorciare la stagione di un paio di settimane.
– Anticipare l’ultimo Master1000 (a Bercy arrivano troppi tennisti spompi e demotivati)
– Posticipare di 2-3 settimane l’Australian Open (in maniera da arrivare più rodati) eventualmente anticipando a gennaio i tornei cinesi (per lo meno Shanghai).

Di accorgimenti se ne potrebbero trovare, ma non penso sia facile fare modifiche. Mettere d’accordo giocatori, Itf e chi organizza i tornei non è semplice…

24
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+1: Marcus91
gisva 31-01-2018 14:40

Scritto da Alberto Bonimba

Scritto da lallo
fino a 2 anni fa erano tutti sani, arzilli e supercompetitivi dopo 5 ore… (stessi campi, palline, racchette, scarpe, avversari, orari) poi è arrivato il ban al meldonium con la clamorosa pesca della Sharapova (ovvero una toplayer di interesse globale per l’industria tennis veniva denunciata e squalificata aprendo la via ad un antidoping che poteva copire chiunque) e poi il ban dell’arimistane…
e poi tutti malati ed infortunati….
che strano…

Vero !!

Questo è un dato evidente.
Il fatto eclatante è che gli avvantaggiati da questi infortuni siano i giocatori tecnicamente più forti. Federer e Nadal in primis, ma anche altri più indietro.

Ribadisco quello che avevo detto un po’ di tempo fa. Nell’era pre-fab4 era impensabile che un tennista si espriemesse al meglio in tutti e 4 gli slam di una annata.
Prepararsi per giocare 7 match sui cinque set in due settimane era una grande impresa.
Farlo per 4 volte in un anno era una impresa improba.
Per una decina di anni abbiamo assistito alla presenza di 4-5 superTennisti che oltre ad essere tecnicamente irraggiungibili dagli altri lo erano soprattutto fisicamente.
Adesso Nadal e Federer continuano ad essere irraggiungibili quando stanno bene. Ma lo sono prendendosi le loro pause.
Gli altri sono tutti in crisi. Qualcosa è successo, ma non dipende dai calendari (si può concordare che l’Hard sia troppo e che vada differenziato, ma è un altro discorso…).

23
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+1: Marcus91
Guido (Guest) 31-01-2018 14:37

@ alexalex (#2024094)

((

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Alberto Bonimba 31-01-2018 14:05

Scritto da lallo
fino a 2 anni fa erano tutti sani, arzilli e supercompetitivi dopo 5 ore… (stessi campi, palline, racchette, scarpe, avversari, orari) poi è arrivato il ban al meldonium con la clamorosa pesca della Sharapova (ovvero una toplayer di interesse globale per l’industria tennis veniva denunciata e squalificata aprendo la via ad un antidoping che poteva copire chiunque) e poi il ban dell’arimistane…
e poi tutti malati ed infortunati….
che strano…

Vero !!

21
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Alberto Bonimba 31-01-2018 14:02

Quando gioca Federer gli scambi diminuiscono drasticamente, quindi ? Bisognerebbe cambiare il modo di giocare piuttosto ?

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alexalex 31-01-2018 13:37

Nell’altro commento sui tipi di superfici volevo dire “velocizzazione”, non “valorizzazione”.
Per quanto riguarda il pensiero di Nadal, mi trovo in disaccordo. Il maiorchino dovrebbe sapere che dovrebbe evitare come la peste una programmazione fitta, specialmente sul cemento. Posso capire la partecipazione agli slam e ai 1000, ma sarebbe ideale per lui evitare tornei minori su superficie nemica come Brisbane, Acapulco, Pechino, Basilea, oltre alle esibizioni varie.

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I love tennis (Guest) 31-01-2018 13:36

Indubbiamente il calendario tennistico è molto più dispendioso e fitto rispetto a quelli di altri sport come il calcio,dato che si gioca ad altissimi livelli anche d’estate con ben due slam da disputare,e complessivamente i tennisti giocano per un totale di 11 mesi,come stabilito da programma,avendo solo dicembre per riposarsi e preparare la stagione successiva.Penso che si giochi troppo su cemento,sia outdoor che indoor.Se fosse possibile,darei più spazio ad una superficie sempre più rara come l’erba,e alternerei meglio i tornei su terra con quelli sul rapido.Basta guardare il numero di masters 1000 sul duro,6 contro solo 3 su terra.

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alexalex 31-01-2018 13:32

Scritto da The king
L’unica cosa che si è capita da questo articolo, è che il signor Mazzoni è il fan numero 1 Di Nadal! Meglio Guardare un primo turno Roland Garros Nadal-Estrella Burgos, o guardare un primo turno Wimbledon Federer-Mahut?suvvia, velocizziamo queste superfici, e soprattutto fate una programmazione più mirata! Se Nadal gioca Barcellona Montecarlo Roma Madrid è RG in 6 settimane, che colpa ha il circuito?
PUNTO FONDAMENTALE:
In autunno Nadal, per confermare il numero 1,ha giocato tutte le settimane, addirittura anche Bercy da infortunato, per assicurarsi di restare al vertice! Poteva benissimo riposarsi, e saltare gli ultimi tornei….

Mazzoni è palesemente federeriano, e in alcune occasioni in passato, con mio dispiacere e a mio modesto parere, si è anche espresso con toni non del tutto imparziali (in negativo) nei confronti di Nadal. Il fatto che in questo articolo affermi che giocare sulla terra è meglio, è una considerazione oggettiva e sensata. E poi devo rendere merito a Mazzoni di aver sottolineato, in questo articolo, che a dispetto del pensiero dei suoi detrattori (specialmente quelli che impugnano la racchetta come una mazzetta da muratore, aggiungo io), Nadal sa giocare benissimo a tennis!

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+1: Marcus91
alexalex 31-01-2018 13:27

Scritto da Guido
Si potrebbe alzare leggermente la rete
I giocatori oggi sono 2 metri
Questo spingerebbe ad andare più a rete ed ad accorciare gli scambi (credo)

Il contrario! Priviligerebbe lo scambio in top spin! E sono pochi a tirare vincenti in top spin!

16
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alexalex 31-01-2018 13:25

Il fondo duro è veramente traumatico, e non bisogna essere professionisti impegnati in 70 partite all’anno ai massimi ritmi su questa superficie per accorgersene. Io che abitualmente gioco su superfici morbide (terra o sintetico), alla prima partita estiva su hard outdoor, il giorno dopo ho dolorini che non sentivo da un anno. Quindi, per preservare gli atleti, ormai così prestanti, bisognerebbe certamente diminuire il cemento, e aumentare non tanto la terra ma l’erba. Il fatto è che l’erba richiede notevole e costosa manutenzione, e mi chiedo: non sarebbe una buona idea introdurre l’erba sintetica nel professionismo?
Per quanto riguarda la valorizzazione dei campi hard, non sono del tutto d’accordo, perché si premierebbero troppo gli altoni tutto servizio, e si rischierebbe di avere troppi punti in cui lo scambio, che secondo il mio modesto parere è l’assenza del tennis (e quello da cui emerge la destrezza di cui parla il sig. mazzoni) è del tutto assente!

15
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+1: Marcus91
Maria (Guest) 31-01-2018 12:54

Fino a 2 anni fa….appunto! Io trovo che avere tornei su tutte le superfici in misura uguale sarebbe un beneficio per qualsiasi giocatore e renderebbe più competitivo tutto il tour dando ai top 10 la possibilità di scegliere pasquali partecipare. Perché ricordiamoci che bel 2017 Federer non si è neppure avvicinato alla terra rossa. Eppure è n.2….

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Guido (Guest) 31-01-2018 12:44

Si potrebbe alzare leggermente la rete
I giocatori oggi sono 2 metri
Questo spingerebbe ad andare più a rete ed ad accorciare gli scambi (credo)

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marco mazzoni (Guest) 31-01-2018 12:17

@ The king (#2023958)

ciao, forse hai letto proprio male 🙂 parlo di velocizzare il gioco e le superfici, ma anche dare varietà con più terra battuta.
buon tennis

12
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+1: pibla
elef (Guest) 31-01-2018 12:05

Scritto da 3.4

Scritto da guidoyouth
“ci sono troppi infortuni…”
il dibattito inizia da qui, ma siamo proprio sicuri che questa affermazione sia vera? bisognerebbe fare uno studio e raccogliere dati sul numero di infortuni che hanno interessato i tennisti negli ultimi decenni e confrontarli tra di loro.
A me non sembra che il numero di infortuni sia cresciuto, lo stesso nadal rimarrà fermo per qualche settimana per un semplice stiramento, nulla di grave o di strano. murray ha problemi all’anca come tanti altri tennisti hanno avuto in passato, per djokovic parliamo del famigerato gomito del tennista.
L’età media dei tennisti nella top50 è in continuo aumento: se il gioco fosse davvero così usurante registreremmo il fenomeno contrario, con tennisti che si ritirano in età sempre più bassa.
Insomma, non sono sicuro che questa riflessione poggi su basi solide, bisognerebbe prima poter analizzare le statistiche.

straquoto, il problema e’ che si sono fatti male 4 top player su 5 in pochi mesi e il sistema ne risente, ma puo’ capitare.

Qualche giorno fa ho letto un articolo in cui c’erano dichiarazioni (non mi ricordo di chi, ma non era un giocatore) che affermavano la stessa cosa, cioè che non stanno aumentando gli infortuni, semplicemente è capitato che ad infortunarsi siano stati contemporaneamente diversi top10, e quindi ovviamente si sia notato molto di più.
Cioè, i primi 5 giocatori del 2016 non hanno concluso la stagione 2017 per infortuni, è comprensibile che uno possa avere l’impressione che “mezzo tour è fermo per infortunio”, ma è davvero così?
Penso sia più probabile che sia una coincidenza, ci vorranno più prove per poter affermare che ci sia un problema reale.

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kas (Guest) 31-01-2018 11:59

Anch’io ritengo che le statistiche su frequenza ed entità degli infortuni andrebbero elaborate e studiate molto attentamente, al fine di stabilire anche l’entità approssimativa di questo ipotetico aumento.

Ciò premesso, si gioca troppo, c’è poco da fare. Il sistema lo richiede, e dubito che si intenda fare qualcosa per giocare meno.

Un semplice stratagemma che potrebbe dare qualche risultato sarebbe quello di diminuire da 18 a 14 i risultati validi in un anno. Molti giocatori top avrebbero la possibilità di giocare un po’ meno (ma molti di loro continuerebbero a fare 25-30 tornei all’anno) e lascerebbero anche un po’ più di spazio ai tentativi di chi sta oltre il n.100 ATP. Ma sarebbe comunque poca cosa.

Si potrebbe anche definire a metà anno un periodo di 5-6 settimane in cui non si fanno tornei. Sarebbe un periodo in cui ci si cura e ci si allena, con grandi benefici per la seconda parte della stagione.

Ma figurati se qualcuno proporrà mai cose del genere… money rules… 🙁

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Guido Costa (Guest) 31-01-2018 11:07

Bene Mazzoni!

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The king (Guest) 31-01-2018 11:02

L’unica cosa che si è capita da questo articolo, è che il signor Mazzoni è il fan numero 1 Di Nadal! Meglio Guardare un primo turno Roland Garros Nadal-Estrella Burgos, o guardare un primo turno Wimbledon Federer-Mahut?suvvia, velocizziamo queste superfici, e soprattutto fate una programmazione più mirata! Se Nadal gioca Barcellona Montecarlo Roma Madrid è RG in 6 settimane, che colpa ha il circuito?
PUNTO FONDAMENTALE:
In autunno Nadal, per confermare il numero 1,ha giocato tutte le settimane, addirittura anche Bercy da infortunato, per assicurarsi di restare al vertice! Poteva benissimo riposarsi, e saltare gli ultimi tornei….

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guidoyouth (Guest) 31-01-2018 10:36

Scritto da 3.4

Scritto da guidoyouth
“ci sono troppi infortuni…”
il dibattito inizia da qui, ma siamo proprio sicuri che questa affermazione sia vera? bisognerebbe fare uno studio e raccogliere dati sul numero di infortuni che hanno interessato i tennisti negli ultimi decenni e confrontarli tra di loro.
A me non sembra che il numero di infortuni sia cresciuto, lo stesso nadal rimarrà fermo per qualche settimana per un semplice stiramento, nulla di grave o di strano. murray ha problemi all’anca come tanti altri tennisti hanno avuto in passato, per djokovic parliamo del famigerato gomito del tennista.
L’età media dei tennisti nella top50 è in continuo aumento: se il gioco fosse davvero così usurante registreremmo il fenomeno contrario, con tennisti che si ritirano in età sempre più bassa.
Insomma, non sono sicuro che questa riflessione poggi su basi solide, bisognerebbe prima poter analizzare le statistiche.

straquoto, il problema e’ che si sono fatti male 4 top player su 5 in pochi mesi e il sistema ne risente, ma puo’ capitare.

infatti non vorrei che prendessimo per scontato un fenomeno(quello dei maggiori infortuni) che scontato non è affatto.
alcuni campioni si sono fermati per qualche mese, ok.
ma non abbiamo alcun elemento per affermare che negli ultimi anni il numero degli infortuni è aumentato.

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3.4 (Guest) 31-01-2018 10:22

Scritto da guidoyouth
“ci sono troppi infortuni…”
il dibattito inizia da qui, ma siamo proprio sicuri che questa affermazione sia vera? bisognerebbe fare uno studio e raccogliere dati sul numero di infortuni che hanno interessato i tennisti negli ultimi decenni e confrontarli tra di loro.
A me non sembra che il numero di infortuni sia cresciuto, lo stesso nadal rimarrà fermo per qualche settimana per un semplice stiramento, nulla di grave o di strano. murray ha problemi all’anca come tanti altri tennisti hanno avuto in passato, per djokovic parliamo del famigerato gomito del tennista.
L’età media dei tennisti nella top50 è in continuo aumento: se il gioco fosse davvero così usurante registreremmo il fenomeno contrario, con tennisti che si ritirano in età sempre più bassa.
Insomma, non sono sicuro che questa riflessione poggi su basi solide, bisognerebbe prima poter analizzare le statistiche.

straquoto, il problema e’ che si sono fatti male 4 top player su 5 in pochi mesi e il sistema ne risente, ma puo’ capitare.

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pessimo (Guest) 31-01-2018 10:15

Velocizzare gli scambi, favorire la tecnica e il gioco a rete, non è il massimo per quei giocatori che hanno fatto del gioco da fondo il loro punto di forza.
Col gioco più tecnico si favoriscono i giocatori di maggior talento, col gioco veloce chi aggredisce la rete è favorito: Nadal, Murray, Nole … sarebbero contenti?

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cataflic (Guest) 31-01-2018 09:47

…solito discorso, sempre vero, ma è come un politico non messo in lista che si lamenta del sistema elettorale per cui ha votato in parlamento.
Basta ridurre gli ovali delle racchette ad un qualcosa tra i 75″ e gli 85″ e si avranno meno precisione, meno rotazione, meno “perdono” per chi mette watt ma non la piglia proprio in mezzo, si torna ad un dominio della tecnica e ad una maggiore polarizzazione di caratteristiche tra regolaristi(chi ha gambe e testa) ed attaccanti(chi ha braccio).

Ci vuole proprio poco, e i milioni di tennisti sarebbero costretti a comprarsi una racchetta nuova, il chè non dispiacrebbe alle varie case…certo bisogna dimenticarsi dei tweener e dei recuperi sui teloni in spaccata, a favore di una 30na di volee in più a match.

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guidoyouth (Guest) 31-01-2018 09:38

“ci sono troppi infortuni…”
il dibattito inizia da qui, ma siamo proprio sicuri che questa affermazione sia vera? bisognerebbe fare uno studio e raccogliere dati sul numero di infortuni che hanno interessato i tennisti negli ultimi decenni e confrontarli tra di loro.
A me non sembra che il numero di infortuni sia cresciuto, lo stesso nadal rimarrà fermo per qualche settimana per un semplice stiramento, nulla di grave o di strano. murray ha problemi all’anca come tanti altri tennisti hanno avuto in passato, per djokovic parliamo del famigerato gomito del tennista.
L’età media dei tennisti nella top50 è in continuo aumento: se il gioco fosse davvero così usurante registreremmo il fenomeno contrario, con tennisti che si ritirano in età sempre più bassa.
Insomma, non sono sicuro che questa riflessione poggi su basi solide, bisognerebbe prima poter analizzare le statistiche.

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+1: giuly97top10, Marcus91
lallo (Guest) 31-01-2018 09:30

fino a 2 anni fa erano tutti sani, arzilli e supercompetitivi dopo 5 ore… (stessi campi, palline, racchette, scarpe, avversari, orari) poi è arrivato il ban al meldonium con la clamorosa pesca della Sharapova (ovvero una toplayer di interesse globale per l’industria tennis veniva denunciata e squalificata aprendo la via ad un antidoping che poteva copire chiunque) e poi il ban dell’arimistane…
e poi tutti malati ed infortunati….
che strano…

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virescit (Guest) 31-01-2018 09:26

…e Federer vince comunque Slam…
Direi che dovrebbero essere Nadal/Djokovic & co. a voler accorciare gli scambi per evitare sovraccarichi e non il tennis costringerli a farlo.

Detto questo il serve & volley manca anche a me

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