Stefano Travaglia: un 2017 fra exploit e costanza

01/12/2017 08:00 5 commenti
Stefano Travaglia nella foto
Stefano Travaglia nella foto

58/21 lo score di vittorie e sconfitte suddivise in 4/1 su cemento outdoor, un impressionante 46/15 su terra battuta, 3/2 sul duro indoor, 2/2 su tappeto e 3/1 su erba: è un bilancio assolutamente positivo quello di Stefano Travaglia nel 2017, un anno che lo ha portato in alto in classifica e fatto dimenticare i gravi problemi fisici che in passato lo hanno limitato nella sua attività da pro.

I futures sono l’ambiente ideale in cui cominciare l’anno della riscossa: sulla terra rossa spagnola fra gennaio e febbraio mette a segno buone prestazioni il nostro Steto, con una vittoria, una semifinale e un quarto di finale, prima di spostarsi sul rosso tunisino in cui continua il buon trend di risultati con un’altra vittoria, una sconfitta in finale e una semi, conseguite tutte fra febbraio e marzo. Prima di lanciarsi giustamente nel circuito dei challenger, Travaglia si regala una nuova vittoria future (3 in stagione) sulla terra battuta spagnola, giocando a inizio aprile un torneo lasciando le briciole agli avversari e dimostrando che il suo livello è chiaramente un altro.
È tempo di challenger e si comincia quindi dal rosso italiano di Barletta, dove supera le quali ma viene sconfitto al primo turno da Napolitano, e soprattutto quella di Francavilla, dove raggiunge una significativa semifinale in cui viene sconfitto da Alessandro Giannessi: il salto dal mondo future a quello challenger è stato già assorbito. E una dimostrazione netta in merito arriva a Ostrava, dove vince il suo primo challenger regolando avversari di livello e spuntandola in un derby punto a punto Marco Cecchinato. Steto si candida a sorpresa dell’anno. E i fatti gli daranno ragione.

Dopo Ostrava le prestazioni scendono leggermente: dopo i quarti di finale al challenger di Roma, Stefano fallisce infatti le qualificazioni al main draw del Roland Garros, perdendo un treno alla portata e uscendo sconfitto inaspettatamente contro il tedesco Gojowczyk al primo turno. Seguono due secondi turni a Caltanissetta e Todi, prima di planare sull’erba londinese. Travaglia gioca un solo torneo su erba, ma lo sceglie particolarmente bene: a Wimbledon supera le quali con autorità (W contro Caruso, Halys e Polansky) conquistando un bellissimo primo turno Slam, dove mette in mostra tutta la sua vena da lottatore puro e talentuoso, portando uno dei migliori giovani della stagione come Andrey Rublev al quinto set e a un passo dalla sconfitta. È un giocatore che non soffre i debutti importanti Steto: il miglior biglietto da visita per un futuro tennistico di assoluto livello.
Si torna sulla terra rossa italiana per fare punti da mettere in cascina ma i risultati non sono quelli auspicati: 1T a Perugia contro Giannessi, 2T contro lo spagnolo Taberner a San Benedetto prima di chiudere la campagna in bellezza con i quarti di finale a Biella, cedendo ad Arnaboldi.

È tempo di tentare la sorte nell’ultimo Slam della stagione: a New York Travaglia dimostra di gradire i palcoscenici Major, superando le quali senza perdere un solo set, prima di assistere incredulo a un Fognini fuori di sé che contribuisce alla sua prima vittoria in un main draw Slam. Fabio sarà andato fuori controllo in alcuni frangenti del match ma Stefano è sempre stato lì e si è conquistato con le unghie e con i denti una prestigiosa e ricca (per il portafogli) vittoria. Al secondo turno cede a Viktor Troicki: un po’ di meritato appagamento fa sì che dopo due set lottati Steto esca dal match nel terzo parziale consegnando il 3T al serbo.

Dopo New York è difficile tornare al circuito dei challenger, ma Stefano raggiunge comunque i quarti di finale sulla terra battuta di Sibiu, prima di perdere al 1T del challenger di Roma di fine settembre contro Andrea Arnaboldi. Nel finale di stagione si fa sentire probabilmente la stanchezza (in stagione ricordiamo che ha giocato quasi 80 partite!): all’ATP di Anversa supera le quali ma perde al tie break del terzo contro Ferrer, al challenger di Le Mouilleron raggiunge il 2T ma viene sconfitto in due tie break da Vanni, prima di concludere la stagione con due challenger sul tappeto indoor di Brescia, dove raggiunge i quarti contro Lacko, e Andria, dove perde all’esordio contro Basso, confermando una piccola sofferenza quando c’è da giocare un derby.
Un 2017 di alto livello, senza pause ma con tanti buoni risultati messi in fila: l’anno che verrà dovrà coincidere con un ulteriore step da completare, con l’obiettivo immediato della top100. Quando Travaglia è in salute vale sicuramente tale traguardo: l’età è ancora dalla sua parte, la voglia di certo non manca e abbiamo visto che quando il livello degli appuntamenti sale Stefano si trova perfettamente a suo agio.


Alessandro Orecchio


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5 commenti

Sottile 01-12-2017 15:26

Ottima stagione senz’altro, ma Travaglia deve evitare di sbroccare con questa facilità altrimenti rischia di trasformarsi in un altro Fognini ma senza il talento che contraddistingue l’originale

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ilverotennis (Guest) 01-12-2017 14:46

@ Mick (#1996622)

condivido in pieno ottobre e novembre male…

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jambovillage (Guest) 01-12-2017 13:18

bravo steto !

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Mick 01-12-2017 11:51

Sulla costanza non è che sia proprio d’ accordo, ha pagato di certo negli ultimi 2 mesi una programmazione iniziata a Gennaio con i vari futures africani, ma dopo gli Us Open mi aspettavo almeno uno squillo che non è arrivato (a parte la gran partita contro Ferrer ad Anversa). Detto questo ha colpi di alto livello, questa senza alcun ombra di dubbio, Ma sembra troppo monocorde come giocatore, ha bisogno sempre di essere in gran forma perché i suoi colpi vadano spesso a segno, urgono variazioni al suo gioco e anche più testa, si innervosisce ed esce fuori dalla partita troppo facilmente.

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Reax (Guest) 01-12-2017 10:59

Importante l’evoluzione di Travaglia. Bravo Stefano!

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