Anche il duo italiano Bolelli - Vavassori chiede una maggior promozione ATP, Copertina

Polemiche sulle modifiche al doppio, ma l’ATP lo sostiene davvero? Dalla presenza sui media ufficiali…

17/07/2026 08:00 5 commenti
Granollers - Zeballos, doppio storico sul tour ATP
Granollers - Zeballos, doppio storico sul tour ATP

Il doppio è una specialità che può regalare spettacolo. Ogni volta che il pubblico in uno stadio segue gli incontri dal vivo si diverte, tanto che il vero problema del doppio non è la specialità in sé quanto la mancanza di una adeguata promozione verso il pubblico, che a malapena conosce i protagonisti a meno che non siano anche singolaristi (o ex singolaristi). Questa in estrema sintesi è la posizione espressa più volte – anche nel recente torneo di Roma – dalla coppia italiana Bolelli – Vavassori, con il torinese molto attivo anche a livello politico in ATP cercando una maggior attenzione da parte della sezione media del tour, una linea seguita da tutti i suoi colleghi “specialisti”. Tuttavia l’ATP pare si stia muovendo in direzione del tutto opposta, con una proposta di modifiche importanti dal 2028 che andrebbero a penalizzare la specialità, invece di valorizzarla. Si è acceso un importante dibattito sul tema, con anche i gemelli Bryan, ex grandi specialisti, a puntare il dito contro la governance del tennis visto che il doppio è sempre più nell’angolo, lontanissimo dalle priorità per quello che sarà la stagione dal 2028 quando molte novità verranno introdotte, calendario e oltre.

Proprio tra due anni i tabelloni e i montepremi del doppio dovrebbero essere ridotti e questo è stato l’innesco di un incendio che sta animando un discreto dibattito. I giocatori restano fermi sulla propria posizione: il doppio non è in crisi, manca la promozione, l’ATP non fa abbastanza. Per questo è interessante uno studio condotto dal media australiano The First Serve che è andato dritto al punto della discussione: quanto realmente l’ATP investe sulla promozione del doppio producendo contributi video, social, ecc? Dai dati raccolti, davvero poco, anzi quasi niente. Il media australiano – con grande pazienza… – ha analizzato tutti i contenuti ufficiali pubblicati dall’ATP nel 2026 fino al termine di Wimbledon. “Abbiamo esaminato tutti i video long-form pubblicati sul canale YouTube dell’ATP Tour, ogni YouTube Short, gli ultimi 1.000 post Instagram del circuito e tutti i video long-form e gli Short pubblicati da Tennis TV, la piattaforma ufficiale di streaming dell’ATP” si legge nel contributo. “Tra YouTube, Shorts e Instagram dell’ATP Tour, il doppio è comparso soltanto in 11 dei 1.768 contenuti analizzati, pari ad appena lo 0,6% della produzione complessiva. Il dato più sorprendente riguarda il principale canale YouTube dell’ATP Tour, che quest’anno non ha pubblicato nemmeno un video long-form dedicato al doppio sui 270 caricati. Gli Shorts hanno proposto soltanto tre video sul doppio su 498 pubblicati (0,6%), mentre appena otto degli ultimi 1.000 post Instagram (0,8%) erano dedicati alla specialità”.

Dati davvero interessanti che perorano totalmente la causa dal lato specialisti del doppio: non c’è alcun investimento reale nella promozione della specialità, per far conoscere i giocatori, gli incontri, i momenti più divertenti (e spesso non mancano) dei match. Tennis TV ha riservato una quota leggermente superiore dei propri contenuti al doppio: 20 degli 863 video long-form pubblicati (2,3%) e sei dei 937 Shorts (0,6%) erano incentrati su questa disciplina.

Il campione di Wimbledon Henry Patten ritiene che la promozione rappresenti oggi uno dei problemi più importanti del doppio. “La realtà è che devi vincere uno Slam o almeno arrivare in finale per finire sul loro profilo Instagram”, afferma mestamente il giocatore. “Non capisco perché non potrebbero promuovere otto giocatori”. A spingere la causa dei doppisti anche il coach britannico Calvin Betton, che ha lavorato a lungo nel doppio, anche al fianco dello stesso Patten. “Non fanno assolutamente nulla per promuovere il doppio, e questa sembra essere la loro posizione. Sommando i canali ufficiali dell’ATP Tour e Tennis TV, il doppio rappresenta appena 37 dei 3.568 video e contenuti social analizzati, vale a dire circa l’1% del totale. Un dato “enorme”, ovviamente in negativo, che evidenza quanta importanza viene data dallo stesso tour ai suoi protagonisti.

C’è una discreta differenza invece nei tornei dello Slam, autonomi rispetto all’ATP. Sempre riprendendo i dati dello studio australiano relativo al 2026,“il doppio ha rappresentato 43 dei 1.491 video long-form pubblicati quest’anno dagli Australian Open su YouTube (2,9%), mentre Wimbledon ha dedicato alla specialità 14 dei 358 video caricati (3,9%), escludendo il doppio junior e il doppio in carrozzina. Pur trattandosi ancora di percentuali contenute, il dato evidenzia un impegno superiore rispetto a quello mostrato dall’ATP Tour”. Secondo Patten, Wimbledon dimostra che esiste un reale interesse per il doppio quando viene adeguatamente valorizzato. “Continuano a ripetere questa sorta di mantra secondo cui nessuno guarda il doppio, ma questa settimana Wimbledon è riuscito a riempire gli spalti praticamente su tutti i campi anche per le partite di doppio”, racconta Henry con filo di amarezza. “Loro direbbero che non fa testo perché è Wimbledon e tutti sono già lì, ma di cosa stiamo parlando? Certo che fa testo. L’obiettivo dovrebbe essere quello di rendere i vostri tornei altrettanto vincenti”.

Un nodo della questione è il seguente: gli appassionati vedono i contenuti digitali relativi al doppio oppure no? “Dei nove video di highlights interamente dedicati al doppio pubblicati da Tennis TV nel periodo analizzato, quattro hanno superato le 100.000 visualizzazioni, collocandosi nel miglior 40% dei video long-form della piattaforma. All’estremo opposto, il video meno visto ha raccolto comunque 34.000 visualizzazioni, senza rientrare nemmeno nel peggior 20% dei contenuti pubblicati. La maggior parte dei video si è attestata nella fascia standard di Tennis TV, compresa tra le 50.000 e le 150.000 visualizzazioni” afferma lo studio. La tendenza è risultata ancora più evidente nei contenuti brevi di YouTube. I quattro veri e propri Shorts dedicati al doppio ATP hanno registrato una media di 145.000 visualizzazioni, collocandosi tutti nel miglior 26% dei 930 Shorts pubblicati da Tennis TV. Il video con il miglior risultato è rientrato addirittura nel miglior 18%, mentre nessuno è sceso al di sotto della metà della classifica complessiva del canale”. Un’analisi che suggerisce come il doppio, in realtà, è seguito dal pubblico, ma… mancano i contenuti prodotti.

Promozione ma non solo. Il doppio dovrebbe comunque cambiare secondo uno ex specialista “doc”, Mark Woodforde, diciassette volte campione Slam nel doppio e parte dei mitici “Woodies”. “Comprendo assolutamente le esigenze di maggior presenza sui media, ma allo stesso tempo sono favorevole all’idea che il doppio debba cambiare” afferma l’australiano. Secondo Woodford, il doppio dovrebbe diventare meno specialistico, permettendo a un maggior numero di giocatori di crescere disputando sia il singolare sia il doppio prima di scegliere definitivamente il proprio percorso. Tuttavia Mark è assolutamente contrario alla riforma presentata, secondo la quale gli specialisti del doppio finirebbero ricevere una quota sensibilmente inferiore del montepremi. “Ho la sensazione che continuare su questa strada contribuirebbe alla morte del doppio”.

Tirando le somme, è corretto studiare possibili novità e innovazioni nella disciplina del doppio, visto che i cambiamenti introdotti anni fa (come le regole che hanno ridotto della durata degli incontri) non sono sufficienti ad un vero rilancio. Spingere i migliori a giocarlo di più difficile, visto che tutti più o meno si lamentano che si gioca già “troppo”. Ma se agli appassionati non verranno offerte maggiori occasioni per seguire il doppio, per conoscere i suoi protagonisti e creare un legame con loro anche oltre la presenza fisica sugli spalti di un torneo, questa disciplina continuerà a restare nell’ombra indipendentemente dalle riforme che saranno introdotte. E vivendo in un mondo ormai trainato dai social, da contenuti brevi e immediati, una mancanza del genere rende ogni ipotesi di cambiamento inefficace. Come per molti temi che spesso trattiamo sul tour (condizioni di gioco, calendario, ecc), per veri cambiamenti serve una volontà politica.

Marco Mazzoni


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5 commenti

Lidia (Guest) 17-07-2026 10:42

Il problema del tennis è che nessuno vuole accettare che la disciplina che finanzia tutte le altre è il singolare maschile.
La WTA da sola non sopravvivrebbe, ma sono state abbastanza furbe, e l’ATP abbastanza stupida, da fondere i circuiti e diventare l’unico sport ad alto profilo con guadagno paritari, che ora le tenniste e parte dei fan sventolano come un diritto inalienabile nonostante non generino lo stesso guadagno. Se vendessero i biglietti separatamente invece che al buio, sarei curiosa di vedere chi riempie gli spalti e chi no.
Bella parità a convenienza.
Gli altri sport femminili potrebbero prendere esempio. Compri il biglietto per la “Juve” e poi scopri che è la squadra femminile.

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Taxi Driver 17-07-2026 10:41

Scritto da stankosky
doppio e tennis femminile devono avere il loro circuito con i loro introiti e i loro sponsor…

Capirai!!
Vanno semi deserte le partite del Master femminile di fine anno….tant’è che cambiano sede di continuo…

Poi per il doppio vorrei vedere chi spenderebbe 5 euro x vedere un quarantenne in coppia con un altro cinquantenne

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Lola (Guest) 17-07-2026 10:37

La teoria si base sembra essere che se promuovi abbastanza qualcosa, automaticamente troverai più pubblico. Il che è vero fino a un certo punto. Non tiene conto del fatto che il pubblico è sempre lo stesso, con sempre la stessa disponibilità di denaro e tempo e altre decine di iniziative che pizzicano per avere entrambi a scapito l’una delle altre.
Anche le bocce, le freccette e il biliardo sarebbero sport popolari e milionari, a sentire loro, se fossero meglio promossi e la gente seguisse loro invece di calcio, baseball, F1…
Quindi è un circolo vizioso. Ogni volta che decido di dedicare il mio tempo libero a vedere il tennis, di fatto lo faccio a scapito di un’altra attività che trarrebbe pari o più giovamento da una persona in più che ci si dedica e che se ne risente: “devi proprio passare tutte quelle ore a vedere una pallina che fa su e giù quando puoi aiutare partecipando a un evento locale?”. Un ragionamento che si applica per tutto.
A un certo punto bisogna accettare che non importa quanto valore dai a ciò che fai, resta comunque un privilegio che non è garantito e non deve esserlo. Se il pubblico non segue il doppio non puoi incolparlo, né pretendere che l’ATP chiuda gli occhi.
È esattamente lo stesso problema della WTA e dei tornei paritari, una cosa inaudita in qualunque altro sport ad alto profilo: la WTA sopravviverebbe da sola o di fatto vive parassitando gli eventi combined? Perché le calciatrici o le cestiste non dovrebbero pretendere eventi combinated e poi chiedere metà dei guadagni invece di giocare in eventi separati e incassare una miseria perché nessuno va a vederle se ci sono solo loro?

* Combinare le classifiche ITF per far appassionare giovani giocatori al doppio come specialità a sé e non ripiego per singolaristi scarsi
* Cambiare le regole per renderlo più appetibile al pubblico
* Spingere i top players a giocare più doppi

Tutto fallito per un motivo o l’altro. Onestamente, gli unici doppi che ottengono attenzione sono in Davis o alle Olimpiadi e quelli non sono le squadre di doppio del tour, a parte poche eccezioni

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Grifo999 (Guest) 17-07-2026 10:18

Il doppio non interessa e chi lo pratica guadagna ,in proporzione a quanto è seguito,uno sproposito.
So che i “puristi” non saranno d’accordo,ma non è giusto che chi pratica il doppio guadagni perché gioca in tornei dove c’è il singolare,se no,incasso poco,guadagno nullo.
Per non parlare del doppio misto,una gara senza alcun senso.

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+1: Taxi Driver
stankosky 17-07-2026 08:09

doppio e tennis femminile devono avere il loro circuito con i loro introiti e i loro sponsor…

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+1: Taxi Driver