Cobolli si prende Parigi: “È un sogno che si avvera, voglio tenerlo aperto. Quando penso troppo, gioco peggio” (Video partita)
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Dopo aver conquistato per la prima volta in carriera i quarti di finale del Roland Garros, Flavio Cobolli si presenta in conferenza stampa visibilmente soddisfatto ma anche consapevole di aver superato uno dei momenti più delicati della sua giovane carriera. Il romano ha dominato per due set e mezzo contro Zachary Svajda prima di subire il ritorno dell’americano, arrivato a un passo dal trascinare il match al quinto set. Tra emozioni, nervosismo e la gioia per un risultato storico, Cobolli racconta le sensazioni vissute sul Philippe-Chatrier.
Domanda: Flavio, complimenti per aver raggiunto un altro quarto di finale Slam. Cosa stavi pensando quando lui è tornato sul 5 pari nel quarto set?
Flavio Cobolli: Prima di tutto sono molto felice di aver raggiunto il mio primo quarto di finale qui al Roland Garros. Significa tantissimo per me. Sì, oggi ero un po’ nervoso nel chiudere la partita. Come ho già detto, questo torneo significa molto per me. A volte non è facile quando devi chiudere un match, soprattutto quando sei avanti nel punteggio come lo ero io oggi. Penso però che anche Zachary abbia giocato davvero una grande partita dopo il secondo set. Il tennis è così, ed è proprio questo che lo rende speciale. Alla fine ero felice e questa è la cosa più importante.
Domanda: Nell’intervista in campo hai detto due volte che sembrava quasi che te la stessi facendo addosso durante la partita…
Flavio Cobolli: Non è vero. Voglio dire, non è successo. (Ride)
Domanda: Le persone parlano molto di quanto sia aperto il tabellone maschile. Senti una tensione diversa rispetto ad altri tornei?
Flavio Cobolli: No. Semplicemente perché era un ottavo di finale, stavo servendo per il match e non è una situazione facile. Soprattutto perché non avevo mai giocato gli ottavi qui. È la mia prima volta e la mia esperienza non è ancora così grande. A volte devi passare attraverso questi momenti per avere più possibilità di fare meglio la volta successiva.
Domanda: Per gran parte della partita sembravi in controllo. Perché nei momenti finali diventa tutto diverso? La palla è la stessa, il campo è lo stesso…
Flavio Cobolli: Sì, certo.
Domanda: Cosa cambia nella tua testa?
Flavio Cobolli: Penso che quando la partita è quasi finita inizi a pensarci, e questo è il problema del mio carattere, perché a me non piace pensare troppo. Voglio soltanto giocare il mio miglior tennis possibile. Ma quando inizio a pensare, soprattutto se sono nervoso, comincio a giocare un tennis diverso. E poi il Chatrier non è un campo facile per nessuno. Anche il campo oggi era complicato.
Domanda: Da giovane hai giocato nell’Academy della Roma. Quanto sei stato vicino a scegliere il calcio invece del tennis? E puoi parlare della tua amicizia con Riccardo Calafiori?
Flavio Cobolli: Molto vicino. Tutti sanno che da ragazzo giocavo anche a calcio. Mi piaceva addirittura più del tennis quando ero piccolo. Alla fine però non mi piace giocare in una squadra, a parte la Coppa Davis. Ho deciso di lasciare il calcio perché nel tennis provo emozioni diverse e mi sento meglio con me stesso. Ho giocato con tanti ragazzi che oggi stanno facendo molto bene, come Calafiori, Bove, Zalewski e Cancellieri. Eravamo nella stessa squadra e abbiamo ancora un ottimo rapporto. Quando vinco una bella partita mi scrivono e io faccio lo stesso con loro.
Domanda: Quando nel quarto set hai iniziato a perdere il vantaggio, cosa ti stavi dicendo? Cosa ti ha aiutato a uscirne?
Flavio Cobolli: Ho cercato di restare positivo. Stavo iniziando a essere un po’ nervoso, anche nei confronti del mio team. Ho provato a giocare il mio tennis, a colpire la palla più forte possibile e a prendermi il mio tempo tra un punto e l’altro. Ero anche un po’ meno energico rispetto ai primi tre set. Alla fine ho semplicemente giocato il mio tennis senza pensare troppo e ha funzionato.
Domanda: Il tabellone maschile è molto aperto. Questo cambia il tuo approccio mentale?
Flavio Cobolli: No, assolutamente. Mi approccio sempre allo stesso modo. Voglio godermi il torneo, voglio godermi ogni partita. È un onore incredibile giocare sul Chatrier. Per me è un sogno che si realizza e voglio continuare a tenere aperto questo sogno.
Domanda: Hai detto che questo torneo significa molto per te. Hai ricordi particolari del Roland Garros quando eri bambino?
Flavio Cobolli: Sì. Come ho detto anche in campo, è sicuramente il mio Slam preferito da giocare, perché noi italiani siamo cresciuti sulla terra battuta e abbiamo un feeling particolare con questa superficie. Ho tanti ricordi, ma il più bello è sicuramente Rafa. Quello che ha fatto qui negli anni è qualcosa che nessuno dimenticherà.
Domanda: Sei riuscito a vedere la finale di Champions League? E com’è seguire i tuoi amici sportivi da spettatore?
Flavio Cobolli: Mi stai chiedendo se l’ho vista?
Domanda: Sì.
Flavio Cobolli: Sì, l’ho vista. Ho iniziato a guardarla dal ventesimo minuto. Quando l’Arsenal ha segnato, il Paris Saint-Germain ha iniziato a giocare un po’ meglio e penso che abbia meritato di vincere la Champions League. Mi è dispiaciuto un po’ per Riccardo. Non ha giocato, ma avrà sicuramente altre occasioni per disputare partite di questo livello. Gli auguro tutta la fortuna possibile.
Domanda: Ci ricordiamo tutti la tua partita in Coppa Davis con tutti quei match point salvati. Oggi è stata un’emozione diversa?
Flavio Cobolli: Sicuramente questa partita per me contava tantissimo. Credo che abbia iniziato a pesarmi il fatto che i quarti di finale fossero davvero lì, molto vicini. Come ho detto prima, quando penso troppo inizio a giocare peggio. Bisogna però dare merito anche al mio avversario perché, a parte il match point che ho giocato male, lui ha disputato un’ottima partita. La cosa più positiva di oggi è stato il mio atteggiamento. Avrei potuto sciogliermi completamente e tornare a essere il giocatore che sono stato per gran parte degli anni passati. Invece ho reagito e sono molto contento.
Domanda: La Davis è collegata a questa emozione?
Flavio Cobolli: C’è un legame, ma non così forte. Sono emozioni diverse. In Davis ero completamente dentro una bolla. Ero con la squadra, ero in una situazione completamente diversa.
Domanda: A inizio torneo hai detto che la scelta di Alessandro Giannessi è stata tua. Cosa cercavi da questa collaborazione?
Flavio Cobolli: Alessandro non è soltanto un ex giocatore che ha raggiunto buoni livelli. È arrivato a fare il secondo di mio padre, che io preferisco chiamare Stefano. Credo possa portarmi esperienza nel circuito. E penso che sia anche un ottimo tramite tra me e mio padre, perché a volte andiamo un po’ in guerra. Gli ho chiesto espressamente di essere lui a dirmi certe cose, soprattutto nei momenti di difficoltà. Credo che questa scelta abbia funzionato molto bene.
Domanda: Hai detto di sentirti pronto fisicamente per partite lunghe. Come stavi oggi nel quarto set?
Flavio Cobolli: Fisicamente sto benissimo. Non avrei avuto problemi nemmeno ad andare al quinto set. Adesso mi sento un po’ stanco, ma credo sia normale. La tensione era alta e ho speso tanto dal punto di vista fisico. Sto però molto bene. Forse quando mi sono innervosito ho cambiato un po’ il mio stile di gioco e questo mi ha reso meno efficace. Ho giocato meno il mio tennis e questo probabilmente l’ho pagato.
Domanda: Nel tie-break hai avuto paura di dover andare al quinto set?
Flavio Cobolli: A un certo punto la preoccupazione di andare al quinto set l’ho avuta. Bisognerà analizzare dove avrei potuto fare meglio. Però la paura di perdere se fossi arrivato al quinto set non l’ho mai avuta. Sarei stato pronto a lottare ancora. Stavo giocando gli ottavi di finale di uno Slam, sarebbe stato stupido rinunciare a combattere. La lotta è nel mio sangue e non mi sarei mai dato per vinto.
Domanda: Questo risultato ti porta all’11ª posizione virtuale e sempre più vicino alla Top 10. Cosa significa per te? E tra Auger-Aliassime e Tabilo hai una preferenza?
Flavio Cobolli: È una grande emozione. Sono abituato a festeggiare ogni best ranking. Con il mio team facciamo sempre un brindisi quando raggiungo una nuova migliore classifica. È una cosa che mi dà grande soddisfazione. Per quanto riguarda la prossima partita, sono entrambi giocatori molto forti. A questo punto del torneo tutti meritano di essere arrivati fin qui. Uno dei due ha giocato un po’ meno e quindi sarà probabilmente più fresco. Spero facciano una bella battaglia e poi vedremo.
dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani
TAG: Flavio Cobolli, Roland Garros, Roland Garros 2026

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Questo RG è ridotto a un buon 500
Bravo Flavietto
A Flavio non si può dir nulla.
Ha vinto i primi 3 match in maniera solida e piuttosto rapida (contro Pellegrino e Tien non era scontato).
Oggi si è complicato la vita un po’ di più, ma è riuscito comunque a chiuderla dopo esser stato rimontato. Il servizio tenuto a 0 dopo i 5 game di Svajda è un ottimo segno di reset.
Mi preoccupa però questa difficoltà nel chiudere i match da 2 break sopra. Non è la prima volta che accade.
Anche contro Andrea al primo round aveva 2 break, ne ha concesso uno e si è ritrovato a dover annullare un paio di palle anche per il secondo.
Immagino sia difficile gestire questo tipo di emozioni e spero che col tempo migliorerà questo aspetto.
Lo abbiamo notato tutti Flavio… ora libera la testa e facci continuare a sognare
Se già ti volevo bene dopo questa tua
“Quando il match è quasi finito, inizi a pensarci. E questo è il problema, credo, con il mio carattere, perché a me non piace pensare troppo”
te ne voglio anche di più!
Però amico mio per stare lassù fisso devi cominciare a pensare più fitto, per forza!