Prize money: un gruppo di top 20 critica la distribuzione dei ricavi alla prossima edizione di Roland Garros
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Arriva dall’Inghilterra una indiscrezione importante sullo scottante tema dei prize money nel tennis Pro e sulla distribuzione dei ricavi tra maggiori tornei e giocatori. Secondo quanto riporta il quotidiano di Londra The Guardian, un gruppo composto da giocatori e giocatrici tra i primi 20 del ranking mondiale, tra cui Novak Djokovic, Jannik Sinner, Aryna Sabalenka e Coco Gauff, ha diffuso un comunicato congiunto in cui manifesta delusione per l’entità del prize money previsto per il Roland Garros 2026.
“I top player sono in attrito con tutti e quattro gli Slam da oltre un anno: ritengono che la loro quota sui ricavi complessivi dei tornei sia insufficiente, a fronte di introiti in costante crescita. Inoltre, chiedono maggiori tutele in termini di welfare e pensioni, oltre a un ruolo più incisivo nei processi decisionali, in particolare sulla definizione del calendario”, si legge nella nota diffusa dal media britannico. Il Roland Garros ha annunciato il mese scorso un aumento del 9,5% del montepremi complessivo, portandolo a 61,7 milioni di euro, con 2,8 milioni destinati ai vincitori del singolare maschile e femminile. Tuttavia, i giocatori restano insoddisfatti da questa situazione. Infatti l’incremento è sensibilmente inferiore rispetto al +20% registrato allo US Open lo scorso anno, mentre secondo i giocatori la quota del montepremi sul totale dei ricavi è addirittura in diminuzione.
“Il Roland Garros ha generato 395 milioni di euro di ricavi nel 2025, con un aumento annuo del 14%, eppure il montepremi è cresciuto solo del 5,4%, riducendo la quota destinata ai giocatori al 14,3%”, si legge nel comunicato. “Con ricavi stimati superiori ai 400 milioni per l’edizione di quest’anno, il montepremi difficilmente supererà il 15% del totale, ben lontano dal 22% richiesto dai giocatori per allineare gli Slam agli standard dei circuiti ATP e WTA. Mentre il Roland Garros si avvia verso ricavi record, la quota destinata ai giocatori continua quindi a diminuire in rapporto al valore che essi stessi contribuiscono a generare. Ancora più rilevante è il fatto che questo annuncio non affronta le criticità strutturali sollevate in modo costante e legittimo dai giocatori nell’ultimo anno. Non c’è stato alcun confronto sul tema del welfare né progressi verso l’istituzione di un meccanismo formale di consultazione dei giocatori nei processi decisionali degli Slam”.
“I tornei dello Slam continuano a opporre resistenza al cambiamento” continua il comunicato rivelato da Guardian. “L’assenza di coinvolgimento dei giocatori e il persistente deficit di investimenti sul loro benessere evidenziano un sistema che non rappresenta adeguatamente gli interessi dei principali attori del successo di questo sport.” La indiscrezione del quotidiano sarà certamente all’ordine del giorno anche al Masters e WTA 1000 di Roma, dove sicuramente la questione sarà sollevata ai giocatori.
Mario Cecchi
TAG: prize money, Roland Garros 2026

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Quindi fatemi capire cari fedalini: se fa Djokovic una cosa del genere è da mettere al rogo. Se lo fanno i primi 20 (compreso Sinner) va tutto bene. È così fedalini?
Sinner lo dice sempre che è uno fortunato nonostante i sacrifici fatti dalla sua famiglia e da lui stesso.E se lui ha firmato qualcosa, lo ha fatto (come Djokovic) solo per aiutare quelli che sono indietro in classifica.Ormai di grana né hanno a sufficienza.Non penso che qualche centinaio in più facciano la differenza.E’ solo per aiutare gli altri poiché la voce dei più forti si sente di più.Che poi ognuno faccia anche i propri interessi mi sembra naturale e non da criticare.
Importante che non pensino solo a loro stessi.E non penso che Jannik e Nole pensano ad un interesse esclusivamente personale.
@ Molto Pollo (#4607456)
Vero. Ma comprare i biglietti del RG sta diventando complicato e quasi impossibile se non prendi pacchetti con pernottamento e tc. E anche a W il resale eè cambiato in peggio negli ultimi due anni.
Ma avete letto bene l’articolo? Se negli ATP 1000 il montepremi è il 22% del fatturato mi sembra ragionevole che venga esteso anche agli slam. Oltretutto diminuendo in % rispetto all’anno precedente.
Non capisci che se la protesta la fanno quelli delle qualifiche, non li considerano proprio, se la fanno i top forse li ascoltano
La lamentela appare fondata considerando i dati delle percentuali del montepremi sul totale degli incassi.
Ma in realtà è ingiustificata se invece guardiamo il valore assoluto dei premi, che negli slam è enormemente superiore a quelli erogati nei tornei ATP, ed ancora di più in quelli WTA.
Sembra che i top player firmatari siano strumentalizzati da Gaudenzi per la sua continua lotta contro gli slam.
Se questa lamentela verrebbe da un tennista fuori dai cento o giù di lì lo accetto. Ma dai più forti anche no…
Se avessi letto il documento sapresti che l’aspetto che viene maggiormente criticato riguarda proprio i tennisti meno fortunati, non quelli che guadagnano 50 milioni l’anno! Con questa, oggi è la seconda … che scrivi…
Dovrebbero semplicemente scioperare
avevo scritto “okkio che sinner sciopera” ma sono stato censurato per questo. Che tristezza!
Il ground al Roland Garros ai primi turni costa come iquarti di finale Challenger di Torino, solo che ti vedi top 30 a iosa. A Wimbledon fai la coda e paghi poco.. i biglietti cari sono un problema FITP.
Potrebbero non giocare gli slam per protesta …..così consentirebbero a qualche giocatore che fa le quali , di entrare e prendere il tanto sognato prize monay del primo turno . Vergognatevi !!!
La protesta non è provocatoria ma legittima.
L’NBA si è fermata 2 volte per la serrata dei proprietari e dei giocatori che non si mettevano d’accordo sulla percentuale degli intoriti da destinare al salary cap.
Gli slam sono paragonabili ai film: se fai un film con De Niro, incassi 100, se lo fai con un altro attore ne incassi 80. La produzione decide quanto budget dedicare ai compensi, perchè i grandi nomi richiamano grande pubblico a prescindere dalla riuscita del film.
Un aumento del 15/20% del montepremi, porterebbe anche molto giovamento a chi fa le qualificazioni e perde ai primi turni.
Se i top 20 decidessero di boicottare gli slam, gli organizzatori perderebbero decine e decine di milioni di incassi sotto forma di biglietti e diritti televisivi, perchè l’audience crollerebbe.
non vedo cosa interessi a noi spettatori
E quindi i movimenti di federazioni che non organizzano slam che devono fare, devono chiudere i battenti ?
La protesta è legittima e a tutela non certo dei giocatori citati che guadagnano forse 200 milioni in 4, ma dei giocatori più indietro in classifica, fior di professionisti che si fanno il mazzo nei challenger guadagnando pochi soldi. È sacrosanto che monetizzino quanto più possibile accedendo al main draw degli slam.
@ Dejan (#4607343)
In tutto questo la colpa, non secondaria, è innanzitutto nostra: finché noi-pubblico continuiamo a riempire gli spalti fanno benissimo a vendere i biglietti a prezzi da strozzinaggio.
E, per inciso: i prezzi del Rolando sono inferiori a quelli del Foro… che altrettanto, anno dopo anno, stabilisce nuovi primati di presenze
Io sto con chi organizza.
Che tra l’altro è la Federazione francese: se l’intero movimento francese sta in piedi è soprattutto grazie agli introiti del Roland Garros
Il fatto che a parte Fils non ci siano giocatori o giocatrici francesi ai vertici, da un lato è un paradosso che dovrebbe invogliare la FFT a spendere meglio la propria ricchezza, dall’altro è la legenda per interpretare e capire la composizione dell’elenco di chi abbia firmata questa protesta, indecente da tanto che è provocatoria.
ohhh, poverini, djoko e sinner, costretti a vivere con una 50ina di mln di euro l’anno. che pena, facciamo una colletta per aiutarli? chissà poi perché nessuno si lamenta mai del fatto che inegli anni 80 un ceo aveva uno stipendio pari a 50 volte quello di un operaio e oggi invece è a quota 650! o per erstare in tema, il vincitore di W negli anni 80 prendeva 150K sterline, oggi ne prende 2.7 mln! un incremento nominale di 1600%!!!! giusto la percentuale dell’inflazione. e ovviamente, per giustificare quell’aumento il biglietto di roma costa 250€… sinner fa il suo interesse, massimizza il profitto, sono i fans che sembrano fregarsene. ma finché c’è grana che gira, olé!
A Parigi e Wimbledon costano molto meno che a Roma.
In tutta la vicenda, se qualcuno pensasse magari ad abbassare il costo dei biglietti per i clienti/spettatori?
Mah, il Guardian e’ come il Corriere, zero affidibilita’. Non credo che uno come sinner o Djokovic passa sottoscrivere un documento del genere. Della serie vendiamo piu’ copie…
Non c’è niente di male ma non mi interessa