In conferenza stampa: Zverev e la sfida a Sinner “La IA aiuta, ma non fa magie”
35 commenti
Alexander Zverev torna in finale al Mutua Madrid Open 2026 e si prepara a una nuova sfida contro Jannik Sinner. Dopo il successo in semifinale su Alexander Blockx, il tedesco ha parlato in conferenza stampa del suo momento, della finale contro il numero uno del mondo, del lavoro con il padre e anche del ruolo sempre più presente dell’intelligenza artificiale nel tennis moderno.
La vittoria contro Blockx ha confermato la grande continuità di Zverev in questa stagione. Il tedesco sta raccogliendo risultati importanti nei grandi tornei e a Madrid ha ritrovato una finale in un evento che conosce benissimo.
“È stata una buona partita. Credo di averla avuta sotto controllo fin dall’inizio. Lui mi ha messo in difficoltà nel secondo set, ma ho avuto comunque molte occasioni. Ero fiducioso che ne avrei sfruttata qualcuna, e alla fine ci sono riuscito. Sono contento di come ho gestito la situazione”, ha spiegato Zverev.
Ora lo aspetta una finale di altissimo livello contro Sinner, che arriva all’ultimo atto con una striscia impressionante e uno status ormai consolidato da uomo da battere. Zverev non ha nascosto la difficoltà dell’impegno.
“Lui è il numero uno del mondo e non perde una partita dall’inizio di febbraio. Credo che in questo momento sia senza dubbio il miglior giocatore del mondo. Devo giocare un tennis molto buono per avere qualche possibilità. So di esserne capace e domenica darò il massimo”.
Il tedesco ha poi parlato del suo adattamento alla terra battuta. Rispetto ad altri giocatori, ha ammesso di aver bisogno di un po’ più di tempo per trovare ritmo e sensazioni sulla superficie.
“Credo sia una questione di tempo. Il ritmo della palla è completamente diverso rispetto al cemento. Una volta che mi adatto, so di poter giocare bene, ma mi serve tempo. Giocatori come Jannik o Carlos magari giocano benissimo già dalla prima settimana. Storicamente ho vinto tutti i Masters sulla terra tranne Montecarlo. Lì sono arrivato in semifinale, mai in finale. Quindi sì, credo di aver bisogno di più tempo rispetto ad altri. Ora mi sento bene. Sono in finale e sono contento per questo”.
Un passaggio molto interessante della conferenza ha riguardato il rapporto con suo padre, che è anche il suo allenatore. Zverev ha spiegato quanto sia importante la capacità di separare il ruolo familiare da quello professionale.
“Con me funziona molto bene. Mio padre ha capito che separare il ruolo di padre da quello di allenatore di tennis è molto importante. Quando siamo a casa è mio padre, ma quando siamo nei tornei è solo il mio allenatore. Mi lascia fare le mie cose fuori dal tennis, mi lascia occuparmi dei miei affari, ed è molto importante, soprattutto quando si cresce”.
Il tedesco ha poi allargato il discorso ad altri casi nel circuito, criticando indirettamente quei genitori che tendono a controllare ogni aspetto della vita dei figli.
“Sono tanti anni che sono nel circuito professionistico e so che ci sono molti genitori di tennisti, soprattutto nel circuito femminile, che cercano di controllare ogni aspetto della vita dei loro figli. Credo che sia sbagliato. In questo mio padre è stato ed è ancora molto intelligente. Mi lascia vivere la mia vita. Mi lascia fare quello che voglio fuori dal campo da tennis. E in campo, per me, è il miglior allenatore”.
Zverev ha parlato anche della nuova generazione, dopo aver affrontato Blockx e dopo le grandi prestazioni viste a Madrid da altri giovani come Rafa Jódar e Joao Fonseca.
“Ci sono molti giovani promettenti, molto molto forti e di altissimo livello. Ogni settimana si nota di più. Parliamo di Fonseca da tempo, ha un talento tremendo. Ora stanno arrivando anche altri giocatori con un talento enorme. Questa settimana abbiamo visto Jódar fare un grande salto e anche Blockx. Ci sono tanti giovani che faranno salti simili nei prossimi mesi e anni, perché il livello di tennis che giocano è molto alto”.
Sul secondo set della semifinale, Zverev ha riconosciuto di aver sprecato alcune possibilità, ma anche di essere rimasto lucido.
“Nel secondo set ho sprecato una seconda di servizio sua sul punto di break. Ha fatto serve and volley per la prima volta, non me lo aspettavo. Negli altri punti tirava prime molto potenti. Può succedere, questo è il tennis. Però quando ho avuto l’occasione l’ho sfruttata. Per fortuna sono riuscito a chiudere il match con il mio servizio”.
Infine, il tema più curioso: l’uso dell’intelligenza artificiale nel tennis. Zverev ha confermato di utilizzare statistiche e dati prima delle partite, ma ha spiegato che, contro giocatori come Sinner o Alcaraz, nessun algoritmo può risolvere tutto.
“Come molti altri giocatori, consulto alcune statistiche prima delle partite. Però conta molto anche il fatto che il tennis sia uno sport di sensazioni. Contro Jannik, contro Carlos o contro i migliori giocatori del mondo, non ci sono due partite uguali. Io lo so, loro lo sanno. Ci adattiamo sempre, cerchiamo sempre di trovare il modo di batterci. Quindi sì, le statistiche aiutano un po’, ma loro sanno che io so che esistono, e sicuramente influenzano la mia strategia. Lo stesso vale per me: cambierò la mia strategia contro di loro”.
Il tedesco ha poi sintetizzato il concetto in modo molto chiaro.
“I giocatori hanno punti deboli e punti forti. Alla fine vincono sempre i migliori. In questo caso, negli ultimi mesi è stato Jannik. Anche con la IA, che ti fornisce molte statistiche su di lui, e anche se non c’è nessun segreto su come gioca, continuo a non riuscire a batterlo. La IA ti aiuta solo fino a un certo punto”.
Zverev arriva dunque alla finale di Madrid con rispetto, lucidità e ambizione. Sa che Sinner è il favorito e il giocatore più forte del momento, ma sa anche di avere esperienza, qualità e un feeling speciale con la Caja Mágica. L’intelligenza artificiale potrà fornire numeri e indicazioni, ma domenica, come sempre, a decidere sarà il campo.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Alexander Zverev, Masters 1000 Madrid, Masters 1000 Madrid 2026

Sinner
Alcaraz
Zverev
Auger-Aliassime
Shelton
de Minaur
Medvedev
Djokovic
Sabalenka
Rybakina
Swiatek
Svitolina
Muchova
Quello che dico sempre io
Ho sentito l’intervista, gli hanno chiesto dell’AI per il tennis e all’inizio sembrava non capire il senso della domanda.
Alla fine ha capito che si parlava di statistiche e in fondo ha risposto correttamente: le statistiche aiutano, ma alla fine in campo ci sei tu.
Zverev per vincere contro 𝓢𝓘𝓝𝓝𝓔𝓡 deve sperare a una giornata storta o problemi fisici del Rosso
Ma poi la AI suggerisce ma il tennista deve saper eseguire!
Il problema di ChatGPT è che bisogna sapere costruire il prompt altrimenti la risposta non migliora il risultato delle nostre azioni di conseguenza , anzi.
Federer probabilmente sul incrociato di rovescio non vedrebbe la palla di Sinner…oppure possiamo dire McEnroe avrebbe fatto impazzire Sinner, sono tutti commenti che lasciano il tempo che trovano
Oltre all’indisponibilità di Alcaraz e al probabile ritiro di Sinner da Roma (Halle è troppo vicino al RG per fare un’unica tirata fino a Wimbledon), penso che nemmeno Zverev sarà a Roma.
Lo scorso anno giocò una sola partita a Montecarlo, 3 turni a Madrid: quest’anno ha fatto SF in tutti i tornei da Indian Wells in poi. Non è fisicamente sostenibile.
Se vuoi essere tecnico avrai osservato che attualmente Sinner colpisce piatto solo per chiudere il punto, ti diro di più durante gli scambi continua a variare le rotazioni in particolare su dritto, usare Lo slice basso si va bene, ma senza esagerare, per basso intendo alla Berettini, altrimenti diventa un bumerang, Sinner piega le gambe benissimo è un colpo che non gli da molto fastidio, sul servizio non dici niente di nuovo, la differenza è: Con che livello di velocità e rotazioni fai queste variazioni, altrimenti variare il servizio mette solo in difficoltà chi serve. Il resto è solo accademia facile a dirlo ma poi difficile metterlo in pratica
vi ricordo che Sinner per alcuni mesi “costrinse” il papà a seguirlo nel tour, ufficialmente come cuoco del team, poi ha capito che aveva una famiglia, una terra, un’attività economica con la mamma e lo ha lasciato andare… è la cosa più normale del mondo essere legati alla famiglia, lo è anche Sinner e lo ripete di continuo, poi il papà di Zverev è un maestro di tennis e il fratello è un ex tennista professionista, insomma è del tutto normale che lo zar si affidi a loro… non è certo questione di cordone ombelicale
Sascha con il padre e il fratello si trova benissimo, è ancora numero 3 del mondo, malgrado sia perfettamente consapevole che ormai Sinner e Alacaraz siano di un altro livello… piuttosto mi lascia perplesso Tsitsipas, che litiga di continuo con il padre, oggi è addirittura fuori dalla top-50, eppure continua a portarselo appresso, che l’unica cosa che sa fare è criticarlo e deprimerlo
Zverev e Tsitsi sono entrambi legatissimi alla famiglia, la differenza la fa il capofamiglia, il papà dà sempre un impressione di moderazione, non ricordo di averlo mai visto rimproverare il figlio, il papà di Tsitsi parla e blatera in continuazione, inevitabilmente litiga con il figlio, e lo manda in confusione… ovviamente non mi permetto di intromettermi in questioni familiari, ma se il papà di Tsitsi fosse stato come il papà di Zverev, sicuramente oggi sarebbe ancora top-5
Che poi è la tattica che in parte ha adottato di nitrof a Wimbledon. Difatti , mi sono stupito che alcaraz nella finale non abbia copiato il bulgaro. Su superfici come l’erba di Wimbledon , se vuoi battere sinner devi giocare il rovescio in slice incrociato . Federer avrebbe fatto a pezzi sinner sull’erba di wimbledo
L’intelligenza artificiale aiuta, ma, prima di tutto, farei attenzione alla deficienza naturale…
E al braccino….
…meglio non indagare…
Alex Zanardi…grazie di tutto.
@ giallu (#4605558)
lascia fare nel senso che anche dovesse fare cose non troppo consoni per uno sportivo non si intromette mentre magari un Cahill ti riprende
@ Ciupaciupa (#4605562)
Lascia stare chatgpt quantomeno dovevi specificare la superficie.
Sulla terra Sinner gioca molto meno piatto (vedi con Jodar).
Alex Zanardi…grazie per tutto.
Adulto? A trent’anni sono ancora ragazzi..mia suocera a 22 anni aveva tre figli. Semmai è Sinner che è nato adulto. E di questi tempi non deve stupire che vinca con dei ragazzini..
A me pare che la palla di Zverev cammini molto meno che quella di Sinner, con cui il tedesco non é mai riuscito a comandare gli scambi negli ultimi match. Quantomeno deve servire con percentuali di prime altissime e molti ace sporchi. Poi ogni match fa storia a sé. Prima del match Sinner é molto favorito per la vittoria, se gioca al suo livello.
Se la serie si deve rompere meglio qui che a Parigi
Questa la risposta di chat gpt alla seguente domanda: Quale tattica bisogna usare per provare a battere Sinner a tennis?
Battere Jannik Sinner non è esattamente un’impresa da weekend , ma tatticamente qualche idea esiste — soprattutto guardando cosa hanno fatto i pochi che sono riusciti a metterlo in difficoltà.
Sinner è fortissimo perché colpisce piatto, prende la palla presto e domina da fondo con ritmo altissimo. Quindi la prima regola è semplice: non giocare il suo gioco.
1. Spezzare il ritmo
Se entri nello scambio piatto e veloce, sei già nei guai. Giocatori come Novak Djokovic hanno avuto successo variando: palle più lente, slice bassi, cambi di velocità. L’obiettivo è impedirgli di colpire sempre in anticipo.
2. Usare molto lo slice (soprattutto di rovescio)
Lo slice basso lo costringe a colpire da sotto il livello della rete, dove è meno devastante. Inoltre rompe la sua cadenza regolare.
3. Attaccare la rete nei momenti giusti
Sinner è migliorato tanto nei passanti, ma resta più a suo agio da fondo. Giocatori offensivi come Carlos Alcaraz hanno spesso cercato di accorciare gli scambi e chiudere a rete.
4. Servizio molto preciso
Non basta la potenza: serve varietà. Servizi esterni, al corpo e kick per evitare che risponda sempre aggressivo. Se gli dai ritmo anche sulla risposta, prende il controllo subito.
5. Muoverlo lateralmente (e in avanti)
È velocissimo, ma nessuno ama correre sempre. Alternare profondità e palle corte può togliergli timing, soprattutto se lo costringi a cambiare direzione spesso.
6. Tenuta mentale altissima
Sinner è glaciale: non regala quasi nulla. Devi accettare scambi duri e restare lucido nei momenti chiave. Se perdi intensità per qualche game, lui scappa via.
In sintesi:
variazione, pazienza e coraggio di uscire dagli schemi.
evitare scambi lineari da fondo.
prendere iniziativa quando possibile.
Se vuoi, posso dirti come adattare queste idee al tuo livello (amatoriale vs agonistico), perché contro Sinner “vero” e contro uno con il suo stile sono due sfide un po’ diverse.
La cosa padre/figlio mi lascia un po’ perplesso. Non so se è per via della traduzione ma caspita! In teoria sei un adulto caro Sascha. Che significa che fuori dal campo “tuo padre ti LASCIA fare…”???
Non penso che sia piacevole per Sinner incontrare così spesso soprattutto in finale lo stesso giocatore, si sà che le striscie più si allungano e più sono vicine alla rottura,ma spero che ancora non sia questo il momento…
“L’intelligenza artificiale è veloce, ma il cervello ha una marcia in più” citazione che condivido pienamente pur guidando col cambio automatico!!
Concordo. L’ho visto molto in forma. È centrato, preciso, stabile. L’accenno di braccino con Flavio rivela che quello psicologico resta un suo punto debole. Vedremo.
Mah … non mi pare proprio …
Comunque , anche fosse , potrebbe ” anche esser peggio ” … perchè allora non serviva dire nulla .
Un pò come qualche giorno fa , quando sempre Zverev ha dichiarato di essere condizionato da un infortunio senza poi voler meglio specificare di cosa si trattasse
( ❓ )
La deficienza artificiale…. Sempre meglio usare il cervello.
Comunque Zverev in questo torneo l’ho visto molto bene, soprattutto al servizio, mentre Jannik con le prime si è incartato spesso (ieri con Fils a secondo set inoltrato era sotto il 40%). Se non lo batte domani, non lo batte più
Le statistiche non c’entrano nulla con IA
Che è esattamente ciò che ha detto
non è colpa dell’IA, è colpa delle magie che non esistono
” … alla fine vincono sempre i migliori . . . Anche con la IA , che ti fornisce molte statistiche su di lui , e anche se non c’è nessun segreto su come gioca , continuo a non riuscire a batterlo . La IA ti aiuta solo fino a un certo punto ” .
Anche perchè , caro Zverev , non è che la ” IA ” la usi solo tu . 😉