In conferenza stampa: Zverev e la sfida a Sinner “La IA aiuta, ma non fa magie”
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Alexander Zverev torna in finale al Mutua Madrid Open 2026 e si prepara a una nuova sfida contro Jannik Sinner. Dopo il successo in semifinale su Alexander Blockx, il tedesco ha parlato in conferenza stampa del suo momento, della finale contro il numero uno del mondo, del lavoro con il padre e anche del ruolo sempre più presente dell’intelligenza artificiale nel tennis moderno.
La vittoria contro Blockx ha confermato la grande continuità di Zverev in questa stagione. Il tedesco sta raccogliendo risultati importanti nei grandi tornei e a Madrid ha ritrovato una finale in un evento che conosce benissimo.
“È stata una buona partita. Credo di averla avuta sotto controllo fin dall’inizio. Lui mi ha messo in difficoltà nel secondo set, ma ho avuto comunque molte occasioni. Ero fiducioso che ne avrei sfruttata qualcuna, e alla fine ci sono riuscito. Sono contento di come ho gestito la situazione”, ha spiegato Zverev.
Ora lo aspetta una finale di altissimo livello contro Sinner, che arriva all’ultimo atto con una striscia impressionante e uno status ormai consolidato da uomo da battere. Zverev non ha nascosto la difficoltà dell’impegno.
“Lui è il numero uno del mondo e non perde una partita dall’inizio di febbraio. Credo che in questo momento sia senza dubbio il miglior giocatore del mondo. Devo giocare un tennis molto buono per avere qualche possibilità. So di esserne capace e domenica darò il massimo”.
Il tedesco ha poi parlato del suo adattamento alla terra battuta. Rispetto ad altri giocatori, ha ammesso di aver bisogno di un po’ più di tempo per trovare ritmo e sensazioni sulla superficie.
“Credo sia una questione di tempo. Il ritmo della palla è completamente diverso rispetto al cemento. Una volta che mi adatto, so di poter giocare bene, ma mi serve tempo. Giocatori come Jannik o Carlos magari giocano benissimo già dalla prima settimana. Storicamente ho vinto tutti i Masters sulla terra tranne Montecarlo. Lì sono arrivato in semifinale, mai in finale. Quindi sì, credo di aver bisogno di più tempo rispetto ad altri. Ora mi sento bene. Sono in finale e sono contento per questo”.
Un passaggio molto interessante della conferenza ha riguardato il rapporto con suo padre, che è anche il suo allenatore. Zverev ha spiegato quanto sia importante la capacità di separare il ruolo familiare da quello professionale.
“Con me funziona molto bene. Mio padre ha capito che separare il ruolo di padre da quello di allenatore di tennis è molto importante. Quando siamo a casa è mio padre, ma quando siamo nei tornei è solo il mio allenatore. Mi lascia fare le mie cose fuori dal tennis, mi lascia occuparmi dei miei affari, ed è molto importante, soprattutto quando si cresce”.
Il tedesco ha poi allargato il discorso ad altri casi nel circuito, criticando indirettamente quei genitori che tendono a controllare ogni aspetto della vita dei figli.
“Sono tanti anni che sono nel circuito professionistico e so che ci sono molti genitori di tennisti, soprattutto nel circuito femminile, che cercano di controllare ogni aspetto della vita dei loro figli. Credo che sia sbagliato. In questo mio padre è stato ed è ancora molto intelligente. Mi lascia vivere la mia vita. Mi lascia fare quello che voglio fuori dal campo da tennis. E in campo, per me, è il miglior allenatore”.
Zverev ha parlato anche della nuova generazione, dopo aver affrontato Blockx e dopo le grandi prestazioni viste a Madrid da altri giovani come Rafa Jódar e Joao Fonseca.
“Ci sono molti giovani promettenti, molto molto forti e di altissimo livello. Ogni settimana si nota di più. Parliamo di Fonseca da tempo, ha un talento tremendo. Ora stanno arrivando anche altri giocatori con un talento enorme. Questa settimana abbiamo visto Jódar fare un grande salto e anche Blockx. Ci sono tanti giovani che faranno salti simili nei prossimi mesi e anni, perché il livello di tennis che giocano è molto alto”.
Sul secondo set della semifinale, Zverev ha riconosciuto di aver sprecato alcune possibilità, ma anche di essere rimasto lucido.
“Nel secondo set ho sprecato una seconda di servizio sua sul punto di break. Ha fatto serve and volley per la prima volta, non me lo aspettavo. Negli altri punti tirava prime molto potenti. Può succedere, questo è il tennis. Però quando ho avuto l’occasione l’ho sfruttata. Per fortuna sono riuscito a chiudere il match con il mio servizio”.
Infine, il tema più curioso: l’uso dell’intelligenza artificiale nel tennis. Zverev ha confermato di utilizzare statistiche e dati prima delle partite, ma ha spiegato che, contro giocatori come Sinner o Alcaraz, nessun algoritmo può risolvere tutto.
“Come molti altri giocatori, consulto alcune statistiche prima delle partite. Però conta molto anche il fatto che il tennis sia uno sport di sensazioni. Contro Jannik, contro Carlos o contro i migliori giocatori del mondo, non ci sono due partite uguali. Io lo so, loro lo sanno. Ci adattiamo sempre, cerchiamo sempre di trovare il modo di batterci. Quindi sì, le statistiche aiutano un po’, ma loro sanno che io so che esistono, e sicuramente influenzano la mia strategia. Lo stesso vale per me: cambierò la mia strategia contro di loro”.
Il tedesco ha poi sintetizzato il concetto in modo molto chiaro.
“I giocatori hanno punti deboli e punti forti. Alla fine vincono sempre i migliori. In questo caso, negli ultimi mesi è stato Jannik. Anche con la IA, che ti fornisce molte statistiche su di lui, e anche se non c’è nessun segreto su come gioca, continuo a non riuscire a batterlo. La IA ti aiuta solo fino a un certo punto”.
Zverev arriva dunque alla finale di Madrid con rispetto, lucidità e ambizione. Sa che Sinner è il favorito e il giocatore più forte del momento, ma sa anche di avere esperienza, qualità e un feeling speciale con la Caja Mágica. L’intelligenza artificiale potrà fornire numeri e indicazioni, ma domenica, come sempre, a decidere sarà il campo.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Alexander Zverev, Masters 1000 Madrid, Masters 1000 Madrid 2026

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La cosa padre/figlio mi lascia un po’ perplesso. Non so se è per via della traduzione ma caspita! In teoria sei un adulto caro Sascha. Che significa che fuori dal campo “tuo padre ti LASCIA fare…”???
Non penso che sia piacevole per Sinner incontrare così spesso soprattutto in finale lo stesso giocatore, si sà che le striscie più si allungano e più sono vicine alla rottura,ma spero che ancora non sia questo il momento…
“L’intelligenza artificiale è veloce, ma il cervello ha una marcia in più” citazione che condivido pienamente pur guidando col cambio automatico!!
Concordo. L’ho visto molto in forma. È centrato, preciso, stabile. L’accenno di braccino con Flavio rivela che quello psicologico resta un suo punto debole. Vedremo.
Mah … non mi pare proprio …
Comunque , anche fosse , potrebbe ” anche esser peggio ” … perchè allora non serviva dire nulla .
Un pò come qualche giorno fa , quando sempre Zverev ha dichiarato di essere condizionato da un infortunio senza poi voler meglio specificare di cosa si trattasse
( ❓ )
Comunque Zverev in questo torneo l’ho visto molto bene, soprattutto al servizio, mentre Jannik con le prime si è incartato spesso (ieri con Fils a secondo set inoltrato era sotto il 40%). Se non lo batte domani, non lo batte più
Che è esattamente ciò che ha detto
non è colpa dell’IA, è colpa delle magie che non esistono
” … alla fine vincono sempre i migliori . . . Anche con la IA , che ti fornisce molte statistiche su di lui , e anche se non c’è nessun segreto su come gioca , continuo a non riuscire a batterlo . La IA ti aiuta solo fino a un certo punto ” .
Anche perchè , caro Zverev , non è che la ” IA ” la usi solo tu . 😉