Medvedev elogia Jódar: “Quello che sta facendo alla sua età è incredibile”. Su Cobolli “io e lui ci conosciamo molto bene. Può giocare molto bene e probabilmente preferisce la terra battuta rispetto ad altre superfici”
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Daniil Medvedev torna a sorridere sulla terra battuta. Dopo la pesantissima sconfitta subita a Montecarlo contro Matteo Berrettini, un doppio 6-0 difficile da digerire, il russo ha ritrovato sensazioni positive al Mutua Madrid Open 2026, dove ha conquistato l’accesso agli ottavi di finale battendo Nicolai Budkov Kjaer.
Al termine del match, l’ex numero uno del mondo ha parlato non solo del proprio rendimento, ma anche di uno dei grandi protagonisti del torneo: Rafa Jódar. Il giovane spagnolo è diventato il nome più chiacchierato della Caja Mágica dopo le vittorie contro Alex de Minaur e Joao Fonseca, risultati che confermano una crescita rapidissima.
Medvedev ha ammesso di non aver visto moltissimo del tennis di Jódar, ma gli è bastato seguire parte del match per restare colpito dal livello e dalla velocità con cui lo spagnolo sta scalando il circuito.
“Non ho visto molto, ma ieri ho guardato un po’ del primo set. Penso che sia assolutamente incredibile quello che sta facendo alla sua età”, ha dichiarato Medvedev. “Soprattutto considerando da dove arriva, perché l’anno scorso era intorno al numero 900 del ranking ATP. Arrivare così velocemente vicino alla top 40 è molto raro. È un grande talento”.
Il russo ha però invitato anche alla prudenza, ricordando che il tempo dirà quale sarà il vero livello raggiungibile dal giovane spagnolo.
“Poi c’è sempre la domanda: diventerà uno di quelli che arrivano in finale in ogni Slam o sarà semplicemente un ottimo giocatore? Non si può mai sapere. Ma gioca un tennis incredibile ed è divertente guardarlo”, ha aggiunto.
Jódar è senza dubbio una delle storie più sorprendenti della stagione. A inizio anno era ancora lontano dai grandi palcoscenici, mentre ora si ritrova vicino alla zona del ranking che gli permetterebbe di essere testa di serie nei tornei più importanti. Una progressione tanto veloce quanto rara, che non è passata inosservata nemmeno agli occhi dei big.
Medvedev ha poi analizzato il proprio momento sulla terra battuta. Il russo è apparso soddisfatto del livello mostrato a Madrid, soprattutto dopo la brutta parentesi di Montecarlo, anche se non ha nascosto che questa superficie resta quella che ama meno.
“In generale preferisco, per molte ragioni, il cemento o anche l’erba, ma soprattutto il cemento”, ha spiegato. “Detto questo, so che posso giocare bene anche sulla terra battuta e sono felice di esserci riuscito qui, perché a Montecarlo non l’ho fatto. A Madrid sto giocando un ottimo tennis, aggressivo, con un buon rovescio, un buon dritto e un buon servizio. Sono molto contento e spero di continuare così”.
Agli ottavi Medvedev affronterà Flavio Cobolli, vincitore contro Adolfo Daniel Vallejo. Prima di conoscere il nome del suo avversario, il russo aveva parlato di entrambi con grande rispetto.
“Non conosco molto Vallejo, ma è stato sparring partner a Torino molto tempo fa e mi era piaciuto molto come giocava. È bello vederlo crescere nel circuito”, ha detto. “Per quanto riguarda Flavio, io e lui ci conosciamo molto bene. Può giocare molto bene e probabilmente preferisce la terra battuta rispetto ad altre superfici. Qui può colpire la palla con più rotazione. Guarderò con piacere la loro partita e poi mi preparerò contro chi vincerà”.
La sfida con Cobolli rappresenterà un test interessante per Medvedev. Il russo non parte tra i favoriti assoluti della stagione sulla terra, ma quando trova ritmo e fiducia resta un avversario pericoloso per chiunque, su qualsiasi superficie.
Madrid può diventare una grande occasione per lui, soprattutto in un tabellone che ha già visto cadere diversi nomi importanti. E mentre cerca di costruire il proprio percorso, Medvedev si gode anche lo spettacolo delle nuove generazioni, con Jódar in prima fila tra i talenti che stanno cambiando il volto del circuito.
Francesco Paolo Villarico
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Deve immaginarsi in un 500 di lusso e andrà molto bene!
Occasione per Flavio di aggiungere una vittoria prestigiosa, dato il blasone, al suo curriculum di questi ultimi mesi.
Puó farcela, a patto di tenere i nervi a bada e la concentrazione massima.
Indipendentemente dall’ esito, si sta costruendo una carriera invidiabile e trasmette quella “purezza” e genuinitá che è molto raro trovare a questi livelli.
Qualche volta ci si dimentica che il russo è stato uno dei giocatori più forti degli ultimi anni…
…con 23 titoli all’attivo (1 Slam, 3 F di Slam, 1 Finals e 1 Davis) e oltre 51 milioni ($) di premi incassati.
Sono un paio di anni che ha “staccato” con la testa ma quando è concentrato (si è visto ad inizio stagione) vale sempre la top-5.
Cobolli è chiamato a dare una prova di personalità e maturità, per dimostrare di essere pronto a salire in top-10.
A Monaco ha dimostrato (contro Zverev) di avere un potenziale incredibile, anzi “impensabile” tornando indietro solo di una manciata di mesi…
…ora l’azzurro deve autoconvincersi che quel livello può essere DEFINITIVAMENTE il SUO!
Se guardi a Fonseca e Jodar, e pensi a Sinner e/o ad Alcaraz, gli ultimi 2 sembrano già dei veterani. E’ incredibile di quanto velocemente stiano cambiando gli equilibri nel tennis. Se ci si sofferma a pensare a Zverev, allo stesso Medvedev e a tutti quelli nati fra il 96 e 97, non si può fare a meno di non notare di un ricambio generazionale più veloce del precedente. Ho la sensazione che difficilmente si riuscirà ad eguagliare i record dei big 3/4, poiché questi giovani che stanno arrivando sono molto più precoci e forti rispetto ai vari Nadal, Federer e lo stesso Djokovic, almeno a pari età. Poi vedremo se saranno in grado di percorrere strade apparentemente spianate. Cmq, per il tennis è una gran cosa avere queste generazioni di fenomeni, e lo dimostra il costante aumento di appassionati in tutto il mondo. Auguri!
Forza cobolli.