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Musetti ritrova il sorriso a Madrid: “La chiave è stata avere pazienza e ascoltare il mio corpo” (Video della partita)

26/04/2026 18:52 5 commenti
Lorenzo Musetti nella foto  - Foto Getty Images
Lorenzo Musetti nella foto - Foto Getty Images

Lorenzo Musetti continua il suo ottimo cammino al Mutua Madrid Open 2026. Il tennista italiano ha battuto Tallon Griekspoor conquistando l’accesso agli ottavi di finale, dove affronterà Jiri Lehecka. Una vittoria importante non solo per il risultato, ma anche per le sensazioni lasciate in campo da un giocatore che sembra aver ritrovato fiducia, brillantezza e continuità dopo un periodo complicato dal punto di vista fisico.
In conferenza stampa, Musetti ha analizzato la sua crescita nelle ultime settimane, spiegando quanto sia stata importante la pazienza nel percorso di recupero dopo l’infortunio all’adduttore accusato agli Australian Open, quando si era fermato mentre stava giocando una grande partita contro Novak Djokovic.
Da quel momento, l’azzurro ha vissuto settimane non semplici, con diversi contrattempi e la necessità di rinunciare alla continuità agonistica. Ora, però, il suo tennis sta tornando a salire proprio in una fase cruciale della stagione, soprattutto perché sulla terra battuta Musetti difende molti punti.
“Mi sento bene, ho giocato una grande partita”, ha raccontato Lorenzo dopo il successo su Griekspoor. “Ho iniziato molto bene. La fiducia nel mio back sta crescendo, così come la capacità di capire quando usarlo. Anche il mio livello sta salendo poco a poco dopo l’infortunio. Spero di poter continuare a migliorare il mio gioco nel prossimo turno, passo dopo passo”.

Contro Griekspoor, Musetti è stato bravo ad adattarsi rapidamente a un avversario potente, aggressivo e molto pericoloso al servizio. L’italiano ha riconosciuto di aver avuto due piccoli cali, uno per set, quando si è fatto recuperare un break di vantaggio, ma ha sottolineato soprattutto la qualità della sua reazione.
“Sapevo che oggi dovevo adattarmi al suo servizio e al suo stile di gioco molto aggressivo. L’ho fatto subito”, ha spiegato. “Ho avuto solo due piccoli passaggi a vuoto in entrambi i set, quando ero avanti di un break e ho abbassato la guardia. Lui è stato bravo a rientrare, ma mi è piaciuto molto il modo in cui ho reagito immediatamente. In quei momenti è facile perdersi e perdere un po’ la concentrazione. È la cosa che mi è piaciuta di più di me stesso oggi: sapevo cosa dovevo fare e l’ho fatto dall’inizio alla fine”.
Il tema centrale della conferenza è stato però il rientro dall’infortunio. Musetti ha spiegato che ogni problema fisico richiede tempi e valutazioni diverse, e che la parte più difficile è accettare di restare fuori quando gli altri competono.
“Ogni infortunio è diverso. È sempre difficile smettere di competere e restare per un po’ fuori dal circuito. Vedo gli altri giocare e vorrei essere lì, ma non puoi farci nulla”, ha detto. “Nel mio recupero ho avuto bisogno di tempo e di scegliere il momento giusto. Nel mio caso ho provato a essere pronto per Miami, ma ho sentito che non lo ero ancora. Per questo ho capito che era meglio fermarmi e tornare un po’ più tardi”.
Una scelta prudente, ma evidentemente corretta. Musetti ha insistito molto sull’importanza di ascoltare il proprio corpo e di affidarsi alle persone che lo seguono quotidianamente.
“Il tuo corpo ti dice quando tornare. Sono circondato da persone che mi supportano ogni giorno e che sono professionisti in ogni aspetto del gioco. Devi fidarti del tuo team e delle persone che hai intorno. Loro sanno qual è il momento giusto nel percorso di recupero”.

Il ritorno a buoni livelli arriva in un circuito sempre più esigente dal punto di vista fisico. Secondo Musetti, oggi tutti i giocatori sono preparati atleticamente e capaci di muoversi bene su ogni superficie. Questo rende ancora più importante arrivare al 100% della condizione.
“Oggi tutti i giocatori sono pronti fisicamente e possono muoversi molto bene su qualsiasi superficie. Specialmente sulla terra battuta, dove magari ci sono giocatori più alti di me e con gambe lunghe. Il tennis si è evoluto, il campo è più veloce e devi essere più rapido e più resistente. Il corpo deve essere pronto al 100% per lottare, se vuoi competere a questo livello”.
Musetti ha poi spiegato anche le particolarità del torneo di Madrid rispetto agli altri appuntamenti sulla terra battuta. Per lui la differenza principale non è tanto la superficie, quanto l’altitudine.
“La grande differenza di questo torneo rispetto agli altri è l’altitudine, perché qui giochiamo a 500 o 600 metri. Non è davvero la terra a cambiare. Sinceramente, queste condizioni si adattano molto bene al mio gioco. Mi piace quando la palla prende lo spin che voglio con il dritto o con il servizio, e qui sento che la palla gira molto. Anche il back funziona molto bene. La cosa più complicata può essere il dritto, perché a volte è difficile controllarlo”.

Agli ottavi Musetti troverà Jiri Lehecka, altro giocatore potente e molto efficace al servizio. Dopo Hurkacz e Griekspoor, l’azzurro si prepara quindi a un’altra sfida contro un avversario abituato a comandare su campi rapidi.
“Se hai la mentalità di voler vincere il torneo, devi affrontare chiunque, non importa chi ci sia dall’altra parte della rete”, ha detto Musetti. “Per ogni giocatore c’è una strategia da studiare con il team e da mettere in pratica. Hurkacz, Griekspoor e Lehecka sono tutti grandi battitori, più specialisti delle superfici rapide, anche se questa è una terra molto particolare. So che Lehecka mi concederà poco al servizio, ma allo stesso tempo potrà concedere più errori non forzati rispetto a un sudamericano che cerca più lo scambio”.
Madrid, dunque, sta restituendo un Musetti competitivo, consapevole e sempre più fiducioso. Dopo settimane complicate, la scelta di aspettare il momento giusto per rientrare sembra aver pagato. Ora l’azzurro vuole continuare a crescere, un turno alla volta, con la pazienza che lo ha riportato al centro della scena.



Francesco Paolo Villarico


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5 commenti

Di Passaggio 26-04-2026 22:21

Da Lehecka in poi percorso ad ostacoli per Muso, ma anche i primi turni non erano scontati, vista la recentissima condizione di forma. Ora invece si può dire che Muso c’è.

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Di Passaggio 26-04-2026 22:18

Tallon è un giocatore che devi battere, non si batte da solo. Solo quando va in tilt, ma non succede spesso. Bravo Muso, barra a dritta.

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Silvio (Guest) 26-04-2026 19:37

Scritto da Padula
@ enzo (#4601104)
Il ceko è 2 gradini sotto Jannik, non ci sarà partita…

Speriamo non ci sia!
Però anche basta con Sinner ficcato a forza in ogni thread, per favore.

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+1: il capitano, Marco Tullio Cicerone
Padula (Guest) 26-04-2026 19:22

@ enzo (#4601104)

Il ceko è 2 gradini sotto Jannik, non ci sarà partita…

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enzo (Guest) 26-04-2026 19:11

Il prossimo con Lehecka sarà un incontro interessante. Il ceko è un giovane volitivo che vuole salire in alto. I due incontrati fino ad oggi, sono quasi prepensionati, senza più ambizioni, giocano per la pagnotta. enzo

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