Miami Open 2026, Berrettini prepara la sfida a Bublik “Sarà una partita con pochi scambi, ma divertente” e Kouamé sogna in grande dopo il messaggio di Djokovic (Video)
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Il Miami Open 2026 continua a regalare storie molto diverse ma accomunate dallo stesso fascino: da una parte c’è Matteo Berrettini, pronto a misurarsi con Alexander Bublik in uno dei secondi turni più intriganti del torneo; dall’altra il sogno che prende forma di Moise Kouamé, 17enne francese che dopo la sua prima vittoria ATP si è ritrovato a ricevere un messaggio dal suo idolo di sempre, Novak Djokovic.
Due momenti lontani tra loro, ma entrambi significativi: uno racconta la consapevolezza di un giocatore ormai affermato, l’altro l’emozione pura di un ragazzo che sta iniziando a scoprire quanto possa essere vicino il tennis che ha sempre sognato.
Berrettini verso Bublik: “Sarà una partita con pochi scambi, ma divertente”
Dopo aver superato il primo ostacolo in Florida, Matteo Berrettini si prepara ora ad affrontare Alexander Bublik al secondo turno. Una sfida che si preannuncia particolare, non solo per le caratteristiche dei due giocatori, ma anche per la conoscenza reciproca che li lega da anni.
Berrettini ha presentato così il match:“Sarà una partita diversa rispetto al nostro primo match di 10 anni fa, perché siamo due giocatori diversi, ci conosciamo abbastanza bene, ci siamo allenati spesso insieme, lui è sicuramente nel miglior momento della sua carriera in termini di classifica, in termini di fiducia, però so quello che valgo su questi campi. Sarà una partita con pochi scambi, ma divertente da giocare”.
Le parole dell’azzurro restituiscono bene il senso della sfida. Da un lato c’è il rispetto per un avversario che sta vivendo un periodo molto positivo, dall’altro la piena consapevolezza del proprio valore su superfici come queste, dove il suo tennis può essere particolarmente efficace.
Il riferimento al primo confronto di dieci anni fa sottolinea anche il percorso compiuto da entrambi. Oggi Berrettini e Bublik sono giocatori molto più maturi, più completi e soprattutto più definiti nella propria identità tecnica. E proprio per questo il match promette un equilibrio molto interessante.
Quando Berrettini parla di una partita “con pochi scambi”, fotografa perfettamente quello che ci si può aspettare: servizio, aggressività, ricerca immediata del comando del punto e poco spazio per palleggi lunghi. In sostanza, una sfida che potrebbe decidersi su pochi dettagli, ma che ha tutti gli ingredienti per essere spettacolare.
Kouamé, prima vittoria ATP e un messaggio da sogno
Se Berrettini guarda avanti con l’esperienza di chi conosce ormai bene il circuito, Moise Kouamé sta vivendo invece giorni che sembrano usciti direttamente da un sogno.
Il 17enne francese ha conquistato giovedì a Miami la prima vittoria in carriera nel circuito ATP, battendo Zachary Svajda con il punteggio di 5-7 6-4 6-4. Un successo pesante, che lo ha reso il più giovane giocatore di sempre a vincere un match nel torneo della Florida.
Ma il momento che lo ha colpito di più è arrivato subito dopo.
Intervistato da Tennis Channel, Kouamé ha raccontato con entusiasmo e incredulità di aver trovato sul telefono un messaggio di Novak Djokovic, il campione che ha sempre ammirato fin da bambino.
“Ho un piccolo segreto… Dopo la vittoria, Novak mi ha scritto”.
Poi ha continuato, lasciando emergere tutta l’emozione del momento: “Sono così nervoso, non so cosa rispondere. Mi ha scritto qualcosa tipo: ‘Grande partita oggi. Congratulazioni. Spero che andrai lontano’”.
Il giovane francese ha poi sorriso, quasi senza sapere come gestire un momento del genere: “Forse dovrei rispondere: ‘Grazie, Novak. Grazie, mio idolo’. No… non lo so! Immagina che il tuo idolo ti mandi un messaggio così… è la cosa più bella di sempre”.
Sono parole che raccontano perfettamente la dimensione emotiva di questo passaggio. Per un ragazzo nato nel 2009, ricevere l’attenzione diretta di uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi non è soltanto un premio simbolico: è quasi la conferma che quel mondo, fino a poco tempo fa lontanissimo, adesso è diventato improvvisamente reale.
Djokovic come modello, i sogni che si avvicinano
Il legame ideale tra Kouamé e Djokovic non nasce certo oggi. Il francese aveva già parlato in passato della sua ammirazione per il serbo, preso come riferimento sia sul piano della mentalità sia su quello delle ambizioni.
La sua visione del futuro è chiarissima: “Spero che un giorno non siano più sogni, ma realtà, ed è davvero per questo che sto lavorando”.
Una frase che si collega perfettamente a quanto sta costruendo in questa stagione. Kouamé, attualmente al best ranking di numero 385 del mondo, è il più giovane giocatore presente nella Top 900 e arriva a Miami nel pieno di una crescita rapidissima, già arricchita da due titoli ITF World Tennis Tour e dalla prima apparizione ATP a Montpellier all’inizio dell’anno.
Adesso, però, tutto sembra prendere una forma ancora più concreta. La prima vittoria a livello ATP, la fiducia che aumenta e persino un messaggio del proprio idolo: per un ragazzo della sua età, sono segnali fortissimi.
Ora Lehecka, altro test ad alto livello
Il cammino di Kouamé a Miami proseguirà ora contro la testa di serie numero 21, Jiri Lehecka, nel loro primo confronto assoluto. Sarà un altro banco di prova molto importante, ancora più complesso e formativo.
Al di là del risultato, la sensazione è che il francese stia già vivendo settimane decisive nella sua crescita. Ogni match, ogni occasione, ogni esperienza su questi palcoscenici contribuisce a costruire qualcosa che va ben oltre la singola vittoria.
Francesco Paolo Villarico

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