Taylor Fritz valuta uno stop per guarire dalla tendinite al ginocchio: “Questa settimana sarà decisiva”
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È arrivato il momento delle scelte per Taylor Fritz. Dopo mesi di convivenza con una fastidiosa e penalizzante tendinite, il ventottenne californiano sta valutando seriamente di fermarsi per permettere al ginocchio di recuperare definitivamente e tornare a giocare libero dal dolore e dall’incertezza quotidiana sulle proprie condizioni. Viste le sue caratteristiche di gioco, dopo il Masters 1000 di Miami potrebbe essere il momento ideale per uno stop: il circuito infatti si sposta sulla terra battuta, superficie che meno si addice al gioco di Fritz, mentre da giugno su erba ci saranno cambiali molto “pesanti” da difendere (e Wimbledon, grande obiettivo della sua carriera). Il numero uno statunitense ha parlato con la stampa alla vigilia del Miami Open, aprendosi sulle sue condizioni fisiche, argomento del quale parla con discreto fastidio visto il suo spirito assai competitivo e la reticenza a cercare scuse dopo le sconfitte. Tuttavia la sua condizione è piuttosto seria e certificata, il malanno al ginocchio va avanti da molto tempo, migliorando o peggiorando di settimana in settimana, se non di giorno in giorno. Uno stato di incertezza che provoca anche difficoltà nell’approccio alle partite: come mi sentirò in campo? Riuscirò a giocare senza dolore? Difficile performare al meglio con questi dubbi continui.
“Sto ancora gestendo il ginocchio. Alcuni giorni va meglio di altri e non capisco esattamente il motivo”, ha spiegato Fritz alla stampa, come riporta Tennis Channel. “A Dallas, ad esempio, le sensazioni erano incredibili e non mi ha dato fastidio per tutto il torneo. Sentivo di muovermi alla grande. Poi, avvicinandomi a Indian Wells, le cose sono cambiate. Mi è sembrato di aver fatto un passo indietro. La stessa cosa è successa in Australia.”
L’anno scorso, Fritz aveva descritto il suo ginocchio come “completamente andato” dopo una lunga battaglia nel round-robin contro Carlos Alcaraz alle ATP Finals di Torino. Ha rivelato di aver lottato con la tendinite praticamente per “tutto l’anno”. Il problema è iniziato come un dolore post-partita gestibile, ma è peggiorato fino a rendergli difficile “piegare la gamba posteriore” durante il movimento del servizio e, successivamente, impedendogli quasi del tutto di caricare sulla gamba destra durante gli scambi. L’altalena di risultati di Fritz riflette perfettamente il problema. L’anno scorso, l’americano non è riuscito a vincere due match consecutivi da Tokyo (fine settembre 2025) fino agli Australian Open di quest’anno, dove ha raggiunto gli ottavi. A quel risultato ha fatto seguire un’ottima settimana a Dallas, raggiungendo la finale dove si è arreso solo al connazionale Ben Shelton, per poi raccogliere solo due vittorie complessive tra Delray Beach e Indian Wells.
Fritz si sente come “in trappola” in questo ciclo di alti e bassi, dolore e ripartenze, situazione che insieme al coach Michael Russell valuta difficile e troppo stressante da gestire. Per questo l’ipotesi di un break prolungato dall’attività per puntare al totale recupero sta diventando un’opzione sempre più concreta. “Questo torneo è una sorta di spartiacque,” afferma perentorio Fritz. “Ci siamo detti che se dopo Miami non vedremo grossi miglioramenti, potrebbe essere il momento di rallentare con i tornei e guarire al 100%. Anche perché, se c’è una parte della stagione che sarei più disposto a saltare, è quella sulla terra battuta, proprio come ho fatto l’anno scorso. Penso che questa settimana sarà molto indicativa. Ma, nel complesso, non va così male.” Nel 2025 Fritz dopo il torneo di Miami si prese diverse settimane di pausa, tornando in competizione su terra battuta a Madrid, dove vinse due match. Fuori subito a Roma (battuto da Giron) e quindi nei quarti a Ginevra, appena prima di Roland Garros, dove l’americano fu estromesso all’esordio da Altmaier. Poca gloria e pochissimi punti da difendere, per questo l’eventuale scelta di fermarsi per curare il ginocchio potrebbe essere la mossa ideale a trovare la forma migliore e presentarsi finalmente al 100% su erba, dove nel 2025 Fritz giocò alla grande (titoli a Stoccarda ed Eastbourne, prima della semifinale a Wimbledon).
In questo periodo di seria difficoltà fisica, Taylor si è affidato al suo servizio per uscire dai guai durante i match. Anzi, ritiene di aver tratto giovamento per il rendimento del colpo di inizio gioco dovendo gestirlo con ancor più attenzione del solito. “Sento che dall’inizio di quest’anno, e già verso la fine dello scorso, sto servendo probabilmente come mai prima in carriera. È ancora così, devo solo assicurarmi che il corpo regga. Quando mi sento al 100%, so di potermi muovere molto bene. Cosa che invece non credo di aver fatto al meglio a Indian Wells.” Fritz a Miami sarà testa di serie n. 6 e attende al secondo turno il vincente della sfida tra Denis Shapovalov e Botic van de Zandschulp, due tennisti tra loro assai diversi ma che in ogni caso rappresenterebbero un ostacolo di non poco conto per entrare nel torneo.
Marco Mazzoni
TAG: Marco Mazzoni, Masters 1000 Miami 2026, Taylor Fritz

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@ Giampi (#4576138)
Giampi, che noia sei.
Rispondere seriamente ai cazz@ri è squalificante..”quando il nobile scompare, l’ignobile prende il sopravvento” (I Ching)
Infatti ha dovuto saltare una finals, uno slam e tre mille..
Tantissimi hanno problemi fisici! Solo carlitos non ne ha.
Mah, in realtà è più se Musetti continuerà ad avere problemi fisici e faticherà a ritrovare la forma, allora rischia di crollare in classifica. Forse ti sei dimenticato che in Australia era ai quarti con Nole sopra 2-0 prima di infortunarsi e stare fermo un mese abbondante, era a un set dal diventare numero 3 del mondo. Poi di quelli che menzioni Zverev gli è davanti e non gli è mai stato dietro, Medvedev è vero che è on fire e se si mantiene su questi livelli può tornare in top 5 e magari anche oltre, Cobolli mi sembra troppo discontinuo per puntare alla top 5, già la top 10 sarebbe un qualcosa di incredibile ma un po’ più alla portata
Immagino la sua scelta di doversi fermare,l’aveva detto anche agli Australian Open e lì aveva la vera occasione per fermarsi per una quarantina di giorni e guarire una volta per tutte ed invece si è sparato prima Dallas e poi anche se è arrivato in fondo non contento pochi giorni dopo si è fatto anche un 250
Se Medvedev, Zverev e Cobolli si mantengono su questi livelli, a breve vedremo Musetti crollare in classifica.
E fate attenzione anche a De Minaur, un autentico outsider.
Oh mamma mia, ma se ha vinto e ottenuto risultati migliori di Musetti.
Ovviamente dalla parte di alcaraz…
Col ginocchio matto ti abitui alle sconfitte e passi per quello che si inventa scuse per le sonore sconfitte a ripetizione, meglio fermarsi.