Taylor Fritz valuta uno stop per guarire dalla tendinite al ginocchio: “Questa settimana sarà decisiva”
22 commenti
È arrivato il momento delle scelte per Taylor Fritz. Dopo mesi di convivenza con una fastidiosa e penalizzante tendinite, il ventottenne californiano sta valutando seriamente di fermarsi per permettere al ginocchio di recuperare definitivamente e tornare a giocare libero dal dolore e dall’incertezza quotidiana sulle proprie condizioni. Viste le sue caratteristiche di gioco, dopo il Masters 1000 di Miami potrebbe essere il momento ideale per uno stop: il circuito infatti si sposta sulla terra battuta, superficie che meno si addice al gioco di Fritz, mentre da giugno su erba ci saranno cambiali molto “pesanti” da difendere (e Wimbledon, grande obiettivo della sua carriera). Il numero uno statunitense ha parlato con la stampa alla vigilia del Miami Open, aprendosi sulle sue condizioni fisiche, argomento del quale parla con discreto fastidio visto il suo spirito assai competitivo e la reticenza a cercare scuse dopo le sconfitte. Tuttavia la sua condizione è piuttosto seria e certificata, il malanno al ginocchio va avanti da molto tempo, migliorando o peggiorando di settimana in settimana, se non di giorno in giorno. Uno stato di incertezza che provoca anche difficoltà nell’approccio alle partite: come mi sentirò in campo? Riuscirò a giocare senza dolore? Difficile performare al meglio con questi dubbi continui.
“Sto ancora gestendo il ginocchio. Alcuni giorni va meglio di altri e non capisco esattamente il motivo”, ha spiegato Fritz alla stampa, come riporta Tennis Channel. “A Dallas, ad esempio, le sensazioni erano incredibili e non mi ha dato fastidio per tutto il torneo. Sentivo di muovermi alla grande. Poi, avvicinandomi a Indian Wells, le cose sono cambiate. Mi è sembrato di aver fatto un passo indietro. La stessa cosa è successa in Australia.”
L’anno scorso, Fritz aveva descritto il suo ginocchio come “completamente andato” dopo una lunga battaglia nel round-robin contro Carlos Alcaraz alle ATP Finals di Torino. Ha rivelato di aver lottato con la tendinite praticamente per “tutto l’anno”. Il problema è iniziato come un dolore post-partita gestibile, ma è peggiorato fino a rendergli difficile “piegare la gamba posteriore” durante il movimento del servizio e, successivamente, impedendogli quasi del tutto di caricare sulla gamba destra durante gli scambi. L’altalena di risultati di Fritz riflette perfettamente il problema. L’anno scorso, l’americano non è riuscito a vincere due match consecutivi da Tokyo (fine settembre 2025) fino agli Australian Open di quest’anno, dove ha raggiunto gli ottavi. A quel risultato ha fatto seguire un’ottima settimana a Dallas, raggiungendo la finale dove si è arreso solo al connazionale Ben Shelton, per poi raccogliere solo due vittorie complessive tra Delray Beach e Indian Wells.
Fritz si sente come “in trappola” in questo ciclo di alti e bassi, dolore e ripartenze, situazione che insieme al coach Michael Russell valuta difficile e troppo stressante da gestire. Per questo l’ipotesi di un break prolungato dall’attività per puntare al totale recupero sta diventando un’opzione sempre più concreta. “Questo torneo è una sorta di spartiacque,” afferma perentorio Fritz. “Ci siamo detti che se dopo Miami non vedremo grossi miglioramenti, potrebbe essere il momento di rallentare con i tornei e guarire al 100%. Anche perché, se c’è una parte della stagione che sarei più disposto a saltare, è quella sulla terra battuta, proprio come ho fatto l’anno scorso. Penso che questa settimana sarà molto indicativa. Ma, nel complesso, non va così male.” Nel 2025 Fritz dopo il torneo di Miami si prese diverse settimane di pausa, tornando in competizione su terra battuta a Madrid, dove vinse due match. Fuori subito a Roma (battuto da Giron) e quindi nei quarti a Ginevra, appena prima di Roland Garros, dove l’americano fu estromesso all’esordio da Altmaier. Poca gloria e pochissimi punti da difendere, per questo l’eventuale scelta di fermarsi per curare il ginocchio potrebbe essere la mossa ideale a trovare la forma migliore e presentarsi finalmente al 100% su erba, dove nel 2025 Fritz giocò alla grande (titoli a Stoccarda ed Eastbourne, prima della semifinale a Wimbledon).
In questo periodo di seria difficoltà fisica, Taylor si è affidato al suo servizio per uscire dai guai durante i match. Anzi, ritiene di aver tratto giovamento per il rendimento del colpo di inizio gioco dovendo gestirlo con ancor più attenzione del solito. “Sento che dall’inizio di quest’anno, e già verso la fine dello scorso, sto servendo probabilmente come mai prima in carriera. È ancora così, devo solo assicurarmi che il corpo regga. Quando mi sento al 100%, so di potermi muovere molto bene. Cosa che invece non credo di aver fatto al meglio a Indian Wells.” Fritz a Miami sarà testa di serie n. 6 e attende al secondo turno il vincente della sfida tra Denis Shapovalov e Botic van de Zandschulp, due tennisti tra loro assai diversi ma che in ogni caso rappresenterebbero un ostacolo di non poco conto per entrare nel torneo.
Marco Mazzoni
TAG: Marco Mazzoni, Masters 1000 Miami 2026, Taylor Fritz

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@ francesco9696 (#4576204)
Quello che conta non sono solo i titoli, comunque un 500 e un 250 Musetti li ha vinti, oltre alla medaglia olimpica che vale sicuramente di più di un 500 e forse anche di un mille, persino quella di bronzo.
Chi entra in top 5 viene ricordato comunque, non viene dimenticato: https://it.wikipedia.org/wiki/Classifica_ATP#Giocatori_tra_2%C2%BA_e_5%C2%BA_posto
Un posticino nella storia del tennis il Muso se lo è già guadagnato e ha solo 24 anni. Poi ha la possibilità di fare ancora meglio e speriamo che ci riesca. Tu invece per cosa sarai ricordato a parte questi post da rosicone?
@ Il GUEst (#4576232)
Dai, non trattiamolo male. Si è iscritto solo ieri e fino all’altro ieri trollava nei siti che insegnano il punto-croce.
Tra qualche giorno si stufa e va a trollare sui forum per la miglior potatura delle rose da giardino…
Ho una brutta notizia per te: se Musetti decidesse di ritirarsi dal tennis oggi stesso, verrebbe ricordato come il terzo/quarto giocatore italiano più forte della nostra storia. Ho un’altra brutta notizia per te: ha solo 24 anni e giocherà ancora per un po’…
9696 quand’è che crolli nel dimenticatoio e la smetti di frignare, purtroppo per te Musetti è un TOP 5 e tu sei tu. Amen
Dimenticavo Darderi che ha vinto qualcosa
Quello che conta sono i titoli.
Fra dieci anni ci ricorderemo di Fritz, Auger Alliasime, De Minaur, Berettini, Cobolli perché qualcosa l’hanno vinta…
Di Musetti al massimo si ricorderà qualcuno a Carrara oppure chi era presente mentre perdeva una finale challenger a Cagliari.
Quello che conta sono i titoli.
Fra dieci anni ci ricorderemo di Fritz, Auger Alliasime, De Minaur, Berettini, Cobolli perché qualcosa l’hanno vinta…
Di Musetti al massimo si ricorderà qualcuno a Carrara oppure chi era presente mentre perdeva una finale challenger a Cagliari.
Tornando a Fritz se dopo gli AO ha ritenuto giusto non fermarsi avrà avuto i suoi buoni motivi, ma una tendinite passa solo con riposo assoluto, non bastano una o due settimane.
L’ho avuta al braccio e c’erano giorni che lavoravo tranquillo, altri che vedevo le stelle ad ogni movimento.
Il riposo l’ho fatto forzato quando sono inciampato da belinone e mi sono rotto il capitello radiale. 40 giorni fermo e il dolore è un lontano ricordo.
Al ginocchio è peggio perché anche a riposo agonistico ci cammini sopra, dovrebbe stare seduto e sdraiato per un mesetto, magari con un tutore.
Meglio perdere due mesi a riposo che lacerare un tendine e perdere una stagione.
sarà noioso ma ha ragione…direi severo ma giusto!
Zverev è sempre stato avanti e quindi non vedo come possa superarlo.
Medvedev ha 30 anni e una signora carriera alle spalle, se dovesse tornare nei cinque non ci vedrei nulla di clamoroso.
Cobolli vorrei vederlo lassù, ma temo che sia ancora troppo discontinuo per arrivarci stabilmente. Intanto quest’anno sarebbe già ottimo proseguire con la risalita e confermare la top15.
De Minaur è il contrario di Cobolli, regolarista eccelso difficilmente toppa un torneo e quasi mai due di fila. Ai quarti ci arriva sempre, però non vedo come possa ergersi oltre la sua posizione, a men di exploit clamorosi.
Se proprio devo vedere qualcuno direi più Shelton (anche lui ancora un po’ discontinuo) Mensik e Draper, quest’ultimo se starà bene.
Poi una cosa: Musetti ha vinto poco e lo si ribadisce ad ogni commento, però non è lassù grazie ai punti della Mira Lanza, ha avuto un infortunio nel suo momento migliore e se ritrova la forma entro Montecarlo quei punti ha tutto per difenderli.
Se, come sperate in molti, quella forma tardasse a tornare può sempre scendere (non oltre i 15, comunque) e poi da dopo il Roland Garros fino agli US Open non difende nulla e in palio ci sono due 500, due Mille e uno Slam. Siamo sicuri che non torni quello di prima?
“a breve vedremo crollare Musetti in classifica”. Me la segno con le altre sentenze, quelle dei “fuori dai 100 a breve” “tornerà ai challenger” “mai oltre il best 15” “il vero numero due a breve sarà Arnaldi”
Mamma mia…
Ma fatevi una vita!!
*Tendinopatia
@ Giampi (#4576138)
Giampi, che noia sei.
Rispondere seriamente ai cazz@ri è squalificante..”quando il nobile scompare, l’ignobile prende il sopravvento” (I Ching)
Infatti ha dovuto saltare una finals, uno slam e tre mille..
Tantissimi hanno problemi fisici! Solo carlitos non ne ha.
Mah, in realtà è più se Musetti continuerà ad avere problemi fisici e faticherà a ritrovare la forma, allora rischia di crollare in classifica. Forse ti sei dimenticato che in Australia era ai quarti con Nole sopra 2-0 prima di infortunarsi e stare fermo un mese abbondante, era a un set dal diventare numero 3 del mondo. Poi di quelli che menzioni Zverev gli è davanti e non gli è mai stato dietro, Medvedev è vero che è on fire e se si mantiene su questi livelli può tornare in top 5 e magari anche oltre, Cobolli mi sembra troppo discontinuo per puntare alla top 5, già la top 10 sarebbe un qualcosa di incredibile ma un po’ più alla portata
Immagino la sua scelta di doversi fermare,l’aveva detto anche agli Australian Open e lì aveva la vera occasione per fermarsi per una quarantina di giorni e guarire una volta per tutte ed invece si è sparato prima Dallas e poi anche se è arrivato in fondo non contento pochi giorni dopo si è fatto anche un 250
Se Medvedev, Zverev e Cobolli si mantengono su questi livelli, a breve vedremo Musetti crollare in classifica.
E fate attenzione anche a De Minaur, un autentico outsider.
Oh mamma mia, ma se ha vinto e ottenuto risultati migliori di Musetti.
Ovviamente dalla parte di alcaraz…
Col ginocchio matto ti abitui alle sconfitte e passi per quello che si inventa scuse per le sonore sconfitte a ripetizione, meglio fermarsi.