Toni Nadal punge Alcaraz: “Non sono d’accordo con Carlos quando dice di avere un bersaglio sulla schiena”
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Toni Nadal punge Carlos Alcaraz, e non è la prima volta che succede. Lo zio più famoso del tennis, mentore e guida sicura del nipote Rafael verso l’Olimpo della disciplina, da tempo dirige la Academy di Manacor fondata dal 22 volte campione Slam ed è stimato editorialista per il quotidiano El Pais e opinionista in vari programmi spagnoli. Pur sottolineando la grande stima per l’attuale n.1 ATP, in più occasioni non ha mancato di criticarlo, come accaduto per esempio dopo il recente successo agli Australian Open con Carlos che si è totalmente dimenticato di JC Ferrero nei ringraziamenti successivi alla finale vinta contro Djokovic. Stavolta zio Toni, parlando al programma Radioestadio Noche di Onda Cero, ha analizzato la sconfitta di Alcaraz ad Indian Wells, stigmatizzando le parole di Carlos in merito a come tutti gli avversari lo affrontano. “Contro di me giocano tutti come Federer, sento di aver un bersaglio costante sulla schiena”, questo aveva dichiarato Alcaraz, piuttosto stizzito, dopo il match contro Rinderknech in California. Parole che secondo Toni Nadal non vanno bene per lo status e carriera del murciano.
Toni Nadal ha spiegato di non condividere l’interpretazione di Alcaraz, perché quando affronti il numero uno o il giocatore più forte, è naturale che l’avversario sia costretto a rischiare di più per provare a batterlo: “Non si tratta di avere un bersaglio sulla schiena, non sono d’accordo con Alcaraz” afferma l’ex coach. “Quando giochi contro qualcuno più forte di te, sai che devi prenderti molti più rischi, e Alcaraz è più forte di Medvedev. Non è che Medvedev sia più motivato contro Alcaraz, semplicemente sa che per batterlo deve forzare di più il gioco. Non è una sfida contro Alcaraz in quanto tale, ma contro il migliore — e in questo momento il migliore è Alcaraz”.
Carlos dopo la sconfitta patita in semifinale ad Indian Wells contro un fortissimo Medvedev, aveva in parte ritrattato quel pensiero, affermando: “Non penso di dover vincere ogni partita. La mia mentalità è quella di giocare per me stesso, per la mia squadra e per le persone a me care. Si tratta di perseguire gli obiettivi che mi prefiggo prima di ogni torneo. È vero che a volte ci si sente come se si avesse un bersaglio sulla schiena. Ma significa anche che i miei avversari sanno che per battermi devono giocare ad un livello altissimo per un’ora e mezza o due ore. È qualcosa che devo accettare e per cui devo essere preparato d’ora in poi.”
Visto il sorteggio al Miami Open, Carlos avrà probabilmente un ingresso nel torneo tutt’altro che comodo: è infatti possibile una sfida contro Joao Fonseca, favorito nel primo turno contro Marozsan. Visto il grande livello mostrato dal classe 2006 brasiliano contro Sinner a Indian Wells, e la potenza dei colpi di Fonseca, stavolta dalla parte di Carlos ci sarà davvero un bersaglio bello grosso, ma forse più negli angoli del campo che sulla sua schiena…
Marco Mazzoni
TAG: Carlos Alcaraz, Marco Mazzoni, Toni Nadal

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Questo è un interrogativo fondato solo sul “se”, ossia su uno scenario ipotetico, mentre gli accadimenti dei fatti storici riguardanti Sinner nel 2025 sono quelli che sono stati e che noi tutti conosciamo: a) aver vinto ciò che è stato in concreto vinto; b) aver potuto partecipare ad un minor numero di tornei a cagione della nota sospensione.
Che ci sia poco differenza fra i due mi sembra sbagliato.
Alcaraz con due anni in meno, ha vinto più slam e più titoli (dominando su terra rossa), e sta iniziando a vincere anche su cemento.
Gli resta da vincere le Finals, mentre non conto le Coppe Davis di cui mi interessa ben poco.
Di base si può, però, affermare che la classifica ha un grosso asterisco legato a quel periodo di inattività e che sarà di nuovo completamente affidabile prima di Roma.
Cioè chi dei due sia il numero uno è questione liquida e che sarà a lungo determinata da dettagli, ma che l’attuale distanza sia anche derivante dal fatto che Alcaraz ha potuto giocare più di Jannik un periodo di (ancora) due mesi, in cui si giocano tre mille e un cinquecento è un dato di fatto.
Vedremo la distanza dopo Madrid come la prima non determinata, almeno in parte, da un episodio che è parso a molti ingiusto.
Poi insisto chei due sono vicinissimi e dettagli fannno differenze immense (giusto per citarne uno se Sinner converte una di quelle tre palle break ballano 1400 punti), ma quelle sono cose di campo e gireranno qualche volta da una parte e qualche volta dall’altra
Alcaraz sta in fissa con i bersagli. Agli US Open gli piacque utilizzare questa immagine parlando di Sinner, e lo disse con un’espressione in faccia del tipo “sto per impallinarlo”. Adesso invece gli serve per giustificare una sconfitta e mettere le mani aventi qualora ricapitasse nel breve periodo. Che tenerezza!
OK, mi correggo: quasi tutti lo capiscono, compreso Alcaraz, ma escluso Francesco96
Per me è un pò un atteggiamento che ha. Anche quando dice di Medvedev che non ha mai giocato così bene come contro di lui in semifinale (parliamo di un campione SLAM e ex numero 1) un poco è figlio dello stesso atteggiamento: lui è troppo abituato a dominare e si sente troppo più forte di tutti (forse ad eccezione di Jannik) e quyesta cosa ogni tanto la paga le volte in cui va un poco in difficoltà perché non riesce a farsene una ragione.
Più che altro non sapeva che il copyright è ligure-toscano..
Numero uno o due che differenza fa?
Se sei molto più forte degli altri, è chiaro che tutti giocano contro di te in quel modo li, libero dalla paura, tirando tutto a tutta.
Ma il complesso del “tutti fenomeni contro di me”, lo sappiamo bene, non ce l’hanno solo i big, ma più spesso i giocatori che per qualche motivo stanno perdendo fiducia nel proprio gioco.
Carlos lo regge benissimo quel tipo di pressione quando è al top, un pelo meno quando qualcosina non gira perfettamente. Il lovoro difficile, nel quale Jannik sembra ancora una volta essere partito prima, sarà quello di rinunciare al cannibalismo agonistico, prendendosi pause quando serve. Ma è molto molto difficile pianificarlo a priori, e una volta presi gli impegni, vanno onorati.
Mah, secondo me Alcaraz ha detto una cosa così come gli è venuta in quel momento. Praticamente una battuta. Non credo che sia il caso di ricamarci su più di tanto. Lo sa benissimo che contro il numero 1 giocano tutti al massimo e se non lo sapeva ora lo ha capito. Con buona pace di Toni Nadal il cui parere conta il giusto
@ Inox (#4576022)
Non ho detto questo.
Le affermazioni di Alcaraz erano riferite a delle sue sensazioni,
E, come tali, non c’ è nulla da esser o non esser d’ accordo.
O Toni Nadal vive nella mente di Carlos???
@ francesco9696 (#4576019)
Adesso vienimi a dire che la squalifica è stato un toccasana, cosa mi tocca leggere!!
Io guardo la Race.
@ guido Guest (#4576002)
Jannik è il numero due.
E chi te lo assicura che senza la squalifica avrebbe retto fino alle Finals?
Ho sempre detto che le partite si decidono in base a quello che si fa in campo e non a quello che si dice nelle conferenze stampa.
Poi è chiaro che se la dichiarazione di Alcaraz si traduce in un atteggiamento “vittimistico” in campo qualora l’avversario di turno sfoderi una prestazione di alto livello ha ragione Toni Nadal a dire che questo atteggiamento è controproducente (lo abbiamo detto tante volte a proposito di Musetti).
Riguardo al possibile match con Fonseca, se c’è una situazione in cui ad oggi Alcaraz può rischiare contro il brasiliano è quella che si potrebbe presentare a Miami, con match di esordio per il murciano e seconda partita nel torneo per Joao.
Vedo e leggo che tutti continuano a sopravvalutare Fonseca, ottimo giocatore, ma io aspetterei soprattutto nel fare un confronto terzo incomodo con Sinner ed Alcaraz…il ragazzo deve pedalare ancora molto… la partita (Sinner Fonseca) la valuto come quella (Sinner Mensik) un fuoco di paglia per il momento.
Carletto….. il bersaglio e’ nella tua testa
“Povero piccolo” Carlitos, ce l’hanno tutti con lui… dichiarazioni che a ripensarci sono di un’immaturità.. mah
Il tuo ragionamento andava bene fino a Natale e l’avrei condiviso. Il vero numero 1 del 2025 è Sinner, lo sanno tutti, compreso Alcaraz.
Ma dopo AO, Carlos è campione in carica in tre Slam su quattro: poco da discutere.
Vai Jan, vinci Roma e Parigi e torna dove devi stare.
Infatti è ben possibile, anche se non così probabile, che il fortunato Carlitos eviti anche l’unico serio ostacolo prima della finale, cioè Fonseca. (Quanto al magiaro poi, come dicono a Napoli, la lotteria con gli stessi numeri si vince una volta sola)
@ francesco9696 (#4575982)
Beh con tre mesi in meno per Sinner e match points svaniti incredibilmente a Parigi è normale che la classifica sia poco veritiera.
Siamo in un mondo in cui la comunicazione è questa ma non solo voluta ma è con questo modo di esprimersi che crescono i ragazzi.Non tutti ovviamente ma la frase ad effetto,spesso poi rivista e corretta,fa comodo.
Pensiamo se ci fossero stati i social con Tomba e Maradona, avremmo letto di tutto visto quanto comunicavano già al tempo. Di molti campioni ne sono rimaste alcune (“chi è il secondo atleta gay più forte del mondo?” recava la t-shirt di Daley Thompson), oggi ne vengono fuori molti da alcuni protagonisti e non ne ricorderemo nessuna…per fortuna.
Chi segue il tennis da molti anni sa bene che la classifica ATP, per quanto importante, non è l’unico metro di giudizio decisivo.
Negli anni passati abbiamo visto Nadal, Federer e Djokovic alternarsi frequentemente al numero 1, con scambi di posizione anche molto ravvicinati.
Per quanto riguarda Jannik Sinner, chi continua a parlare del caso clostebol dimostra di aver capito ben poco della vicenda.
Se il NUMERO DUE avesse vinto Cincinnati (e magari avesse partecipato anche a Toronto/Montreal) nel periodo chiave, molto probabilmente sarebbe ancora oggi al primo posto in classifica.
La classifica è influenzata da tanti fattori (punteggi da difendere, infortuni, squalifiche temporanee, risultati altrui), e non sempre riflette fedelmente il valore reale o la forma attuale di un giocatore.
Fonseca se avesse qualche chilo in meno e più velocità nelle gambe, sarebbe un altro giocatore.
Fonseca favorito con uno che ha battuto Alcaraz e quasi vinto con Sinner..facce vede’ Joao, facce vede’..
una differenza tra alcaraz e Sinner?
Che con Sinner vanno in campo battuti o comunque ci credono poco.
Col murciano invece danno il massimo e ci credono , eccome se ci credono.
Ma dipende anche da dichiarazioni come queste e do ragione allo zio