Roger Federer e Dubai, un legame eterno: ritorno speciale al Duty Free Tennis Championships
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Il binomio tra Roger Federer e il Dubai Duty Free Tennis Championships è uno dei più iconici della storia recente del tennis. Lunedì, lo svizzero è tornato sugli spalti del torneo che più di ogni altro ha segnato alcune delle pagine più significative della sua carriera.
Nessuno ha lasciato un’impronta così profonda sull’ATP 500 degli Emirati come Federer: otto titoli conquistati, un record complessivo di 53 vittorie e appena 6 sconfitte e una costanza impressionante che ha trasformato Dubai in una sorta di cartina di tornasole per le sue stagioni. Il primo successo arrivò nel 2003, anno della sua definitiva esplosione ai massimi livelli, preludio alla scalata verso il numero 1 del mondo.
Il 100° titolo e un traguardo storico
Proprio a Dubai, nel 2019, Federer scrisse una delle pagine più emozionanti della sua carriera. Battendo Stefanos Tsitsipas in finale, conquistò il suo 100° titolo ATP, diventando il secondo uomo nell’Era Open a raggiungere la tripla cifra dopo Jimmy Connors (109). In seguito, anche Novak Djokovic si è unito a quel club esclusivo.
Quel successo rappresentò l’ennesima conferma della sua longevità: dal primo titolo a 21 anni fino al centesimo a 37, Dubai ha accompagnato ogni fase della sua carriera. Un torneo che ha fatto da sfondo anche a parte delle sue 310 settimane complessive da numero 1 del mondo, di cui 237 consecutive.
The aura 😮💨@rogerfederer @DDFTennis pic.twitter.com/eTqlHMSvrp
— ATP Tour (@atptour) February 23, 2026
Ritorno da spettatore e nuove generazioni
Nel suo ritorno al torneo, Federer ha assistito al match del connazionale Stan Wawrinka, campione a Dubai nel 2016, vittorioso contro Benjamin Hassan. Proprio Hassan, a fine incontro, ha scherzato dopo aver stretto la mano al 20 volte campione Slam: “Non laverò mai più questa mano”, ha detto sorridendo.
Dubai non è stata solo una tappa di successo per Federer, ma anche una seconda casa. Negli anni ha spesso scelto la città per allenarsi durante l’off-season, approfittando delle strutture e del clima favorevole per preparare le nuove stagioni. Familiarità che si è trasformata in comfort, e comfort che ha portato trionfi.
Nel tabellone 2026 figurano cinque ex campioni: oltre a Wawrinka e Tsitsipas, anche Ugo Humbert, Daniil Medvedev e Andrey Rublev. Ma, per molti appassionati, Dubai resterà per sempre il regno di Roger Federer.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Notizie dal mondo, Roger Federer

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Dai, e un po’ queste nuove generazioni impazziscono anche per Novak che ha ancora l’ardire di battere (a turno, tutti e due insieme sarebbe troppo) i due “ragazzi terribili”…non tutti i giovani appassionati, ovviamente, ma è il destino di Novak “poco amato” prima dagli attempati che urlavano inutilmente “one more”, adesso da chi lo sfidava a battere i ragazzi di questa generazione pensandolo già “attempato”: invece chissà che non sia proprio lui a impedire che gli stadi si svuotino come era stato nefastamente profetizzato, a garantire agli AO il record di incassi, ad aggiungere ai giovani la garanzia e il potere attrattivo della storia che li ha preceduti e non molla..
Quando dominava il tour col suo gioco incredibile: se allora mi avessero detto che, finita la carriera, avrebbe peccato di presenzialismo, non ci avrei creduto. Vedi, mò, la vita con le sue sorprese…
Diciamo anche che il pedigree di Roger e Nole è un pochino più prestigioso, Connors giocava pure in Patagonia
Non stupisce che il vecchio (e invecchiato assai) Roger, il GOAT degli ATP 500, sia tornato nel luogo dove più ha incassato in termini di gettoni di presenza. Come tennista si ricorderanno di lui solo i vecchi tromboni nostalgici, abituati a rimembrare il passato piuttosto che guardare avanti. Tanti dissero che, dopo il ritiro di Mr. “One More”, il tennis avrebbe registrato un drastico calo di interesse. Nei fatti : record di incassi ovunque ogni anno e nuove generazioni che ignorano persino chi sia questo attempato signore svizzero, mentre, giustamente, impazziscono per Alcaraz e Sinner.
Giocava bene
Io ragiono cosí! Cobolli è al 20mo posto, lo spagnolo Jodar molto piú indietro. Peró mentre Cobolli è arrivato, e difficilmentre andrà oltre, Jodar ha molto margine davanti, non si sa dove potrà arrivare. Per questo dico che la Spagna se la passa meglio di noi. I giovani nostri? Adda venire enzo
No comment
C’è qualcun altro che dovrebbe nascondersi…
casomai uniqlo, in ogni caso è stato il tennist esteticamente più bello da vedere e tra quelli tecnicamente più dotati. un poeta della racchetta. lo pagano, quindi che male c’è a farsi vedere?
Ormai è un totem vivente…è ovunque.
Ovunque vada cachet milionari.
Potrebbe erigersi una piramide d’oro su qualche montagna in svizzera e riempirla di vagonate di milioni.
Una multinazionale fatta in carne e ossa.
Non per nulla è il GOAT del tennis, verrà ricordato nei secoli come Beethoven o Leonardo da Vinci
Riecco questo vecchio furbone col cappellino griffato a miieter vittime paganti al premiato gonzificio di Dubai…io mi domando e dico…poi prende la racchetta in mano, fa’ due scambi e tutta la plebe sbattimani che si sdilinquisce tra Uniclo e on…