Sinner è “fragile”?
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Jannik Sinner è “fragile”? Dopo la amarissima sconfitta sofferta al secondo turno a Roland Garros 2026, devastato da un malessere a soli 4 punti dalla vittoria contro JM Cerundolo, quest’interrogativo è tornato di moda, soprattutto sulla stampa internazionale – discretamente becera al riguardo, prontissima a dare la stoccata alla prima caduta del nostro Campione – e con brutti personaggi sui social, gentaglia che non aspettava altro per cospargere letame su di un ambiente sempre più inquinato da bassezze e volgarità, lontanissimo canoni di rispetto e valori sportivi che dovrebbero esserne le colonne portanti. La risposta alla domanda tuttavia è semplice: No. Sinner non fragile. È fortissimo. Ma è dannatamente umano, e per questo imperfetto più o meno come tutti noi. Quello che lo differenza dalla massa è la sua voglia incredibile di migliorarsi, un’attitudine al lavoro e alla disciplina professionale che lo spinge ogni giorno a dare il meglio di se stesso per andare a nanna più forte e più abile rispetto a quando si è alzato dal letto. È la sua Straordinaria Normalità. Ma la perfezione è solo un ideale a cui uno come lui tende, con tutte le sue forze, arrivando a risultati eccezionali grazie a qualità umane, atletiche e tecniche formidabili, ma la caduta è sempre una possibilità.
Purtroppo sul Chatrier è accaduto quello che si temeva: il peggior nemico di Jannik in quest’edizione di Roland Garros era… un problema fisico: infortunio, malessere, una caduta, qualcosa che potesse mandare il tilt il suo corpo, più di un qualsiasi avversario. Nella magnifica e storica cavalcata iniziata a Indian Wells e proseguita fino a Roma senza macchia, Sinner ha raggiunto una forma eccezionale in ogni aspetto della prestazione. I colpi filano via oliati alla perfezione, con un servizio pronto tamponare qualsiasi buco e una risposta di livello superiore a tutto quello che c’è in giro, vera arma letale per ogni avversario; il diritto è tuonante, con vincenti devastanti e una fase di costruzione diventata micidiale con quella nuova combinazione di spin e profondità; il rovescio se lo porta da casa da sempre, disegna il campo e non tradisce quasi mai. Pure una smorzata efficace e tatticamente mortale per l’avversario, e anche qualche volée ficcante. Scacco Matto. Questo qua, in salute, non si batte. Per questo lo spettro era proprio il malanno, l’acciacco, o il malessere che lo potesse svuotare. Parigi sta diventando la città degli incubi di Jannik: Atlmaier qualche annetto fa, poi la sconfitta bruciante della finale 2025, con i notissimi 3 match point non sfruttati, e da ieri Cerundolo, a far venire un mal di testa lancinante in questo torneo. Ci riproverà Sinner ovviamente. Uno come lui non si scoraggia certo per questo: con la sua metodica attitudine farà tesoro di quel che è successo, lo studierà e ne trarrà insegnamenti affinché possa fare tutto al meglio delle proprie possibilità in modo che non si ripeta. Già, la ripetizione.
Non è la prima volta che Jannik in campo sembra svuotato. Queste situazioni spesso sono state associate a grandissimo stress termico. È probabilmente una condizione che il suo corpo fa fatica sopportare, e forse anche la testa lo porta in uno stato di tensione da rendere la gestione di questa situazione ancor più difficile. Non importa andare molto indietro per ripensare ai crampi di Shanghai 2025, letali; o la giornata pesantissima di calore a Melbourne 2026 vs. Spizzirri, dalla quale è uscito sportivamente “vivo”, ma per poco. Oppure alla semifinale a Cincy 2025, caldissima, con poi il k.o. sofferto prima della finale, di fatto non giocata contro Alcaraz. Ma si potrebbe anche tornare un po’ indietro come agli Australian Open 2025, vinti, ma che sofferenza contro Rune. C’è questa costante del fattore calore – umidità che lo svuota. Lavoreranno per fare tutto il possibile, ma forse in queste condizioni il suo corpo non lavora bene ed è a rischio collasso, come accaduto purtroppo ieri. Ma non si può dire che è fragile solo per questo, viste le tantissime e dure battaglie portate a casa a ripetizione.
Impossibile imputare a Jannik qualcosa… Aveva praticamente vinto. Forse in alcune fasi del secondo set ha fin troppo gestito le energie. Nella press conference successiva alla batosta, ha detto che stava male già dal mattino, una giornata difficile. Probabilmente in campo ha dato quel che aveva, ma chissà che se avesse spinto di più per qualche minuto nel secondo set magari sarebbe riuscito a vincere il match 10 minuti prima, ne bastavano persino 5 per completare l’opera… Oppure sul 5-1 (o anche 4-1) del terzo, se iniziava a sentirsi k.o., magari era il momento per fermarsi subito, uscire dal campo, bagnarsi, rinfrescarsi un filo e quindi provare a tirare quattro servizi e via. Chiudere, riposarsi, e da domani il caldo su Parigi dovrebbe diminuire… Scenari, ma sarebbe sbagliato puntargli il dito contro, nessuno conosce Jannik meglio di lui e quindi avrà fatto tutto quello che riteneva giusto fare.
Nonostante questa condizione organica col caldo, che ha certamente prosciugato il suo corpo in una giornata già nata storta, affermare che Sinner è fragile è sbagliato. Come può essere fragile un atleta che ha vinto 30 partite di fila? Che non perde da Doha ed è sopravvissuto a momenti non facili in alcuni tornei, trovando risorse per portare a casa partite anche con fatica, qualche piccolo crampo e fastidi. Jannik sta migliorando moltissimo nella gestione delle energie e di se stesso. Da n.1 vive uno stress continuo contro ogni avversario, che ovviamente cerca di batterlo essendo lo scalpo più prezioso possibile. Gioca tanto Jannik, forse troppo? Di sicuro imparerà da questa esperienza. A Roma dopo lo storico successo ha affermato che l’aver giocato tutti i 1000 sul rosso è stato un tentativo per vedere come sarebbe andata. La condizione fisica era buona, perché non giocare e provarci. Il record assoluto di mille vinti è arrivati, a Parigi è andata male. L’obiettivo era Roland Garros, ripetuto a più riprese, quindi a freddo si può affermare che forse l’ideale di giocare – e vincere – tutto non è stato raggiunto ed è quasi impossibile da raggiungere (solo l’Ironman Nadal c’era riuscito prima di lui, e solo Rafa ha poi vinto anche Parigi). Ci sarà modo di tarare sforzi e impegni nel 2027, forte di questa esperienza. Ma si torna all’incipit: non si può legittimamente associare la parola Fragile a un atleta che gioca così tanto, e bene.
Alla fine di questa partita nera ci resta un senso di vuoto tremendo. Inutile essere ipocriti: questo Roland Garros sembrava scritto, c’erano tutte le condizioni di poterlo vincere, forte dell’esperienza del 2025 e della fiducia massima del momento. Purtroppo è andata male, il fisico ha ceduto con un malessere che non è riuscito a gestire, in match in cui era arrivato a un passo dalla vittoria. Ma ci resta l’immagine e le parole franche di Jannik nella press conference. Lì è venuta fuori, di nuovo, la Bellezza della sua persona. Parlando alla stampa con il cuore spezzato, ha dato a tutti una vera lezione di classe e umanità, ha mostrato qualcosa diventata merce rarissima: si è assunto le sue responsabilità. Non ha cercato scuse, alibi. Non ha scaricato colpe su nessuno, e sarebbe stato facile per il discorso degli orari delle partite. Si è limitato a parlare di fatti. Non è sfuggito al confronto, rispondendo in modo franco alle domande incalzanti dei cronisti, esternando il massimo rispetto per l’avversario e per il torneo. Un ragazzo che ci ha regalato così tanto nell’ultimo periodo e che ci insegna ogni volta qualcosa su come ci si comporta, è soltanto un dono. Forza Jannik, ti aspettiamo a Wimbledon più forte che mai.
Marco Mazzoni
TAG: Jannik Sinner, Marco Mazzoni, Roland Garros 2026

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Marco Mazzoni, non negare l’ evidenza. Jannick ha un solo punto debole, ed e’ questo. La storia insegna. E’ un po fragile quando fa molto caldo, soprattutto in caso di grande slam
Intanto BErtolucci, BOrtolucci non so chi sia.
Bertolucci è uno che, forse ma forse, ne capisce leggermente più di me e te di tennis, ma se per me metto una certezza per te lascio il forse, magari sei un fenomeno in incognito.
Bertolucci l’ha toccata pianissimo verso quelli che (a posteriori) sanno come si doveva fare e il paragone col calcio è perfetto, sicuramente se foste stati Gattuso non avreste schierato quella formazione e saremmo ai mondiali…
Ovvio che tu ti risenta, sei perfettamente calato nel ruolo che Bertolucci definisce “follia”.
Se davvero ne capissi così tanto non saresti qua a scrivere e saresti nel suo Team o nel Team di qualche altro Top…
Beh, diciamo che se Zverev non vince questo slam non ne vincerà mai più (anche se, secondo me, non è scontato che ci riesca).
L’ultima volta che è capitata una situazione simile ha vinto Vacherot. Tanto per far capire quanto si è aperto il tabellone del torneo.
@ amen (#4626762)
Non posso che sottoscrivere ogni cosa che dici. Aggiungo la infinita commozione nel vedere Jannik ancora stringere la racchetta e cercare di darsi forza pur ridotto a un nulla fisico. Nobile e infinitamente colmo di ammirazione.
@ Annie3 (#4626663)
Però ieri il clima non pareva così pesante come nei giorni precedenti: è entrato in campo con 28 gradi, ed erano 32 nel terzo set. L’umidità non era altissima; ieri non mi pare che ci siano stati altri “colpi di sole” oltre il suo, eppure si sono giocate partite durissime, molte finite al quinto .. boh. Lui non dirà mai cos’ha, e noi tiriamo ad indovinare.
E straquotiamo, perché veramente non se ne può più.
A me pare evidente che Sinner soffra di una qualche patologia che, per comprensibili motivi di privacy, non vuole rendere nota. La sincope vasovagale, che qualcuno meno ignorante di me ha ipotizzato, mi pare plausibile. L’unica sarebbe sequestrare la signora Siglinde e farle sputare il rospo. Le mamme sanno sempre tutto…e questo spiegherebbe anche l’esagerata agitazione con cui segue le partite del figlio.
chi è bortolucci, il dio in terra? chiediamo a bortolucci allora perché i big 3 saltavano tornei costantemente o non giocavano proprio durante alcune fasi dell’anno, in un’epoca tra l’altro in cui i 1000 erano di una settimana, eccetto iw e m. e poi, l’ha detto sinner che “Ho giocato molto, non ho avuto molto tempo per recuperare”, mica giorgione. o sinner ci sta raccontando balle o voi sproloquiate.
tu non sai cosa scrivi. la copertura del campo c’è stata per una combinazione di fattori estremi come temperatura, calore e umidità. ieri, ripeto, c’erano 31 gradi. da notare che sinner, a differenza dell’AO, non ha avuto crampi. e poi, lo stesso sinner ha detto di aver giocato tanto, troppo negli ultimi mesi. vogliamo dargli un po’ di credibilità o no? ma ne sapete certamente di più voi…
Sicuramente anche il fatto di aver giocato tre mesi senza vere soste per recuperare ha inciso, ma io continuo a vedere nel caldo estremo il suo più grande avversario (ovviamente oltre Alcaraz)… ho letto poco fa un commento di un primario di ospedale che spiegava il perché sia normale che una persona che è nata e cresciuta in montagna, in condizioni climatiche molto diverse, possa soffrire il caldo più di altri, e mi sono trovato in pieno accordo… sono un montanaro abbruzzese che si è trasferito a Roma per motivi di lavoro e agli inizi per me l’estate romana era un incubo… poi mi sono adattato, ma tuttora faccio fatica a reggere il caldo umido, tutto il contrario della montagna
“Sono abituati a fare le formazioni del calcio a centinaia di km di distanza, per cui adesso si arriva anche alla follia con utenti che hanno deciso la programmazione e pensano che il Numero Uno e il suo Team abbiano sbagliato perché dovevano saltare dei tornei”
Paolo Bertolucci.
Siccome mi trovo in perfetto accordo con Paolone io la chiudo qua.
Gli organizzatori hanno sbagliato a farlo giocare a quell’ ora, sapendo bene che c’era un “rischio” per Sinner.
Si sono privati del giocatore che porta utili altissimi , pubblico ed immagine in tutti i tornei.
Può essere pure che i francesi, visto che ce l’anno con noi italiani l’abbiamo fatto apposta…
ovvio, sinner può solo essere sconfitto da virus e caldo… da notare che ieri a parigi c’erano 31 gradi, non i 40 australiani. e mi risulta che il filotto di sinner sia stato finora unico, appesantito dal fatto che i 1000 sono ora di 2 settimane, almeno madrid e roma.
Infatti prima che con Nole stava uscendo solo con Spizzirri e solo la copertura del campo lo ha salvato.
Se parliamo di poca dimestichezza e non rispondiamo nel merito mi sa che la poca dimestichezza sia di qualcun altro…
Mi sono prodigato a rimbeccare troll e odiatori, sempre in agguato con facili sentenze, ma sin dall’inizio dicevo che Sinner, giocando tutti i tornei, avrebbe messo a rischio l’obiettivo principale, il RG.
Lo dissi dopo Montecarlo… andare a Madrid con la prospettiva teorica di giocare ancora 19 partite in cinque settimane era un non sense. Poiché Roma non poteva saltarla, si trattava di rinunciare a Madrid (e a battere il record di Djokovic) tanto più che il diretto rivale aveva dato forfait.
Non si tratta ora di discutere se Sinner sia fragile o no, bensì se sia stata valida una programmazione che, direttamente o indirettamente, volutamente o per induzione progressiva, si è trasformata per lui in una gara di resistenza a oltranza. E qui il discorso della fragilità c’entra poco, perché le leggi della biofisica sulla terra battuta si fanno più dure, e a un RG non bisogna arrivare già in riserva per nessun motivo.
Quindi la mia conclusione è che Sinner NON è fragile, anzi è stato molto tosto finora dimostrando a tutti di essere il migliore anche sulla terra battuta. Ciò che ha dovuto imparare ora è una cosa che sembrava aver sempre tenuto a mente in passato quando rinunciava a qualche torneo per essere al meglio per degli obiettivi più importanti: cioè che a uno slam su terra ci si deve arrivare in un altro modo. L’anno prossimo suppongo rinuncerà a qualche Mille… pazienza per i punti non confermati ma potrà sempre compensarli con quelli che potrà vincere al Rolando 27
😎
Se fosse fragile non sarebbe rimasto in campo fino all’ultimo 15, compreso gli ultimi minuti in cui era in lui ormai palese la vicinissima sconfitta. Anche e soprattutto questa è la forza mentale di Jannik, tanto che fino all’ultimo l’abbiamo visto fare gesti positivi col braccio nei pochi bei punti che gli andavano ancora a segno.
Fragile è chi invece va via dalla partita quando si rende conto che per qualche motivo fisico non può più competere per giocarsela alla pari e preferisce evitare brutte figure. Ma la peggior brutta figura è proprio lasciare il match. Ed in recenti Slam gli esempi eccellenti non sono mancati.
Devono solo inserire nuove regole adeguate per questo tennis fatto di velocità e potenza
Anche io propendo per questa ipotesi. Ogni tanto il Sinner umano si ribella alla sua stessa disumanizzazione, al controllo feroce, alla programmazione di ogni gesto, alla determinazione brutale, allo sfruttamento di ogni cosa. Può sembrare una inezia, ma già il fatto che avesse modificato leggermente il vestiario, presentandosi con cappellino, calzini e polsini bianchi al posto del precedente azzurrino totale da manichino di negozio, era indicazione di una sottile ribellione dell’umano sentire.
Io credo che ci siano momenti in cui Sinner riemerge dalla guaina robottizzante e semplicemente si chieda: “ma che ci faccio qua?”
Sono in completo disaccordo. Quanto accaduto a Roma mi fa ribadire la mia opinione. C’è un problema strutturale, altro che affaticamento. Anche senza scomodare Nole e Nadal, molti top player hanno affrontato periodi densi di attività, senza presentare problemi ricorrenti di questo tipo.
Che, peraltro, Sinner ha manifestato più volte anche in periodi di attività “normale”. Inutile scomodare i cinque 1000, etc. Ha avuto problemi analoghi con virus e caldo più volte in passato.
Mi permetto però di farti notare … che ” cedere a pochi centimetri dal traguardo ” … potrebbe essere ” una fragilità ” .
Attenzione … non sto dicendo che Sinner sia fragile .
Come tutti , può avere , anzi ha , i suoi limiti .
Ergo … SIAMO TUTTI FRAGILI a modo nostro … quindi per eccesso e per rispondere al domandone da 1 milione di $$$ nel titolo dell’articolo , se proprio uno volesse … allora si , ” Sinner è fragile ” .
@ Pier no guest (#4626613)
per chiarire ancora : soffrire di sindrome neuro mediata non ha a che fare con le qualità fisico atletiche di un tennista ,sul suo stato di forma etc. Anzi paradossalmente più è elevato il rendimento fisico e la capacità e velocità di recupero ad esempio della frequenza cardiaca più alta nei soggetti predisposti è la possibilità che si verifichi un fatto tipo quello di ieri. Per esempio un runner non si ferma di colpo a fine sforzo ma continua a corricchiare per qualche minuto per evitare un crollo troppo repentino della frequenza cardiaca. Per me il dato rilevante che da un senso alla mia ipotesi diagnostica è che tutto è accaduto repentinamente nel brevissimo periodo passato in panchina dopo il 5-2. Che Jannik non parli di questa eventuale sua “debolezza” o meglio caratteristica è comprensibile se si pensa che si ritiene che tale predisposizione spesso è ereditaria . quindi rispetto per la sua privacy.
Io invece la ringrazio per il suo intervento da competente in materia su questo argomento, sarebbe bello avere più commenti da persone tecniche e istruite su questo sito
Non ricordo una partita di Rafa Nadal al RG in cui ci fossero 33 gradi a Parigi in maggio (e lo facessero per giunta giocare col sole a picco). Quindi il confronto non tiene conto del cambiamento climatico brutale degli ultimi 5 anni. Altro elemento che inficia il paragone è l’età… Nadal ha vinto d’esperienza dai 28 anni in poi, prima vinceva fisicamente. Sinner ha ancora solo 24 anni, ma pure alla sua età ricordo molte partite in cui era in difficoltà fisica e alla fine l’ha portata a casa.
Hai visto immagini recenti di Nadal?
Probabilmente non l’avrebbe mai persa , ma ora sta pagando qualsiasi tipo di scotto fisico, tanto che della sua famosa muscolatura, e’ rimasto poco e niente…
Penso che semino fosse fragile non potrebbe essere atleta professionista a questi livelli. Detto questo c’è un problema evidentemente che si presenta sempre o quasi nelle stesse condizioni. Un gran peccato
Jannik ha una problematica non una fragilità ma che non svela se questa “fragilità” gli permette di vincere 5 1000 di seguito durante l’anno è segno che è gestita bene .
Chi ha problemi di salute sa che spesso certe dinamiche non sono controllabili al 100% ed altre sono ostaggio di certi fattori di rischio.
Per esempio chi soffre di pressione relativamente alta sa che deve evitare il sale , chi ha il pre diabete deve evitare gli zuccheri semplici e fare tante camminate , etc… però non è detto che se segui alla perfezione le raccomandazioni del medico il giorno X e l’ora Y non senti la testa girare o vedi annebbiato.
Così probabilmente è Jannik , ha un problema ben definito e gestito ma non può prevedere tutto, capita.
A me interessa che stia bene e vinca.
Più passa il tempo e più capiranno come gestire questi imprevisti.
@ Vae victis (#4626543)
La cosa costante che unisce tutti gli episodi relativi alle crisi patite da Sinner è il caldo e tutto ciò che ne consegue, ecco perchè tanti fruitori di questo sito compreso me, ne hanno parlato e duscusso. Tu ne dai una spiegazione diversa, più profonda legata al suo inconscio ma che nessuno del suo staff Sinner compreso ha mai accennato, allora io penso che non avendo nessuno di noi la verità assoluta di quello che è successo realmente, non sia il caso di fare i saccenti o rimproverare nessuno per ciò che pensa…
Siiner fragile no di sicuro fisico da highlander altrettanto no di sicuro Il caldo e la tenuta fisica non sono il suo punto di forza ( se avesse anche quello sarebbe quasi imbattibile) spero che lui e il suo staff abbiano capito che il suo fisico ha bisogno di pause ben calibrate per ricaricarsi appieno Col senno del poi ma neanche tanto credo che giocare a Madrid sia stato un errore. Daltronde hanno risolto il problema delle vesciche dei pollini ed in fortuni muscolari anche per il suo tipo di gioco fortunatamente ne ha pochi Probabilmente risolverà anche questi problemi pensando a dosare bene le forze in base ai tornei. PS certo che il Musetti visto fino all AO avrebbe avuto delle belle chances in questo RG
@ idlabinna (#4626597)
Personalmente, con l’umiltà della profana, mi meraviglio come l’analisi del malessere di Jannik non tenga conto dei precedenti verificatisi in condizioni di calura assurda e incompatibile con uno sforzo fisico protratto sotto il sole, nelle ore centrali e per oltre 2 ore…perché se l’episodio fosse stato il solo, capisco che l’attenzione poteva essere concentrata su problematiche esclusive di Jannik, ma dopo il dramma di Mensik, di Ruud, il calo netto di Prizmic, ragazzi con strutture fisiche diverse, Ruud in particolare, “normotipo” che non ricordo abbia mai chiamato l’MTO, non so come ci si possa preoccupare più di tanto per debolezze improvvise di Jannik che si è disinvoltamente battuto fino ad oggi fra Madrid e Roma, crollando sotto i 40 gradi di Parigi con tempistiche e sintomi molto simili a quelli dei colleghi sopracitati…oohh, ma neanche davanti alle vittime sacrificali sul campo si ha il coraggio, per paura di rinunciare al “divertimento con suspense”, di dare la colpa all’unico meccanismo aberrante e colpevole della moria, questo 3 su 5 che spero venga cancellato istantaneamente dopo questa tragica edizione del RG
Ieri mi è venuto in mente rafa nadal e secondo me lui non l’avrebbe mai persa una partita così
@ OneMore (#4626620)
Sul di più dipende. Questo sport prevede improvvisi cambi di battito cardiaco tanto che chi ha subito delle angioplastiche viene ammonito dal praticarlo.
Chi lo pratica sa che sotto il sole,con l’attesa del servizio stando fermi ma pronti ad uscire dai blocchi più e più volte stressa oltremodo.
Qui poi c’è la concentrazione:la palla si muove,tu devi muovere un telaio ma colpire con le corde,non è semplice.
I match non hanno un tempo definito,la gestione della fatica è complessa perché la durata può raddoppiare e neppure l’ingresso in campo è certo e quindi il riposo, l’alimentazione,la digestione sono estremamente senza garanzie.
Quando poi fa caldo,e stai grondando,devi stringere il manico e colpire,colpire ancora facendolo “bene” e non puoi mai prendere fiato se non in pause ricche di stress con grandi problemi quali l’abbassamento del battito,della pressione che poi improvvisamente si alza. È un costante start&stop.
Infatti l’articolo non è sulla sconfitta, è su qualcos’altro
Non sapremo mai le precise cause di quanto è successo (ed in fondo è giusto così: perchè mai una persona dovrebbe pubblicizzare un eventuale suo problema di salute?). In ogni caso, ferma restando l’enorme delusione per l’occasione mancata (un Sinner in condizioni normali quella partita, sul 5-1 e servizio di match point a disposizione, l’avrebbe vinta anche con gli occhi bendati), esprimo sinteticamente due cose:
1) è ora di finirla con la storia del “tennista gracile”, perchè Jannik ha ampiamente dimostrato sul campo di avere tempra e resistenza da vendere.
2) basta con la storia che “non regge quando arriva al quinto set”: le statistiche dicono e non dicono, bisogna usare la ragione, perchè ad esempio quella di ieri per gli annali l’ha persa al quinto set, ma di fatto l’ha persa già al terzo, quando è improvvisamente crollato e comunque è rimasto trascinandosi in campo solo per onore di firma; ed analoga cosa successe a Wimbledon 2024 contro Medvedev.