Roland Garros, bufera su Vallejo dopo le parole sul Giudice di Sedia – “Doveva dirigere un uomo”. La parte alta del tabellone si apre agli “outsider”. Kouamé e Parry chiedono il turno mattutino – vogliono vedere la finale del PSG
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Il Roland Garros 2026 continua a vivere giornate ad altissima tensione, dentro e fuori dal campo. Dopo la spettacolare vittoria di Moise Kouamé contro Adolfo Daniel Vallejo, arrivata al termine di una battaglia durissima, sono state soprattutto le parole del paraguayano a far discutere.
Vallejo, sconfitto dal giovane francese in cinque set, ha criticato duramente la gestione dell’incontro da parte della giudice di sedia Ana Carvalho. Dichiarazioni che hanno subito acceso la polemica, anche per il contenuto particolarmente delicato.
Secondo quanto riportato da ClayTennis, Vallejo avrebbe affermato che la giudice non avrebbe gestito bene la partita, aggiungendo una frase destinata a far discutere: “Questo tipo di partite dovrebbe arbitrarlo un uomo, è molto difficile che una donna abbia la forza per andare contro un pubblico così intenso”.
Parole decisamente infelici e controverse, che rischiano di oscurare anche il valore sportivo di una partita splendida. Kouamé, sostenuto da un pubblico francese molto caldo, ha firmato una delle vittorie più emozionanti del torneo, confermando di essere una delle grandi storie di questa edizione.
Il tema dell’ambiente e della pressione del pubblico è reale in uno Slam come il Roland Garros, soprattutto quando in campo c’è un giovane talento di casa. Ma le dichiarazioni di Vallejo hanno spostato il discorso su un terreno molto più delicato, quello del ruolo e dell’autorevolezza degli arbitri, con un riferimento al genere che ha inevitabilmente generato reazioni.
Intanto, proprio Moise Kouamé potrebbe essere protagonista anche di un altro curioso intreccio nella giornata di sabato. Il programma del Roland Garros dovrà infatti convivere con un evento sportivo di enorme richiamo mediatico: la finale di Champions League di calcio, resa ancora più importante in Francia dalla presenza del PSG.
Kouamé e Diane Parry, entrambi grandi tifosi del club parigino, sarebbero intenzionati a chiedere agli organizzatori di giocare in sessione mattutina, in modo da poter poi seguire la finale. Un dettaglio curioso, ma che racconta anche quanto la presenza del PSG possa incidere sull’atmosfera sportiva della capitale francese.
Sul piano tennistico, però, la notizia più clamorosa resta il terremoto nella parte alta del tabellone maschile. L’eliminazione di Jannik Sinner ha spalancato scenari completamente inattesi e ha reso la corsa alla finale molto più aperta di quanto si potesse immaginare alla vigilia.
La caduta di diversi favoriti ha prodotto una situazione quasi incredibile: uno tra questi sedici giocatori raggiungerà la finale del Roland Garros 2026. Un elenco sorprendente, con tanti nomi inattesi e pochissimi riferimenti abituali delle fasi finali Slam:
Juan Manuel Cerúndolo, Martin Landaluce, Matteo Berrettini, Francisco Comesana, Jaime Faria, Frances Tiafoe, Matteo Arnaldi, Raphael Collignon, Felix Auger-Aliassime, Brandon Nakashima, Moise Kouamé, Alejandro Tabilo, Flavio Cobolli, Learner Tien, Francisco Cerúndolo e Zachary Svajda.
Un quadro che fino a pochi giorni fa sarebbe sembrato difficilmente immaginabile. Tra i giocatori ancora in corsa in questa zona, Matteo Berrettini è l’unico ad aver già disputato una finale Slam, mentre Felix Auger-Aliassime rappresenta l’ultimo superstite dell’attuale top 10.
Per gli italiani si apre dunque una prospettiva interessante. Berrettini ha l’esperienza dei grandi palcoscenici, Arnaldi sta ritrovando fiducia e continuità dopo un periodo complicato, mentre Cobolli resta in corsa in una parte di tabellone diventata improvvisamente molto meno prevedibile.
Ma il Roland Garros, soprattutto dopo quanto visto negli ultimi giorni, ha ricordato a tutti che non esistono partite scontate. Kouamé è diventato il simbolo della nuova generazione francese, Cerúndolo ha firmato l’impresa contro il numero uno del mondo, e il tabellone maschile è ormai entrato in una dimensione quasi imprevedibile.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Ana Carvalho, Roland Garros, Roland Garros 2026

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Courier scusate
Signori si nasce e Sinner lo dimostra sempre senza mai cercare scuse e le parole di Currier sono fuori luogo perché i crampi erano la minima parte dei problemi.
A parte il suo vocabolario molto discutibile (anche perché poco inerente alla questione) e l’aver (intenzionalmente?) sorvolato sulla analoga e parallela richiesta femminile, concordo col senso ultimo del suo commento.
Si vuol vedere il calcio? Si presenti un certificato medico, ancorché fasullo, e si rinunci a scendere in campo.
Il fatto è che credo a loro due preoccupi il fatto di non avere il sostegno del pubblico di casa (eventualmente distratto dal calcio): ma veramente pensano che chi con mesi di anticipo spese centinaia e centinaia di €€ per i biglietti del Roland Garros preferisca stare al bistrò a vedere il calcio in TV?
Sarà la loro giovane età (Diana mica tanto, però) a far formulare pensieri tanto strambi…
Un attore famosissimo italiano, non mi perdevo un film, poi un giorno rispose malissimo ad una domanda legittima di una giornalista: non guardo più i suoi film e cambio canale se solo lo vedo. Preferisco non conoscere ….
Non credo che il Paraguagio si lamenti di qualche punto mal giudicato a suo sfavore (in campo non lo fece, sarebbe ben strano farlo a palline ferme).
Si lamenta piuttosto perché la “femminuccia” sul seggiolone non avesse gli attributi per tenere a bada il pubblico.
Mi ripeto: a parte che il pubblico di ieri non era particolarmente scorretto (escluso qualche urletto fuori tempo e qualche brutto applauso agli errori paraguagi), che doveva fare quella poveretta? Sospendere l’incontro fin tanto che il pubblico non si fosse zittito?
Berrettini in finale.
Il rischio di veder realizzato ” un sogno ” ( leggi incontrare di persona il proprio idolo ) è proprio questo …
Idealizzi , ti ” fai dei film ” … e poi , al 99 % inevitabilmente , rimani deluso .
Per questo , parlo nel mio caso e per assurdo , dovessi un giorno incrociare Sinner ” per strada ” ( so che è impossibile , ma per rendere l’idea … ) , ovviamente ” lo guarderei con discrezione ma non lo fermerei ” .
🙂
Da ragazzino, in campo musicale, avevo alcuni idoli… Poi ho avuto la (s)fortuna, vabbè dai, la possibilità di conoscerli (così resto neutrale)… Beh, 6 su 7, fenomeni come artisti, mi hanno deluso profondamente come persone… Quindi, credo, nel tennis, sia la stessa cosa… Vedo le partite, poi al match point chiudo… Ah, le interviste 🙂
Che dichiarazioni da ominidi .
Il ragazzino francese non è nessuno per chiedere orari privilegiati per vedere un altro sport.
Siamo al ridicolo.
Cambi sport.
😆 😆 😆
Stavolta concordo
La parte alta è una vera lotteria nella quale potrebbe sucecdere veramente di tutto.
In basso è giusto un poco meno una lotteria perché Zvrerev è molto forte su terra e Nole è molto forte e basta, però uno è molto vecchio e l’altro è uno che da favorito del torneo spesso soffre quindi anche di lì sarà interessantissimo.
@ GM (#4626551)
Noi abbiamo un ministro con quel nome, Adolfo Urso! enzo
Se ifrancesi avessero impiantato le macchinette “Falco”, non sarebbe successo. La Grandeurinnanzi tutto! ! enzo
Kouame’ e Parry domani dopo le rispettive uscite di scena potrebbero avere una delusione anche da Budapest? 😆
Purtroppo lo stigma di certi nomi porta a queste considerazioni.
Stigma che io non trovo giusto: Adolfo o Benito potrebbero essere bei nomi da dare ai figli ma ci si “deve” astenere per non condannarli ad un’esistenza da disagiati costantemente presi in giro.
Un po’ come dover rinunciare ad indossare una camicia nera o bruna, qualora quei colori piacessero e li si ritenesse eleganti, per non dover subire dileggi o, peggio, pestaggi.
Non sappiamo né sapremo quale fosse il motivo per cui alla nascita del tennista paraguagio gli fu imposto quel nome; che esisteva già prima del 20 aprile 1889 ma che poi, a partire da una cinquantina di anni dopo, non ha più avuto “diritto di anagrafe”.
Pollice su, invece, per la distinzione tra gonadi, femminili e maschili.
anche perche ogni tanto si dovrebbe dire che servirebbero uomini con le ovaie, ….non sempre ma ogni tanto si.poi alcune volte come per gli uomini anche per le donne sono sprecate ma questa è un’altra storia….
Ahi ahi Adolfo Adolfo mi sei caduto sul pis…. ehm sulle palle (semicit. Mike Bongiorno)
il classico machismo sudamericano: mi perdi punti! Lo so che è brutto perdere una partita strapersa ripresa quasi vinta e ripersa dopo il break al servizio per il match e 10-8 al super TB. No: bocciato l’Adolfo!
Mi spiace che il Paraguagio non abbia (ancora?) la maturità per accettare la sconfitta con un, per quanto talentuoso, ragazzino.
Evidentemente gli rode e non credo solo sia questione di passaggio del turno mancato e relativo compenso svanito.
Il pubblico influenzò il risultato?
Certamente, lo ammise il vincitore in prima persona nelle dichiarazioni a fine incontro, fatte sì da un ragazzino ma con una gran testa già sulle spalle.
Ma non vi fu, avendo visto tutto l’incontro mentre la gran parte degli occhi italiani erano rivolti a Sinner, alcun episodio eclatante tale da comprometterne la regolarità.
E cosa avrebbe potuto o dovuto fare, donna o uomo che fosse, chi aveva il ruolo di giudice?
Sospendere l’incontro finché il pubblico, comunque corretto più di quelli americani, nordamericani o sudamericani che siano, si fosse zittito?
Ma per piacere!
Un’ottima occasione persa per star zitto e una dichiarazione talmente stupida da neanche esser degna di essere tacciata di sessismo: solo di stupidità post sconfitta trattasi.
Sicuramente non aiuterà la popolarità e la considerazione future del Paraguagio.
P.S.: Berrettini alla sera, “contro” un pubblico analogo vinse 3 partite a 0: a Valle’, di che stamo a parlà?
A parte l”ovvio tifo per i nostri tre
Faccio la mia classifica simpatia per la candidatura alla finale con Djokovic
1) Il mitico Abate Faria (siccome qualcuno ha detto che il tennis lusitano non ha una grande tradizione … sarebbe simpatico)
2) Pennellone (S)Tabilo: il cileno che batte storto ma spesso ha curve diaboliche al servizio
3) Tien: siccome è stato uno che ho segnalato qui sopra quando pure la mamma non ci credeva che diventasse forte ……
OT: Tien l’ho messo #3 solo perché è allenato dal maledettissimo Chang che Iddio lo strafulmini perché fece il sotomayor al mio idolo Edberg
1) è il minimo che mi aspetto da uno che si chiama Adolfo
2) “donne con le palle” non si può sentire, a limite con le ovaie
Dichiarazioni primitive. Ci sono donne con le palle e uomini senza.
Hai perso la partita ed hai perso una occasione per stare zitto.
3 nostri alfieri su sedici
a mio parere, i 3 contendenti più papabili (contro i nostri) sono FAA, Tien e Ceru