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Jil Teichmann, la rinascita a Parigi: “Non ho toccato la racchetta per mesi, avevo bisogno di fermarmi”

30/05/2026 11:53 2 commenti
Jil Teichmann SUI, 15.07.1997 - Foto Getty Images
Jil Teichmann SUI, 15.07.1997 - Foto Getty Images

Jil Teichmann è una delle storie più belle e sorprendenti del Roland Garros 2026. La svizzera, oggi numero 170 del mondo, ha conquistato gli ottavi di finale dopo una splendida rimonta contro Karolina Muchova, confermando un ritorno ad altissimo livello dopo mesi complicati, lontana dal circuito e soprattutto lontana dal tennis.
Il risultato sportivo è già importante, ma il valore della sua corsa a Parigi va oltre il campo. Teichmann ha raccontato in conferenza stampa il percorso difficile degli ultimi anni, segnato da problemi fisici, stanchezza mentale, cambiamenti nel suo team e situazioni personali che l’avevano portata a un punto di rottura.

“È difficile riassumere quattro anni. In quel momento stavo giocando uno dei migliori tennis della mia carriera, avevo 23 o 24 anni e ora ne ho 28. Da allora sono successe molte cose”, ha raccontato la svizzera.
Il primo segnale è arrivato dal corpo, poi dalla testa. Una combinazione che nel tennis professionistico può diventare pesantissima, soprattutto per chi vive il circuito da quando è adolescente.

“Ho iniziato ad avere alcuni problemi con il mio corpo e poi anche con la mia mente. Questo è un lavoro molto intenso e lo facevo senza fermarmi da quando avevo 14 anni”, ha spiegato.
Teichmann ha ammesso di essere stata a lungo fortunata con gli infortuni, riuscendo per anni a giocare molte settimane senza particolari problemi. Poi, però, tutto ha iniziato ad accumularsi.

“Fino a quel momento ero stata molto fortunata con gli infortuni. Non avevo quasi mai avuto problemi fisici importanti e potevo giocare praticamente tutta la stagione ogni anno. Ma in qualsiasi carriera succedono cose dentro e fuori dal campo”.
La svizzera ha parlato di cambiamenti nello staff e di momenti personali complessi, fino alla sensazione di non riuscire più a gestire tutto.

“Ci sono stati molti cambiamenti nel mio team e sono successe anche cose importanti nella mia vita personale. A un certo punto tutto si è accumulato ed è diventato troppo difficile da gestire”.
Da qui la decisione più difficile: fermarsi. Non quando era fuori dai giochi, ma quando era ancora dentro la top 100.

“Per questo lo scorso settembre ho deciso di prendermi una pausa, anche se ero ancora dentro le prime 100. Ne avevo bisogno. Amo il tennis e mi diverto moltissimo a giocare, ma sentivo che stavo entrando in una strada che non era più salutare per me”.
Una scelta condivisa con il suo team, nata dalla consapevolezza che per continuare a lungo serviva ricominciare da capo.
“Tutto il mio team era d’accordo. Sentivamo che, se volevo continuare a giocare per molti anni, dovevo fermarmi, tornare all’inizio e ricostruire tutto dalle basi. È esattamente quello che ho fatto da gennaio”.

Il parón è stato totale. Non una pausa parziale, non un semplice periodo senza tornei: Teichmann si è allontanata completamente dal tennis.
“Sì, è stata una pausa completa. Non ho toccato una racchetta”, ha detto.

Una frase forte, soprattutto per una giocatrice ancora competitiva e ancora classificata tra le prime 100. Teichmann ha spiegato che all’inizio non è stato semplice convivere con i dubbi.
“All’inizio non è stato facile, perché c’è sempre quella voce che ti dice che sei ancora top 100 e che forse non dovresti fermarti. Ci sono stati molti momenti di dubbio e contraddizione”.

Poi, però, ha scelto di ascoltarsi davvero.
“Quando ho ascoltato davvero quello che sentivo dentro di me, ho capito che era esattamente ciò di cui avevo bisogno”.

Durante i mesi lontana dal circuito, Teichmann ha provato a ritrovare se stessa fuori dal tennis. Ha viaggiato, ha passato tempo con la famiglia in Svizzera, è andata a sciare, ha fatto surf, ha visitato un’amica d’infanzia a Berlino ed è stata anche in Argentina, dove si trova gran parte del suo team.
“La cosa più importante è stata tornare a stare con la mia famiglia, con i miei amici e ricaricare le batterie”.
Il risultato di quel percorso si vede oggi a Parigi. Teichmann è tornata a competere, ma soprattutto è tornata a divertirsi.
“Sto disfrutando moltissimo. Sono una giocatrice molto emotiva e amo competere negli stadi grandi, sentire l’energia del pubblico e vivere questo tipo di momenti”.
Il Roland Garros, in questo senso, è il palcoscenico perfetto. Parigi è vicina alla Svizzera e molti amici e tifosi hanno potuto sostenerla dal vivo.

“Questo fa parte di chi sono. Per questo gioco a tennis: per essere in scenari così e disputare partite importanti. Inoltre sono a Parigi, una città molto accessibile per i miei amici e per tante persone dalla Svizzera, quindi sto sentendo moltissimo sostegno in questi giorni”.
La vittoria su Muchova racconta bene anche il suo nuovo stato mentale. Teichmann si è trovata sotto 5-1 nel secondo set, ma non ha mai sentito che il punteggio rispecchiasse davvero quanto stava accadendo in campo.
“Ero sotto 5-1 nel secondo set, ma sinceramente sentivo che il punteggio non rifletteva quello che stava succedendo. Avevo avuto molte opportunità e avrebbe potuto essere tranquillamente 4-3 o anche 5-2”.
Quando Muchova ha chiesto assistenza medica, Teichmann ha parlato con il suo allenatore e si è data un obiettivo semplice: costringerla a chiudere davvero il match.

“Ho pensato che avrei provato a renderle le cose difficili. Mi sono detta: la obbligherò a chiudere la partita”.
Da lì è arrivata la rimonta, costruita senza pensare troppo al risultato finale.
“In nessun momento ho pensato che avrei vinto sei game consecutivi. Cercavo solo di restare nel presente, seguire il piano di gioco e giocare punto dopo punto. Alla fine ha funzionato perfettamente”.
Agli ottavi Teichmann affronterà Mirra Andreeva, una delle giocatrici più attese del circuito. La svizzera sa che sarà una sfida molto complicata, ma arriva all’appuntamento con serenità e fiducia.
“La preparerò come qualsiasi altra partita. È una giocatrice top 10 e una grande competitrice. Guarderò video, studierò un po’ il suo tennis e lavorerò con il mio team per trovare soluzioni”.

Teichmann ha ammesso di non aver seguito troppo l’ascesa di Andreeva, proprio perché in quel periodo era lontana dal circuito.
“Non l’ho seguita troppo perché durante buona parte della sua crescita io ero lontana dal circuito. Sarà una partita molto difficile, ma anche molto interessante. Entrambe arriviamo con tre vittorie qui e io sono pronta a competere”.
La presenza di Jil Teichmann negli ottavi del Roland Garros è molto più di una sorpresa sportiva. È la storia di una giocatrice che ha avuto il coraggio di fermarsi quando il tennis non era più un luogo sano, di mettere se stessa prima della classifica e di ricostruire tutto da zero.
Oggi, a Parigi, quella scelta sembra averle restituito ciò che cercava: il piacere di competere, l’energia del pubblico e la sensazione di essere di nuovo nel posto giusto. Teichmann non è soltanto tornata a vincere: è tornata a essere felice in campo.



Francesco Paolo Villarico


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2 commenti

piper 30-05-2026 12:26

Forza Jil!
Ho sempre ammirato il tuo gioco.

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Gaz (Guest) 30-05-2026 12:20

Si, volevo scriverlo difatti già dopo il secondo turno,ho scritto solo:Chwalinska momentanea “insospettabile”sorpresa del torneo e mi sono dimenticato di aggiungere “e Teichmann gran ritorno”,poi ieri è arrivata addirittura la terza vittoria, sotto 1-5 nel secondo set contro Muchova.
È un peccato che senza i commenti di Gaz queste cose rilevanti passino inosservate,non c’è né uno ,dico uno,a cui possa delegare il mio interesse e passione.
Peccato.
Mi spiace per la Teichmann,ora magari, grazie alla pagina che le avete dedicato e che si è meritata qualcuno si farà vivo.

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