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Fonseca si gode l’impresa con Djokovic: “Nel quinto set è stato tutto cuore, non riuscivo nemmeno a pensare”. Djokovic si arrende a Fonseca dopo quasi cinque ore: “Lui è stato migliore nei momenti importanti” (Video partita)

29/05/2026 23:28 Nessun commento
Novak Djokovic classe 1987, n.4 del mondo - Foto Patrick Boren
Novak Djokovic classe 1987, n.4 del mondo - Foto Patrick Boren

Joao Fonseca ha vissuto sul Philippe Chatrier una di quelle giornate che possono cambiare la carriera di un giocatore. Il brasiliano ha eliminato Novak Djokovic al Roland Garros 2026, imponendosi con il punteggio di 4-6 4-6 6-3 7-5 7-5 dopo una rimonta straordinaria, costruita più con il cuore che con la tattica negli ultimi momenti del match.
Per Fonseca è il primo accesso agli ottavi di finale in uno Slam, ma soprattutto è una vittoria arrivata contro uno dei più grandi campioni della storia del tennis. Un successo che il brasiliano ha raccontato con grande sincerità in conferenza stampa, ancora emozionato per quanto accaduto in campo.

A fine partita, Djokovic si è avvicinato a rete e si è complimentato con lui. Fonseca ha spiegato che il serbo gli ha rivolto anche una parola in portoghese.
“Mi ha detto ‘Parabens’, che significa congratulazioni in portoghese. Poi mi ha detto di continuare così e mi ha augurato buona fortuna. Per me è stato un piacere condividere il campo con lui”, ha raccontato il brasiliano.
La partita, però, era cominciata nel modo peggiore possibile. Djokovic aveva vinto i primi due set e sembrava in pieno controllo. Fonseca non ha nascosto le difficoltà vissute in quei momenti, ammettendo di essere stato quasi sopraffatto dal livello del serbo.

“Non credevo nemmeno in me stesso. Era durissima giocare contro di lui con quel caldo. Mi stava distruggendo”, ha spiegato.
Il brasiliano ha raccontato bene la sensazione di impotenza provata nei primi due parziali. Qualunque scelta sembrava favorire Djokovic.
“Se colpivo forte, la palla tornava ancora più forte. Se provavo ad alzare la traiettoria, lui faceva smorzate o diventava aggressivo”, ha aggiunto Fonseca.
La chiave della rimonta è stata mentale. Fonseca ha smesso di guardare il risultato complessivo e ha iniziato a pensare soltanto al punto successivo. Non ai tre set da vincere, non al nome dell’avversario, non al peso dello Chatrier.

“Ho cercato solo di restare lì, punto dopo punto. Non pensavo che dovessi vincere altri tre set. Mi dicevo soltanto: resta lì, resta lì”, ha spiegato.
Poi, nel corso del match, qualcosa è cambiato. Fonseca ha iniziato a percepire un piccolo calo fisico di Djokovic e da quel momento ha trovato nuove energie.
“Ho capito che era un po’ più stanco e questo mi ha dato un po’ più di speranza”, ha detto.
La svolta tecnica è arrivata nel terzo set, quando il brasiliano è riuscito a rispondere con maggiore profondità e a essere più aggressivo, ma senza perdere equilibrio. Non più solo potenza, ma anche costruzione del punto.

“Ho iniziato a mettere risposte più profonde, a essere più aggressivo ma con margine, più solido, costruendo meglio i punti”, ha raccontato.
Fonseca ha riconosciuto anche la straordinaria capacità di Djokovic di gestire il ritmo dello scambio. Un aspetto che, nei primi due set, lo aveva mandato fuori giri.

“È difficile giocare contro di lui, perché sembra che metta la palla dove vuole. A volte la palla è lenta ma profonda, e tu devi continuare a muovere bene i piedi”, ha spiegato il brasiliano.
Poi è arrivata la parte più dura, quella in cui la partita non si vince più soltanto con il tennis. Fonseca ha ammesso di essere arrivato stremato al quarto set e di aver giocato il quinto quasi solo d’istinto.

“Quando ho vinto il terzo set ho iniziato a crederci un po’. Nel quarto ero già stanco. Il quinto è stato tutto cuore. Non riuscivo nemmeno a pensare, provavo solo ad andare avanti”, ha detto.
Anche il pubblico brasiliano ha avuto un ruolo importante. Fonseca ha sottolineato l’energia arrivata dagli spalti, in una cornice che ha definito speciale.

“L’atmosfera era incredibile. Ogni punto importante, per lui o per me, faceva esplodere il pubblico. Il sostegno dei brasiliani mi ha aiutato a continuare a credere e a lottare”, ha dichiarato.
Con Sinner e Djokovic fuori dal tabellone, inevitabilmente il Roland Garros assume una forma diversa. Fonseca, però, non vuole farsi travolgere dai pensieri. Alla domanda su quanto lontano possa arrivare, il brasiliano ha preferito restare con i piedi per terra.
“È il mio primo ottavo di finale in carriera. Per ora voglio solo godermi il momento. Sono concentrato partita dopo partita”, ha spiegato.

Una risposta che racconta bene la maturità del brasiliano. Fonseca sa di aver compiuto qualcosa di enorme, ma non vuole trasformare l’impresa in un peso. Vuole assaporarla, capirla e poi ripartire.
“Solo dieci minuti dopo la partita ho iniziato a rendermi conto di quello che avevo fatto, di quanto fosse difficile e di quanto fosse incredibile per me”, ha concluso.

Il Roland Garros perde Djokovic, ma scopre una nuova storia. Joao Fonseca non ha soltanto vinto una partita: ha resistito, ha sofferto, ha trovato soluzioni e ha dimostrato di poter reggere il palcoscenico più grande. Il suo torneo, adesso, entra in una nuova dimensione.

Si ferma al terzo turno l’avventura di Novak Djokovic al Roland Garros 2026. Il campione serbo, avanti di due set contro il brasiliano Joao Fonseca, ha ceduto dopo una battaglia di 4 ore e 53 minuti con il punteggio di 4-6 4-6 6-3 7-5 7-5. Una sconfitta che potrebbe rappresentare simbolicamente il passaggio di consegne tra una leggenda del tennis e uno dei giovani più promettenti del circuito. A quasi 39 anni, Djokovic ha lottato fino all’ultimo punto, ma ha dovuto arrendersi alla freschezza e all’esuberanza del diciannovenne brasiliano. Con l’eliminazione di Carlos Alcaraz e quella di Jannik Sinner, il tabellone sembrava aprirgli una strada importante verso il 25° Slam della carriera, ma il destino ha preso un’altra direzione.

Domanda: Novak, quali sono le tue considerazioni generali sulla partita?

Novak Djokovic: Beh, una partita incredibile della quale far parte. Ovviamente è dura perderla dopo essere stato avanti di due set a zero, ma enorme merito a Joao che ha davvero meritato di vincere il match. Penso che, senza alcun dubbio, sia stato il giocatore migliore nei momenti importanti, in quei passaggi decisivi del quarto e del quinto set. Ci sono stati scambi e punti straordinari. Sì, ha trovato colpi incredibili, righe, soluzioni eccezionali. Da parte sua è stato semplicemente impressionante. Ovviamente non è il massimo per me affrontare un giocatore che esprime un livello del genere, ma non credo di aver fatto molto di sbagliato nel mio gioco. È solo che lui è stato migliore.

Domanda: Con Carlos fuori dal torneo e Jannik sconfitto ieri, la tua mente ha iniziato a pensare al resto del torneo…

Novak Djokovic: Non mi interessa. Non mi interessa. Ti fermo subito qui. No. Ho appena perso al terzo turno. Parliamo di qualcos’altro. Grazie.

Domanda: Guardando ora a questo torneo, quale era il tuo livello di fiducia riguardo alla tua preparazione? Hai giocato moltissimo tennis quest’anno. Pensi che questo abbia influito sulla partita man mano che andava avanti?

Novak Djokovic: La quantità di ore che ho giocato in questi tre incontri qui mi sembra pari a quella di tutti i tornei disputati negli ultimi tre mesi, a essere sincero. Però sì, penso di aver giocato un ottimo tennis, davvero un ottimo livello. Considerando che sono stato infortunato per tre mesi e che stavo cercando di rientrare, per poi andare praticamente direttamente in uno Slam su questa superficie che è molto impegnativa e che per me richiede più tempo per trovare il giusto ritmo, considerando tutto e tutte le circostanze penso che il livello sia stato davvero buono. Ero soddisfatto del mio livello. Certo, in questo momento sono deluso, appena uscito dal campo, dopo aver perso una partita che ero vicino a vincere. Questo è tutto quello che posso dire.

Domanda: Novak, sappiamo che nelle sconfitte sei sempre molto generoso con i tuoi avversari. Ti abbiamo visto parlare con Joao a rete. Puoi dirci cosa gli hai detto? E più in generale, come vedi il suo potenziale, il suo futuro e il giocatore che può diventare?

Novak Djokovic: Certamente mi sono congratulato con lui e gli ho detto che meritava di vincere e che aveva giocato una partita incredibile. Gli ho detto che doveva essere orgoglioso di sé stesso e gli ho augurato buona fortuna per il resto del torneo. Il livello di tennis che abbiamo visto da lui ha creato molto entusiasmo intorno al suo nome e penso che oggi tutti abbiano capito perché esiste tutto questo entusiasmo. Sì, il livello è stato semplicemente incredibile.

Domanda: Guardando al risultato di oggi, ti rendi conto dell’eredità che stai lasciando? A 39 anni stai ancora giocando partite di cinque set negli Slam a questo livello.

Novak Djokovic: È difficile riflettere su questo adesso, spero possiate capirmi. Allo stesso tempo ci sono stati un paio di momenti in cui sentivo a malapena di riuscire a stare in piedi verso la fine della partita. Guardavo il pubblico e vedevo come riusciva a risollevare il mio spirito e a sostenermi. È stato qualcosa di davvero magico, sinceramente. Quindi, quando metto da parte la delusione e i pensieri negativi per la sconfitta, c’è molto di cui essere orgoglioso, per tutto quello che ho attraversato e vissuto. Sono molto grato per questo tipo di esperienza.

Domanda: Novak, ti rivedremo al Roland Garros il prossimo anno?

Novak Djokovic: Non lo so.

Domanda: Andrebbe bene se questa fosse stata la tua ultima partita contro un giocatore come lui?

Novak Djokovic: Non lo so.

Domanda: Sempre su Fonseca. Hai giocato una grande partita e volevo chiederti se lo vedi come uno dei prossimi grandi protagonisti del tennis mondiale.

Novak Djokovic: Spero di sì. Spero di sì. Ha sicuramente il potenziale per riuscirci. Poi devono combaciare molte cose. Da quello che ho visto negli ultimi due anni sul circuito è molto professionale, e questa è una precondizione per il successo. Ha talento, ha una grande potenza di gioco. Ha tutta la nazione brasiliana che lo sostiene, quindi c’è tantissimo entusiasmo intorno a lui e a ragione. Spero possa essere la prossima grande stella, possa vincere Slam. Sicuramente mi piacerebbe vedere una cosa del genere.

Domanda: Guardando i primi due set avevo l’impressione che tu stessi sempre facendo la scelta giusta, mentre lui sembrava giocare un po’ come un junior. Hai mai avuto la sensazione di essere tu a poter decidere la partita finché eri più fresco fisicamente? È mancato qualcosa, forse per una questione di energie?

Novak Djokovic: Sarebbe stato bello se si fosse giocato al meglio dei tre set (sorride), ma non è così. Sì, a essere sincero ho semplicemente finito la benzina. Non mi sentivo bene in campo nei set successivi.

Penso che la fine del quarto set sia stata la mia occasione migliore. Sul 4-3, 15-40. Lui però ha giocato punti davvero ottimi. Ha attaccato, ha servito molto bene. Guardando indietro, nei momenti importanti, avrei potuto fare qualcosa di diverso? Si può sempre dire di sì. Però bisogna semplicemente dire bravo e congratularsi con lui. Tanto di cappello. Ha giocato un tennis straordinario. Ogni volta che c’era un momento decisivo andava a prenderselo. Forse il mio unico errore è stato sul 3-1 del quinto set quando ero al servizio e ho perso quel game. Ma anche lì lui ha giocato un paio di punti molto aggressivi e qualsiasi palla arrivasse sul suo dritto, o intorno al dritto, la colpiva con una violenza incredibile. Era davvero difficile da leggere e stava giocando a una velocità impressionante. Sul break point per rientrare nel match ha servito tre ace. Che cosa puoi fare? Alcuni dei servizi più forti dell’intera partita: 220, 215 chilometri orari. L’unica cosa che puoi dire è: bravo. Tutto qui.


dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani


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