Zarazua mette in guardia dalle condizioni estreme: “Il sole australiano non scherza”
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La trasferta in Australia è il miglior modo di iniziare l’annata tennistica. Le ore di volo sono tante (dipende anche da dove si parte) ma tutti amano il viaggio “down under” perché permette di immergersi in una natura selvaggia di luoghi così lontani, città ricche di fascino e anche tra la gente che vive dall’altra parte del mondo, fortemente appassionata di tennis e davvero “verace” e simpatica. Non per niente gli Australian Open vengono definiti “Happy Slam” ma… occhio alle condizioni climatiche e in particolare al sole, che laggiù picchia di brutto. Una testimonianza di quanto l’esposizione al sole australe possa essere stressante per il fisico arriva dalla giocatrice messicana Renata Zarazua che in quel di Hobart ha rimediato una insolazione davvero pesante.
Zarazua questa settimana era in tabellone all’Hobart International, torneo che funge da tradizionale antipasto del primo Slam della stagione. Al primo turno la 28enne messicana ha sfidato l’americana Hailey Baptiste, uscendo vincitrice per 6-7 (5) 6-3 6-3 al termine di una battaglia di quasi tre ore, conclusasi intorno alle ore 14 locali. Dopo dell’incontro la messicana ha mostrato sui social le condizioni della propria schiena, visibilmente segnata dai danni provocati dall’esposizione al sole della Tasmania, isola a sud di Melbourne. “Il sole australiano non scherza”, ha scritto Renata a corredo dello scatto, diventato rapidamente virale su Instagram. Un’immagine eloquente che fa scattare l’allarme in vista degli Australian Open.
Alla sua terza partecipazione Slam in Australia, con questa immagine Zarazua ha riacceso nel paese (e non solo) il dibattito sulle condizioni spesso al limite affrontate dai giocatori e giocatrici negli incontri dell’estate australe e su quanto i danni alla pelle possono essere pericolosi, non solo nell’immediato quanto nel lungo periodo quando l’esposizione è reiterata e senza adeguate protezioni. Nella regione, oltre alle temperature spesso superiori ai 30 gradi, l’indice dei raggi ultravioletti (UV) raggiunge valori compresi tra 8 e 11, classificati come “molto elevati” dalle autorità sanitarie: un fattore che spiega la gravità delle ustioni riportate dalla giocatrice.
Trattandosi di una problematica nota, il protocollo adottato dai tour Pro per la gestione dello stress termico prevede che gli incontri vengano interrotti qualora l’indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature) superi i valori considerati tollerabili, con pause di 10 minuti per giocatori e arbitri. Agli Australian Open, primo Slam dell’anno, non è raro che le temperature superino i 35 °C e arrivino persino a 40 °C, motivo per cui l’organizzazione ricorre a misure come il tetto retrattile e, nei casi estremi, alla sospensione dei match. La messicana ha poi pubblicato un’ulteriore storia mostrando un netto miglioramento delle ustioni.

Zarazua poi a Hobart ha perso al secondo turno contro la statunitense Jovic. Nel 2025 agli Australian Open la messicana aveva raggiunto il secondo turno in singolare, battuta da Jasmine Paolini. Certamente dopo questa “botta di sole”, arriverà a Melbourne con una protezione massima…
Marco Mazzoni
TAG: insolazione, Marco Mazzoni, Renata Zarazua, sole in Australia, WTA 250 Hobart 2026

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è piena estate. non vedo particolari novità
Sarebbe interessante sapere se e quale crema protettiva ha usato.
Magari è stato anche un suo errore.
Comunque, se ha bisogno di qualcuno che le sparga la Cremina idratante…
son qua!
Zarazua comunque ha problemi di pelle, logico che lei soffra ancora di più nella calura australiana…