Larry Stefanki rivela: “Rifiutai di allenare Andy Murray. Era troppo giovane e fragile, ma sapevo che sarebbe diventato un top 10”
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A distanza di anni, è emersa una curiosa e significativa aneddoto legata agli inizi della carriera di Andy Murray. A raccontarla è Larry Stefanki, uno degli allenatori più rispettati del circuito, che nel corso della sua carriera ha lavorato con campioni del calibro di John McEnroe, Andy Roddick e Fernando González. Ebbene, Stefanki ha rivelato di aver rifiutato l’opportunità di allenare il giovane Murray.
Il motivo? Una combinazione di età, fragilità e complessità del contesto che avrebbe accompagnato il ruolo.
Come riportato da tennishead, Stefanki ha spiegato così quella scelta: “Era troppo debole e troppo giovane, e non mi piaceva tutto il bagaglio che sapevo avrebbe portato con sé quel posto.”
Una valutazione severa, ma allo stesso tempo lucida. Nonostante il rifiuto, Stefanki non ha mai avuto dubbi sul talento dello scozzese: “Ho sempre avuto la certezza che sarebbe diventato un giocatore da top 10. All’epoca era solo un bambino, ora è un uomo.”
Le parole del coach americano lasciano intravedere quanto complesso fosse percepito il contesto attorno a Murray, già allora investito dalle aspettative del tennis britannico, affamato di un campione capace di raccogliere l’eredità di Tim Henman e di interrompere decenni di digiuno a Wimbledon.
Col senno di poi, la storia ha pienamente confermato l’intuizione di Stefanki. Murray non solo è diventato un top 10, ma ha vinto tre Slam, due ori olimpici e raggiunto il numero uno del mondo, diventando uno dei protagonisti dell’era dei Big Four.
Marco Rossi
TAG: Andy Murray, Larry Stefanki

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Quando Stefanki vinse il Master 1000 di Indian Wells (1985) da numero 143 del mondo il periodico Match Ball titolò: Stefan Chi? In effetti non fece molto altro da giocatore arrivando al numero 35 come best ranking.