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Uno Sventaglio di Tennis: Storia di uno yankee italiano. Intervista ad Andrea Stoppini

13/12/2011 10:59 2 commenti
Andrea Stoppini classe 1980, best ranking n.161 del mondo
Andrea Stoppini classe 1980, best ranking n.161 del mondo

Numero 11 – Martedì 13 Dicembre 2011

Anche per Andrea Stoppini è arrivato il momento di chiudere definitivamente il borsone e abbandonare le sale d’attesa degli aereoporti di tutto il mondo.

Termina una carriera che non è stata certo avara di belle soddisfazioni: 1 challenger vinto (Smirne, Turchia), 8 tornei futures, la partecipazione all’Australian Open dalle qualificazioni e quella memorabile vittoria contro Agassi sul cemento di Washington che lo ha reso popolare.
Il picco più alto del suo ranking lo raggiunse nel 2009 piazzandosi al 161° posto e, nonostante tutto, ha sempre dato l’impressione di poter meritare qualcosa in più.

Oltre al prestigioso scalpo del “Kid, anche gente come Kunitsyn, Benneteau, Bellucci, Stakhovsky, Isner e Young ha dovuto alzare bandiera bianca contro il trentino. Un fattore importante della sua mancata comparizione nei primi 100 si può intravedere nei cambi di coach avuti nel momento di massimo sviluppo tennistico che stava avendo. Inoltre la sua attitudine a giocare molto bene sui campi veloci è stata quasi un handicap nell’Italia terraiola di questi ultimi anni.

Stoppini ci ha provato ad uscire fuori dai confini europei e in quel 2006 (lui aveva già 26 anni) scoprì come l’America potesse diventare la sua seconda casa. Peccato non averla conosciuta tra i 18 e i 21 anni. Da lì è iniziata una carriera nuova con un occhio di riguardo costante per i tornei del circuito maggiore (ha presenziato in ogni qualificazione dei tornei Slam). Vanta anche un primo turno agli Australian Open con quel diavolo di Novak Djokovic.
Certamente “Stoppo” è un’anomalia: oltre ad essere stato un “velocista”, rimane sicuramente uno dei tennisti più girovaghi e coraggiosi che abbiamo avuto negli ultimi anni.

Adesso che tutti questi viaggi sono terminati, potrebbe iniziare una carriera da coach all’Accademia Bergamasca del future Talent di Brusaporto. L’Under 16 Donati aveva già avuto dei contatti con Stoppini per poi scegliere Tirrenia.

Noi di livetennis.it lo abbiamo intervistato:

1-Tracciamo un bilancio della tua carriera. Tornei vinti, scalpi importanti come Agassi, il ranking. E’ un ritiro con qualche rimpianto oppure si può comunque fare un bel sorriso?

Diciamo che qualche bella soddisfazione me la sono presa battendo piu’ di una volta giocatori nei primi 100, qualificandomi in uno slam, in un master 1000 e anche piu’ di una volta in tornei Atp. La mia classifica migliore non credo sia stata cosi’ buona ma ormai e’ inutile guardare indietro. La mia carriera e’ praticamente iniziata nell’estate del 2006 e finita nel 2010 dopo vari infortuni, prima posso dire di aver perso molto tempo.

2-Come intendi proseguire il tuo impegno nel mondo del tennis?

In questo momento sto facendo un po’ di esperienza e sto facendo di tutto, dalla scuola tennis agli agonisti e a volte accompagno anche Grigelis. Cosa faro’ in futuro, di preciso, non lo so ancora. V
Vedremo…

3-Vedi all’orizzonte giovani che ti somigliano tecnicamente o che possono comunque essere dei “cavalli” su cui puntare in futuro?

Purtroppo non conosco molti giovani al di la di quelli con cui gioco, ma credo che Giannessi sia un bell’esempio e una bella spinta per tutti i giovani in questo momento.

4- In molti ti ricordano come Andrea “L’Americano”! Reputi che un Italia troppo terraiola abbia smorzato le tue potenzialità?

Sicuramente ho giocato troppi anni sulla terra rossa e se magari fossi nato negli Stati Uniti sarebbe stato diverso come credo molti altri giocatori italiani, ma sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. Purtroppo in Italia non abbiamo la mentalita’ della valigia sempre in mano. In Italia si sta molto bene e abbiamo molti tornei e poi se non ti puoi permettere economicamente le trasferte e i viaggi ti devi adeguare a giocare sulla terra. Negli ultimi 4 anni ho viaggiato molto e spesso da solo e non e’ facile specialmente se devi viaggiare 8-9 mesi all’anno. Soldi non se ne guadagnano perche’ le spese sono molte, insomma, un discorso molto lungo da vedere sotto molti aspetti. Ma sicuramente l’America mi piace un sacco e anche i tornei che ho giocato là..

5-L’anno prossimo farai qualche comparsata, tramite invito in qualche futures italiano o ci stai definitivamente salutando?

Penso che qualche torneo lo giochero’ ancora…

Grazie Andrea per la tua disponibilità.

La rubrica “va in ferie” per queste vacanze natalizie e riprenderà Martedi’ 3 Gennaio 2012. Un ringraziamento particolare a chi mi ha seguito e un augurio di buone feste..


Alla prossima,
Andrea Martina (Andrea24h)


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2 commenti

mauro (Guest) 13-12-2011 14:57

Proprio per la esperienza maturata in usa sul duro potrebbe essere un prezioso coach di giovani da svezzare sul cemento,comunque un bellissimo esempio di professionalita’ e sobrieta’

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roditi (Guest) 13-12-2011 14:40

La morale e’ sempre quella……girare costa e soldi a certi livelli pochi…………………
Comunque un plauso ad uno che se fosse nato negli Usa probabilmente nei cento ci stava per un bel po’……..

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