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Tsitsipas riparte senza il padre: «Questo capitolo sarebbe dovuto iniziare molto prima»

04/08/2026 23:14 4 commenti
Stefanos Tsitsipas GRE, 12-08-199 - Foto Getty Images
Stefanos Tsitsipas GRE, 12-08-199 - Foto Getty Images

Stefanos Tsitsipas prova a ricostruire la propria carriera partendo dalle fondamenta. Dopo mesi particolarmente complicati, durante i quali era scivolato oltre l’ottantesima posizione mondiale, il greco ha ritrovato il successo conquistando il titolo all’ATP 250 di Gstaad e si è successivamente presentato nelle qualificazioni del Masters 1000 di Montreal.

Una situazione insolita per un ex numero tre del mondo e due volte finalista nei tornei del Grande Slam, ma affrontata senza presunzione. Tsitsipas ha superato il canadese Keegan Rice per 6-3, 6-4 nell’unico turno preliminare e ha poi battuto lo statunitense Martin Damm per 6-4, 6-4 all’esordio nel tabellone principale. Si è trattato del suo primo ingresso in un main draw ATP attraverso le qualificazioni dal 2018.

Il titolo di Gstaad dopo quasi 17 mesi di attesa

Il successo ottenuto sulle montagne svizzere ha interrotto un digiuno che durava da quasi 17 mesi. Tsitsipas ha sconfitto in finale il belga Raphaël Collignon per 6-4, 6-7(3), 6-3, conquistando il tredicesimo titolo della carriera e risalendo dal numero 85 al numero 55 della classifica ATP.

Il trofeo non ha cancellato le difficoltà vissute nella prima parte della stagione, ma ha restituito al greco sensazioni che sembravano smarrite. Negli incontri successivi si è rivisto un giocatore più energico negli spostamenti, più incisivo con il diritto e maggiormente disposto a prendere l’iniziativa da fondo campo.

La decisione di affrontare anche le qualificazioni di Montreal conferma la volontà di accumulare partite e fiducia senza lasciarsi condizionare dal proprio passato. Per un giocatore abituato per anni a essere una delle principali teste di serie, scendere in campo nel tabellone preliminare avrebbe potuto rappresentare un duro colpo all’orgoglio. Tsitsipas lo ha invece vissuto come una tappa necessaria del percorso di ricostruzione.

Damm superato con autorità a Montreal

Contro Martin Damm, il greco ha dato continuità alle indicazioni positive emerse nelle settimane precedenti. Il servizio e il diritto gli hanno consentito di controllare la maggior parte degli scambi, mentre una ritrovata solidità da fondo campo gli ha permesso di evitare le improvvise flessioni che avevano caratterizzato molti incontri recenti.

Il successo per 6-4, 6-4 ha interrotto anche una serie di cinque sconfitte consecutive nei tabelloni principali del torneo canadese. Prima di questa edizione, Tsitsipas non vinceva un incontro nella competizione dalla semifinale raggiunta nel 2021.

Il cammino verso il ritorno ai vertici rimane lungo, ma il greco sembra aver recuperato entusiasmo e disponibilità al sacrificio. Il titolo di Gstaad e le due vittorie ottenute a Montreal rappresentano segnali incoraggianti, soprattutto per un giocatore che soltanto poche settimane prima occupava la posizione più bassa della propria carriera dal 2018.

La nuova collaborazione con Thomas Perrin

La rinascita di Tsitsipas coincide con un’importante trasformazione del gruppo di lavoro. Il greco ha chiuso definitivamente la collaborazione professionale con il padre Apostolos, affidandosi a Thomas Perrin, tecnico della Mouratoglou Academy. Patrick Mouratoglou ricopre invece un ruolo di supervisione e consulenza, partecipando al progetto compatibilmente con i propri impegni.

Nel presentare il nuovo corso, Tsitsipas ha ammesso che avrebbe probabilmente dovuto affrontare questo cambiamento molto prima.

«Sono entrato in un capitolo della mia carriera che sarebbe dovuto cominciare molto tempo fa. Credo di essere stato troppo paziente e di essermi adagiato nel modo in cui gestivo alcuni aspetti del mio percorso. Per questo ho impiegato così tanto tempo a cambiare», ha spiegato.

Il greco non vuole però soffermarsi eccessivamente sulle decisioni del passato. La sua attenzione è rivolta soprattutto alla possibilità di costruire un ambiente nel quale sentirsi ascoltato, sereno e libero di assumersi maggiori responsabilità.

«Voglio lavorare con un allenatore con cui essere felice»

Tsitsipas ha indicato nella fiducia reciproca uno degli elementi fondamentali del rapporto con Perrin. Il nuovo allenatore conosce il greco e l’ambiente della Mouratoglou Academy da molti anni, una circostanza che ha reso più semplice l’avvio della collaborazione.

«Adesso stiamo facendo le cose nel modo che piace a me. Voglio lavorare con un allenatore con cui essere felice. Thomas è una persona della quale mi fido e so che Patrick segue il nostro lavoro», ha dichiarato.

Il concetto più importante riguarda la costruzione del gruppo: «Bisogna circondarsi di persone che vogliono davvero il meglio per te e che sai essere disposte ad andare in guerra al tuo fianco».

Parole che evidenziano la necessità di sentirsi sostenuto, ma anche di acquisire maggiore autonomia. Per gran parte della carriera, ogni decisione tecnica e organizzativa di Tsitsipas è stata strettamente legata alla figura del padre. Il nuovo corso gli permette invece di assumere un ruolo più centrale nella gestione del proprio percorso.

Il difficile equilibrio tra padre e allenatore

Tsitsipas ha riconosciuto apertamente quanto possa diventare complesso mantenere una relazione professionale tra padre e figlio nel tennis di vertice. Il coinvolgimento emotivo, la pressione dei risultati e la difficoltà nel separare il campo dalla vita privata possono trasformare un rapporto inizialmente positivo in una fonte di tensione.

Il greco ha comunque ricordato che questo modello può funzionare, citando gli esempi di Alexander Zverev e Ben Shelton. In particolare, ha espresso grande ammirazione per il modo in cui Bryan Shelton gestisce il rapporto professionale con il figlio.

«A volte osservo il padre di Ben e penso che sia l’esempio perfetto di come un genitore dovrebbe comportarsi con un figlio che compete ai massimi livelli. Avrei desiderato che anche per me le cose funzionassero in quel modo, ma purtroppo non è stato così», ha raccontato Tsitsipas.

Il confronto rappresenta inevitabilmente anche una critica alla dinamica vissuta con Apostolos. Il greco non ha però negato l’importanza avuta dal padre nella costruzione della propria carriera: la separazione riguarda il rapporto professionale e nasce dalla convinzione che, nella fase attuale, sia necessario un ambiente differente per tornare competitivo.

Una ricostruzione appena cominciata

Il titolo di Gstaad non è sufficiente per dichiarare conclusa la crisi, così come le prime vittorie di Montreal non possono ancora certificare il ritorno ai livelli raggiunti negli anni migliori. Tsitsipas dovrà dimostrare continuità sulle superfici veloci e ritrovare fiducia contro gli avversari più forti.

Il segnale principale riguarda però il suo atteggiamento. Il greco ha accettato di ripartire dalle qualificazioni, ha modificato il gruppo di lavoro e ha riconosciuto apertamente gli errori compiuti nella gestione della propria carriera.

Tsitsipas sta provando a tornare alle origini del proprio tennis, ma con una struttura completamente nuova intorno a sé. L’uscita del padre dal gruppo e l’arrivo di Thomas Perrin rappresentano l’inizio di un capitolo che il greco avrebbe voluto aprire prima: il titolo di Gstaad e l’esordio vincente a Montreal suggeriscono che la direzione intrapresa possa essere quella giusta.



Marco Rossi


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4 commenti

Tony_NYC (Guest) 05-08-2026 00:27

Vedo nuovi INsuccessi all’orizzonte.

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chase (Guest) 05-08-2026 00:03

frate hai fatto nnanz e ndret 3 4 volte almeno

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Queever (Guest) 04-08-2026 23:31

Decidi sempre tutto da solo mister Tstitsipas. Non sembri proprio un illuminato.

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Inox 04-08-2026 23:27

Non è troppo tardi per togliersi qualche soddisfazione

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