Dal Foro Italico ATP, Copertina

Sinner: “Sono un ragazzo che viene da una città di 2000 persone dove si va a sciare. E sono qua” (Con il video della partita e premiazione)

17/05/2026 21:40 5 commenti
Per Sinner è il 29° trofeo ATP, il decimo “1000”. In stagione, ha un bilancio di 36 vittorie e due sconfitte. Al Roland Garros (dal prossimo 24 maggio) potrà completare anche il Career Grand Slam - Foto FITP
Per Sinner è il 29° trofeo ATP, il decimo “1000”. In stagione, ha un bilancio di 36 vittorie e due sconfitte. Al Roland Garros (dal prossimo 24 maggio) potrà completare anche il Career Grand Slam - Foto FITP

Jannik fa la storia, vince Roma 50 anni dopo Panatta e mantiene i piedi per terra. Parla di felicità, di bambini, di tensione e di quel primo match sul Centrale da diciassettenne contro Johnson.J annik Sinner conquista gli Internazionali BNL d’Italia 2026, 50 anni dopo Adriano Panatta. Una finale non semplice contro Casper Ruud, vinta 6-4 6-4 con il Presidente Mattarella sul palco a consegnare il trofeo. Poi la conferenza stampa, in cui il numero uno del mondo racconta le emozioni di una giornata storica rimanendo, come sempre, con i piedi per terra.

Prima domanda sul match: non è stato un tennis perfetto, cosa ha funzionato e cosa no?

“Era difficile, anche con l’orario: c’era tanto sole e ombra all’inizio per un’ora e non era semplice. Poi c’era un po’ di vento che continuava a cambiare, era veramente difficile giocare bene a tennis. Sentivo un po’ di pressione prima della partita, la cosa più normale che ci sia, e sapevo per cosa stavo giocando. Dunque tante cose messe insieme. Ho cercato di restare il più calmo possibile. Non sono partito benissimo, poi dopo ho alzato il livello. Dopo mezz’oretta mi sono sentito meglio, ho iniziato a servire meglio. All’inizio ho fatto proprio fatica ad entrare nella partita. E poi niente, sai, è stata una giornata molto importante per il tennis italiano in generale, partendo anche dal doppio. È la prima volta nella storia che ha vinto qui una coppia italiana. È stata una bella giornata.”

Ci si fermerà a realizzare quello che si sta costruendo, torneo dopo torneo?

“Non abbiamo tanto tempo per realizzare quello che stiamo facendo. Ho già detto prima: il mio obiettivo resta sempre Parigi. Di quello che ho fatto qua, di quello che ho fatto fino ad ora tutto l’anno… è incredibile, no? Io me ne rendo conto, però mentalmente so che ora devo fare comunque tutte le cose giuste. È giusto riposarmi, tenermi in forma, perché c’è il torneo più importante per me di quest’anno. Non mi voglio mettere troppa pressione perché quella viene già da sola. Adesso la cosa più importante è staccare, fare le cose giuste, non pensare tanto al tennis.”

I primi cinque Masters 1000 dell’anno vinti: qualcuno dagli spalti già immaginava il Golden Master completo. C’è l’intenzione di provarci?

“Dobbiamo andare veramente torneo dopo torneo. La cosa più importante è quello che ho detto anche in campo: fisicamente devi stare bene, se fisicamente non stai bene non vai da nessuna parte. Per questo ringrazio tanto il mio team fisico, Umberto, Leandro, Andrea, Cipolla: stiamo lavorando tanto. Per me la cosa più importante è il corpo. Poi giocare a tennis giocano bene tutti. È difficile fare quelle cose lì, però è una scelta che abbiamo fatto. Prima di Wimbledon non giochiamo nessun torneo sull’erba. Se riposiamo prima di Wimbledon, dopo la probabilità che giochiamo in Canada c’è. Però io sono sempre stato realista: non è realistico stare così come sto giocando per tutta la stagione.”

Felicità: cosa significa per Jannik, e quanto dura?

“Dipende anche in che momento sei. In questo momento, che so di poter staccare per due o tre giorni, resterà per due o tre giorni. Dopo Montecarlo non era così, perché siamo andati subito a Madrid: se sei felice e arrivi a un torneo, poi magari perdi un attimo il filo. Però io credo che la felicità non deve dipendere dal vincere o perdere un torneo. Dipende da come vivi tutta la vita. Se ti metti troppa pressione poi diventa un incubo. Io sono abbastanza equilibrato, anche fuori dal campo, e mi rendono felice davvero piccole cose: mezza giornata a giocare a golf, andare sui go-kart, quelle robe lì.”

Poi aggiunge, sulla domanda se si sia mai fatto i complimenti da solo:

“Fa parte della lucidità, in generale. Personalmente me li sono fatti dopo la partita contro Medvedev, quando ho fatto tanta fatica. Sul 4-2 ci siamo fermati per la pioggia, sono andato a casa e ho detto: bene, che siamo ancora qua. Perché le cose si erano messe male. Però anche dopo una sconfitta, se giochi bene, mi faccio i complimenti per il torneo che ho fatto. Anche se nella sconfitta è un pochettino più difficile. È giusto darsi una pacca da dietro: bravo, stai facendo bene.”

I bambini con cui entra in campo, quei momenti prima del match: cosa lasciano?

“A volte noi tennisti è brutto da dire, non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati. Qua ci sono ragazzini che hanno dei problemi, però sono così felici con veramente piccoli gesti, e ti cambia un po’ il punto di vista. Sei felice di giocare, di dare spettacolo, c’è tanta gente, stadio pieno: non c’è posto più bello per giocare. Forse questi sono i momenti che mi toccano di più, perché hai un contatto fisico con i ragazzini. Oggi per esempio era veramente piccolo e dovevo andare piano in campo. Era bello. Sono piccoli gesti che loro si terranno per sempre e a noi non ci costa niente, anzi ci dà delle bellissime sensazioni. È stato un momento molto molto bello in tutta la settimana.”

La tensione di questi quindici giorni, il peso delle aspettative, il cinquantenario di Panatta:

“Le aspettative ci saranno sempre, l’attenzione ci sarà sempre. Anzi, se non c’è la tensione vuol dire che non ci tieni. A me piace un po’ anche prima della partita la tensione, con i piccoli dubbi: è la cosa più normale. Io sono sempre stato uno che prova a controllare quello che può controllare. Se quel giorno l’avversario gioca meglio, o se non sono in giornata, c’è da accettare, devi trovare una soluzione. Non tutte le giornate sono così.”

Chiusura che vale da sola tutta l’intervista. Sette anni fa, la prima volta al Foro Italico, diciassettenne con la vescica sotto il piede, in treno da Ostrava: cosa ricorda di quel Jannik?

“La prima volta che ho giocato qua sul Centrale era contro Johnson. Sono entrato in campo e non volevo fare brutta figura. Questo era il mio obiettivo. Perché sono sempre stato realista: ho detto, guarda, è quasi impossibile che posso vincere questa partita. Volevo non fare brutta figura. Il problema è che poi ho perso sei uno nel secondo set e dopo invece ho trovato un pochettino le risorse che avevo dentro e ho cambiato un po’ la partita. Però sai, quello che sto facendo, quello che ho fatto fino ad ora, non me lo sarei mai immaginato. Non avrei mai pensato di essere nella posizione in cui sono ora. Sono semplicemente un ragazzo che viene da una piccolissima città di 2000 persone, dove normalmente la gente va a sciare. E alla fine sono qua, a giocare a tennis nei campi più grandi e più belli al mondo. Questa è un po’ la mia vita. Quello che cerco, e quello che cercherò sempre di fare, è dare il 100%. Poi quello che esce, sia nel bene che nel male, è comunque un’esperienza.”


Dal nostro inviato a Roma, Enrico Milani


TAG: , ,

5 commenti

Bagel 17-05-2026 22:02

Scritto da Alex77
Mi piacciono le parole su Parigi, bello focalizzato, pancia ancora vuota nonostante la sequenza pazzesca di trionfi che sta compiendo.. riposa Jan adesso, non c’è molto tempo, sperando che magari possa esordire martedì o mercoledì prossimi visto che il primo turno a Parigi mi pare sia spalmato su 3 giorni

Su 3 giorni, ma comincia domenica 24. Quindi al max martedí

5
Replica | Quota | 0
Bisogna essere registrati per votare un commento!
marcauro 17-05-2026 22:00

Semplicemente Jannik

4
Replica | Quota | 0
Bisogna essere registrati per votare un commento!
Giambitto 17-05-2026 21:53

Questa estate sono stato 2 settimane li , un posto incantevole con un lago forse il più bello dell’alto Adige insieme a quello poco distante di Anterselva. Nato in un posto sano da una famiglia sana, lavoratrice ed è venuto fuori un ragazzo d’oro con un talento prodigioso e con un forza di volontà poderosa. La culla , l’habitat dove è nato il piccolo Jannik è stato l’humus per diventare uno dei più grandi campioni della storia mondiale non solo del tennis ma dello sport in generale.

3
Replica | Quota | 2
Bisogna essere registrati per votare un commento!
+1: marcauro, Giuras
Inox 17-05-2026 21:53

Il Predestinato, fatevene una ragione, è già Leggenda!!

2
Replica | Quota | 0
Bisogna essere registrati per votare un commento!
Alex77 17-05-2026 21:52

Mi piacciono le parole su Parigi, bello focalizzato, pancia ancora vuota nonostante la sequenza pazzesca di trionfi che sta compiendo.. riposa Jan adesso, non c’è molto tempo, sperando che magari possa esordire martedì o mercoledì prossimi visto che il primo turno a Parigi mi pare sia spalmato su 3 giorni

1
Replica | Quota | 1
Bisogna essere registrati per votare un commento!
+1: marcauro