Compirà 17 anni il prossimo 6 marzo ATP, Copertina

Moise Kouame segna un altro record, ma lui risponde così: “La cosa più importante è divertirsi e sorridere. A chi assomiglio? Voglio essere solo me stesso”

18/02/2026 09:18 9 commenti
Moise Kouame, classe 2009
Moise Kouame, classe 2009

Moise Kouame continua a correre nei suoi primi passi sul tour professionistico, e lui sorride, si diverte e tiene un profilo basso, figlio della giovane età ma anche della consapevolezza di chi vuole andare lontano, molto lontano… pensando solo a se stesso e non ai paragoni con i grandi della disciplina a cui viene costantemente accostato. Dopo l’esordio a livello ATP a Montpellier, il 16enne parigino ha segnato un altro record personale: è il primo classe 2009 a vincere un match a livello Challenger. Moise ha battuto ieri a Lille Matej Dodig (6-4 6-2), a pochi giorni dal suo 17° compleanno, il prossimo 6 marzo. Di lui si scrive in questi giorni per i primati di precocità, ma guardando con attenzione il suo tennis è quello che davvero ruba gli occhi e lascia intravedere un futuro di altissimo livello. Forte di un fisico assai strutturato per l’età, i suoi colpi sono già consistenti, piuttosto rifiniti e a tratti devastanti, come un servizio che veleggia costantemente oltre i 200 km/h. Si muove con potenza sul campo Kouame, trovando ottimi appoggi, e per la stazza è rapido in difesa quanto aggressivo in progressione. Ovviamente deve sviluppare ogni settore del suo gioco, ma in rapporto ai suoi quasi 17 anni il suo potenziale è sterminato. A Lille c’era tutta la stampa specializzata di Francia, a leccarsi i baffi game dopo game ammirando la progressione imponente di questo giovane talento. Dopo il successo è stato fermato da L’Equipe, queste le dichiarazioni di Moise.

“Sensazioni dopo la prima vittoria Challenger? È un passaggio importante” afferma un sorridente Kouame. “Sono soddisfatto del livello di gioco espresso oggi e non vedo davvero l’ora di tornare in campo domani” Ha voglia di giocare il ragazzo, ma in realtà tornerà in campo solo giovedì. È sembrato tutto facile visto da fuori… lui nega: “Non è mai facile. Credo che il punteggio non racconti pienamente l’andamento del match. Nel primo set è stata una battaglia molto equilibrata: lui mi ha strappato per primo il servizio e stava giocando davvero bene. Non lo conoscevo affatto. Avevamo preparato una certa strategia prima dell’incontro e ha funzionato. Sono riuscito a venirne fuori, quindi sono molto contento. Dal punto di vista degli obiettivi e del piano tattico, è stata un’ottima partita. Sono felice di riuscire a dare continuità a prestazioni di questo livello settimana dopo settimana. È la dimostrazione che il lavoro sta pagando”.

Quali sono i sogni di un sedicenne?  “Nel tennis ce ne sono tanti: crescere, provare piacere in campo, sorridere, divertirsi. Poi ci sono altri obiettivi fissati con il team, ma la priorità resta divertirsi e vincere il maggior numero possibile di partite”. Intanto con questi risultati di inizio anno (due Future vinti, le qualificazioni passate a Montpellier, ecc) è già entrato nella top 500 ATP. E la sua scalata è appena iniziata…

Ricordano a Kouame che proprio da queste parti, nord della Francia, ha vinto il tuo primo Futures, a Hazebrouck. “Si può dire che il nord, per ora, mi porta fortuna. Spero che continui il più a lungo possibile. Al mio arrivo c’era il sole, nel pomeriggio la neve: non ho capito come sia success (ride). Ma giorno dopo giorno si impara. Qui le persone sono davvero molto gentili, mi sento accolto benissimo”.

Ecco l’immancabile paragone con i grandi del gioco: lo accostano al movimento di Monfils sul campo. Moise risponde con serafica naturalezza: “C’è un po’ di Gaal, un po’ di Djoko, un po’ di Sinner, un po’ di Alcaraz… ma soprattutto c’è Moise Kouamé (sorride). Ed è questo l’aspetto più importante. Tengo molto alla mia identità, al mio stile personale. Spero che tra 10 o 20 anni i giovani possano dire di vedere qualcosa di Kouamé nel loro tennis. È un’identità che voglio costruire progressivamente”. Una risposta da top, in tutti i sensi.

L’ultima domanda riguarda il suo tennis: si sente più difensore, capace di rimettere palle impossibili un po’ come LaMonf, oppure preferisce tirare un vincente a tutta, come Jannik o Carlos? Interessante la sua risposta: “Direi 50-50, sinceramente. C’è stato un momento in cui ho colpito la palla in modo perfetto, pieno centro corde: la sensazione è stata fantastica. Ovviamente la fase difensiva è fondamentale nel tennis moderno. Se sai attaccare ma non sai difendere, è un aspetto su cui devi lavorare altrimenti non hai futuro. Credo di difendere bene, ma ogni colpo può dare soddisfazione. La cosa più importante resta divertirsi e godersi il gioco”.

Un bel tipo Kouame, con queste parole dimostra personalità nella sua giovane età. Esterna senza forzature la consapevolezza di chi si è posto un obiettivo chiaro nel lungo periodo e lavora giorno dopo giorno per arrivarci. Dove? Tra i grandi.

Marco Mazzoni


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9 commenti. Lasciane uno!

LupoCasanova (Guest) 18-02-2026 15:53

Scritto da Giampieur77
Vabè si sa che quelli di colore spesso sviluppano prima e fisicamente è come se fosse uno di 20 anni..quindi riesce già a competere con i grandi rispetto a pari età più immaturi fisicamente..bisogna vedere se crescerà tecnicamente e se ha il carattere giusto o se si fermerà ad un livello buono ma non tra i migliori..

Io devo dare ragione al Sig. Giampieur77.

Senza nulla togliere al giovane Moïse, che non ho ancora visto giocare, un fisico già formato può indurre in inganno sulle potenzialità assolute (l’ho visto accadere molte volte in vari sport). Poi, certo, uno che alla sua età vince a livello pro è molto difficile che in top 20 non ci entri. Poi che sia un ottimo 12, un 6 o un numero 1 ora è impossibile dirlo.

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marco.mazzoni 18-02-2026 13:57

@ piper (#4564219)

No, è la mia opinione.

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no Sinner no Party (Guest) 18-02-2026 12:46

Quando in TOP-10?

Quando al #1?

Per favore, espertoni di LT… rispondete!

PS: lo chiedo da parte di Alcaraz e Sinner 😉

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Giampieur77 18-02-2026 12:37

Vabè si sa che quelli di colore spesso sviluppano prima e fisicamente è come se fosse uno di 20 anni..quindi riesce già a competere con i grandi rispetto a pari età più immaturi fisicamente..bisogna vedere se crescerà tecnicamente e se ha il carattere giusto o se si fermerà ad un livello buono ma non tra i migliori..

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piper 18-02-2026 11:16

@ Cirio (#4564211)

Sinner è vecchio infatti, Alcaraz ancora no.
A parte questo
@ Marco Mazzoni
Sig. Mazzoni, il passaggio dell’articolo da: “Esterna” a “Tra i grandi” lo ha dichiarato Kouame (o un portavoce)?

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Cirio (Guest) 18-02-2026 10:35

2009, come vola il tempo… Sinner e Alcaraz con i loro 2001-2003 sembrano quasi già vecchi

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+1: leonealfa
Luciano65 (Guest) 18-02-2026 10:27

Scritto da Pippolivetennis
Qualcuno sa da chi è seguito questo ragazzo?

Se non erro e se non ci sono stati cambiamenti recenti mi pare ci fosse Gasquet nello staff.
Ma qualcuno ne sa senz’altro più di me.

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Italo (Guest) 18-02-2026 10:17

Sicuramente un fenomeno di precocità ma io farei un plauso al coetaneo Guto Miguel che ieri sera a Rio ha portato al terzo set Vilius Gaubas, mostrando colpi davvero notevoli per un sedicenne.
Mi piacerebbe vederli giocare contro, ma sarà solo questione di tempo

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+1: Lory99
Pippolivetennis 18-02-2026 10:17

Qualcuno sa da chi è seguito questo ragazzo?

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